Ho nostalgia – un pensiero di Piccolarondine

Mentre i lavori per il trasferimento dei blog procedono (speriamo di fare in tempo, non è che resti poi troppo… :-|), voglio pubblicare un bel pensiero della nostra Piccola Rondine – a proposito, cara, cerca di trasferire il tuo blog… mi spiacerebbe perdere i tuoi scritti :-o.
Un pensiero toccante, disegna fin troppo bene la caducità della nostra vita su questa terra… A proposito di quando si nasce all'alba e poi si fa subito sera…

 



Ho nostalgia
Un pensiero di
Piccola Rondine
Blog (ancora per poco :-():
http://piccolarondine.splinder.com

Ho nostalgia degli anni fertili, quando tutto era possibile e dalla scodella traboccavano sogni e mi sfamavo.
Quando c’era aria di alchimia e la risata cristallina dell’innocenza contagiava le cose autentiche , che non conoscevano il falso.
Di quando la vita aveva la leggerezza farfallina e svolazzava libera come il respiro .
Ho nostalgia della saggezza del vecchio che non ascoltavo, ma il cui sguardo mi seguiva ovunque, come a proteggermi da cose che sapeva e che avrei solo in seguito conosciuto. Ho nostalgia del suo cuore caldo.
Ho nostalgia di parole che mi sappiano dire qualcosa di sensato, parole che vanno in coppia e si dicono “ti amo”, senza il laccio del legame. Parole generose, che sanno dare.
Ho nostalgia di una lunga corsa in riva al mare quando è inverno e di fermarmi a raccogliere dalla spiaggia le breve storie estive che conserva tra i suo granelli, alcuni sono dei veri tesori.
Ho nostalgia della pioggia pulita e di quando a bocca aperta coglievo le gocce e l’umidità arricciava i miei lunghi capelli castani. Ho nostalgia. Sì, delle aurore, e delle loro improvvisazioni e della luce divina con cui giocavo a mosca cieca; del mio vivere con naturalezza senza fare domande e di lasciarmi andare al flusso della vita, quando non alzavo nessun ostacolo, perché non c’era nulla da ostacolare.
Mi resta con la crescita la percezione di una meravigliosa innocenza nascosta nel profondo rimpianto di quando si nasce all’alba e poi si fa subito sera.

Rondine

La nostra casa (virtuale) è dove noi siamo

E’ così ci stiamo a poco a poco disperdendo ai quattro venti, anzi alle quattro piattaforme 😀
Io e mia moglie stiamo lavorando alacremente per preparare il trasferimento 🙂
La prima decisione è stata quella di passare definitivamente l’ownership di Adotta un cucciolo a lei (che, ricordo, è
Finadel nel web), visto che ormai è quella che ci lavora di più. Abbiamo deciso di trasferire entrambi i blog sulla medesima piattaforma, Logga.me, salvo sorprese dell’ultimo minuto. Ovviamente per gli “esterni a Splinder” non cambierà nulla, salvo un po’ il “formato”: entrambi i blog continueranno a puntare a http://www.adottauncucciolo.net e http://www.wolfghost.it (ma probabilmente migrero’ su http://www.wolfghost.com… poco importa).
Al momento abbiamo ridotto Adotta un cucciolo da oltre 1600 a circa 750 post, eliminando anche le foto degli annunci cancellati. Tanto riteniamo che gli annunci più vecchi di sei mesi non abbiano più validità, abbiamo lasciato solo gli adottati (come segnale che il sistema funziona e come “celebrazione”) e gli appelli o articoli che rimangono validi. Questo ci aiuterà a migrare più facilmente.
Per Wolfghost mi sta dando una mano un’amica di web (Demetrablu, che ringrazio molto già ora) trasferendo i post nottetempo. Poi lavoreremo sul formato, ovvero sul template.
Per le immagini di entrambi i blog sto pensando di acquistare un’opzione aggiuntiva di Aruba, la piattaforma che ospita i domini di http://www.adottauncucciolo.net e http://www.wolfghost.com: con soli 5 euro all’anno, spazio illimitato 🙂 Anche qui le operazioni di trasferimento delle immagini (e relativa sostituzione dei link sui post che le riguardano) saranno lunghe e onerose 😐 Sto cercando di capire come velocizzarle 🙂

Elencate queste “note tecniche”, volevo parlare un po’ della “nostra casa virtuale” 🙂
Vedo troppe persone preoccupate della diaspora degli “amici” su piattaforme diverse, ma sinceramente questo non lo considero un problema. Perché restare legati ad un’unica piattaforma? E’ questa semmai una brutta auto-limitazione. Tra i miei lettori e commentatori ci sono già diverse persone che risiedono su piattaforme extra-Splinder, cosi’ come io già contro-visito sui loro siti e blog. E lo trovo bello 🙂 Perché porre mura al web? Il web è aperto per definizione, non dovremmo auto limitarci e porci dei confini da soli. Non abbiate paura della piattaforma, scegliete solo quella che in cui vi trovate meglio… e poi ricreateci la vostra casa 🙂 Le piattaforme sono come il CAP della zona in cui si risiede fisicamente: serve a farvi trovare, ma la posta arriva comunque, ovunque siate 😀
Solo… ricordate di aprire il vostro spazio ai commenti di chi arriva da “fuori-piattaforma”, questa è l’unica cosa ad essere importante 😉

Ricordate: la nostra casa è là dove siamo noi, indipendentemente dalla piattaforma che ci ospita 🙂

vista su casa

Normalità

Ho intitolato questo post “normalità” perché è quello che molti di noi hanno perso sulla “blogosfera”. Certo, si parla di virtualità, quindi nulla di grave, ci mancherebbe. Tuttavia per alcuni di noi questa non è mai stata virtualità al 100%, ha rappresentato un pezzo della nostra vita, dei nostri cambiamenti.
Mi piacerebbe tornare a scrivere i soliti post, ma adesso non ce la faccio. Come si puo’ scrivere qualcosa a cui magari si tiene pensando che forse tra due mesi andrà persa?
Ho provato a salvare il blog sul PC, ma ho interrotto al quarto giga di memoria. Ne servirebbero ad occhio e croce almeno una decina… e chi ce l’ha??? 😀 Per questo inizio ad essere un po’ pessimista… Ho abbandonato l’idea di iobloggo perché proprio non c’è verso di copiare certi mesi, ci avro’ provato una ventina di volte in queste settimane: non li vede proprio. Come non vede la stragrande maggioranza dei commenti (e per me i vostri commenti sono importanti quanto i miei post). Non importa le immagini, le “mostra”, ma restano residenti su Splinder e percio’ andranno perse.
E questo sarebbe importare un blog??? 😦
Blogger non importa da Splinder, questo almeno è quanto ho trovato.
Wordpress è troppo complicato per l’importazione, dovrei aggiustarmi troppe cose a manina, ci vorrebbero mesi e mesi… tempo che proprio non ho.
Logga.me… mi è stato detto che sarà possibile farlo, sono stati davvero gentili, ma… ci vuole tempo e, nonostante le assicurazioni, temo un po’ il risultato… possibile che mi dedichino così tanto spazio? 😐
Vedete, iniziare un nuovo blog avrebbe senso se il vecchio fosse ancora presente, anche se altrove, magari raggiungibile con dei link. Ripubblicare i vecchi post sul nuovo, magari inframmezzandoli con i nuovi, dite? Ma che senso avrebbe? Non ci sarebbero i commenti, e poi molti di quei post hanno avuto senso di essere pubblicati in quel particolare periodo di tempo: mi piace andare a rileggerli, o almeno sapere che ci sono. Ma ripubblicarli come “nuovi”… no, non ha senso.
Ho provato anche a vedere le versioni di blog che eventualmente potrebbero essere ospitate sui miei domini, ovvero quelli che offre Aruba… ma sono davvero poca roba… 😦
Insomma… questo blog è stato un pezzo di vita indimenticabile, come lo è sempre ogni pezzo di vita che ci lasciamo alle spalle. Adottauncucciolo ha dato a me ed a mia moglie la gratificazione di aiutare qualche animaletto in difficoltà. Adesso mi guardo indietro e sono contento di questi quattro anni di web, ma… non sono disposto a continuare a qualunque prezzo, solo per “esserci” ancora. Se non potrò offrire le funzionalità che avevo creato con questi blog, chiudero’, senza rimpianti, né rimorsi.
Penso a quelli che ci hanno lasciato sul serio, come Barone Rosso ad esempio. Chissà se qualcuno sta cercando di salvare le loro parole o se andranno perse per sempre… Che atrocità cancellare gli scritti di chi non c’è più. Siamo proprio in un mondo che pensa solo al business e che, se una cosa non da introiti economici sufficienti, la cancella e basta.
Vedremo cosa riusciranno a fare (ed a offrire) gli amici di Logga.me. Altrimenti… vi salutero’, un’ultima volta… almeno da blogger. Magari tornero’ alla vita precedente, quella da forumista… chissà…

Prossimo trasloco :-)

Cari amici, vista l’assenza di comunicazioni ufficiali e per evitare di perdere post e commenti, sono in procinto di muovere i blog su un’altra piattaforma e, probabilmente, addirittura cambiare il dominio di Wolfghost: mi sono infatti accorto che http://www.wolfghost.com è oggi disponibile, anni fa non lo era 🙂 In ogni caso http://www.wolfghost.it resterà attivo almeno fino a scadenza naturale del contratto, semmai farò un reindirizzamento tra .it e .com.
La piattaforma che quasi sicuramente sceglierò è
http://logga.me/, per una serie di motivi: Logga.me è la versione italiana di WordPress, piattaforma stabile e ben conosciuta; ha istruzioni in italiano (io so l’inglese, ma potendo preferisco il buon vecchio italiano ;-)); i gestori sono pronti a rispondere e disponibili a supportare, cosa per me sconosciuta  ormai da anni 😮 ed alla quale do molto valore.

Grazie ai domini http://www.wolghost.it (e/o .com) e http://www.adottauncucciolo.net, mi ritroverete comunque facilmente e, in quanto a voi, dovete sapere che io, ormai da anni, faccio uso di un file excel nel quale memorizzo gli “amici” e gli indirizzi dei loro blog, così non importa su quale piattaforma sarete, mi basterà un click e sarò sul vostro blog. Fatto salvo naturalmente che me l’abbiate comunicato, come ormai in tanti avete fatto 🙂

Un caro saluto e a presto! 😉
Wolfghost

 

Post tecnico: possibili malfunzionamenti di Wolfghost e Adottauncucciolo

Nuova nota: in questi giorni di insicurezza, molti mi chiedono dove mi sto spostando o dove mi spostero’ in caso di chiusura. La risposta e’ che… non lo so ancora 😀 Pero’ e’ importante che sappiate che a regime e’ mia intenzione puntare il mio dominio http://www.wolfghost.it alla nuova piattaforma, qualunque essa sia (al momento punta qua, a http://www.wolfghost.splinder.com, per interderci). Quindi, qualunque cosa succeda, voi ricordatevi sempre wolfghost.it e, presto o tardi, mi ritroverete 😉

Lo stesso dicasi per http://www.adottauncucciolo.net che punta e puntera’ il blog attivo  (salvo eventuali periodi di irraggiungibilita’ per motivi tecnici) 😉

Cari amici, una news: mi sono accorto che, nella copia del blog su iobloggo, quest’ultimo ha tagliato i commenti di ogni post ad un massimo di 50, gli ultimi precisamente; tutti quelli precedenti sono andati persi!!! 😀 Non solo: in alcuni post tutti i commenti sono stati eliminati! 😮
… spero di avere il tempo di provare un’altra piattaforma… 😐

In questi giorni si rincorrono le voci su una possibile chiusura di Splinder. Evito commenti di arrabbiature &C. sarebbero davvero troppo lunghi ed estenuanti 😦

Questo post è solo per avvisare che nei prossimi giorni iniziero’ a ricopiare il contenuto di Wolfghost e Adottauncucciolo su altra piattaforma (credo “iobloggo”, pare essere la più veloce).

Per motivi tecnici non credo potro’ usare la nuova piattaforma per il mio blog principale (Wolfghost): è troppo complesso; la usero’ più che altro per eventuale back-up, per non perdere anni di post e commenti. Successivamente apriro’ un nuovo blog su una piattaforma “seria”, con funzionalità complete, e copierò poco alla volta i post dal “blog copia”. Cerchero’ di essere comunque raggiungibile tramite il dominio http://www.wolfghost.it: cerchero’ di farlo puntare al blog attivo. E se ogni tanto “sparirò” per un po’ di tempo… bé, abbiate pazienza 🙂

Per quanto riguarda adottauncucciolo, è possibile che il blog su iobloggo sarà invece il definitivo, anche se temo dovrò cambiarne il nome :-(. Valutero’ il risultato con mia moglie e decideremo. In ogni caso, a regime, dovrebbe essere anche lui raggiunto sempre dal dominio http://www.adottauncucciolo.net.

Vi ricordo i rispettivi indirizzi:
posta@wolfghost.it e posta@adottauncucciolo.net

… e speriamo che che l’allarme rientri e che tutto possa restare su Splinder 🙂

Speriamo sia finita…

Prima si e’ rivisto un po’ di sole, adesso e’ di nuovo molto nuvoloso. Comunque alle 18 l’allerta dovrebbe passare da 2 (massima) a 1, e, sia vedendo le previsioni, sia il livello del torrente non distante dal quale ho parcheggiato la macchina per venire in ufficio (comunque dovrebbe essere una zona abbastanza sicura), non dovrei avere problemi.
E’ inutile dire che quello che e’ successo, pur non avendo toccato la mia circoscrizione nell’estremo ponente genovese, mi ha richiamato alla mente quello che ho vissuto in prima persona l’anno scorso (alluvione della delegazione dove lavoro) e perfino l’immagine vaga che ho dell’alluvione del 1970, quando, ad appena 4 anni, mi affacciai dal balcone di casa e vidi la piazza sottostante alluvionata.
Come per altri eventi naturali (anche se spesso l’uomo ci aggiunge del suo…) sono cose che non si dimenticano mai veramente, e che alla minima ricorrenza vengono richiamati in tutta la loro paura e angoscia.
Chi ha sentito le pareti tremare e poi oscillare (per non dire peggio, e tra di voi c’e’ chi puo’ raccontarlo) per un terremoto non lo dimentica. Chi ha visto le imposte essere risucchiate via da una tromba d’aria, o l’ha vista formarsi sul mare e poi avvicinarsi, non lo dimentica. Chi ha improvvisamente sentito il suono ovattato che provoca l’acqua nelle strade e si e’ trovato a pensare di poter essere un topo in trappola, non puo’ dimenticarlo.
Il fatto che, pur non ricordando quasi nulla di quand’ero bimbo, abbia quel ricordo del 1970 la dice lunga.
Ho rivissuto, sebbene stavolta per televisione, nella lunghissima diretta di una rete cittadina privata, momenti di shock, di spiazzamento totale come avvenuto l’anno scorso: vedere le auto che cominciano lentamente ma inesorabilmente a staccarsi dalla strada, iniziando ad andare alla deriva per galleggiamento, chiedendosi che fine avra’ fatto la propria (per la cronaca, la mia rimase incredibilmente incolume); vedere che i mezzi pesanti, i cui incauti (e scriteriati) conducenti continuano a condurre in mezzo al “lago”, provocano un movimento ondoso che sposta pericolosamente tutto cio’ che e’ intorno, auto, cassonetti, moto, rifiuti vari; dover decidere – quasi sempre di testa propria e a proprio rischio e pericolo – il da farsi, buttandosi nella “avventura” di un ritorno a casa senza la piu’ pallida idea di quanto tempo richiedera’ e con che mezzi potra’ avvenire; vedere lo scempio di strade, negozi, mezzi, ogni cosa. E alla fine scoprire che questi sono i minori dei mali, perche’ – terribilmente – qualcuno a casa non c’e’ nemmeno tornato.
Dopo, si arriva ai “perche’ “, ai “per come”, ad una caccia alle streghe che, sempre, alla fine la fanno franca, perche’ le responsabilita’ sono sempre dell’eccezionalita’ dell’evento. Alla faccia di denunce e fatti che paiono incontestabili.
Non conosco la situazione del centro citta’ se non per sentito dire. Ma conosco bene quella della delegazione dove lavoro e dove abitavo fino a quattro anni fa. Saranno vent’anni che si sa che finche’ non verranno buttati giu’ alcuni palazzi che incautamente (bisognerebbe dire un’altra parola…) sono stati costruiti sul letto dei torrenti creando un effetto tappo, le alluvioni continueranno ad avvenire ed avvenire ancora.
Ad ogni alluvione si sente dire che adesso si procedera’ ad abbatterli… Ma a quella successiva quei palazzi sono puntualmente ancora li’.
Con buona (si fa per dire) pace di quelli che hanno dovuto ricostruire il proprio negozio aspettando un rimborso che ad un anno e piu’ di distanza non e’ ancora arrivato.
Sicuramente risponde a verita’ che certi eventi sono troppo eccezionali perche’ si possa evitare che causino danni, ma che questa divenga puntualmente una scusa per coprire le proprie mancanze diventa via via sempre meno accettabile.
Un evento eccezionale dovrebbe essere… eccezionale, giusto? Ma lo e’ ancora in una regione che ha l’incidenza di eventi simili come quella che potete leggere nel file pdf allegato?
Mah… fate voi…

http://www.ilsecoloxix.it/r/IlSecoloXIXWEB/genova/allegati/nubifragi_alluvioni_dal_1966.pdf

Cammina nelle mie scarpe

Riprendo una riflessione, apparentemente semplice ma sempre importante da ricordare, di Edoardoprimo dal suo blog omonimo (http://edoardoprimo.splinder.com/):

“E’ facile giudicare quando non hai
    camminato con le scarpe di
    qualcun’altro, non è vero?”.

Eh, quanti di noi hanno pensato la stessa cosa almeno qualche volta nella vita? 😐 E quanti aforismi e detti – anche biblici, come sappiamo – esistono sull’argomento? Eppure il ‘facile giudizio’ ancora e’ all’ordine del giorno e molti di noi ci cadono quotidianamente senza nemmeno rendersene conto. Ipocrisia, ignoranza, superficialita’, arroganza, sono le cause prime, tutte figlie della mancanza di responsabilita’ verso il prossimo. Non ci si rende conto di quanto male possano fare le nostre parole.

E’ facile caderci, sapete? Vorrei che ognuno, come faro’ io per primo, non si limitasse a dare ragione a questo post, non ci vuole nulla per farlo, ma provasse a guardarsi dal di fuori, come fosse in terza persona, al presente ed al passato.
Spesso, operando cosi’, si possono avere sgradite quanto utili sorprese… si puo’ scoprire di non essere proprio cosi’ immuni al ’facile giudizio’ come si pensa.

Vi lascio con una bella canzone dei Depeche Mode sull’argomento 🙂

Camminare Nelle Mie Scarpe

Ti racconterei le cose che mi hanno fatto per metteremi dentro il dolore a cui sono stato soggetto ma il Signore stesso arrossirebbe. Gli innumerevoli banchetti posati ai miei piedi, frutti proibiti per me da mangiare.
Ma credo che il tuo polso comincerebbe a correre.

Adesso non sto cercando l’assoluzione, il perdono per le cose che faccio, ma prima che tu arrivi a qualsiasi conclusione, prova a camminare nelle mie scarpe. Prova a camminare nelle mie scarpe!

Inciamperai nei miei stessi passi, passerai per gli stessi punti attraverso cui sono passato io, se provi a camminare nelle mie scarpe, se provi a camminare nelle mie scarpe.

La morale disapproverebbe, la decenza guarderebbe dall’alto in basso il mio destino da capro espiatorio.
Ma adesso giuro, mio giudice e miei giurati, le mie intenzioni non potevano essere piu’ pure, il mio caso e’ facile da capire.

Non sto cercando una coscienza piu’ pulita, la pace della mente dopo cio’ che ho passato. E prima che parliamo di qualunque pentimento, prova a camminare nelle mie scarpe, prova a camminare nelle mie scarpe!

Inciamperai nei miei stessi passi, passerai per gli stessi punti attraverso cui sono passato io, se provi a camminare nelle mie scarpe, se provi a camminare nelle mie scarpe.
Prova a camminare nelle mie scarpe!

Adesso non sto cercando l’assoluzione, perdono per le cose che faccio, ma prima che arrivi a qualche conclusione, prova a camminare nelle mie scarpe, prova a camminare nelle mie scarpe!

Inciamperai nei miei stessi passi, passerai per gli stessi punti attraverso cui sono passato io, se provi a camminare nelle mie scarpe, se provi a camminare nelle mie scarpe!

Inciamperai nei miei stessi passi, passerai per gli stessi punti attraverso cui sono passato io, se provi a camminare nelle mie scarpe.
Se provi a camminare nelle mie scarpe.
Prova a camminare nelle mie scarpe.
Se provi a camminare nelle mie scarpe.
Prova a camminare nelle mie scarpe.

Liberi dall’ansia: costanza nella pratica

Qualche giorno fa ho ricevuto una e-mail da una persona che chiedeva suggerimenti per calmare gli stati ansiosi dei quali e’ spesso vittima, soprattutto a riguardo del futuro.
Siccome l’argomento e’ interessante e credo che tocchi molti di noi, voglio riproporre la mia risposta anche qua, solo un poco rielaborata. Ringrazio S. per la fiducia dimostratami e per avermi dato l’occasione di riflettere ancora una volta sull’argomento.

scaredOggigiorno per affrontare ansia e paure esistono molti possibili metodi alternativi e/o complementari. Si puo’ cercare aiuto in persone esterne, come psicologi, consuelor, terapeuti di diverse discipline, sia singolarmente che in gruppo, cercando magari sostegno anche dagli altri partecipanti.
Si puo’ scegliere una strada piu’ autodidatta, c’è ormai facile accessibilita’ a tanta informazione senza necessità di spendere una fortuna: libri, siti internet, CD e DVD. Sull’argomento ho letto molto in passato, libri come “Libertà dalla Paura”, che hanno fatto epoca nel loro tempo. Oggi ce ne sono tanti altri, altrettanto validi. Basta andare in una libreria e farsi “guidare dall’istinto”.
Attualmente
, come penso si sara’ accorto chi segue il mio blog da tempo, tendo ad essere affascinato dalla filosofia e dalle pratiche del buddhismo tibetano. Scorrendo il blog si possono trovare le “recensioni” di diversi testi che ho letto ed apprezzato.

Una cosa e’ certa: la libertà dalla paura è un percorso lungo, un percorso forse senza fine, ma che, per chi è ansioso, vale la pena di intraprendere con serietà e determinazione, soprattutto quando paure ed ansie finiscono per minare la serenita’ della vita. La vita e’ fragile e caduca, lo sappiamo tutti, prima o poi arrivera’ il momento in cui ognuno di noi dovra’ affrontare qualcosa che non avrebbe mai voluto affrontare… ma non riuscire a godersi i giorni che passano, le persone e tutte le cose belle che abbiamo intorno a noi perche’ anche quando stiamo bene siamo preoccupati dal futuro, e’ un vero peccato. Un collega una volta mi disse: “io so solo che alla morte ci si arriva vivi” (nel senso che e’ bene arrivarci avendo vissuto davvero, apprezzando cio’ che abbiamo avuto la fortuna di poter esperire).

Il problema a mio avviso non e’ essere ansiosi, dire “e’ cosi’, non so come ci sono arrivato ma e’ chiaro che sono una persona ansiosa e non posso farci nulla” e’ una brutta autolimitazione di cui bisogna disfarsi. Il passato e’ passato, cambiare si puo’, ma… occorre mettersi in testa che esistono si’ tante ricette, ma nessuna, se e’ seria, e’ facile: puo’ essere semplice da essere spiegata, ma deve necessariamente ricevere grande applicazione. E’ troppo facile entusiasmarsi per un libro, una seduta, la direttiva di un esperto, bisogna assolutamente dargli seguito. La strada puo’ essere indicata ma poi ognuno deve percorrerla con le proprie gambe. Ci vuole tempo, applicazione, pazienza. Non bisogna lasciarsi abbattere da eventuali inciampi, e’ fondamentale insistere.
Guardate, io mi sono imbattuto in tante e tante strade… la cosa curiosa è che adesso ho imparato che paradossalmente piu’ della strada conta la costanza nel seguirla.
Bisogna portarla nella vita di tutti i giorni, altrimenti non serve a nulla.

Siamo troppo pigri, vogliamo soluzioni facili, la pappa pronta. Questo e’ il vero problema. Partiamo con le migliori intenzioni, per poi perderci per un niente.

gatto spaventato

Carezze e morsi :-)

Julius dormeQuasi come sentisse che stavo per parlare di lui, è arrivato Julius “chiedendo” di essere preso in braccio come faceva quando era piccino, vedi foto a lato  😉 Peccato che allora pesasse circa otto chili meno  😛
Come sapete, nel nostro piccolo appartamento di 30 metri quadrati convivono due cristiani, tre gatti e un canetto 🙂 Quando ci allontaniamo per qualche giorno portiamo con noi Tom, il cane, ma lasciamo i gatti, Sissi, Julius e Numa, a casa. Ci piacerebbe portarli con noi ma i gatti sono molto legati alla casa, piangono disperati non appena mettono un piede… opsss! una zampa 😀 fuori dall’appartamento. Certamente soffrirebbero di più in un viaggio di ore e in ambienti sconosciuti che a stare in casa senza di noi.
Ognuno di loro ha i suoi posti preferenziali ove dormire, posti che cambiano a seconda delle stagioni e dell’ora 😉 Sono bestioline piuttosto abitudinarie, sapete 🙂 Quando non ci siamo noi, Julius – che assomiglia sempre di più a Garfield, sia per pancia e taglio degli occhi che per abitudini (la mattina viene sempre a reclamare il suo pezzetto d
i brioche mentre faccio colazione ) – occupa il letto, mettendosi nel bel mezzo o sui cuscini, cosa che del resto fa spesso anche Numa 😀 Quando ci sono io invece viene spesso a dormire al mio fianco 😉
Comunque, domenica scorsa, tornando dall’ultimo weekend a Merano, all’ora di coricarsi Julius appariva evidentemente spiazzato e scocciato per il fatto di trovare il letto occupato 😛 In ogni caso, dopo una mezz’oretta è tornato e si è sistemato… accanto alla mia testa, sul cuscino 😮 Capite bene, un gatto di oltre otto chili sul cuscino in un letto ad una piazza e mezza… 😐 Comunque, alla maniera di Buddha (leggenda vuole che si fece tagliare la manica della veste per non disturbare il suo gatto che ci si era addormentato sopra), mi sono un po’ spostato ed ho cercato di prendere sonno. Julius pero’ ha iniziato a leccarmi la testa e i capelli 😮 Pensandolo un gesto di affetto l’ho lasciato fare per un po’, ma dopo un quarto d’ora ho pensato bene che fosse il momento di farlo smettere e ho cercato di allontanarlo delicatamente…
Il risultato? Julius ha allungato una zampa, mi ha arpionato la guancia più lontana, mi ha girato la testa verso di lui e… TAAAAAA!!! Un terribile morso dritto sulla punta del naso!! 😀
Stile Fantozzi ho represso l’urlo di dolore portandomi la mano al naso e… sentendo colare il sangue che iniziava a sgorgarne fuori 😮 La mattina dopo mi sono ritrovato con due bei tagli da un lato e dall’altro del naso 😛 Il punto è che Julius cerca spesso di mordermi il naso 😉 per lui è un gesto d’affetto, solo che io d’istinto allontano il naso e i suoi canini fanno effetto lama che taglia il burro 😐
Non sapete quante volte ho dovuto spiegare l’origine di quei tagli in questi giorni a colleghi ed amici 😀
Non è un tesoro il mio Julius??? 😀

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