Sissi non c’è più…

Sissi da piccina, mi osservava incuriosita mentre facevo colazione 🙂

Ciao Sissi, non so se adesso puoi sentirmi. Forse, grazie al nostro legame, puoi solo sentire le mie emozioni. Secondo i buddisti, dopo la morte le nostre emozioni guidano i nostri cari durante il loro viaggio nel bardo, soprattutto nelle prime fasi, subito dopo la morte grossolana. Quindi, lo so, dovrei avere solo sentimenti ed emozioni positive, dovrei rigioire per questi lunghi sedici anni e mezzo che sei stata con me, per tutte le avventure nelle quali mi hai accompagnato e, un po’, attraverso le quali ti ho trascinata io. Ne avresti tante da raccontare! Ma, ancora per qualche ora, concedimi di essere triste. Mi manchi tanto, sai? Ho tanti altri amici a quattro zampe qua, vicino a me, ma tu eri tu. E lo sarai sempre.

Nel 2003, dopo la morte di mio papà, ti presi da una amica per tenere compagnia a mia mamma, e tu, per i tre anni in cui visse, lo feci egregiamente. Ho ancora qualche foto di te in braccio a lei, sai? Sono le prime foto fatte con un cellulare dell’epoca, non sono granché, ma tanto basta. Ti basto’ poco per iniziare a consumare le proverbiali sette vite: da piccina ti bruciasti la lingua con la 220 spellando un filo della corrente che spuntava da un muro. Te la cavasti con un shock che duro’ un po’ di ore e perdendo un pezzo di lingua che nel tempo ricrebbe. Poi, giocando su un poggiolo dell’appartamento al quarto piano, perdesti l’equilibrio ma, miracolosamente, rimbalzasti sulle corde da stendere riuscendo così ad aggrapparti al poggiolo e io riusci’ a tirarti su! Pochi anni e ti salvasti da una brutta infezione intestinale che parve non finire mai e che negli anni si ripresento’ spesso. Fino all’anno scorso, quando passasti un altro periodo analogo a quello che stavolta ti ha ucciso. All’epoca ti ripresi miracolosamente, quest’anno non ce l’hai fatta.

Quante ne abbiamo passate! Quando mori’ mia madre, il rapporto con mio fratello divento’ pessimo e decisi di andarmene. Un giorno presi le mie cose e me ne andai, portandoti con me, ma tu nel frattempo eri cresciuta e non entravi più nel trasportino! Fui costretto a portarti fuori in braccio, attento a non farti scappare. Poi in auto, e poi, di nuovo in braccio, nella nuova casa che, per noi, rappresento’ una nuova vita.

Julius e Sissi nel 2008, Julius era ancora un cucciolotto qua

Quando viaggiavo per lavoro, spesso per una settimana intera, non volendo lasciarti sola, pensai di prenderti un compagnuccio, Julius, per tenerti compagnia e invece… siete sempre stati cane e gatto! 😀 Anche se, devo dire, cani e gatti da noi sono sempre andati d’accordo 🙂 Ma io so che in fondo vi siete voluti bene e, adesso, vi siete riuniti, chissà… lui forse è stato il primo a venirti incontro sul ponte 🙂

Poi hai conosciuto mia moglie e il suo cagnolino, Tom. E poco tempo dopo una nuova compagna felina, Numa, con la quale, per fortuna, il tuo rapporto fu di rispetto 🙂

E i traslochi! Ne hai fatti… quattro in pochi anni! E nell’ultima casa, quella che ti ha visto andartene sul tuo adorato divano, hai visto morire Julius e arrivare via via quattro nuovi nuovi gatti, Perseo, Jones, Junior e recentemente Logan, e poi anche un altro cane, Surya.

Quante ne abbiamo visto assieme, amore mio. Sapevo che il tuo tempo sarebbe prima o poi arrivato alla fine, è la vita, sedici anni e mezzo sono una bella età per un gatto. So che te la sei passata bene, e ne sono felice. Ma con te se ne va un altro pezzo del mio cuore e a volte mi chiedo se a forza di staccarne pezzi ne resterà ancora.

Memore dell’anno scorso, ho sperato in un altro miracolo, ma stavolta è stata più dura e non ce l’hai fatta. Quante ore abbiamo passato, ogni giorno, a cercare di curarti, di farti mangiare con il cucchiaino con infinita pazienza, anche di notte. Ma ti sei meritata ogni cosa, ogni minuto di attenzione che ti abbiamo dedicato. Perché tu, amore mio, l’avevi prima dedicato a noi.

Ma da ieri non mangiavi praticamente più, nemmeno così, e l’adattamento delle cure non ha sortito l’effetto sperato, che, comunque, avrebbe potuto solo allungarti la vita di qualche giorno, forse qualche settimana. Faticavi a stare in piedi, ad alzarti, avevi più fame d’aria che di cibo. Ti mancava il respiro, le narici ti si chiudevano. Cercavamo di ripulirti e riaprirtele, ma si chiudevano di nuovo in breve tempo. Gli occhi ti si erano incassati come succede poco prima del trapasso. Quanto peso hai perso.

No, non c’era pià spazio per il miracolo. E non doveva più essercene per la sofferenza. E, così, abbiamo deciso. Tenerti ancora così, per averti con me qualche altra ora, qualche altro giorno, sarebbe stato un atto di egoismo intollerabile. Ringrazio mia moglie che mi ha sostenuto, aiutandomi, gentilmente, a capire sempre più che non ce l’avresti fatta. Ringrazio il veterinario dal cuore d’oro che ha agito in maniera perfetta, senza alcun dolore, accertandosi che fosse la decisione giusta e rincuorandoci su questo.

Sissi, amore mio, io sono apertamente filo-buddhista, credo che questa non sia la fine. Non so se ci sia davvero la reincarnazione, ma nel dubbio, finito questo post, mi scuotero’ e cerchero’ di ricordati con gioia, perché questo ti aiuterà “di là”, nel bardo, a trovare una nuova, e spero più bella, rinascita. Se così sarà, sono certo che ci rincontreremo, perché il nostro legame è troppo forte perché vada perso. Mentre te ne andavi, ti ho chiesto di cercarmi quando tornerai. E chissà… prima o poi tu sarai l’umano, io saro’ il gatto 🙂

O forse la reincarnazione è solo un retaggio culturale, ma poco importa: tu, comunque, ci sei sempre stata e sempre ci sarai. Il tuo corpo, la tua mente, sono state una manifestazione materiale di quella energia universale che tutto permea, dalla quale tutti veniamo e torneremo. Noi ci identifichiamo con quella manifestazione materiale, dando un nome a quella forma e credendo di essere solo quella. Come un’onda che crede di essere distinta e indipendente dal mare che l’ha generata. Ma è parte di essa, sempre lo è stata se sempre lo sarà. Identificandoci con nome e forma abbiamo paura di scomparire, di non essere. Ma cio’ non è possibile. Tu, Sissi, non sei mai nata, non sei mai morta, il tuo corpo e la tua mente si sono solo manifestati in una entità impermanente che si chiama “gatto”, ma tu sei infinitamente di più.

E ora, amore mio, sei tornata libera. E so che in un modo o nell’altro ci ritroveremo. Anzi, a ben pensarci, non ci siamo mai allontanati, tu sei con me come io sono con te.

Buona notte amore mio.

Sissi, Giugno 2003 – 25 Novembre 2019

 

Ciao, Nonna Olga!

Più di quattro anni fa, pubblicai un post riguardante la nonna di Lady Wolf che era tornata a casa dopo un ricovero che lasciava in realtà poche speranze… ma invece lei ce la fece. Eccolo qua: Bentornata, nonna Olga!

Purtroppo stavolta non ce l’ha fatta. Era molto anziana, è vero, aveva 98 anni, eppure io ci ho sperato fino all’ultimo. Se n’è andata ieri, circondata dall’amore di sua figlia e di Lady Wolf, sua nipote 🙂

Anche per me era una persona speciale, una persona che mi aveva accolto nella sua famiglia, nella sua casa, a braccia aperte, facendomi sentire parte della sua famiglia.

Il primo Natale con loro fu davvero speciale: in particolare, oltre a noi ed a sua figlia, c’erano lei e le sue due sorelle… erano spettacolari! 😀 Ed io riebbi un Natale in famiglia come ormai non ne avevo da molti anni.

Nel tempo le cose sono cambiate, sono diventate sempre più stanche e con problemi via via più gravi, e i Natali diventarono sempre meno partecipati. Quel primo Natale con loro resterà per sempre un Natale speciale per me, da ricordare con gioia e amore 🙂 E ve lo dice uno che in fondo al Natale non tiene tantissimo… Ma con Olga era diverso anche perché a Natale cadeva il suo compleanno 😉

La prima sorella, la più giovane, se n’è andata un paio di anni fa. Le due sorelle rimaste erano quelle più legate ed anche, non me ne voglia la prima – ognuno da cio’ che ha – quelle più buone: hanno avuto fino alla fine, fino sul punto di morte, una parola, un augurio, un gesto buono per tutti.

Se ne sono andate ad una settimana di distanza l’una dall’altra, come spesso succede. Le persone di quell’età sono molto fragili, non solo come salute, ma anche come voglia: hanno dato tanto, tantissimo, e a volte, semplicemente, non ne hanno più.

Grazie Nonna Olga per come hai saputo tirar su tua nipote, Lady Wolf, che è meravigliosa come te. E grazie, Lady Wolf, di esserci stata, là, con lei, nel momento del trapasso. In un momento di estrema difficoltà hai dimostrato l’amore e la saggezza necessari ad accompagnarla nel migliore dei modi. Non era facile, ma ci sei riuscita, e devi esserne orgogliosa 🙂

Per quelle che sono le mie credenze, Olga, in un modo o nell’altro ci rincontreremo ancora… e sarà un nuovo Natale 😉

Lutto e sentimenti – un pensiero di Sogyal Rinpoche

Una perdita, un lutto possono farvi diventare acutamente consapevoli delle conseguenze di non aver dimostrato nella vita amore e comprensione, di non aver chiesto perdono, e ciò può rendervi molto più sensibili verso le persone care che restano.

Dice Elizabeth Kubler-Ross: “Cerco di insegnare alla gente a vivere in modo da dire agli altri queste cose mentre possono ancora ascoltarle”. E Raymond Moody, dopo una vita di lavoro con le esperienze di pre-morte, scrive: “Ho incominciato a capire quanto tutti siamo vicini alla morte nella vita quotidiana. Ora più che mai sono attento a comunicare alle persone che amo i miei sentimenti”.

da “Riflessioni quotidiane sul vivere e sul morire” di Sogyal rinpoche

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Commento di Wolfghost: tutti, almeno tra le persone che ho conosciuto io, diventiamo più ricettivi verso i sentimenti e il rispetto degli altri e della vita in generale, allorquando subiamo un lutto o andiamo vicini alla morte, anche se ognuno risponde a questi drammatici eventi a modo proprio. Tuttavia, sebbene sia auspicabile e necessario superare la fase del lutto o della paura per poter continuare a vivere, troppo spesso dopo un po’ di tempo molte persone ricadono negli stessi errori di prima, come se non avessero imparato nulla. Tornano a prendersela oltre misura per banalità, ad essere solamente incentrati su sé stessi, a non rispettare la vita in ogni forma in cui essa si presenti, a sottovalutare le cose davvero importanti.

Un tempo amavo dire che meglio sarebbe restare un po’ più ignoranti piuttosto che subire lezioni tremende, ma visto che queste, purtroppo, accadono ugualmente, è un peccato – nel vero senso del termine – non imparare nulla.

 

Un aggiornamento su Tom: verrà operato per l’asportazione del tumore martedì prossimo, tra una settimana esatta. Poi non potremo fare altro che restare in attesa del risultato dell’esame istologico, così poi da decidere se e quale terapia adottare.

Julius, in loving memory

9 ottobre 2015. Buonasera, cari amici. Questo purtroppo non è più un aggiornamento. Diciamo che è una semplice aggiunta. Parlavo con Demetra di strane “coincidenze” che già prima della morte del mio amatissimo gatto hanno iniziato ad accadere. Dopo la sua morte, ho già raccontato nei commenti a Ventisqueras, di come Perseo, stamattina presto, erano circa le sei e mezza, sia venuto a coricarsi al mio fianco e ha fatto perfino le fusa, cosa che non mi aveva mai fatto. A voler credere… sembra che qualcuno che è stato solito farlo per sette anni (bé… lui faceva anche il “pane”… ma adesso non pretendiamo troppo 🙂 ) l’abbia spinto a farlo 😉

Oggi sono andato in una nota catena di supermercati per animali a fare la solita spesa per Tom e i gatti. C’era una cassiera nuova, mai vista. Io, rivolgendomi ad una delle solite che sapeva di quanto stava accadendo, mi sono sentito di aggiornarla sullo sfortunato epilogo, al che è intervenuta anche la nuova e… incredibilmente era informatissima sulla malattia che, con ogni probabilità, ha ucciso Julius, sembrava una veterinaria. Addirittura terminava le frasi prima di quanto facessi io. Mi ha detto che “lui era così”, che non c’era nulla da fare ed anche i corticosteroidi avrebbero al massimo potuto farlo stare “un po’ su” ma non guarirlo, perché per quella malattia non c’è cura. Mi ha detto che certamente soffriva e che abbiamo fatto bene a terminargli tale sofferenza. Che se fossimo andati avanti sarebbe stato solo una cavia nelle mani dei veterinari. E, mentre stavo uscendo dal negozio, che… ora dovevo pensare ad un nuovo piccolo 🙂 Cosa anche questa di cui avevamo parlato io e Lady Wolf (ovviamente la cassiera non poteva saperlo). Ma soprattutto è stato il suo riferimento al fatto che “lui era così”, come se non si fosse trattato di una vera malattia ma piuttosto del suo stesso modo di essere, come se semplicemente fosse arrivato al termine naturale della sua esistenza… mi ha sbloccato qualcosa, perché io stesso durante il mese passato avevo “sentito” che era così. Più tardi, pensandoci e parlandone al telefono con Lady Wolf, mi sono messo a piangere… ma stavolta non di tristezza, bensì quasi di gioia… perché ho sentito che semplicemente il suo ciclo si era compiuto, e che tutti questi sette anni sono stati per lui pieni di felicità 🙂

Anche se certamente qualche lacrima ancora scenderà… credo che adesso sono pronto per lasciarlo andare… 🙂

Dicono che gli angeli a volte usano le persone che incontriamo per darci i loro messaggi… bé, io ho sentito che è così. E non mi stupirei se quella cassiera non la incontrassi più.

Julius, Aprile 2008 + 7 Ottobre 2015

Stamattina, intorno alle 10, nella nostra casetta e attorniato dal nostro amore, il cuore di Julius ha smesso di battere. Ci sono volute due inizioni intracardiache, anche in questo caso ci ha dimostrato quanto era forte… o quanto, da qualche parte, è forte ancora. Anche dopo morto, alcune parti del suo corpo hanno avuto convulsioni, la veterinaria che ha praticato l’eutanasia ci ha tranquillizato dicendoci che comunque ormai era morto, ed ha detto che è normale… quando il gatto era tanto sofferente, perché l’energia che era nei muscoli si viene a scaricare. Alla domanda “Ma allora non è vero che non stava soffrendo, che era solo in uno stato di stanchezza debilitante?” ha fatto una smorfia e ci ha risposto che dubita fortemente fosse così. Quindi, sì, è stata la scelta giusta. E poi comunque stamattina non riusciva più nemmeno a reggersi sulle zampe, cadeva di lato con bocca aperta e occhi spalancati, ma era così forte che perfino in queste condizioni chissà quanto avrebbe tirato avanti… non era più accettabile.

Nel momento del trapasso, gli abbiamo letto tre volte il passo indicato nel “Libro tibetano dei morti” per accompagnarlo nel viaggio nell’aldilà… Speriamo tanto di incontrarci di nuovo tutti, un giorno…

Grazie a tutti quelli che ci hanno e lo hanno sostenuto. Siete stati preziosi! 🙂

P.S.: un’ultima cosa tengo a dirvi… pensate che anche stanotte, l’ultima, alle quattro Julius ha tentato di salire sul letto per venire a coricarsi al mio fianco, come ha fatto per questi sette anni. Non ce l’ha fatta, ma io ho sentito il suo aggrapparsi con le unghie, allora l’ho tirato su e me lo sono messo a fianco. Di una cosa sono sicuro: non ci sarà mai un altro gatto che mi abbia voluto così bene come ha fatto lui… fino alla fine. Un amore ovviamente reciproco.

Addio Julius, tesoro mio…

Aggiornamento 16 Settembre: Il ragazzo resiste. La mattina ci da’ speranze, la sera sembra spegnersi. Stasera ho scoperto con orrore di aver sbagliato per quattro giorni una parte della terapia: gli ho dato metà dose di corticosteroidi rispetto a quanto mi aveva scritto il veterinario! 😦 Tutta colpa delle diverse siringhe: alcune sono in millilitri, ma un set era in “unità”! 😦 Abbiamo avuto un momento di scoramento totale: eravamo sicuri di aver almeno fatto tutto quanto potevamo e un errore così è stato tosto da mandare giù! Ma che ne so io, non sono un medico o un infermiere! Il veterinario mi ha detto di non abbattermi, comunque la terapia sembra aver funzionato, almeno come palliativo (lui non ha mai creduto potesse farcela, già che sia ancora vivo per lui è un miracolo). Da stasera abbiamo aggiustato la dose e aggiunto un epatoprotettore e un multivitaminico. Usiamo solo l’ago della flebo inserendo gli altri preparati via via con una siringa nella flebo stessa, così il piccino prende due sole iniezioni invece di quattro (o a questo punto almeno 5!). Un piccolo appunto a questo veterinario, che pure è davvero bravo… non poteva venirgli in mente di dircelo prima? Il dubbio di poter fare così è venuto a me solo oggi… Ripeto: non siamo tutti infermieri.

Ringrazio tutti quelli che passano e lasciano un commento di conforto: ne abbiamo bisogno 🙂 Siamo entrambi esausti… Passerò anche dai blog che non riesco a visitare in questi giorni, abbiate pazienza…

Aggiornamento 14 Settembre: brevemente, perché siamo stanchi e provati: la mattina mi sveglio tre quarti d’ora prima per la flebo mattutina prima di andare al lavoro, torno a casa all’una per la prima iniezione e di corsa il tardo pomeriggio per la seconda. Stanotte poi c’è stato il temporale e Tom, come quasi tutti i cani, era inquieto e ci ha svegliati alle tre! Ci aspetta ancora l’ultimo sforzo della giornata: la seconda flebo.

Stamattina Lady Wolf si è recata alla clinica veterinaria per aggiornare sulla situazione e avere le indicazioni per il proseguimento della cura. Il veterinario è rimasto stupito del fatto che Julius sia ancora vivo ed abbia addirittura mangiucchiato qualcosa un paio di volte nel corso della mattinata. Andremo avanti con la stessa terapia, poi, giocoforza, inizieremo a ridurre le dosi del cortisone (non si può dargliene tanto a lungo) e cambiaremo anche l’antibiotico, anche se basato sullo stesso principio.

Il ragazzo ha fatto sperare un po’ stamattina, quando appunto ha mangiucchiato un paio di volte di sua iniziativa. D’altrocanto la cosa non si è ripetuta nel resto della giornata e ancora non l’abbiamo visto bere (anche se con due flebo al giorno di liquidi ne prende). Inoltre, alla luce del giorno, il colorito giallo è davvero evidente…

Insomma, preferisco non farmi illusioni… E’ già dura così piuttosto che sperare e cadere di nuovo. Comunque continuamo tutti a lottare e non cederemo fino alla fine.

Grazie davvero a tutti per le vostre parole!

… ecco un link ad un post del 2010 dove facevo la “presentazione” di Julius: Ehilà! Io sono Julius! 🙂

Aggiornamento 13 Settembre: Il “ragazzo” c’è ancora, è una roccia. E’ sempre stato un po’ cagionevole di salute, ma è anche sempre stato un “capo”, se fosse stato un gatto di strada sarebbe stato sicuramente il “ras del quartiere” 🙂

La terapia va avanti, si sta prendendo due flebo e altre due iniezioni al giorno, poverino. Ma è bravissimo! Forse perché debole.

Stamattina il veterinario si è raccomandato che deve mangiare, anche se poco. Almeno mezzo omogeneizzato al giorno. Ce ne mettiamo un po’ sul dito, gli “sporchiamo” il nasino o le labbra e lui si lecca, mandando giù (per fortuna, o per sfortuna, Lady Wolf aveva già dovuto seguire un caso del genere, con il suo gatto precedente). Poi si è anche messo in un paio di occasioni a leccare direttamente dal dito! L’operazione la ripeteremo spesso nel corso della giornata, in modo che riesca a mangiare abbastanza.

Non nutriamo grosse speranze. Però non possiamo non tentare. E poi ogni giorno in più che è con noi – purché senza soffrire – è un giorno regalato, sia per lui che per noi. Stamattina me lo sono messo al fianco e lui, seppure debolmente, si è messo a farmi il “pane” sul braccio, con un po’ di fusa. E’ andato avanti un bel po’… come si può rinunciare a questi momenti?

Aggiornamento 12 settembre: “esecuzione” sospesa! Proprio prima che arrivasse il veterinario… Julius si è improvvisamente scosso ed è andato a bere, inoltre ho notato che la lingua (non il resto…) è sembrata aver ripreso un minimo di colore!

Il veterinario è stato chiaro: probabilmente si tratta solo di 24 ore ed è meglio non nutrire illusioni… ma… finché c’è la possibilità di un miracolo, bisogna sfruttare perfino quella!

Chi crede che non sia una bestemmia… una preghierina per Julius è ben accetta!!!

“Spengiti, spengiti breve candela! La vita non è che un’ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mondo, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favola raccontata da uno sciocco, piena di strepito e di furore, ma senza significato alcuno.”
Shakespeare – Macbeth: atto V, scena V

La foto sopra è del mio adorato Julius, solo 7 anni e mezzo, che tra poco non ci sarà più. Solo dieci giorni fa’ sembrava lo specchio della salute, solo una settimana fa’ veniva ancora a dormire al mio fianco, sul letto, come ha fatto per questi sette anni.

Poi ha iniziato ad essere abulico e a non mangiare. All’inizio sembrava un’influenza che gli avesse preso la gola. Con la dovuta cura è sembrato stare meglio un paio di giorni, ma poi la situazione è precipitata, le mucose e la pelle sono diventate gialle, lui è tornato a non mangiare più. Visto che l’ecografia non evidenziava apparenti irreegolarità, si è creduto, forse sperato, in un parassita trasmesso dalle pulci, ma la situazione non è migliorata. Con sua – e di riflesso mia – grande angoscia, l’abbiamo ricoverato 24 ore in una clinica veterinaria dove hanno tentato il tutto per tutto.

Poi, stamattina, la telefonata che temevamo tutti: non c’è più niente da fare, se volete potete riportarlo a casa.

Julius è tornato a casa ed abbiamo tentato di proseguire la cura ma… non reagisce, si muove a malapena. Noi che siamo sostenitori dell’eutanasia anche per le persone sofferenti, non vogliamo un accanimento terapeutico per lui. Vederlo così, in attesa della morte, senza sapere se sta soffrendo o no (ogni tanto miagola apparentemente per la sofferenza… ma chissà se è così)… non ha senso, è stata durissima ma non posso lasciarlo così.

Così, a breve, sarà sottoposto a eutanasia. E la sua sofferenza avrà termine. La nostra angoscia no, quella durerà a lungo, per quanto mi riguarda forse per sempre.

Prima che arrivasse Lady Wolf con il fido Tom, Julius è stato tutto per me (spero che Sissi me lo perdonerà). Arrivava da Novi Ligure, era piccolo piccolo ed apparentemente già fragile allora, nonostante poi sia diventato un gattone di otto chili. In attesa del controllo del veterinario, l’avevo fatto uscire dalla gabbia e… mi si era attaccato come se ci fossimo sempre conosciuti. La volontaria che me l’ha portato era stupita, ha fatto per accarezzarlo… e lui l’ha morsa 🙂 Aveva scelto me, ancora prima di quanto io avessi scelto lui.

Se è vero che ci si ritrova, vita dopo vita, ho sempre avuto l’impressione che ci fossimo ritrovati.

Non riesco, adesso, a recuperare foto di quei momenti, di quand’era piccolo piccolo: anche se ce l’ho stampati nella mente… non ce la faccio. Ma se fate una ricerca “Julius” nel campo del blog, le troverete. Se mettete “Julius gatto” su Google, le troverete. Io non ce la faccio. Mi limito a mettere una delle sue ultime foto di quand’era in salute: lui sopra, la “sorellina” Numa in basso.

Per anni è stato il mio compagno più caro. Di notte, quando qualcosa mi preoccupava o semplicemente avevo freddo, lo stringevo a me. Lady Wolf sa e non si offende quando dico che, senza di lui, la mia vita non sarà più la stessa.

E non importa se chi non ha mai avuto un animale di famiglia non capirà, se chi pensa “parla così perché non ha avuto figli” sorriderà con scherno. Non importa nemmeno se qualcuno penserà “ha appena perso un parente vicino, è così per questo”.

No, Julius per me è come un figlio. E io mi sento come se stessi per perdere un figlio.

Addio adorato Julius, se Shakespeare ha torto e c’è qualcosa… ci ritroveremo, ovunque e in ogni tempo. Te lo prometto.

 

Caro fratello…

E’ appena passato un forte temporale, adesso c’è un bel sole in giardino, si sta bene. I gatti sono usciti a prendere un po’ d’aria, anche Sissi, l’unica di loro che ti ha conosciuto. Chissà se ti ricorda.

Non sapevo se scrivere di te qua sopra. Ma in fondo ho raccontato dei nostri nonni, dei nostri genitori. E sento che lo devo fare anche per te.

Ricordi di quanto eravamo uniti da bambini e ragazzi noi tre fratelli? Anche troppo. Io, che ero il più giovane, avrei voluto avere amici “esterni”, ma… bé, papà lo conoscevi, voleva il controllo su tutto… e tutti, naturalmente. Noi dovevamo essere oltre che tre fratelli anche tre amici. Ed era giusto, ma forse non lo era che fossimo gli unici.

Tra noi tre c’era il classico rapporto di amore-odio, avevi una personalità forte già allora, non era facile sopportarti. La mamma, se fosse qua, direbbe la stessa cosa che dice sempre nostra zia: lo stesso carattere di papà! E… bé non è proprio un complimento 🙂

Però eri il più intelligente. Sempre voti altissimi… una promessa e una speranza per papà. Forse troppo. Forse c’era troppo peso caricato sulle tue allora giovani spalle.

Non so quando ti sei perso. La tua vita è stata a modo suo… avventurosa. Da quando ti allontanasti per gli studi e poi per varie comunità dove non andò come, credo, speravi. Per poi isolarti da tutto e tutti.

Quando tornasti a casa dei nostri genitori non eri più quello di un tempo. Fu un disastro, sicuramente a causa dei dissidi con papà. Eri in casa ma era come se fossi ancora isolato. Tu e papà finiste per non parlarvi nemmeno più, pur essendo sotto lo stesso tetto. In fondo questo lo capisco, visto che altrimenti erano strepiti ed urla da entrambi i lati della “barricata”.

Apparentemente la sua morte non lasciò tracce, ma quella della mamma, pochi anni dopo, stravolse tutto.

Lei era il tuo sostegno, così come nel tempo della sua malattia cercasti di essere tu, a modo tuo, forse per scusarti per come erano andate le cose, forse perché sentivi che senza di lei non avresti potuto andare avanti.

Come era stato sperato dall’assistenza, iniziasti ad uscire dal tuo guscio: all’inizio la spesa te la portavo io, poi iniziasti a fartela da solo. E quando mi chiamavi, solo tu potevi farlo perché altrimenti il tuo cellulare era inesorabilmente spento, quasi sempre eri fuori casa. Un ottimo segno!

Ma a volte è come se le persone avessero delle sabbie mobili latenti dentro di loro. Nere sabbie mobili che a poco a poco ti ritrascinano con loro. E sei tornato a perderti, ammesso che ne fossi mai uscito veramente. Ci siamo visti sempre più raramente noi tre. Fino a quando non sentendoti più da tempo, ci siamo insospettiti.

Ho raccontato a Sissi che non ci sei più, pareva ascoltare attentamente… chissà se ha capito.

Quando io e Lady Wolf siamo tornati a casa, quella sera, la luce della cucina si è spenta da sola. “Si è bruciata la lampadina! Proprio ora!”, ho pensato. Ma poi ho premuto l’interruttore… e la lampadina si è accesa. Ho fatto diversi tentativi: quell’interruttore non è difettoso, come non lo è la lampadina: non è mai più successo. E’ come se qualcuno lo avesse premuto. Lady Wolf ha esclamato: “vedi? E’ un segno…”.

Spero che adesso tu, finalmente, abbia trovato la pace.

Ti saluta anche Sissi…

Riverente tace anche il silenzio – Una poesia di Raggioluminoso

Era un po' che non pubblicavo "materiale" di altri blogger, ancor di più le loro poesie. Stasera voglio tornare a questa, che per me è una bella abitudine perché permette di far conoscere blogger che si ritengono validi, con una bella ma soprattutto toccante poesia dell'amica Raggioluminoso, blog Un dolce pensiero dal cuore.
Molti di voi conoscono Flox, è specializzata in poesie d'amore, ma a volte "invade" altri campi… e lo fa con notevole bravura.
Questa poesia mi lasciò senza parole, mi toccò profondamente, un po' perché la morte ha iniziato a portarmi via persone care ormai da lungo tempo; un po' perché ho ben presente che, purtroppo, "quella soglia" arriva prima o poi per tutti, e ogni volta lascia dietro di sé un vuoto assoluto, incolmabile, eterno.
Ogni giorno c'è qualcuno che scompare, spesso nel dolore e nella disperazione, abbandonando tutto cio' che è stato ed ha fatto. E c'è chi resta, attonito e sgomento, con la sfida di una vita che deve riprendere, nonostante abbia imparato, una volta di più, che ogni castello, anche il più sfarzoso, un giorno sarà maceria. E' già maceria.


Riverente tace anche il silenzio

di: Raggioluminoso

blog: Un dolce Pensiero dal cuore

Sento dentro me il tuo lamento
ora che la tua vita sta fluendo
gemono le ossa al cantico della vita.
 
Non so come lenire la tua paura
su te poggio i miei sguardi
sussurrandoti il bene di cui sono capace.
 
Vorrei alleviare le tue sofferenze
ormai pesanti quanto il mare
sapendo che nessun rimedio vale.
 
Intreccio la mia alla tua mano
insieme a te aspetto l’ultimo viaggio
fermare mi dovrò su quella soglia.
 
[Temo anch’io questa tua partenza]
 
Al soffocar dei singhiozzi
pronuncio lacrime d’amore
 
… sei già partita …
 
tutto l’intorno tace
è la tua luce a parlare.

Dedicata a mia zia con tutto l'amore di cui sono capace
sapendo che ora mi vive nel ricordo.
Flox (Raggioluminoso)