Un argomento leggero: ceneri o polvere? :-)

Si’, sto proprio parlando del… dopo vita, in questo caso pero’ non in senso metafisico, ma proprio fisico! 😛

Ogni tanto cade anche questo discorso tra me e mia moglie e scopriamo di optare entrambi per la stessa scelta: la cremazione. I motivi pero’ non sono esattamente gli stessi. Si passa dal desiderio di non divenire “cibo per i vermi” (o altro tipo di animale) a quello di non definire un luogo di culto o meglio di memoria. Il mio e’ proprio quest’ultimo, e infatti a me piacerebbe non solo essere cremato ma anche che le mie ceneri venissero sparse in un luogo possibilmente il piu’ aperto possibile (in mare o sui “miei” monti liguri).

Non fraintendetemi, non e’ per me un fastidio andare a “trovare” i miei cari nel luogo dove sono stati infine deposti, anche se a circa 130 chilometri, ma allo stesso tempo so perfettamente che loro non sono in quel luogo. Immagino che questi viaggi siano per molti un’occasione per ricordare i propri cari, per ricongiungersi ad essi almeno attraverso la memoria, ma a volte ho l’impressione che il fatto di identificarli in un luogo ponga un limite piuttosto che essere di aiuto.

Se i nostri cari sono davvero ancora da qualche parte… be’, credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che non sono nel luogo di loro sepoltura. In quanto a ricordarli invece, credo che sia un’esigenza che ci nasce spontanea a tempi piu’ o meno ricorrenti, almeno a me cosi’ funziona: mi sento come… chiamato a trovarli. Allora, voi direte, bene avere un posto dove farlo, anche se simbolico, ma… non sara’ questo piu’ un limite che un’utilita’?

Se noi non sapessimo che loro sono “sepolti la’”, in un luogo preciso… ne sentiremmo la mancanza o saremmo piuttosto piu’ liberi di immaginarli, di sentirli, attorno a noi, in ogni luogo?

Sicuramente c’e’ una gran parte di condizionamento sociale e cultural-religioso nel desiderio di avere un luogo fisso dove ricordare i nostri morti – a parte che chi sente questo richiamo lo sentirebbe anche verso il luogo dove le ceneri sono state sparse. Niente di male, intendiamoci, ma… a me non piacerebbe costringere un mio caro a farsi cento o piu’ chilometri (ma anche molto meno) per “venirmi a trovare”, sono certo che certamente non gli dispiacerebbe, ma magari non avrebbe la possibilita’ di farlo. Vogliamo mettere con il poter volgere lo sguardo al cielo o, semplicemente, dentro se’ stesso?

I luoghi della memoria sono ovunque, ma partono tutti da dentro di noi…

ceneri

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67 pensieri su “Un argomento leggero: ceneri o polvere? :-)

  1. In casa ho avuto negli ultimi 20 anni 4 lutti stretti, di cui 2 recenti ( i nonni).
    Sono tutti in loculi (per legge) dentro a scatolette di zinco, passati per il fuoco purificatore. Penso a loro e alzo sereno lo sguardo lasciando ai vermi il divertimento di ripulire altre “carcasse”.
    A mio parere oggi non siamo in grado di “gestire” naturalmente i corpi dei nostri morti. Il territorio è già abbastanza inquinato da ogni genere di liquame; chimico e battereologico…se riusciamo a sollevarlo ulteriormente non credo sia un male.
    Dal punto di vista ecologico bruciare un corpo non è uno scherzo, occorrono tantissime calorie in altifrni specializzati.
    Io non ho dubbi…mi farò cremare. 🙂

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    • … direi che in quanto a lutti importanti (se mai un lutto può non esserlo) non scherziamo, vero? 🙂
      Ti dirò, in fondo il processo di decomposizione è naturale, non… inquina. Però è vero, non siamo più in grado di utilizzare solo questo “processo naturale”: siamo diventati troppi ed è… troppo costoso, anche se è triste metterla in questi termini. Ricordiamoci che gli hindù, ma non solo, bruciavano i corpi dei loro cari già 5000 e più anni fa 🙂

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  2. Mi dispiace contraddirvi, o meglio non condividere la vostra opinione, ma io preferisco di gran lunga i vermi, nonostante il ribrezzo dell’immagine, perché trovo che facciano comunque parte del ciclo della vita. Per questo preferirei farmi seppellire sotto terra. Pensare che il mio corpo venga bruciato non mi piace affatto. Magari in un secondo tempo, quando sarà ormai decomposto, per questioni pratiche o di spazio. Poi non sarà più un mio problema, la mia anima sarà ovunque o in nessun posto. Ma il cimitero è parte della mia tradizione e andare in un posto in cui raccogliersi in preghiera aiuta a mantenersi in qualche modo in contatto con le persone care. Non è solo pensarle è anche agire, muoversi per loro. Come andare in chiesa piuttosto che pregare soli in casa. Ma so bene che non la pensiamo allo stesso modo… importante ascoltare i punti di vista di ciascuno. Ognuno segue la strada che gli è più congeniale.

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    • Se leggi la mia controrisposta a Jorkele, ti accorgerai che sono d’accordo: è più naturale il processo di decomposizione che non la cremazione. Nulla di male dunque, anche se è vero quanto scritto da Jorkele: siamo diventati troppi e c’è troppo business anche su questo, non siamo capaci, non riusciremmo a usare solo la sepoltura. Poi… vermi o non vermi in fondo poco conta, no? Non è davvero questo il problema, credo. Capisco, come ho anche scritto nel post, il desiderio di andare fisicamente in un posto che rappresenta i nostri cari, anche se sappiamo che non sono lì, il viaggio fa parte integrante del rito. Ma devi riconoscere che è comunque un processo mentale: per te il rito è questo perché tu pensi che lo sia; un altro può non avere bisogno di questo, può arrivare allo stesso risultato rivolgendosi ad una foto, o perfino volgendo lo sguardo al cielo. E’ una scelta, anche se spesso non ne siamo consapevoli.
      Insomma… sulla conclusione siamo d’accordo 🙂

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  3. All’inizio di quest’anno è morto mio papà e con mia sorpresa mi hanno comunicato che voleva essere cremato…dopo il primo attimo di sconcerto con l’immagine del fuoco che lo avvolgeva ho accettato l’idea…di fronte alla morte si arriva alla consapevolezza che non può finire tutto lì, davanti a quella bara…davanti a quel volto sereno…sì, perchè è stato vedere il volto sereno di mio padre che ha concretizzato in me il pensiero che non tutto finiva lì, che ci doveva essere un continuo da qualche parte, ho guardato nel mio cuore…e lui era lì, non poteva lasciarmi in nessun modo, fiamme o non fiamme…polvere o cenere…non importava quella bara, quel chiudersi…non era lì, lì era rimasta la sua immagine e basta…dopo la cremazione sono andata a prendere lo scrigno, l’ho tenuto tra le braccia e l’ho deposto…lì c’è un luogo dove andarlo a trovare fisicamente, dove intraprendere un piccolo viaggio, fatto di ricordi, pensieri…devo fare 400 km per andare a portargli anche solo una rosa…è il luogo visibile dove recarmi, quando mi è possibile, quando sento che devo andare, e sarei andata ovunque se avesse desiderato che le sue ceneri fossero state sparse, sarei andata lì ad intraprendere quel viaggio, per fare ancora qualcosa di tangibile, che aiuta probabilmente solo noi stessi a non provare la sensazione di aver abbandonato una parte del nostro cuore…e poi c’è il cuore, il luogo invisibile dove trovarlo ogni momento…per camminare ancora insieme…

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    • Oh, sì! Sono certo che con la sensazione e la certezza che hai descritto, in qualunque modo avesse scelto il suo dopo-morte tuo papà… per te non sarebbe cambiato nulla. Giustamente aggiungo 🙂
      Vedi, il mio punto è non costringere nessuno ad intraprendere un viaggio del genere ogni volta che vuole… trovarmi, e so che molte persone, se esiste un luogo dove i loro cari sono, si sentono obbligati ad andare. Non siamo tutti così, è vero, ma… perché non optare per la sincerità? Chi vuole volgere lo sguardo al cielo, può. Chi non vuole… può lo stesso. Non c’è una tomba da accudire, fiori da portare… E’ tutto qua 🙂

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      • sì, sono d’accordo con te…resta sempre un qualcosa di estremamente soggettivo…resta un momento personale, recarsi in un luogo, alzare gli occhi al cielo, guardare il proprio cuore…l’importante è sentire dentro se stessi di essere stati accanto ai propri cari in un momento tutto personale…a tu per tu…
        un abbraccio
        lella

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  4. Quando appena adolescente, come tanti, mi trovai ad imbattere nei Sepolcri, rimasi folgorata da “la corrispondenza degli amorosi sensi”, influenzando parte del mio pensiero, ancora oggi. Però, trovo che il pensiero espresso dal Foscolo, oggi sia da rivedere. Sono le tracce che lasciamo di noi ad essere testimonianza, sono quelle che vanno contemplate. Il resto, oramai, è solo una parte del circolo vizioso del consumismo.

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  5. Personalmente credo che il corpo sia soltanto il contenitore dell’anima.
    Che fine faccia il corpo una volta che l’anima si è liberata, quindi, per me è abbastanza irrilevante.
    Le cose terrene non sono importanti.
    Quello che invece conta, e di cui in pochi si preoccupano, è dove andrà l’anima.

    “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti … ” ( Luca 9:60 )

    Un saluto.

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    • Ti dirò, perfino se non esistesse l’anima il discorso a rigore non cambierebbe: morti si è morti, punto. Tuttavia non è per il morto che si fanno i funerali, che si ricavano tombe… è per chi resta. Ecco perché queste cose assumono importanza 🙂

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  6. Ciao Wolf
    Grazie per il tuo passaggio. Il mio problema agli occhi si risolverà pian piano nel tempo. Devo solo avere pazienza e, comunque, riguardarmi.
    Il tuo post mi ha fatto molto riflettere e mi sono trovata pienamente d’accordo con il commento di lella. Anch’io ho bisogno di un luogo reale dove poter ritrovare la persona cara che non mi accompagna più nel mio viaggio.
    Ma c’è molto da riflettere e la cremazione, alla quale prima ero d’accordo, ora mi spaventa.
    Un abbraccio

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    • Eh già! Curioso che qualcosa che accade quando non ci siamo più… ci spaventi, vero? 🙂 Il mio discorso infatti non è tanto sulle paure o le sensazioni di chi è… morto, ma piuttosto su quelle che evoca a chi gli sopravvive. E qui, anche leggendo i vostri commenti, è chiaro che il sentire è molto individuale 🙂

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  7. Caro Wolf,
    argomento interessante, poco piacevole all’ora di pranzo come adesso che ti scrivo ma l’ho scelta io per comodità, e discutibile per vari motivi etico-religiosi.
    Se avessi dovuto rispondere un po’ di tempo fa, avrei subito escluso questa tua scelta, peraltro comune a tanti che conosco, compreso mio fratello che mi ha incaricata di gettare le sue ceneri in mare, qualora fosse passato oltre prima di me (per fortuna sono più vecchia io, quindi non mi toccherà questa triste funzione).
    Da un po’ di tempo invece, sto rivalutando la mia repulsione per l’inceneritore 🙂 perché in effetti anch’io credo che nella tomba non ci sia l’anima delle persone ma solo vermi e dopo ossa rinsecchite che non spiegano niente e poi non essendo un’assidua frequentatrice del cimitero, pur avendoci sepolti i miei cari, non vorrei obbligare i miei figli a curare la mia di tomba, quando sarà, e speriamo fra tanto tanto tempo. 😦
    Quindi, chissà, forse lascerò detto che la fiamma bruci il mio povero involucro terreno, tanto l’anima ormai sarà volata da qualche parte e che le ceneri vengano sparse in mare, mentre intorno i gabbiani, miei “simili” (lo sai che il gabbiamo è il mio simbolo di libertà, no?), accompagnano il rito con canti di gioia, perché penseranno che finalmente mi sono tolta da rompere le scatole. ahahahahah!

    Buona giornata, Lupo e grazie del passaggio (ehi, se vuoi il mio libro, fammelo sapere e mandami l’indirizzo per posta) 🙂
    Ciao. Nadia

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    • eheheh simpaticissimo il tuo commento, tra l’altro direi che “sei venuta nel mio carrugio”, che significa, in genovese, dichiararsi d’accordo con quanto proposto 😛
      Adesso ne ho una sfilza di libri da leggere, con il lavoro intenso degli ultimi mesi sono andato in arretrato! 😀 Ma… lo tengo presente! 😉

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  8. Grazie per la tua comprensione e non preoccuparti dove commenti.
    In questo periodo ho pubblicato lo stesso post in entrambi i blog, ma di solito si differenziano.
    Ciaoooooooooooo

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  9. Non mi trovi d’accordo, perchè il corpo è della persona che amiamo e noi amiamo anche il suo corpo, anche se non si muove, anche se si deteriora. Quando c’è stata la riesumazione del corpo di mia madre, che è morta quando ero bambina e non la ricordo, ho provato commozione nel vedere le sue ossa, che sono presenti e questo per me è memoria e certezza della sua presenza, anche se la sua anima è in un’altra dimensione.

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    • Commozione credo che la proviamo tutti, in un modo o nell’altro, nell’occasione della riesamuazione di un caro estinto, e’ inevitabile perche’ cosa e’ stato tirato fuori ha fatto parte integrante di lui. Tuttavia la stessa reazione l’abbiamo per ogni cosa che ci torna davanti, o anche solo alla mente, e che faceva parte in un modo o nell’altro del nostro caro. Perfino il solo tornare nel luogo ove le sue ceneri sono state eventualmente sparse fa nascere in noi sentimenti simili. In quanto alla “certezza” della sua presenza, nel momento in cui dichiari che la sua anima e’ altrove, cio’ si puo’ riferire solo al passato. E, di nuovo, non puo’ essere legato – per fortuna – solo al corpo, ma ad ogni cosa, o pensiero, che e’ testimonianza del passato. Cio’ che voglio dire, insomma, e’ che la presenza di un corpo fisico, o ormai di qualche resto, non e’ determinante ai fini dei ricordi e delle emozioni, anche se in alcune persone aiuta.

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      • L’idea “affascinante” e’ proprio quella della dispersione: avere in un’urna ceneri piuttosto che polvere non cambia granche’…
        Comunque anche conservare ossa o polvere non e’ naturale, non trovi? 🙂

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      • Aggiungo: l’intero processo funerario e cimiteriale non e’ naturale. In natura non esistono cimiteri, o, anche se esistono luoghi ove determinate specie animali vanno a morire, non ci sono i “parenti” che vanno a trovarli. L’intero processo e’ puramente culturale, a noi pare naturale solo perche’ esiste da secoli.

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      • Mi rendo conto e certamente rispetto il tuo sentire che e’ quello di molti… anche se non e’ assoluto: per tante persone tornare nel luogo ove sono stati sepolti i propri cari non e’ piacevole, ma fonte di rinnovamento del dolore provato. Per altri ancora e’ addirittura pura formalita’, una “azione da fare” perche’ cosi’ si fa.
        Nessuno ha torto o ha ragione, non c’e’ una modalita’ giusta o sbagliata. Se una persona crede che una tomba costituisca un legame con il caro estinto, ha ragione di comportarsi di conseguenza. Se non ci crede, ha altrettanta ragione a comportarsi in modo diverso. I condizionamenti sociali non devono condizionare una scelta cosi’ personale.

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  10. Interessante quesito. Anche io sono per la cremazione e posso darti la mia esperienza personale. Mia mamma è stata cremata e le sue ceneri divise. Un po’ nel suo amato mare, un po’ a casa e un po’ a noi figli. Mia mamma è con me tutti i giorni e nello stesso tempo non c’è. Lei vive solo nei nostri sogni. Mi piace pensare che sia dove vuole essere, libera di vagare e nello stesso tempo mi piacerebbe che avesse un posto al cimitero, è per questo che ho messo la sua foto sulla tomba di mio nonno. Mi manca il rito del portare i fiori. Sò che sembra stupido e non lo credevo ma è una sensazione che ho provato. Comunque i primi tempi la sentivo spesso e adesso avevo la sensazione che fosse andata via, ovunque si vada dopo. Poi è successa una cosa a mia sorella e ho i brividi solo a parlarne. A differenza di me mia sorella non l’ha mai sognata ma due settimane fa gli è apparsa mi mamma in sogno intimandogli di cacciare di casa quell’uomo-compagno perchè l’avrebbe rovinata. Al mattino infatti mia sorella cercando alcune cose e controllando il telefonino ha scoperto delle cose allucinanti su questa persona e gli ha intimato di uscire per sempre dalla sua vita. Scusa… come al solito, vado fuori tema.

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    • Commento interessante 🙂 Bella l’idea di dividere le ceneri, anche se così facendo si perde l’idea di base della loro dispersione che dovrebbe servire proprio a non lasciare un luogo particolare di “culto”. In effetti tu sembri avere bisogno di un tale luogo, e non c’è nulla di male in questo. Ciò che spiegavo nei commenti precedenti è solo che non vedo questa come una esigenza “naturale”, ma piuttosto come dovuta a condizionamento culturale. In ogni caso… perché no? Certamente male non fa’, è questione di personale sentire.
      Il sogno… Guarda, sono il primo a cui piacerebbe credere a questi eventi, ho decine di libri sull’argomento e, in un certo senso, sono stato nel mio piccolo (e in parte sono ancora) un ricercatore in questo campo. Ti posso dire che, a sensazione, è probabile che tua sorella avesse già notato qualcosa che non andava ma, per quieto vivere, se lo fosse inconsciamente nascosto. Poiché però soffriva della situazione, probabilmente senza nemmeno rendersi conto del motivo, il suo subconscio le ha svelato la verità nell’unico modo che aveva: superando il controllo del super-io quando la mente razionale non era cosciente, ovvero durante il sonno e attraverso il sogno. Molto spesso i sogni usano figure cariche di simbolismo per affidare messaggi importanti, e quale simbolo migliore è, per questo messaggio, la figura della madre?
      Ovviamente è solo una ipotesi, eh, lungi da me voler distruggere le credenze di tua sorella 🙂

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  11. ecco, seguire la natura,,, a me piacerebbe seguire la natura, ma ho l’impressione che non ci si riesca né in un modo né nell’altro. Il verme, per esempio: niente in contrario a fargli da pasto e trasformarmi in ottimo humus, ma tutto quel legname, il velluto, le borchie di metallo, le maniglie… con quelle il verme non ci mangia mica. E anche la cremazione, è una vita che penso di andare a iscrivermi alla società apposita, però mi hanno detto che non mi bruciano così come sono (cioè, come sarei DOPO il trapasso) ma mi bruciano con la bara, rivestita di zinco… mi piacerebbe un inceneritore, o finire sotto un albero di albicocco o cose del genere, rientrare DAVVERO nel circolo della vita, senza togliere lo spazio a nessuno ma rientrando nel mondo. Pure, facendomi cremare almeno prendo meno posto… sono scelte scomode, comunque. Ci fosse la possibilità di scegliere un inceneritore lo farei.
    Ecco, vorrei più possibilità di scelta. Perché non ho nemmeno niente contro i cimiteri, o le urne, o le ceneri sparse al vento.

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    • eheheh simpatico il tuo intervento 😛 E’ vero: di cenere realmente nostra ce n’è davvero poca in mezzo a quella che viene resa dopo la cremazione. Comunque va dispersa assieme all’altra, quindi poco importa in fondo, no? 🙂 Ovviamente nemmeno io sono contrario a nessuna delle opzioni che hai elencato, è questione di… personalissimo sentire, tutto qui 🙂

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      • Sì, lo so che per alcuni i cimiteri sono davvero importanti – qualcuno ha citato Foscolo, ovvio che viene subito in mente quando si affronta un argomento del genere. E non vorrei privare nessuno del conforto che può dare una tomba, anche in forma di urna. Però a me piacerebbe una scelta diversa, più minimalista, ecco ^__^
        E forse sì, si dovrebbe chiedere a chi resta, ma non sempre è possibile…

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  12. Le olle funerarie non erano un gran male. Tenute in casa o in una necropoli, ricordavano il morto. La soluzione attuale non è il massimo. Sinceramente, l’idea di finire chiuso, dentro una bara e poi dentro un loculo di cemento, mi disgusta; molto meglio finire nel vento, allora, in mezzo a una bella foresta. Comunque, mio caro wolf, il più tardi possibile.

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  13. Un dubbio-certezza del tutto legittimo, il tuo caro Wolf; ti dirò di più…non saremmo esseri evoluti sino alla parola ed oltre se non fosse così.
    Tutti pensiamo alla morte ed a chi ci ha già preceduto nel luogo dell’eternità.
    Personalmente sono fermamente convinto per la cremazione…esclusivamente per un fatto igenico-sanitario…in fondo stiamo parlando della parte materiale degli esseri senzienti.
    A proposito del legame tra chi ci ha lasciati e noi ancora viventi, penso sempre che rimane tra noi e LORO sempre un filo diretto-comunicativo, che si srotola nell’etere, attraverso l’energia che sviluppiamo nei pensieri che di volta in volta ci portano da LORO…è come se ci chiamassero per fare, conversare, attivare delle LORO esigenze lasciate incomplete quì.

    Buone vacanze anche a te.

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    • Che si creda o meno nel filo comunicativo del quale parli, caro, e’ evidente che esso non ha nulla a che fare con la fine il corpo fisico ha fatto. Quindi perfino il fattore “igienico-sanitario” del quale parli, per quanto “volgare” possa sembrare ad un “romantico”, puo’ avere il suo peso.
      Grazie, spero ti stia riposando! 🙂

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  14. Mi interessa poco come finirò dopo, ma sono d’accordo con te che la tomba o qualsiasi altro posto è per chi resta, non per chi va. Forse bisognerebbe chiedere ai nostri cari, ad esempio figli, compagni o altri come vorrebbero ricordarci e scegliere di conseguenza. Se mia figlia mi preferisse sepolta potrei pure accontentarla. A me cosa cambia? Nulla.

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  15. Credo sia una scelta molto personale, qualsiasi siano le motivazioni.
    Per alcune persone è estremamente importante, soprattutto nei primi tempi, avere un luogo fisico dove “andare a trovare” i loro cari che non ci sono più. Per me andare al cimitero non è mai stata una priorità, credo che mio padre sia nei suoi libri che ho conservato, nei miei ricordi, nelle pagine che ho scritto su di lui. Al cimitero c’è solo una lapide con una foto che gli somiglia sempre meno, che cosa sia rimasto là dietro del suo corpo non lo voglio nemmeno sapere, dovunque sia non è là… ma so che non è lo stesso per tutti

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  16. Se fossi credente cercherei Dio in ogni cosa e non solo nella Casa del Signore. Sono agnostica!
    Mia mamma, i miei cari sono racchiusi in tutti i miei pensieri, nell’aria che respiro, negli oggetti che a loro erano cari e che io sfioro, non certo in un loculo in un posto per lo + triste. Del resto per restare in tema di religione non era forse la Bibbia a ricordare “Polvere eri e polvere ritornerai”?

    sherazadebuonadomenicainattesadiNONmorireancora 😉

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    • ahahah simpaticissimo il saluto! 😛
      Vero, vero, molto bello quello che scrivi 🙂 E comunque… secondo me e’ condivisiile anche per chi credente in qualche fede religiosa lo e’… salvo precetti, naturalmente! 😉

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  17. Foscolo avrebbe da obiettare 😛
    Io, invece, mi sento di concordare con te, sebbene questo post mi evochi ricordi molto molto tristi.

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  18. Parto dalla sensazione che mi è rimasta dopo aver visto persone defunte, erano corpi che non avevano niente a che vedere con la persona che avevo conosciuto non riuscivo più a far coincidere le due cose. So che la religione cristiana onora il corpo per questo obbliga i credenti a seppellirli nel cimitero, ma a me è parsa sempre un’usanza strana e direi quasi incivile: portare i fiori ad un corpo che si sta decomponendo. Solo nella nostra mente lo vediamo così come è sempre stato in vita, allora è più giusto che tutto ritorni al suo stato iniziale, cioè terra. Ho riflettuto un attimo su alcuni commenti che parlavano dell’esigenza di un luogo concreto dove ricordare il defunto, ma il ricordo è solo dentro di noi, cosa andiamo a fare allora davanti ad una tomba. Inoltre l’idea che lì stia avvenendo una decomposizione non mi piace per niente, preferisco la cremazione, magari con semplici bare di legno, ma almeno tutto ritorna nelle braccia della Natura quando poi le ceneri vengono sparse in un luogo amato.

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    • Direi che la pensi esattamente come mia moglie, soprattutto per quanto riguarda le motivazioni 🙂
      In ogni caso non si critica nessuno qua, ci mancherebbe 🙂 Proprio perché il meccanismo è tutto nella nostra testa, non c’è poi nulla di strano nell’aver bisogno di un luogo “fisico” che diventa simbolo del legame con il caro che non c’è più 🙂
      Un caro saluto 😉

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  19. Avere un posto dove poter portare un fiore, pregare o parlare, per me è cosa essenziale.
    Come sai, ho perso da poco mio marito e andarlo a trovare al cimitero è sentirmi più “vicina”, portargli un fiore è un segno di rispetto, è come dirgli: “non mi dimentico di te, sono qui solo per te”. Forse ti sembrerà infantile, ma è quello che sento e provo. Cerco la sua anima alzando gli occhi al cielo e in ogni piccola cosa che mi parla di lui.
    Aveva espresso il desiderio di essere cremato ed io ho eseguito ciò lui voleva, quando sarà la mia ora, faranno di me la stessa cosa. Personalmente ho pensato anch’io alle ceneri sparse in un luogo dove siamo stati felici insieme … chissà se lo farò … mi piace pensare che in quella terra forse, un fiore per noi, nascerà spontaneo.
    Quando una mia vecchia zia vedeva una tomba trascurata diceva sempre: “meno male che ci pensa la natura perchè tra le erabcce nasce sempre un fiore per non farlo mancare a nessuno”

    Grazie per essere passato da me.

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    • Bé, come scrivevo in risposta ad un commento, forse la scelta più giusta è accontentare chi resta, rispettando così il suo modo di restare in contatto con chi non c’è più. Quanto scrivi è in piena linea, anzi in fondo è addirittura una testimonianza di tale scelta: tu hai bisogno di un posto “fisico” per restare in contatto con tuo marito, tuttavia quando lo raggiungerai ti piacerebbe che le vostre ceneri fossero sparse in un luogo a voi caro: non c’è una scelta assoluta, ma solo una in accordo con il nostro sentire 🙂
      Un caro saluto! 🙂

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  20. CIAO WOLF.
    RIPASSERò CON CALMA. QUESTE SERE ESTIVE SONO SPESSO FUORI.
    TI LEGGERò VOLENTIERI DAVANTI AD UNA TAZZA DI CAFFè FREDDO….

    UN SORRISO E UN ABBRACCIO DI GIOIA.

    [SERENA]

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  21. Qualcuno un giorno ha detto VOI UOMINI SIETE EGOISTI, GLI ANIMALI NON VI HANNO FORSE DATO DA MANGIARE PER UNA VITA INTERA? E VOI PERCHè NON RESTITUITE IL FAVORE?

    La cremazione è secondo me il miglior finale per il corpo fisico. Tanto quello astrale non ne ha più bisogno!

    Smile!

    laura

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    • Laura! 🙂 Mi dai modo di aggiungere una informazione curiosa su come vengono “trattati” i resti dei defunti: in Tibet esistevano dei “becchini”, che avevano un’alta importanza sociale, il cui compito era recare i cadaveri in un posto elevato, squartarli e darne la carne agli avvoltoi.
      Macabro? Per noi si’, ma nella loro cultura era proprio un modo di rispettare il ciclo della vita non “buttando” via niente, usando anche la nostra carne per alimentare gli animali.
      Sorriso 🙂

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  22. Penso che come te mi piacerebbe farmi cremare, sai che credo nell’aldilà e che i nostri cari non rimangano imprigionati nei corpi senza vita. Ci sono sempre vicini e se stanno svolazzando altrove basta un nostro pensiero per richiamarli 🙂 Comunque sia in noi vive sempre una parte di loro, può essere un modo di pensare o un atteggiamento che assumiamo spesso (a volte mia madre mi dice che le ricordo la sua).
    Un bacione caro Lupo! 😉

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    • Be’, capisco cosa vuoi dire ma… tra la sopravvivenza alla morte e il vivere nei ricordi e nei geni dei propri discendenti… non so, la seconda non mi consola troppo! 😛
      Grazie, bacione anche per te 🙂

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  23. Ci sono riuscita, evviva!!

    A proposito di cremazione: l’urna di mia madre (che ha fatto il viaggio da stoccolma a roma, con tanto di passaporto…) sta in casa di mia sorella e siccome lei se n’è accorta che non mi va di bussare alla sua porta per far “visita” a mia madre, abbiamo deciso di spostarla al camposanto. Fosse stato per me, avrei messo le sue ceneri sotto l’albero del pesco nel mio giardino, ma per queste decisioni bisogna essere d’accordo.

    Certo, non è la fisicità che determina l’avvicinanza dei nostri cari defunti, ma credo l’essere umano abbia bisogno dell’immagine dell’immaginario….

    Un abbraccio grande e grazie per essere passata da me.

    Carmen

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    • Un po’ come per le icone da venerare, dici? 🙂 Si’, puo’ essere, tuttavia non per tutti: come puoi leggere dai commenti precedenti, le “risposte” sono molto variegate e di segno spesso contrapposto. D’altronde perfino te e tua sorella non eravate d’accordo, non avevate lo stesso sentire; alla fine avete dovuto optare per un compromesso.
      Si’, Logga e’ un po’ “rigido”: a volte i commenti appaiono solo se rinfreschi la finestra del browser, e a volte nemmeno cosi’, occorre pulire la cache del PC o… aspettare un po’. Poi capitano degli inspiegabili “errori”: ad esempio ho trovato due tuoi commenti (che poi hai ripostato) nello spam! 😮 Non chiedermi perche’, a volte capita e non ne capisco il motivo! 😛
      Un abbraccione anche per te! 🙂

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  24. Che dirti?I cimiteri sono i giardini della memoria ,in effetti,volendo si potrebbe crearli ovunque senza che necessariamente vi si debba concretamente seppellire un corpo.Non ho molta dimestichezza con i cimiteri e ,e rare volte che ci sono andata.è stato più che altro per far contento qualcuno (vivo…).
    Altra cosa le ceneri….. considerato che sono due anni e mezzo che dormo con l’urna delle ceneri di mia madre accanto al letto:per ora non posso lasciarla andare……..ma conosco perfettamente il posto dove lo farò.
    Riguardo a me mi farò cremare ma prima di far disperdere le ceneri voglio che siano unite a quelle del mio cane.
    Pensa tu!Ho le idee poco chiare su tutto ma,evidentemente non sulla morte!
    Ah……… tanto per deviare un po’:Buona vita e vacanze a te e felini!

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    • ahahah e be’, da qualcosa si deve pur partire per le idee chiare, no? 😀
      Non devi sentirti obbligata a disperdere le ceneri di tua mamma, non e’ certo qualcosa che si “deve” fare; piuttosto e’ una questione di “anima”, di “sentimento”, qualcosa di estremamente personale che si sente o meno di voler fare.
      Grazie cara, buona vita e buone vacanze anche per te 🙂

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  25. Ho sempre preferito pensare ai miei cari che non ci sono più guardando le stelle, che non andando su una sterile lapide sotto la quale non vi è altro che ossa. Non più individuo, non più persona. Solo ossa.
    E una tomba viene dopo la morte di una persona, in alcun modo riuscirei a collegare un corpo ormai vuoto con la vita che essa ha avuto.

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      • la tomba di mio padre non esiste più.
        non c’ è stata differenza fra prima e dopo. Non mi ci sono mai recata in 20 anni.
        E quando mi è stato chiesto di scegliere se proseguire o meno l’ inumazione, ho scelto per il no.
        Non era presso la sua tomba che lo ricordavo. La tomba è un bisogno per i vivi, se i vivi non ne sentono alcun bisogno..non ha alcuna funzione.
        In quanto a me, scelgo le ceneri nel vento.. 🙂

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  26. Carissimo Wolf, rieccomi. Appaio e scompaio. Sono come coso…come si chiamava…SILVAN!
    Sono rimasto un po’ in dietro come vedi: verniciatura d’infissi ed altre incombenze domestiche, viaggione a Maillorca, sterilizzazione di Olga e asportazione delle mammelle di Tilly su ambo i lati. Tutto bene. Ho visto foto di Tom sullo sfondo di un baita felicemente ristrutturata in un bel posto; domani leggo il post.

    Nel merito e brevemente sono per affidarmi alla normalità della natura e nutrire la terra. Il fuoco addosso no, nemmeno da morto anche se comprendo la purezza.

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    • Buongiorno caro 🙂 Alla fine penso che tutto vada bene 🙂 Giustamente, come fatto osservare da qualcuno, forse e’ chi resta che dovrebbe scegliere 😉
      Bene per te ma anche per Olga e, soprattutto, Tilly 🙂

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