Osservazione e ragionamento

"Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore.
Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità."

Questa frase appartiene ad Alexis Carrel, chirurgo e biologo francese vissuto a cavallo del 1900 noto per la ricerca delle tecniche di sutura dei vasi sanguigni e dei trapianti di tessuti e organi. Direi che e' un ottimo esempio di quando la scienza occidentale incontra, forse neanche sapendolo, le filosofie orientali su qualcosa che puo' essere di importanza notevole in ogni settore della vita, anche quella nostra "di tutti giorni".
La pura osservazione, scevra da pregiudizi intellettuali, e' uno dei cavalli di battaglia della spiritualita' orientale, in fondo la stessa meditazione (cosi' come le pratiche di concentrazione) ha lo scopo di portare a trovare la verita' che giace dentro ciascuno di noi, semplicemente "silenziando" il rumore di fondo provocato dall'inesauribile chiacchiericcio mentale. Ma senza allontanarci troppo, credo che molti di noi abbiano provato sulla propria pelle i benefici dell'osservazione e i danni di un esagerato ragionamento: l'osservazione porta a capire, per esempio e deduzione, cosa funziona e cosa no; tentando altresi' di risolvere i problemi esclusivamente con la logica, l'eccesso di ragionamento porta facilmente alla paralisi in quanto – mancando la visione globale che porta l'osservazione – entra in un circolo vizioso di pro' e contro dal quale non riesce piu' a uscire, portando sempre piu' confusione e frustrazione.
I nostri nonni insegnavano a "dormirci sopra", ben sapendo che una volta arrivati nel vortice dei dubbi non se ne esce piu' ed e' meglio allora "staccare". E a volte e' davvero un buon consiglio 🙂

dormire

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38 pensieri su “Osservazione e ragionamento

  1. x Anne: eheheh sarai già a nanna?? Comunque "dormirci sopra" vuol dire per me avere la capacità di "staccare", lasciando così all'inconscio il tempo e la libertà di elaborare tutti gli input che abbiamo ad esso fornito. Ti sarà senz'altro capitato di non riuscire a venire a capo di un problema, di prendere una decisione su di esso, eppure di avere chiara la soluzione non appena "lasci andare" la testa, rilassandoti e facendo silenzio dentro di te

    x Linikunda: è così, cara Likunda La mente logica è importante, ma la capacità di sentire il "cuore", di percepire la realtà per quello che è, è molto più importante
    Buona serata anche a te!

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  2. Tu mi leggi nei pensieri! Hai ragione, l'osservazione muta evita un sacco di guai, aiuta a ricordare con precisione, quando è il momento di ragionarci sopra, ma dopo aver fatto mille altre cose. Come dici, la mente ha bisogno di tempo per elaborare…
    un bacio!

    Non dimenticare chi agisce senza riflettere, per arroganza o eccesso di sicurezza.
    Quello va incontro alla rovina!

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  3. Concordo pienamente, spesso coi pensieri si creano castelli dai quali risulta difficle trovare il bandolo della matassa. Le verità sono poche ( quelle c'è dato di conoscere) e non hanno tempo. Si manifestano quando ti liberi la mente da sovrastrutture guidate dall'ego e dalla tensione di "impossessarsi" di un concetto. Sono le idee che si impossessano di noi e sta a noi, dunque, non diventarne schiavi. Osservare …l'ho fatto per una vita e ancora non mi basta.
    Ciao Lupo

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  4. ..in tempi dove il sonno è diventato un privilegio e non più un passo compiuto.. risulta difficile come dici staccare, perchè anche dormendo si continua a "ragionare"….

    siamo eterni distratti e prolissi maniaci paranoici….
    mentre come dici basterebbe molto poco per fare invece molto di più…

    un abbraccio

    m.

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  5. @anneheche, trovo che la notte tenda a scurire i pensieri cupi e a schiarire quelli chiari, cioè a enfatizzare, contrastare, e il sole a equilibrare.

    @Wolfghost, molto condivisibile la frase del chirurgo francese. Un caro saluto.

    Giulio

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  6. Mai approvato quelli che so capaci de arrovallasse il  cervello !
    Come quelli che vogliono trovare risposte logiche a tutto.
    Fretta di tutto wolf…anche di capire, quando il più delle colte o basterebbe solo osservare o aspettare pazientemente, lo scorrere degli eventi.
    Un bacione a tutti        

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  7. x Egle: sono d'accordo cara, spero e credo che non ti fermerai, che non ti basterà mai

    x m: è vero, è così, non siamo più capaci di staccare nemmeno nel sonno. Proprio questa considerazione dovrebbe farci riflettere e spingerci nella giusta direzione.
    Un abbraccio

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  8. x Anne: dipende cara Anne. Credo che la notte dovrebbe portare riposo; il fatto che non lo faccia è un segnale che dovrebbe farci riflettere, un allarme da non sottovalutare. Perché, come scrive Giulio, la notte enfatizza? Enfatizza perché "silenzia" i nostri io e super-io, lasciando l'inconscio libero di esprimersi, seppure per simboli o per stati d'animo. Ecco perché non dovremmo sottovalutare questi segnali: negarli, affidandoci solo alla mente razionale e sotterrando tutto il resto, è come mettere la testa sotto la sabbia. A meno che davvero non ci sia nulla da fare: allora una "fuga", qualunque essa sia, puo' essere accettabile.

    x Giulio: grazie per l'intervento e il commento ad Anneheche, qui sopra ne parlo proprio con lei

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  9. x Charlotte: vero, a volte… anzi spesso, arrovellarsi il cervello non porta proprio a nulla, anzi peggiora una situazione già delicata
    Un bacione anche a te!

    x Caris: eheheh la famosa via di mezzo, no?

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  10. un ottimo post! … applicare quello che suggerisci, implica far emergere il nostro inconscio, il quale, nelle sue bizzarrie, raggiunge luoghi e conoscenze che consapevolmente non immagianiamo nemmeno!
    Via libera quindi alla connessione con il sommerso mondo dell'inconscio che….stando ad alcune ricerche, sembra essere in rete e connessione universale..
    ti auguro un buon weekend:-) claudio

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  11. Alcune ricerche recenti, ma anche antichissime tradizioni, caro Claudio!
    Quanto ci sia di vero possiamo sentirlo solo dentro di noi, il resto sono al momento solo ipotesi
    Buon weekend anche a te!

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  12. Wolf, la difficoltà è saper riconoscere le cause che portano all'insonnia che non sempre sono così evidenti, almeno per me.  Ci sono periodi turbolenti in cui si dorme benissimo e altri in cui il sonno è breve e disturbato sebbene si abbia l'impressione di stare bene.  Si dice che la notte porti consiglio, ma non che lo porti a discapito del riposo, perchè spesso, per la frenesia del giorno, si ricorre alle ore notturne per pensare a fondo e bene alle questioni diurne, soli con noi stessi ma in balia delle enfatizzazioni, e così, non si prende sonno. Una volta a letto bisognerebbe spengere il cervello e cercare consigli, freschi, l'indomani. Nevvero?

    Giulio

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  13. Io credo che la maggioranza delle volte non sia difficile riconoscere se si fatica a prendere sonno perché nervosi o preoccupati oppure se per cause "biologiche", il secondo caso è tra l'altro più frequente, quasi costante. In ogni caso, anche a prendere sonno, se si è in un "periodo no" è facile che la qualità del sonno sia scadente, con brutti sogni, con un riposo quasi assente, al punto di risvegliarsi a volte più stanchi e preoccupati di quando si era andati a dormire. Per questo ho scritto che non sono cose da sottovalutare. Tra l'altro il timore di non prendere sonno, della notte quasi, finisce per tramutarsi in angoscia o per accrescere quella già presente. Staccare prima di andare a dormire a volte si puo', ma senza prendersi cura dello stato di veglia diviene un'operazione sempre più difficile.
    Un caro saluto e… buonanotte!

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  14. E' quello che, credo, vorremmo fare tutti: riuscire a staccare, rilassarci e dire "ci penserò domani" a mente fresca, sperando magari chhe un buon sonno abbia appianato i grovigli mentali e fatto luce sui nostri dubbi.
    Ma non sempre è possibile, spesso i pensieri ci seguono nella notte, abbarbicati al cervello come ostriche allo scoglio…

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  15. Questo succede perché non abbiamo preparazione adeguata. Non siamo abituati ad avere il controllo dei nostri pensieri, li lasciamo sempre scorrere, li alimentiamo anzi, continuando incessantemente a pensarci su. Come sperare, in queste condizioni di avere la capacità di "staccare" quando un pensiero troppo scuro ci opprime? Non siamo pronti. Per questo è necessario lavorarci per tempo, anche quando si sta bene e ci sembre di essere intoccabili. Nessuno è intoccabile, nessuno è indistruttibile.
    Un abbraccio cara Happy

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  16. Ben tornata cara Anna
    A riguardo del post, per te la stessa risposta data a Happysummer, te la ricopio qua per tua comodità
    Questo succede perché non abbiamo preparazione adeguata. Non siamo abituati ad avere il controllo dei nostri pensieri, li lasciamo sempre scorrere, li alimentiamo anzi, continuando incessantemente a pensarci su. Come sperare, in queste condizioni di avere la capacità di "staccare" quando un pensiero troppo scuro ci opprime? Non siamo pronti. Per questo è necessario lavorarci per tempo, anche quando si sta bene e ci sembre di essere intoccabili. Nessuno è intoccabile, nessuno è indistruttibile.

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  17. Un eccesso di astrazione, rischia di condurre all'aridità del ragionamento fine a sé stesso, persino perdendo di vista quella realtà che, silenziosamente ed attentamente osservata, è maestra di ispirazioni profonde.
    Un abbraccio nel passare di qui, appena tornata.

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  18. Credo debba esserci un mix di situazioni…
    staccare la presa con il sonno… o con qualunque altra cosa che ci rilassi e non ci faccia pensare. Ognuno di noi ha i suoi metodi…
    Io se mi metto le cuffie a tutto volume riesco abbastanza a non pensare, o forse sono soltanto rintontolita dalla musica….
    e poi… quando si può… mollare un po' e far scivolare le cose.
    Bacioni!

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  19. Ma lo sai che funzionava anche con me, addirittura per prendere sonno? C'e' stato un periodo nel quale andavo a dormire con auricolari e musica rock a palla… e mi addormentavo di schianto! Che sia una misura di protezione del cervello?
    Un bacione anche a te!

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  20. Oh, io non ho questa preparazione, questo è poco ma sicuro… Sapessi, Wolf, quante volte mi concentro su un pensiero, un fatto, che so, magari una lettura e poi all'improvviso mi rendo conto che il pensiero "dominante" si è insinuato quatto quatto, si è fatto strada e si è impadronito del cervello…
    Il peggio, forse, è quando mi succede durante una conversazione..

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  21. x Rondine: … e si puo' farlo, cara Rondine Anche se richiede tanta pazienza e determinazione
    Buona giornata a te!

    x Happy: a parte che succede anche a me… quando la conversazione non e' granche' interessante Comunque non sono conquiste da poco, se pensi che ci sono tradizioni millenarie che si occupano di queste cose puoi ben capire che non sono cose semplici come potrebbe sembrare a prima vista. Ci vuole pazienza e determinazione, e anche credere che e' possibile arrivarci
    Un salutone

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  22. x Jouy: opssss… mi ero perso il tuo commento Grazie comunque

    x Almerighi: la ricerca della verita' non e' in dubbio, si discute piuttosto il modo con cui attuarla: se attraverso l'osservazione o il ragionamento (e' chiaro che almeno in parte servono entrambe).
    Un saluto

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