Osservazione e ragionamento

“Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore.
Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla veritĂ .”

Questa frase appartiene ad Alexis Carrel, chirurgo e biologo francese vissuto a cavallo del 1900 noto per la ricerca delle tecniche di sutura dei vasi sanguigni e dei trapianti di tessuti e organi. Direi che e’ un ottimo esempio di quando la scienza occidentale incontra, forse neanche sapendolo, le filosofie orientali su qualcosa che puo’ essere di importanza notevole in ogni settore della vita, anche quella nostra “di tutti giorni”.
La pura osservazione, scevra da pregiudizi intellettuali, e’ uno dei cavalli di battaglia della spiritualita’ orientale, in fondo la stessa meditazione (cosi’ come le pratiche di concentrazione) ha lo scopo di portare a trovare la verita’ che giace dentro ciascuno di noi, semplicemente “silenziando” il rumore di fondo provocato dall’inesauribile chiacchiericcio mentale. Ma senza allontanarci troppo, credo che molti di noi abbiano provato sulla propria pelle i benefici dell’osservazione e i danni di un esagerato ragionamento: l’osservazione porta a capire, per esempio e deduzione, cosa funziona e cosa no; tentando altresi’ di risolvere i problemi esclusivamente con la logica, l’eccesso di ragionamento porta facilmente alla paralisi in quanto – mancando la visione globale che porta l’osservazione – entra in un circolo vizioso di pro’ e contro dal quale non riesce piu’ a uscire, portando sempre piu’ confusione e frustrazione.
I nostri nonni insegnavano a “dormirci sopra”, ben sapendo che una volta arrivati nel vortice dei dubbi non se ne esce piu’ ed e’ meglio allora “staccare”. E a volte e’ davvero un buon consiglio 🙂

dormire

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