L’ultima sfida – IV

pasto medioevo“E muoviti, buono a nulla!” disse con tono spazientito Zoe al marito mentre lui rientrava con il grosso secchio per l’acqua appena riempito al pozzo.
“Ma chi me l’ha fatto fare…” aggiunse sottovoce ma non troppo, in modo che lui potesse sentirla.
Sade, come sempre, preferì rimanere in silenzio, ma la pressione di quelle frasi lo fece innervosire al punto da sbattere inavvertitamente il ginocchio contro lo stipite della porta. Lui lanciò un urlo di dolore, lei scoppiò a ridere.
“ahahah e poi dici che non è vero! Povero Raymond, ci credo che…”
“Zitta!”. Sade la fulminò con lo sguardo, conscio della gente del paese che, passando per la strada antistante la casa, si godeva la scena.
“Uh… perché, sennò che fai?” rispose Zoe in tono di scherno.
Sade di nuovo non rispose, limitandosi ad affrettarsi a rientrare in casa in modo da togliersi dall’imbarazzante sguardo dei vicini. Posò in terra il pesante secchio e abbracciò i suoi figli, William e Gertude. Il calore di quell’abbraccio gli ridiede il piacere di essere a casa.
Quella sera, prima di addormentarsi, ripensò al suo matrimonio, a come era stato felice di avere Zoe, la donna più bella del paese, alla grande festa… la contentezza e i complimenti degli amici, Raymond tra tutti… Perfino lui non aveva mai nascosto l’attrazione per Zoe ma, da vero amico, era stato felice quando lei, non senza stupore generale, aveva deciso di sposare Sade.
Se avesse potuto vederlo adesso… ah, probabilmente il suo disprezzo sarebbe aumentato ancora di più. Sade non aveva mai superato la vergogna del suo gesto di viltà nella battaglia di sei anni prima. Aveva ripreso a vivere una vita normale, cercando di trovarvi rifugio, cercando spiegazioni plausibili alla paura di quei momenti: la moglie incinta che l’aspettava a casa, l’inutilità di un sacrificio che non avrebbe certo cambiato le sorti della guerra e nemmeno quelle del suo amico… sarebbe stato solo un caduto in più. Ma di fatto, da quel giorno, era andato sedendosi sempre di più, sotto il peso di un rimorso che cercava da allora di rimuovere.



Victor guardava la costruzione da vicino, progetto del palazzo in mano. Quell’edificio, distrutto nei bombardamenti della guerra terminata due anni prima e vecchia sede della sua Società, doveva essere l’emblema della ricostruzione, non solo in senso fisico ma anche in quello morale: avrebbe dovuto segnare il ritorno a una economia e una società più solidali. Per questo aveva deciso di farne il più moderno centro ospedaliero e di ricerca medica della nazione, finanziandone il progetto praticamente per intero. Non gli interessava il fatto che ciò avrebbe intaccato notevolmente il suo patrimonio, aveva visto troppa sofferenza in guerra, sognava un futuro in cui l’umanità fosse liberata dal male, anche se ben sapeva che in fondo quello era un sogno irrealizzabile, ma… meglio scalare 100 metri di una montagna alta venti volte di più, che non scalarla per nulla!
Il sindaco dovette tirarlo per la manica perché si decidesse alla foto di rito per l’inaugurazione del primo reparto accessibile dell’ospedale. Victor in realtà era un po’ infastidito da tutti quelli che considerava inutili riti, ma ben sapeva che tenere un buon rapporto con sindaco e autorità era fondamentale per avere in breve tempo tutti i permessi che servivano per la costruzione.
Indossò perciò il miglior sorriso di circostanza e, abbracciato il rubicondo sindaco, si prestò alle cure dei fotografi.

[continua]
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47 pensieri su “L’ultima sfida – IV

  1. Un intreccio degno della trilogia di Bill Pullman (mi pare fosse lui quello della bussola d'oro): si squarciano veli e si salta da un mondo all'altro, un salto temporale da far girar la testa…Sempre più curiosa. Serena notte in Danimarca (sei ancora lì, vero?)Attento, sai che c'è del marcio, vero?

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  2. x Anne: l'idea sarebbe proprio quella, bisogna vedere se terranno costanza e motivazioni… e tempo, naturalmente! x Azalea: grazie cara Sì, sono ancora in Danimarca, c'è bisogno di chiederlo? Non hai sentito che guarda caso il famoso vulcano islandese è tornato a far chiudere aeroporti? x Donnaflora: grazie anche a te, cara… soprattutto per il "ragazzo"!

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  3. Molto dinamico lo svolgimento e l'espandersi delle azioni e delle motivazioni.Sai, Wolf, malgrado la sua passata vigliaccheria, mi ha fatto pena Sade, divorato dai sensi di colpa e così malridotto!

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  4. x Donnaflora: mah… ti dirò, in fondo non mi dispiace non esserlo più (da un pezzo! ), ogni età ha il suo fascino in fondo, e poi… che immortali non lo siamo lo sappiamo già, sicché… x Happy: già, povero Sade… Grazie cara Mi piacerebbe avere più tempo, così da scrivere più frequentemente (e probabilmente meglio… ).

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  5. le due parti – se così si può dire – del racconto , filano via lisce coem l'olio:)beh, voglio proprio vedere che ti inventerai, stavoltaaspetto, eh? e per intanto, buon fine settimana

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  6. x Katia: vagabondo abbastanza involontario, in fondo… spesso ne farei a meno! Buon sabato e buona domenica a te!x Morellina: grazie cara. Sì, questo fine settimana sono a Merano, con connessione limitata e poco tempo, quindi è probabile che per il nuovo episodio dovrete aspettare lunedì.Buon fine settimana anche a te!

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  7. x Zeroschemi: ahahah "scrittore" è decisamente una parola grossa! Grazie comunque x Sherwood: è questione di terminologia, caro Sherwood Per me non è una cosa brutta non essere più un "ragazzo", mi parrebbe anzi un tentativo di negazione della mia età Ho 44 anni, non sono più un ragazzo e… va bene così! Abbraccione caro!

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  8. Queste vie parallele si seguono con interesse, filano via lievi e si avrebbe voglia di accelerare i paso per la curiosità di giungere al traguardo.Bacione, lupacchiotto (44 o 444 sei sempre un lupacchiotto per me) e buon weekend!

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  9. Wolf!!!! Non riesco proprio a leggerli i romanzi a puntate nei bloggggggg!!! Mi si intorcola la vista e poi i viene sonno!!!!! ( e non sono nemmeno capace di lasciarti un "bravissimo, trama avvincente" per fare presenza se non riesco a leggere…)Sai che faccio allora?Mentre tu finisci di raccontare il racconto 🙂 ….(per la gioia di tutti gli amici meno sfaticati di me) io vado a ripescarti in quei post che mi sono persa nei mesi di assenza, che ne dici?La solitaCri 🙂

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  10. Ciao grande e saggio wolf,è un po' che non vengo a trovarti,sappi che di tanto in tanto vado in vacanza da splinder^^,quante belle e grandi novità nel tuo bolg!Hai iniziato a scrivere un racconto,hai compiuto 44 anni eee.. insommasei tutto e di piu'…..ho sempre ritenuto che sei uno spirito eclettico e che hai tanto da dire e da insegnare …leggerò con calma le puntate del tuoracconto.un abbraccio.giulia*

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  11. Che bello passare di qua e leggerti.. :)Dove stai "vagabondando" in questo momento ? Immagino tu abbia avuto molti problemi coi voli nelle ultime settimane :(Un abbraccio e.. aspetto il seguito !IrisLuna

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  12. x Giulia: bene, sono contento che le tue non siano mai abbandoni di Splinder definitivi, mi dispiacerebbe molto. Un abbraccio! x Azalea: eheheh ma per qualche settimana niente voli per me, per fortuna!

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  13. x Iris: adesso sono tranquillo in quel di Merano, la città di origine della mia compagna, quindi niente voli Però ho rischiato: sono tornato ieri sera in Italia dalla Danimarca Abbraccione! x Katia: grazie cara, un abbraccione anche a te!

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  14. x Cri: i gatti e il cane stanno bene, grazie! I gatti in particolare li ho rivisti proprio oggi dopo quasi una settimana, il periodo più lungo di mia assenza da loro. Mi sono mancati molto, sai? x Pia: grazie cara, buona settimana anche a te! x Ivy: eh, già! Mi piacerebbe andare più spedito, purtroppo ho davvero poco tempo in questo periodo

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  15. x Happy: eh… ti ringrazio cara, ma non ne sono così convinto delle mie presunte capacità! eheheh x Specchio: sì, infatti questo dovrebbe farci riflettere sul senso dei sensi di colpa, non trovi? x Glicine: ciao cara! Buona settimana anche a teeeee!

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  16. Come dicevo prima queste sono le molte facce della medaglia umana.Meglio l'interpretazione di una di esse.Come hai sottoineato nei post successivi i carburanti che alimentano il motore dei sentimenti umani sono l'ambizione, l'ignoranza, la passione.Come Sade ha sentito che la passione per Zoe era più importante dell'ambizione a diventare un eroe, morto in verità, ha ignorato le implicazioni di gloria (perché gli eroi sono sempre coperti di gloria, ma raramente dalla …  – mi permetto una cialtronata).V'é d'aggiungere che l'ambizione ad avere la moglie più bella lo ha gettato nell'angoscia di essere trattqto da lei come l'ultimo di questa terra. Sembra quasi che gli abbia letto nell'animo, il perchè del suo ritorno. Non certo per il figlio che doveva nascere. Di certo per salvarsi la pelle e questo ai suoi occhi, lo ha trasformato in un pavido, disprezzando e non volendo capire assolutamente le ragioni vere della sua evidente fuga. D'altra parte vediamo Victo che continua, tenacemente a coltivare l'ambizione non di essere un capo popolo, in prima persona. Piuttosto di assurgere, inconsciamente, a tale figura con azioni concrete. Così permeato da quell'aura di liberalità, in cui crede fermamente, ignorando le implicazioni che quella a lungo andare frutterà.Come sempre i tuoi sono post, mai fine a se stessi, ma da leggersi incrociando i precedenti e i successivi.Guidi sempre fuori strada ed é bello seguirti.

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  17. Grazie CapeH Spero di riprendere il racconto quanto prima Spesso la gente e la storia attribuisce alle azioni di una persona il significato che a loro fa più comodo (chi ha detto che "la storia la scrivono i vincitori"? ), ma il perché di un'azione va spesso perso pochi istanti dopo che essa viene compiuta…

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