Rompere gli schemi, una lezione di Monsieur Gurdjieff

gurdjieffGeorge Ivanovich Gurdjieff nacque nel 1869 ad Alexandropol (Armenia russa) ed è uno dei pochi riconosciuti grandi maestri occidentali vissuti nel secolo scorso.

Dopo una giovinezza passata viaggiando e studiando culture diverse allora sconosciute, si dedicò interamente al lavoro sulla consapevolezza, intesa come mezzo per svegliare l’uomo dagli automatismi quotidiani per fargli riemergere potenzialità latenti.

Le sue conoscenze spaziavano dalla musica (compose numerosi brani) alla filosofia, ed utilizzava la danza come strumento di armonizzazione: scrisse anche numerosi testi che ancora oggi sono testi importanti per chiunque voglia intraprendere un cammino verso il risveglio interiore. […]”

(Testo dal sito di La Quarta Via ita.gurdjieff.es/)

Il lavoro di Gurdjieff è stato complesso e affascinante, di difficile approccio senza “intermediari” 😉

Gurdjieff, come altri grandi maestri, scrisse poco di suo pugno, e per lo più testi davvero particolari. Più accessibili invece sono i libri che alcuni suoi “seguaci” scrissero su di lui e sui suoi metodi. A me ad esempio piacque molto “La mia fanciullezza con Gurdjieff”, di Fritz Peters.

Comunque, mi voglio qui limitare ad una sua… “piccola” lezione, ovvero la capacità di rompere i propri schemi mentali… sorpendendosi 😉

Per fortuna la mia memoria è molto labile (e ne vado fiero, ma questo è un altro discorso… eheheh) per cui, non volendo recuperare passi dai testi, esporrò questa suggestiva idea con parole mie e… chissà, forse perfino con un pizzico di farina del mio sacco! 😛

Allora, non è difficile… in teoria 😛 Sostanzialmente si tratta di riconoscere che ciascuno di noi, chi più, chi meno, è schiavo dei condizionamenti che inevitabilmente hanno premuto su di lui fin dalla primissima infanzia, anzi soprattutto su quella. Amo dire che nasciamo come pagina bianca ma, ben presto, chiunque si sente in diritto di scrivere i suoi scarabocchi su di noi. Altri ghirigori vengono poi messi dagli eventi che ci segnano.

Ad un certo punto ci ritroviamo così condizionati da non accorgerci nemmeno di esserlo! Quanti di noi sono convinti di conoscersi davvero! Non è così? 😉

Anche io lo ero, fin da ragazzino! 🙂   Ma… qualcosa nei miei conti non tornava: se fossi stato come davvero credevo di essere, certi risultati nella mia vita sarebbero senz’altro stati migliori 😉

Ad esempio, una delle cose di cui ero convinto, era che dell’opinione altrui non me ne potesse fregar di meno! Ero un tipo tosto, no? Uno di quelli che va avanti per la sua strada incurante delle critiche e degli apprezzamenti altrui! 😛

Ma… era proprio vero? 😐

All’incirca al primo anno di università, feci un semplice esperimento: iniziai a guardare i miei comportamenti, comprese le mie reazioni agli eventi e alle parole altrui, come se fossero stati quelli di qualcun altro; mi posi da… osservatore esterno, insomma.

Il risultato? E’ inutile dirvi, ci sarete già arrivati da soli, che i miei comportamenti non erano esattamente quelli che caratterizzano una persona sicura di sé, di quelle che non vengono scalfite né da critiche né da applausi. Decisamente no!

Mi resi conto che l’accettazione, l’approvazione, il non-rifiuto altrui, mi interessavano eccome! 😉

Provate anche voi… sì, anche voi laggiù, che fate finta di leggere con sufficienza, che siete convinti di essere tutti d’un pezzo, di conoscervi perfettamente! Provate anche voi a fare esperimenti simili… scommetto che avrete sorprese paragonabili a quella che ebbi io! 😀

Comunque, torniamo a bomba – come direbbe Bush  😉

Uno dei propositi principali che si proponeva Monsieur Gurdjieff (lo chiamavano così perché, come molti intellettuali e saggi dell’epoca – ma non solo, lo ha fatto anche l’attuale moglie del Presidente francese, no? … Come dite? Non rientra nelle due categorie citate? Uff… siete i soliti polemici! 😀 – si trasferì in Francia, vicino a Parigi, dove aprì un centro di ricerca per lo sviluppo delle potenzialità dell’uomo) era quello di sradicare gli schemi mentali nei quali ormai erano letteralmente prigionieri gli uomini dell’epoca, allo scopo di recuperare le potenzialità e le conoscenze esoteriche che giacevano ormai inutilizzate nel loro profondo. Si parla all’incirca di inizio ‘900, ma come vedete certe cose rimangono di drammatica attualità, non è vero? 😉

Uno degli esercizi che più ricordo e che più ho trovato probante, oltreché difficile da attuare, è quello di… sorprendere sé stessi. E’ un esercizio semplicissimo in teoria, possiamo farlo ovunque e con chiunque (ma anche da soli): si tratta di compiere qualcosa di assolutamente inusuale per noi, qualcosa che magari sentiamo di voler fare ma che evitiamo per timore di apparire inadeguati, ridicoli, o perfino pazzi , non solo agli occhi dei possibili osservatori, ma perfino a noi stessi. Questa azione possiamo attuarla all’improvviso, in modo da non dare a noi stessi, al nostro Super-Io (la parte di noi condizionata a non “uscire dalle regole”), il tempo di boicottarci; oppure “pianificandola”, decidendo di farla a priori e poi compierla, sfidando la nostra stessa ritrosia, perfino se – come molto probabile – all’avvicinarsi del momento, ci parrà sempre di più un’idea ridicola (in realtà è sempre il Super-Io che sta intervenendo, come se i nostri genitori ci dicessero “Ma che vuoi fare? Sei matto?? Non essere stupido, su!!”).

E’ assolutamente obbligatorio, se si decide di farlo, arrivare fino in fondo. Rinunciare significa infatti vanificare ogni risultato positivo ottenuto fino a quel momento.

Quali sono questi risultati? Trovandovi improvvisamente fuori dagli schemi, li “romperete”, ovvero vi accorgerete di quanto schiavi eravate, di quante possibilità di “essere” vi siete privati fino a quel momento. Inoltre aumenterete la vostra autostima, rendendovi conto di essere in grado di fare molto di più di quanto avreste mai pensato, capendo che la chiave della vostra gabbia è nelle vostre mani!

E la volta successiva… vi sarà più facile essere come vorreste essere.

Il “circolo vizioso”, insomma, inizierà a girare nell’altro verso: se prima il restare fermi aumentava la percezione – illusoria – dei limiti imposti, adesso fare ciò che vi sembrava di non poter fare, rafforzerà l’idea di essere liberi delle proprie azioni.

Un effetto collaterale potrà essere il trascinare altre persone con voi, sorprendendo anch’esse e portandole a rompere a loro volta i propri schemi.

“Ma c’è un limite!” direte voi. Certo, limiti reali e tangibili esistono… bisogna evitare la galera ad esempio 😀

Ma… fate in modo che questo pensiero non vi blocchi… Fidatevi di voi stessi, dentro di voi sapete benissimo, a priori, qual è il limite da non superare ma anche di urtare gli altri (a meno che non siano scossoni utili…) o di farsi del male, sia fisicamente che moralmente! 😉

Buon divertimento! 🙂

PS: Ricordatevi di dare un’occhiata a www.adottauncucciolo.net : ci sono tanti nuovi annunci dall’ultima volta!

0 pensieri su “Rompere gli schemi, una lezione di Monsieur Gurdjieff

  1. Troppo spesso si rinuncia a sperimentare se stessi, solo perché ci pare – superficialmente – che non ne valga la pena. Come sbagliamo! Eppure ci si rifugia in occasioni perdute pur di non progredire.

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  2. … perché “non ne vale la pena” oppure proprio perché “non ci si arriva”, non sappiamo che abbiamo la possibilità di farlo. Per… ignoranza insomma.
    Ho sempre pensato che la rinuncia volontaria alla possibilità sia molto più grave – laddove ci condanna ad una vita grama – dell’ignoranza 🙂

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  3. Interessantissimo Wolf ! Hai ragione, conosciamo sempre troppo poco noi stessi, e malgrado questo insistiamo per voler conoscere meglio gli altri. Credo che a volte conoscendo meglio i nostri comportamenti possiamo capire le altre persone, però questo è un altro discorso. Tornando a quanto hai scritto, non conoscevo Gurdjieff e il suo esercizio, ma mi sembra molto interessante.
    Non l’ho mai applicato coscientemente, ma a volte faccio cose improvvisamente che mi sorprendono, cose che possono sembrare infantili dall’esterno, ma che sento che mi servono per recuperare una parte di me stessa. Piccole cose, niente di eccezionale. Ad esempio una volta mi sono messa a 4 zampe a “dialogare” con il micio della mamma del mio compagno davanti a lei… So che gli animali apprezzano che ci si metta al loro piano, e anche se lei era allibita (ecco il modo per rovinarsi la reputazione con la suocera), mi andava di farlo.
    Il passo successivo sarebbe quello di pianificare una di queste sorprese, cosa che un po’ mi fa paura, paura di tirarmi indietro… vedi che ho bisogno di fare ancora un po’ d’esercizio ?
    Grazie per il post
    Un abbraccio

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  4. …”pianificare” una sorpresa, è un pò un controsenso nei termini.

    Forse, qui, si intende concentrare la propria attenzione su quanto ci si propone di fare, in modo tale di 1) sviare l’attenzione del nostro Super-Io e 2) così facendo dimostrargli che, in fin dei conti, la sua presenza è relativa.

    Post molto interessante. Mi riprometto di leggerlo altre volte.

    Ciao 🙂

    O.

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  5. Ho letto tutto d’un fiato Wolf,
    un tema interessantissimo.
    Per me non nuovo, tuttavia.
    E’ uno sport che faccio da un po’ quello di superare me stessa ,di rompere gli schemi interiori,quelli non creati da me ,ma dalle circostanze.
    Il mio è un reticolato molto fitto.Me ne sono accorta praticando.
    Sorprendersi non è cosi’ facile e soprattutto spesso ti allontana da cio’ che hai attorno, pur avvicinandoti sempre di piu’ al tuo essere profondo.E poi è una questione di scelte.
    In tutti i campi:nel lavoro, nell’amore,nel sesso.
    Tentare questa via non sempre , ma spesso fa male,crea degli scossoni …..che tuttavia a volte sono utili.
    “Non tutti sono destinati a divenire una personalità,un individuo irripetibile,unico;il cammino che conduce a questa meta presenta pericoli e porta con sè dolore, ma anche felicità e consolazioni che gli altri non conoscono…”
    Hermann Hesse
    Buona giornata!

    Ps. bellissimo il video!

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  6. Ti segnalo, se già non lo conosci, il blog di Stefano (nick tetiorzes) dove di Gurdjieff si parla molto all’indirizzo http://tetiorzes.splinder.com/
    In particolare sono affascinata, vista la mia passione per la musica e la musicoterapia in particolare, dalla sua teoria riguardo l’influenza della musica “Secondo Gurdjieff la musica, attraverso le sue vibrazioni, produce sugli uomini delle impressioni che agiscono in qualche modo sulle vibrazioni energetiche dei corpi non soltanto fisici.” post del 24 maggio 2007.
    Tornando all’argomento ti dirò che questo di obbligare a sorprendermi uscendo dagli schemi lo faccio spesso fors’anche perchè tendo ad annoiarmi facilmente anche di me stessa e di ogni cosa sia troppo prevedibile. Inutile dirti che poi la gente dice che sono imprevedibile (e forse non lo dice ma lo pensa…anche fondamentalmente inaffidabile – ma io so che non è vero ) e spiazzante.
    Bacioni e buona giornata.

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  7. Ehi ehi….siamo in piacevole sintonia…hai rubato i pensieri della mia passeggiata di ieri-un’altra, non quella ;)-per renderli a parole…
    Sai cosa avevo pensato di fare ieri come esperimento?
    Ascolta:
    C’è un tizio che mi piaciucchia e siamo molto diversi-apparentemente, intendo ;)-..beh ieri si è lanciato…mi ha detto durante un incontro casuale moordi e fuggi “come sei bella!”..io non me lo aspettavo, mi sono fatta rossa rossa e sono…scappata…., poi…scappando scappando ho pensato….., ma no..ora torniamo entrambi indietro ci acchiappiamo per la strada così e ci baciamo e poi viaaaaaaaaa, ciaaaaooooo….
    bellissimo, mo? 😉 ma non l’ho fatto…..
    ehmmmm
    per evitare, diciamo così, successive implicazioni….
    Proverò con un altro esperimento.
    😉
    Bacio.

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  8. x ipo: eh! Non ho tempo! O a quell’ora o… nada! 😦

    x Laura: be’, dovresti provare con qualcosa di semplice per iniziare, qualcosa che tutto sommato e’ abbastanza alla tua portata. Una volta che l’hai fatto, puoi poi passare a qualcosa di piu’… sorprendente! 😀 Ricorda il discorso de “il successo genera successo”, nel senso che quando riesci a far qualcosa accresci la tua convinzioni di poter fare cose sempre un po’ piu’ grandi 🙂
    Abbraccio!

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  9. x O.: se lo prendi in senso letterale, si, puo’ sembrarlo 🙂 Ma “sorpresa” e’ inteso nel senso di qualcosa che ci sorprendiamo riuscire a fare 🙂 Sicuramente anche a te sara’ successo: devi fare un grosso lavoro in pochissimo tempo e parti dicendo “e’ impossibile… non ce la faro’ mai!”, invece ci riesci… sorprendendo te stesso 🙂 Ecco… l’azione di intraprendere quel lavoro e’ pianificata, ma la sorpresa nel riuscirci arriva ugualmente 😉

    Ciao caro! 🙂

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  10. x Red: sono d’accordo anche se mi permetto di dire che forse dovresti cercare di percepire la cosa come… meno pesante. Prova a pensarla come una sfida piacevole, ricca di possibilita’, di crescita, di sviluppi, di… divertimento perfino. Non pensare, ad esempio, che ti allontanera’ da chi e cio’ che hai attorno; puo’ essere che lo faccia come no, ma non e’ un problema tuo: tu vai avanti per la tua strada e se per la strada perderai dei pezzi… be’, evidentemente non erano poi cosi’ importanti e positivi per te.
    Tutti, volenti o nolenti, ci evolviamo, in una direzione o in un’altra. Questo ci porta comunque ad allontanarci da chi o cosa frequentiamo. Chi ha, ad esempio, gli stessi amici di vent’anni fa? Di 10? Magari anche di 5 anni fa, facciamo? Alcuni si sono persi, altri si sono aggiunti, non e’ vero? 🙂
    E allora perche’ dovrebbe essere un problema? Il cambiamento e’ qualcosa che avviene comunque, fuori e, soprattutto, dentro di noi.
    Tanto vale cercare almeno di… direzionarlo un po’! 😉

    Le parole di Hesse, che peraltro ho sempre stimato tantissimo, ma questo non vuol dire prendere ogni sua parola per “oro colato”, non mi piacciono particolarmente. Forse e’ vero che nessuno arrivera’ a “vertici oggettivi”, ma ciascuno puo’ migliorare e raggiungere magari i propri “vertici soggettivi”. Ed e’ questo cio’ che conta.
    C’e’ gente che trova il modo di sbarcare il lunario ogni mese, nonostante le spese e le difficolta’, che hanno forse maggior merito di tanti manager che conquistano i mercati internazionali ;D

    p.s.: grazie, e’ vecchio sai? 🙂 Ma, in tema di essere un po’ folli essendo se’ stessi, i gatti sono imbattibili! eheheh ;D

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  11. x flame: grazie mille Paola, me lo segno senz’altro 🙂 Chissa’ forse un giorno riusciro’ a dare un’occhiata a tutti i blog che mi sono appuntato qua e la! ahahah
    A sensazione non credo tu sia inaffidabile, no, non lo penso proprio. Credo piuttosto che la gente non ami i cambiamenti (anche se anche loro cambiano sempre…), e… tu sai come siamo, no? Critichiamo chi e’ diverso o fa cose diverse da noi 😉
    Bacioni! :*

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  12. x rigirandola: ahahahah Rigi… sei imbattibile! 😀 Ricordati che chi non prova ha gia’ perso 😉
    Adesso, se effettivamente sai gia’ che sarebbe un rapporto senza futuro e potenzialmente distruttivo, fai bene a lasciar perdere, ma ricordati che se aspetti di essere nelle condizioni ideali per… agire, allora non lo farai mai. O… poco 😀
    Bacio :*

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  13. Sai che senza saperlo qualche volta mi spingo a fare cose che credo di non poter o saper fare? Non è una cosa cosciente basata su una qualche teoria, è proprio un bisogno al quale a volte sento di dover rispondere per sentirmi meglio. A volte anche solo per rompere l’innata pigrizia che ci spinge ad adagiarci su noi stessi e a non crescere.

    Riguardo i condizionamenti sono d’accordo. Ogni persona, ogni cosa lo diventa anche quando siamo adulti (anche incoscientemente, non per cattiveria o egoismo ma molto spesso per il bene che le persone ci vogliono) ed è difficilissimo tirarsi fuori da questo meccanismo e ascoltare sè stessi… anche perché il confine tra l’autocoscienza di sè e l’egoismo è davvero labile e ci vuole molta anima per non sorpassarlo. Conosco solo una persona molto vicina a questo tipo di autocoscienza, difficile da capire all’inizio, e viene generalemnte visto come strano, come colui che rompe gli schemi che tutti siamo abituati ad osservare per educazione, per “rispetto”, per “amore”… quindi un po’ fuori… io credo solo sia speciale.

    Un bacio.

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  14. x Sofia: si, una persona cosi’ come la descrivi, deve senz’altro essere speciale. Soprattutto se in tutto questo riesce a far rientrare anche il rispetto e il giusto tatto per il prossimo…
    Bacione :*

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  15. Ultimamente per essere fuori dagli schemi,non solo sorprendo me stessa ma anche gli altri,mi giro e c’è un pò di vuoto…mi dico che prima o poi capiranno…
    A dire la verità ho sempre pensato fuori dalle convenzioni ma è solo qualche anno che provo a metterlo in pratica ,prima c’era appunto la paura di essere giudicata,e forse ancora adesso
    qualche volta compare se devo proprio essere sincera…perchè sono sempre stata una che medita tutte le decisioni…forse troppo.

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  16. “Trovandovi improvvisamente fuori dagli schemi, li “romperete”,” più facile a dirsi che a farsi….
    Interessante e simpaticamente proposta la tua tesi, ma a volte quando capita di provare a tenere un atteggiamento un po’ meno
    banale del consueto vieni, senza rimedio, snobbato come stravagante:-))

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  17. Prima ho dimenticato di scrivere che il video è bellissimo… mi son fatta un sacco di risate.

    Leggendo il post mi veniva in mente che avevo già sentito nominare questo signore, poi oggi pome la lampadina: è quello dell’enneagramma vero?

    Bacio.

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  18. Pur non conoscendo Gurdjieff, ho iniziato anni fa a metter in pratica qualcosa di simile, non intendevo sorprendermi, intendevo mettere alla prova certe mia caratteristiche, volevo elasticizzare il mio modo di vedere di cose. Il primo passo è stato fondamentale, simile forse a quello che hai fatto te, ho iniziato a modificare il punto di osservazione di certi eventi, situazioni, emozioni. Illusa e testarda che come vedevo le cose fosse l’unico modo possibile, ho provato proprio fisicamente a spostarmi dalla posizione ed immedesimarmi nel corpo e nella mente di un altro e provare a descrivere quello che vedevo con occhi di altri….
    Non è niente di particolare ma ne traggo tutt’oggi dei benefici…
    un saluto,sempre interessantissimi i tuoi spunti di riflessione.

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  19. x belllissima: “dolcezza”? Bé… forse “anche”! eheheh
    Bacione! :*

    x emme: grazie, lo ricambio! 😉

    x tanax: bé… suona come un buon cambiamento 🙂 Come te stessa hai già capito, è abbastanza normale che qualcuno attorno a te, tenendo alla sua “rassicurante normalità” si allontani, è normale anche che ogni tanto rifaccia capolino un po’ di timore: il “processo” è tutt’altro che semplice, altrimenti non sarebbero necessari “maestri illuminati” come Gurdjieff per metterlo in evidenza, sarebbe sotto gli occhi e praticato da tutti 🙂

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  20. x l’utente anonimo (“specchio”, giusto? :)) : sì, che non sia facile è assolutamente vero, l’ho scritto nel commento immediatamente precedente e anche in altri. D’altronde altrimenti non saremmo nemmeno qua a parlarne 😉
    E’ certamente vero che può capitare di essere snobbati, ma… anche se intorno rimangono solo poche persone, almeno con esse il rapporto sarà speciale, inevitabilmente di grande empatia.

    Quasi dimenticavo… benvenuto! 😉

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  21. x yasmine: non so se questo può definirsi proprio un “esame di coscienza”… li vedo più come processi complementari… 😉
    Bacioni a te! :*

    x Sofia: ahahah è vero! E’ proprio lui ;))))
    Il video è simpatico, vero? 🙂 E’ vecchio e qualche tempo fa l’ho visto passare anche in TV… forse su Striscia o Paperissima, non ricordo… Anche se vecchio l’ho scelto perché mi sembrava in “tema”: in quanto a “sorprendere” nell’avere comportamenti un po’ folli, i gatti non sono secondi a nessuno! 😀
    Bacione! :*

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  22. x iovolevo: è molto interessante che tu continui tutt’oggi; di solito sono “esperimenti” che si fanno per un periodo, magari anche riprendendolo più volte, ma conosco poche persone (mmm… dovrei pensare se effettivamente ne conosco :D), che si “testano” spesso, quasi a farne un processo lineare e costante.
    Ricorda un po’ l’Attimo Fuggente, vero? 🙂 Quando William fa salire gli studenti sui banchi di scuola per far vedere loro il mondo da un’angolazione diversa 🙂 Ed è una cosa che “fisicamente” si può davvero fare ovunque. Prova domani, passando per le solite strade che magari percorri da vent’anni a… alzare lo sguardo, guardando l’architettura dei cornicioni, ad esempio. Tempo fai “scoprii” bellissime sculture che non avevo mai notato! 😀 Ovviamente, anche se pure queste “scoperte” sono belle, il senso è proprio quello che dici tu: rendersi conto che credere che il nostro punto di vista “del momento” sia l’unico possibile… è un grave errore! 😉
    Grazie e un saluto anche a te 🙂

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  23. …avevo postato un commento ma si è perso nei meandri di splinder ?!?
    quello che volevo dirti che mi sono piacevolmente sorpresa leggendo il tuo commento al mio… le strade… a volte passo per strade diverse per andare nello stesso posto oppure penso di essere un turista nell ami astessa città…. quando ero piccola guardavo le cose a testa in giù e mi sembrava un mondo diverso…
    E per finire volevo dirti che sì, il mio ultimo post ha qualcosa a che fare con il tuo, una variante femminile, molto più semplice ed elementare ma pur sempre la manifestazione della necessità di un cambiamento, di una svolta…
    buona giornata

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  24. Bellissimo post Wolf ^_^ davvero molto interessante e, naturalmente, approvo tutto, sia l’esperimento di guardarci dall’esterno sia il sorprenderci rompendo gli schemi. Su quest’ultimo punto ho un po’ di difficoltà perchè in me subentra l’innata timidezza … Però voglio raccontarti un episodio recentissimo. Ero con un’amica (virtuale fino a quel giorno, ci siamo incontrate in Sardegna) quindi mi sentivo come dire … più forte ;-). Siamo andate a mangiarci una pizza e quando ci siamo sedute al tavolo (apparecchiato per due) mi sono accorta che c’era un bicchiere in più. Il cameriere lo stava per togliere ma l’ho fermato dicendogli: lo lasci, se è lì un motivo c’è! Mi ha guardato un po’ basito devo dire ma l’ha lasciato. La mia amica poi ha raggiunto il culmine chiedendo addirittura che questo bicchiere fosse riempito di vino!!! (l’ospite fantasma magari aveva sete …). E naturalmente nessuno ha bevuto quel vino e alla fine nel conto … il vino non c’era! Questo un episodio ma un altro esempio meno pazzerello potrebbe consistere nell’avere il coraggio di parlare con uno sconosciuto che ci ispira; non so se ti è mai capitato di vedere la luce negli occhi di qualcuno e capire che vale la pena conoscerlo e non avere però il coraggio di fare la prima mossa. Ecco invece ho imparato che questo coraggio bisogna averlo. Rompere gli schemi è anche questo. I risultati sono incredibili e trovo che questo abbia molto a che fare con il fidarsi di se stessi, delle proprie sensazioni ed intuizioni 😉 Ho scritto un papiro eheheheheh, chiedo venia! Un abbraccio forte forte,
    Ele

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  25. x Danj: non parlarmi di tempoooo! Per me e’ iniziato un periodo piuttosto “drammatico”, lavorativamente parlando. Infatti se fai caso agli orari in cui scrivo, si sono di molto ridotti durante il giorno e mi trovo a scrivere in piena notte! :(((
    Quindi ti capisco fin troppo bene! 😉
    Grazie del passaggio e del saluto, che ricambio di cuore 🙂

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  26. x iovolevo: ahahah ti assumero’ per incrementare il numero dei commenti!! 😀 No, dai, succede! 😀 Adesso ne cancello due e lascio il piu’ significativo 😉
    Brava! Dovremmo farlo tutti! 🙂
    Ti racconto un aneddoto… La mia ultima ex compagna abitava (e ci abita tutt’ora) in una grande citta’ molto bella e ricca d’arte e cultura, anche se certamente anch’essa ha purtroppo il suo degrado. Io la conoscevo gia’ quella citta’ ma non ci tornavo da… vent’anni! 😉 Allora lei inizio’ a farmi conoscere o almeno riscoprire, la sua citta’ e… si accorse con stupore di quanto ormai ne avesse perso di vista la bellezza 🙂 Facendomi da “Cicerone”, praticamente stava riscoprendo la sua citta’ se’ stessa, ritrovando l’ammirazione per essa che aveva via via perso.

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  27. Hehehe!! Divertentissimo il video dei gattini! Sono diversi anni che gira in rete ed in tv, ma ogni volta che lo vedo mi fa morid dalle risate! Adoro i mici, hanno la capacità di combinare guai nei modi più assurdi! Un bacio, buona giornata!

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  28. x Ele: invece hai scritto cose molto interessanti 🙂 Scrivi “avere il coraggio di parlare con uno sconosciuto che ci ispira”, io mi spinsi anche un po’ piu’ in la’ 😉 Ero in un periodo di chiusura a causa di una relazione che si era arrestata da poco tempo. E’ normale, e’ vero, ma la cosa si protraeva: mi rendevo conto che non avevo piu’ nulla da “elaborare” (be’, qualcosa resta sempre naturalmente) e che semplicemente era entrata una sorta di “timidezza da inerzia”. Allora mi imposi di conoscere almeno una persona in ogni ambiente dove capitavo 😀 Ad esempio, che so… in palestra, sui mezzi pubblici, quando la sera andavo in qualche locale, al supermercato perfino! 😀
    Ovviamente “puntavo” le persone che mi incuriosivano di piu’, se ce n’erano, ma non necessariamente 🙂 L’importante per me era costringermi a “rompere il ghiaccio” per “rompere l’isolamento” che mi era auto-creato nel tempo.
    E’ vero… dopo un po’ non e’ piu’ un “sorprendersi”, ma inizialmente lo e’ eccome, e’ un vero e proprio sfidare un’abitudine (dannosa) che ormai impera…

    P.S.: Molto carino l’aneddoto del vino 😉

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  29. x Evangeline: eheheh leggi cosa avevo gia’ scritto in un altro commento 😉
    “Il video è simpatico, vero? 🙂 E’ vecchio e qualche tempo fa l’ho visto passare anche in TV… forse su Striscia o Paperissima, non ricordo… Anche se vecchio l’ho scelto perché mi sembrava in “tema”: in quanto a “sorprendere” nell’avere comportamenti un po’ folli, i gatti non sono secondi a nessuno! :D”

    Buona giornata a te! 🙂

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  30. Non ho letto tutti i commenti, ma da quel poco che ho letto vedo che non sono la sola ad aver avuto l’idea di fare questo esperimento su me stessa. Sono sempre stata abbastanza anticonformista e fare cose inconsuete mi ha sempre divertito…ma qualche anno fa ho avuto proprio BISOGNO di dare uno scossone alla mia vita …e così questo cimentarmi con situazioni che uscivano molto fuori dagli schemi è stato vitale. Naturalmente non ho smesso.
    :-))

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  31. Desidero metterti una frase di Alda Merini.
    “Sono sempre rimasta fedele alla mia Meraviglia:
    mi meraviglio di un peccato impunito e della grazia inattesa “.
    Mantenere la capacità di stupirci di fronte a noi stessi e di fronte alle cose del mondo credo sia un fattore umile e dinamico per misurare anche le nostre forze e le nostre “gabbie”.

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