Un bel messaggio ricco di positività :-)

Voglio stamattina riportare un bel post di piccolarondine, che è già stata “ospite del mio blog”, perché è ricco di positività, speranza, forza e fiducia nella vita e in se stessi 🙂 Credo che possa servire a chi si sta battendo tra le mille difficoltà della vita di oggi.

Lo scritto è seguito da una delle sue belle poesia che, anch’essa, si chiude con una nota di speranza.

Entrambi tratti dal suo blog piccolarondine

Voglio condividere con chi passa la mia gioia!

Mia figlia Eleonora è stata assunta da una BANCA a part-time e, se ho capito bene, sarà per un anno. Senza raccomandazioni. Mi è stato detto che se si comporterà bene, potrebbe essere assunta anche con un contratto indeterminato.

Io ho sempre creduto nella positività delle forze benigne, che siamo noi stesse a chiamarle.

Io ho sempre guardato avanti, anche quando gli Eventi mi vomitavano adosso tutto quello che c’era da vomitare ed è quello ho cercato di insegnare alle mie figlie. Guardate avanti.

Io credo che se un giovane accetta qualunque lavoro onesto che viene offerto, anche se non è quello che sogna, (mi figlia fa la cassiera a part time in un grande negozio con tanto di diploma) va avanti.

Io credo che la “purezza”, la “buona fede”, la “genuinità”, l’intelligenza e la rettitudine e il credere in se stessi, poi portano i suoi frutti, ma ci vuole intraprendenza e costanza.

Io non credo ma so, che ho due figlie intraprendenti, che di fronte alle difficoltà della vita hanno saputo reagire.

Ed io sono una mamma che osserva in silenzio i suoi semi dare lentamente frutti.

Questo vuole essere un messaggio di incoraggiamento, nonostante un Italia in difficoltà, qualcosa eppur si muove.

Ai tempi miei, per lavorare in una banca, prendevano informazioni non solo sulla candidata ma anche su i parenti più stretti e dovevi essere “raccomandata”.

Beh, lasciatemelo dire, raramente mi lamento, ho paura dei lamenti, penso che i lamenti portano altri lamenti, e allora guardo quel poco che ho e ringrazio Qualcuno nell’aldilà, che a volte sembra assente, invece poi si fa presente.

Adesso, sapete, guardo la “terza giovinezza” con occhi diversi e quanto mi piace seguire la mia età con quella consapevolezza che mi fa sentire madre e donna.

Pensate un po’: un collega che è andato in pensione ieri, non l’ha presa per niente bene. Ma io dico: magari a me mandassero in pensione domani, quante cose avrei da fare e sarei padrone del mio tempo!!

Comunque, ognuno reagisce a modo suo.

Vabbè, carissimi ragazzi miei poeti e poetesse e narratori, siamo in un bellissimo mondo, il nostro.

Sarebbe bello apprezzare certe cose senza passare per i dolori, io benedico i dolori miei, se questi sono stati necessari per la gioia che provo adesso.

Con affetto per chi passa.
Mammacita Carmen

Seguirai le mie orme

Inseguo la stilla silenziosa che scende lentamente a valle

con il muto rigore tra favole ed aromi, madre, annunciasti

solitudine, tanto avevi vissuto e tanto ho vissuto anch’io

e s’imbianca il tempo sull’arcobaleno tristemente sbiadito

perché polvere ero e polvere sarò, ma allora dimmi a cosa

sono valse le tempeste domate, gli schiaffi improvvisati

dalla Sorte e tutte le battaglie vinte?

Non sarò vagabonda errante senza meta, ma marinaio-peregrino

a seguire la stilla silenziosa, mi porterà all’ormeggio,

dove abbasserò la vela, ricucirò gli strappi, per poi ripartire

verso un nuovo orizzonte, a navigare sui colori di altri arcobaleni

e quando il raggio del sole avrà fermato la stilla, saprò d’essere arrivata

perché da lì m’innalzerò al tuo canto.

 

Rondine

Rinascere come… Fuochi d’artificio :-)

Molti di voi conosceranno Katy Perry, o almeno ne avranno sentito parlare dai piu’ giovani 😀 Si tratta di una giovane cantante statunitense (classe 1984) di curiosa provenienza, almeno vederla adesso: figlia di due pastori metodisti, prima di divenire un’icona sexy – nonostante esistano molte cantanti indubbiamente piu’ belle – e’ stata infatti una cantante di Gospel  😮
Negli ultimi anni Katy ha fatto diverse canzoni di successo indirizzate (ed apprezzate) per lo piu’ a teenager e giovani.
Devo dire che spesso quando ascolto una canzone per la prima volta, e in qualche caso ne vedo il video, resto poi deluso quando vado a capirne bene il testo che a volte e’ molto piu’ superficiale di quel che ho immaginato nell’immediato, diverse canzoni americane non sono immediate da capire da un non-madre lingua 😐
Non e’ questo pero’ il caso. Il testo del video che vi propongo e che ho piu’ o meno liberamente tradotto, e’ abbastanza fedele a quello che le immagini lasciano intravvedere e, pur essendo certamente ancora indirizzato ad un pubblico di giovani (del resto l’album che lo contiene si intitola “Teenage Dream”), devo dire che l’ho trovato apprezzabile, oltre che, ovviamente, molto musicale 🙂 L’unica nota che mi e’ apparsa inizialmente stonata, e’ la presenza nel video del bimbo evidentemente malato, la trovai un’esagerazione e anche un pizzico offensiva, ma… forse e’ stata proprio la presunta leggerezza del personaggio, nonche’ la commercialita’ della musica da lei proposta, a farmi pensare cosi’. Chissa’, se invece che suo, l’autore fosse stato che so… uno Sting, magari l’avrei pensata diversamente 😐

Ed ora lascio la parola a… Katy 😀 con la dedica a tutti coloro che hanno bisogno di rialzarsi, che siano giovani o meno giovani 🙂 Per ultima trovate la “libera” traduzione 😉

P.s.: la foto in chiusura e’ la mia, fatta durante i fuochi d’artificio di Voltri in occasione della festa del Santo Patrono

Fireworks – Katy Perry

Do you ever feel like a plastic bag
Drifting throught the wind
Wanting to start again

Do you ever feel, feel so paper thin
Like a house of cards
One blow from caving in

Do you ever feel already buried deep
Six feet under scream
But no one seems to hear a thing

Do you know that tehre’s still a chance for you
Cause there’s a spark in you

You just gotta ignite the light
And let it shine
Just own the night
Like the Fourth of July

Cause baby you’re a firework
Come on show ‘em what your worth
Make ‘em go “Oh, oh, oh!”
As you shoot across the sky-y-y

Baby you’re a firework
Come on let your colors burst
Make ‘em go “Oh, oh, oh!”
You’re gunna leave ‘em fallin’ down-own-own

You don’t have to feel like a waste of space
You’re original, cannot be replaced
If you only knew what the future holds
After a hurricane comes a rainbow

Maybe you’re reason why all the doors are closed
So you can open one that leads you to the perfect road
Like a lightning bolt, your heart will blow
And when it’s time, you’ll know

You just gotta ignite the light
And let it shine
Just own the night
Like the Fourth of July

Cause baby you’re a firework
Come on show ‘em what your worth
Make ‘em go “Oh, oh, oh!”
As you shoot across the sky-y-y

Baby you’re a firework
Come on slet your colors burst
Make ‘em go “Oh, oh, oh!”
You’re gunna leave ‘em fallin’ down-own-own

Boom, boom, boom
Even brighter than the moon, moon, moon
It’s always been inside of you, you, you
And now it’s time to let it through

Cause baby you’re a firework
Come on show ‘em what your worth
Make ‘em go “Oh, oh, oh!”
As you shoot across the sky-y-y

Baby you’re a firework
Come on slet your colors burst
Make ‘em go “Oh, oh, oh!”
You’re gunna leave ‘em goin “Oh, oh, oh!”

Boom, boom, boom
Even brighter than the moon, moon, moon
Boom, boom, boom
Even brighter than the moon, moon, moon

Traduzione

Ti senti mai come una busta di plastica
In balia del vento
Desideroso di voler cominciare da capo?

Ti senti mai fragile quanto un sottile foglio di carta
Come un castello di carte
Ad un soffio dal crollare?

Ti senti mai come già sepolto
Due metri sotto terra urli
Ma nessuno sembra udire una parola

Sai che c’è ancora una chance per te
Perché c’è una scintilla in te

Devi solo accendere quella fiamma
e lasciarla splendere
Fai tua la notte
come il Quattro di Luglio

Perché tu sei un fuoco d’artificio tesoro
Vai e mostra loro quanto vali
Fagli esclamare “Oh, oh, oh!”
Mentre guizzi attraverso il cielo

Tesoro sei un fuoco d’artificio
Forza, lascia esplodere i tuoi colori
Fagli esclamare “Oh, oh, oh!”
Li lascerai di sasso

Non ti devi sentire una nullità
Tu sei l’originale, non puoi essere rimpiazzato
Se solo sapessi ciò che riserba il futuro:
Dopo un uragano arriva l’arcobaleno

Forse tu sei la ragione di tutte quelle porte chiuse
Così puoi aprirne una che ti porterà sulla strada perfetta
Come una freccia splendente il tuo cuore volerà
E’ quando sarà il momento lo saprai

Devi solo accendere la fiamma
e lasciarla splendere
Fai tua la notte
come il Quattro di Luglio

Perché sei un fuoco d’artificio tesoro
Su, mostragli il tuo valore
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Mentre guizzi attraverso il cielo

Tesoro sei un fuoco d’artificio
Forza, lascia esplodere i tuoi colori
Fagli esclamare “Oh, oh, oh!”
Li lascerai di sasso

Boom, boom, boom
Più splendente anche della luna
E’ sempre stato dentro di te
Ed ora è il momento di lasciarlo uscire

Perché sei un fuoco d’artificio
Su, mostragli il tuo valore
Fa’ loro esclamare “Oh, oh, oh”
Mentre guizzi attraverso il cielo

Tesoro sei un fuoco d’artificio
Forza, lascia esplodere i tuoi colori
Fagli esclamare “Oh, oh, oh!”
Li lascerai a dire “Oh, oh, oh!”

Boom, boom, boom
Più splendente anche della luna
Boom, boom, boom
Più splendente anche della luna

Voltri, fuochi artificio

L’umorismo nell’arte del vivere – da un post di Donnaflora1968

Spesso ho scritto sull’importanza dell’ironia e, ancor di piu’, dell’autoironia, e anche sull’impatto positivo che hanno sulla qualita’ della nostra vita cose come il sorriso o il pensiero positivo. Tuttavia, se non erro (inizio ad essere qua da troppo tempo :-D), non avevo mai dedicato un post all’umorismo e all’impatto che ha nella vita, per cui, quando me lo sono ritrovato bello e pronto, mi sono detto “be’, questo lo devo postare anche da me!” ;-).

Per chi non lo conoscesse, consiglio vivamente il blog di Donnafloraricomincio a vivere“, e’ davvero ricco e spazia dalle storie di personaggi storici e opere, alle segnalazioni di canzoni e musiche, per finire con saggi personali e di “terze parti” (ovvero tratti da articoli) 🙂
Diciamo che il suo blog ha, soggettivamente e non oggettivamente, un solo difetto: e’ cosi’ prolifico che, per il mio modo di essere presente sul web, finisco per perdermi certamente qualcosa di buono 😐 Ma d’altronde se pubblicasse con i miei ritmi… finirebbe probabilmente per addormentarsi! 😀

E adesso il post sull’umorismo… 😉


L’umorismo nell’arte del vivere

bimbo

Gli angeli volano alto… perché si prendono alla leggera!

L’umorismo insegna a non identificarsi con un’idea stereotipata di sé, ma a riconoscere la propria identità più complessa, a cogliere le proprie contraddizioni e a sorridere di sé. E’ un’arte quella di imparare a vivere dosando nelle giuste proporzioni serietà e umorismo. La vita è una cosa seria, certo chi lo negherebbe mai, eppure maestri di tutti i tempi e di tutte le tradizioni accennano spesso, con un sorriso che sembra celare molto più di quanto esprime, al fatto che la vita è un gioco.
E anche il gioco è una cosa seria, provate a chiederlo ai bambini! Solo un paradosso può spiegare in profondità la natura di un esperienza così ricca come quella della vita, di cui siamo protagonisti e spettatori, per invitarci a trovare il giusto equilibrio.
E maestri di vita si rivelano questa volta i bambini che vivono pienamente un loro gioco, che siano nel ruolo delle “guardie”, che siano nel ruolo dei “ladri”, che facciano il “medico” o il “paziente”, in cui l’importante non è essere da una parte o dall’altra, l’importante è giocare a fondo la propria parte, recitarla bene, immedesimandovici con passione, senza però mai dimenticare che quello è solo il ruolo che si sta momentaneamente giocando, la propria vera identità e un’altra.
E’ lo stesso invito posto da grandi psicologi e filosofi. Il dottor Roberto Assagioli ha sempre posto una grande enfasi , nell’ambito del percorso di crescita personale, sul metodo della sdrammatizzazione e dell’umorismo.
“Molte persone, ha scritto, sono solite prendere la vita, le situazioni, le persone, con eccessiva serietà; esse tendono a prendere tutto in tragico. Per liberarsi dovrebbero coltivare un atteggiamento, più sciolto, più sereno, più impersonale.
Si tratta di apprendere a vedere dall’alto la commedia umana, senza troppo parteciparvi emotivamente; di considerare la vita del mondo come una rappresentazione teatrale in cui ognuno recita la propria parte. Questa va recitata nel miglior modo, ma senza identificarsi del tutto col personaggio che si impersona”.
La nostra vera identità non va ricercata nell’ “abito” che portiamo e neppure nell’intestazione del biglietto da visita o nell’entità del conto in banca, perché le cose veramente importanti della vita, della nostra vita personale, riguardano ben altro, riguardano affetti, emozioni, talenti più o meno sviluppati, valori e ideali, sogni e speranze. Queste sono le cose reali, le cose veramente importanti nella vita, l’ascolto e il rispetto delle quali determinano anche il grado di salute fisica e psichica, e questo è quello che forse già sappiamo ma che molto spesso dimentichiamo, soffrendo in modo esagerato per cose che sono poi facilmente ridimensionabili di fronte alle grandi questioni dell’esistenza. Ed è qui che l’umorismo si rivela a sua volta grande maestro perché aiuta a ridare giuste proporzioni ai diversi aspetti della realtà.
Il filosofo Hermann Keyserling aveva affermato, a questo proposito: “Osservando e vivendo la vita in modo ampio ed elevato si vede che essa ha dei lati seri, duri, dolorosi, ma anche degli aspetti lieti, lievi, luminosi e anche degli aspetti comici, buffi. Questi costituiscono il giusto contrappeso ed equilibramento di quelli. L’arte di vivere consiste nell’alternare opportunamente i diversi elementi e atteggiamenti; e il farlo è in nostro potere più di quanto si creda”. Troppa serietà denota anche troppa rigidità, incapacità di percepire il mondo nei suoi molteplici aspetti, nei diversi punti di vista, tra i quali ce ne sarà sempre uno che permetterà di sorridere. Per saper sorridere di se stessi occorre una grande apertura mentale e fiducia in se stessi, per non perdere la propria identità anche se per un momento si perde la propria dignità; per trovare la sfumatura umoristica anche nella tragedia occorre una grande fiducia nella vita che non è mai veramente “contro di noi” anche quando gli eventi sembrano dimostrare il contrario.
C’è sempre una possibilità di vedere le cose anche in un altro modo, e a volte è anche l’assurdità di questo tentativo che fa sorridere, che fa ridere. E la realtà diventa allora più sopportabile, anche solo per il benefico effetto della risata.
Saper ridere può essere segno di grande maturità, ma bisogna fare una distinzione.
Vi è una differenza radicale tra comicità, nel senso di derisione, e umorismo.
La prima è antagonistica, aggressiva, spesso crudele; invece il secondo è pervaso di indulgenza, di bontà, di comprensione. Consiste nel veder dall’alto, nella loro vera luce e nelle loro giuste proporzioni le debolezze umane.
E il vero umorista sorride soprattutto di se stesso.

(da ” Essere” M. Danon)

gatto e scimmia

Rompere gli schemi, una lezione di Monsieur Gurdjieff

gurdjieffGeorge Ivanovich Gurdjieff nacque nel 1869 ad Alexandropol (Armenia russa) ed è uno dei pochi riconosciuti grandi maestri occidentali vissuti nel secolo scorso.

Dopo una giovinezza passata viaggiando e studiando culture diverse allora sconosciute, si dedicò interamente al lavoro sulla consapevolezza, intesa come mezzo per svegliare l’uomo dagli automatismi quotidiani per fargli riemergere potenzialità latenti.

Le sue conoscenze spaziavano dalla musica (compose numerosi brani) alla filosofia, ed utilizzava la danza come strumento di armonizzazione: scrisse anche numerosi testi che ancora oggi sono testi importanti per chiunque voglia intraprendere un cammino verso il risveglio interiore. […]”

(Testo dal sito di La Quarta Via ita.gurdjieff.es/)

Il lavoro di Gurdjieff è stato complesso e affascinante, di difficile approccio senza “intermediari” 😉

Gurdjieff, come altri grandi maestri, scrisse poco di suo pugno, e per lo più testi davvero particolari. Più accessibili invece sono i libri che alcuni suoi “seguaci” scrissero su di lui e sui suoi metodi. A me ad esempio piacque molto “La mia fanciullezza con Gurdjieff”, di Fritz Peters.

Comunque, mi voglio qui limitare ad una sua… “piccola” lezione, ovvero la capacità di rompere i propri schemi mentali… sorpendendosi 😉

Per fortuna la mia memoria è molto labile (e ne vado fiero, ma questo è un altro discorso… eheheh) per cui, non volendo recuperare passi dai testi, esporrò questa suggestiva idea con parole mie e… chissà, forse perfino con un pizzico di farina del mio sacco! 😛

Allora, non è difficile… in teoria 😛 Sostanzialmente si tratta di riconoscere che ciascuno di noi, chi più, chi meno, è schiavo dei condizionamenti che inevitabilmente hanno premuto su di lui fin dalla primissima infanzia, anzi soprattutto su quella. Amo dire che nasciamo come pagina bianca ma, ben presto, chiunque si sente in diritto di scrivere i suoi scarabocchi su di noi. Altri ghirigori vengono poi messi dagli eventi che ci segnano.

Ad un certo punto ci ritroviamo così condizionati da non accorgerci nemmeno di esserlo! Quanti di noi sono convinti di conoscersi davvero! Non è così? 😉

Anche io lo ero, fin da ragazzino! 🙂   Ma… qualcosa nei miei conti non tornava: se fossi stato come davvero credevo di essere, certi risultati nella mia vita sarebbero senz’altro stati migliori 😉

Ad esempio, una delle cose di cui ero convinto, era che dell’opinione altrui non me ne potesse fregar di meno! Ero un tipo tosto, no? Uno di quelli che va avanti per la sua strada incurante delle critiche e degli apprezzamenti altrui! 😛

Ma… era proprio vero? 😐

All’incirca al primo anno di università, feci un semplice esperimento: iniziai a guardare i miei comportamenti, comprese le mie reazioni agli eventi e alle parole altrui, come se fossero stati quelli di qualcun altro; mi posi da… osservatore esterno, insomma.

Il risultato? E’ inutile dirvi, ci sarete già arrivati da soli, che i miei comportamenti non erano esattamente quelli che caratterizzano una persona sicura di sé, di quelle che non vengono scalfite né da critiche né da applausi. Decisamente no!

Mi resi conto che l’accettazione, l’approvazione, il non-rifiuto altrui, mi interessavano eccome! 😉

Provate anche voi… sì, anche voi laggiù, che fate finta di leggere con sufficienza, che siete convinti di essere tutti d’un pezzo, di conoscervi perfettamente! Provate anche voi a fare esperimenti simili… scommetto che avrete sorprese paragonabili a quella che ebbi io! 😀

Comunque, torniamo a bomba – come direbbe Bush  😉

Uno dei propositi principali che si proponeva Monsieur Gurdjieff (lo chiamavano così perché, come molti intellettuali e saggi dell’epoca – ma non solo, lo ha fatto anche l’attuale moglie del Presidente francese, no? … Come dite? Non rientra nelle due categorie citate? Uff… siete i soliti polemici! 😀 – si trasferì in Francia, vicino a Parigi, dove aprì un centro di ricerca per lo sviluppo delle potenzialità dell’uomo) era quello di sradicare gli schemi mentali nei quali ormai erano letteralmente prigionieri gli uomini dell’epoca, allo scopo di recuperare le potenzialità e le conoscenze esoteriche che giacevano ormai inutilizzate nel loro profondo. Si parla all’incirca di inizio ‘900, ma come vedete certe cose rimangono di drammatica attualità, non è vero? 😉

Uno degli esercizi che più ricordo e che più ho trovato probante, oltreché difficile da attuare, è quello di… sorprendere sé stessi. E’ un esercizio semplicissimo in teoria, possiamo farlo ovunque e con chiunque (ma anche da soli): si tratta di compiere qualcosa di assolutamente inusuale per noi, qualcosa che magari sentiamo di voler fare ma che evitiamo per timore di apparire inadeguati, ridicoli, o perfino pazzi , non solo agli occhi dei possibili osservatori, ma perfino a noi stessi. Questa azione possiamo attuarla all’improvviso, in modo da non dare a noi stessi, al nostro Super-Io (la parte di noi condizionata a non “uscire dalle regole”), il tempo di boicottarci; oppure “pianificandola”, decidendo di farla a priori e poi compierla, sfidando la nostra stessa ritrosia, perfino se – come molto probabile – all’avvicinarsi del momento, ci parrà sempre di più un’idea ridicola (in realtà è sempre il Super-Io che sta intervenendo, come se i nostri genitori ci dicessero “Ma che vuoi fare? Sei matto?? Non essere stupido, su!!”).

E’ assolutamente obbligatorio, se si decide di farlo, arrivare fino in fondo. Rinunciare significa infatti vanificare ogni risultato positivo ottenuto fino a quel momento.

Quali sono questi risultati? Trovandovi improvvisamente fuori dagli schemi, li “romperete”, ovvero vi accorgerete di quanto schiavi eravate, di quante possibilità di “essere” vi siete privati fino a quel momento. Inoltre aumenterete la vostra autostima, rendendovi conto di essere in grado di fare molto di più di quanto avreste mai pensato, capendo che la chiave della vostra gabbia è nelle vostre mani!

E la volta successiva… vi sarà più facile essere come vorreste essere.

Il “circolo vizioso”, insomma, inizierà a girare nell’altro verso: se prima il restare fermi aumentava la percezione – illusoria – dei limiti imposti, adesso fare ciò che vi sembrava di non poter fare, rafforzerà l’idea di essere liberi delle proprie azioni.

Un effetto collaterale potrà essere il trascinare altre persone con voi, sorprendendo anch’esse e portandole a rompere a loro volta i propri schemi.

“Ma c’è un limite!” direte voi. Certo, limiti reali e tangibili esistono… bisogna evitare la galera ad esempio 😀

Ma… fate in modo che questo pensiero non vi blocchi… Fidatevi di voi stessi, dentro di voi sapete benissimo, a priori, qual è il limite da non superare ma anche di urtare gli altri (a meno che non siano scossoni utili…) o di farsi del male, sia fisicamente che moralmente! 😉

Buon divertimento! 🙂

PS: Ricordatevi di dare un’occhiata a www.adottauncucciolo.net : ci sono tanti nuovi annunci dall’ultima volta!

Il potere della scelta

bivioMettere impegno nella decisione
di Paolo Coelho

Carlos Castañeda dice: “Il grande potere dell’essere umano sta nella sua capacità di prendere decisioni.” Ogni decisione che prendiamo ci permette di modificare il futuro e il passato.
Scegliere, però, significa impegnarsi. Quando si compie una scelta, ci si deve ricordare che il cammino da percorrere sarà molto diverso da quello immaginato. Scegliere significa dire: “Bene, io so dove voglio arrivare.” Da quel momento in poi, bisogna prestare attenzione al mondo, perché una decisione scatena una serie di eventi inaspettati.
Impegnati con la tua decisione, sia essa nel campo affettivo, professionale o spirituale. Tutto ciò di cui la tua decisione ha bisogno è la tua volontà di andare avanti. Del resto, essa stessa ti prenderà per mano e ti mostrerà il cammino migliore.



Commento di Wolfghost: Abbiamo parlato dell’importanza di scegliere un buon obiettivo, esso deve essere raggiungibile, non deve creare danni a se’ stessi o ad altri (persone care soprattutto), deve essere “importante”, stimolante. Abbiamo detto che poi occorre determinazione per raggiungerlo, o almeno per provare seriamente a farlo. Ma… manca ancora l’anello di congiunzione, quello che, se la scelta dell’obiettivo e’ la meta e la determinazione e’ la benzina, potrebbe definirsi come la chiave del motorino d’avviamento. Perche’ quello e’ spesso il momento in cui ci perdiamo. La differenza tra i classici “buoni propositi” e il successo (o almeno l’avventura per raggiungerlo), sta proprio qua: partire per davvero.

Bisogna prendere l’abitudine a perseguire l’obiettivo scelto, a tenere fede alla decisione presa.
Possiamo pensarci quanto vogliamo, sceglierlo con cura, ma quando alla fine prendiamo la nostra decisione, abbiamo preso un impegno con noi stessi e la vita. E’ di fondamentale importanza non sgarrare, altrimenti cadremo in un circolo vizioso senza fine fatto di “buoni propositi”… e sappiamo tutti come essi vanno a finire, non e’ vero?

riunioneChe la nostra vita sia un buon governo, con le camere che si ritirano per compiere la loro scelta, con una legge nella quale quella decisione viene trasformata, con un controllo perfino severo perche’ quella legge venga seguita.
Poi un giorno, se proprio si rivelera’ un errore, il nostro parlamento potra’ tornare a riunirsi e decidere di porvi fine, ma fino ad allora ogni reticenza per pigrizia o timore, non dovra’ piu’ esistere.

Vi sembra troppo rigido? Messa cosi’ forse, ma seppure senza bisogno di uno “schema figurato” di questo tipo, e’ cosi’ che si muove chi “vince”: esso sa che nel momento in cui prende una decisione, deve muoversi affinche’ quella decisione venga davvero perseguita. Anzi, non ha nemmeno bisogno di pensarci: lo fa e basta. Ma chi non e’ abituato, ha spesso bisogno di “regole figurate” per riuscire a partire.

Poche cose hanno piu’ potere sulla nostra mente, sulle nostre convinzioni, sulla fiducia che nutriamo sui nostri mezzi, sulla nostra autostima, che il notare che diamo seguito alle nostre decisioni. E’ un processo che si autorafforza, dandoci ancora piu’ spinta a prendere altre decisioni che saranno frenate da inerzie e timori sempre meno forti, sempre piu’ facili da superare.

Il successo, di qualunque campo si stia parlando, e’ fatto di abitudine a seguire le decisioni prese.

… perche’ non creare un vero e proprio “quaderno delle decisioni”? Un quaderno dove cio’ che viene scritto verra’ inderogabilmente seguito, inderogabilmente! Ma, dobbiamo essere coscienti che se decideremo di usarlo, sara’ un’autentica sfida a noi stessi: dovremo pensarci bene prima di scrivere su di esso una intenzione, perche’ poi… indietro non si deve tornare 😉

Chi vuol provare? 🙂  Un consiglio: iniziate con qualcosa di semplice, di facilmente raggiungibile, e poi, via via, crescete in “importanza della decisione”. Questo perche’ “il successo genera il successo”: e’ un modo per accrescere la fiducia nella vostra capacita’ di tenere fede alle decisioni prese, preparandovi alle sfide piu’ importanti 😉
Rendetevi forti nella vostra autostima, prima di affrontare le onde piu’ alte.

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