Il perdono

Da sempre si dibatte sull’utilità del perdono. C’è chi sostiene di perdonare quasi istantaneamente, e chi invece dice – quasi con vanto – che mai perdona e mai perdonerebbe.

cellaIo sono convinto che il perdono serva, sempre. Nel migliore dei casi esso ha il potere di liberare due persone da una prigione, ma anche quando non è possibile una riconciliazione (la persona che ci ha fatto del male non c’è più, ad esempio) e perfino se l’altro non ammette di dover essere perdonato o se ne infischia del nostro perdono, esso ne libera sempre almeno una: chi il perdono lo concede. Perché da quel momento sara’ libero da quel sentimento che divora l’anima giorno dopo giorno e che va’ sotto il nome di  rancore.

Sì, io credo che si possa perdonare, sempre. Lo hanno fatto i prigionieri dei campi di concentramento, non dite "No, come è possibile perdonare questo? Mai!": il perdono non è "assoluzione", non confondetelo con l’annullamento della colpa; se c’è una pena da scontare, essa va’ scontata. Se qualcuno ci danneggia, è giusto prendere contromisure e, se è il caso, allontanarsi od allontanare.
Il perdono non è "subire" e nemmeno necessariamente "tornare indietro".
Semplicemente… non c’è bisogno di covare risentimento per staccare, quando è necessario farlo.
Pensate ad una tigre: se la vedete scappate, vi mettete in salvo, la rinchiudete dove non possa far male o nuocere ancora. Ma non pensereste che la tigre è "cattiva" o "crudele", non è vero? Pensereste solo che è pericolosa. Si potrebbe ribattere che la tigre agisce per istinto. Eppure anche l’uomo, nelle sue azioni piu’ immediate, e’ spinto molto piu’ dai suoi moti inconsci e irrazionali – che solitamente affondano le radici in un passato distante – piuttosto che sulla base della fredda logica.

Sì, si puo’ perdonare chiunque. Ma c’è un tempo per il perdono, un tempo che non puo’ essere affrettato, o sarà un perdono a parole, ma falso nei fatti e nel proprio sentire, che è poi cio’ che davvero conta. Non si deve soffocare il motto di ribellione quando si subisce un sopruso, questo non è "perdonare". Anche l’ira e la rabbia, se ci sono state date, hanno una loro funzione: esse servono a staccare più facilmente da situazioni o da persone dalle quali altrimenti non riusciremmo – a freddo – ad allontanarci, fisicamente o mentalmente che sia. Talvolta la forza della rabbia ha letteralmente salvato vite.
Tuttavia anche l’ira e la rabbia, come il perdono, hanno un loro giusto tempo. Molto tempo fa’ lessi su un libro di Yoga che esistono tre tipi di ira: c’è l’ira d’acqua che, come arriva, subito sparisce; l’ira di sabbia, quella più comune, che arriva e perdura finché il vento non ha compiuto il suo lavoro; e c’è l’ira di pietra, che mai passa, che sarà un eterno macigno nel nostro cuore e nella nostra anima…

Ci vuole solo tempo e comprensione. Non si è "cattivi" o "incapaci" perché ancora non si è riusciti a perdonare. Peggio sarebbe, aver concesso un falso perdono: il risentimento che cova sotto la superficie della coscienza, farebbe presto o tardi capolino, rovinando tutto.
Come perdonare? Il perdono passa da una solo cosa: la comprensione. Comprensione che l’essere umano è fallace, che quasi sempre chi si comporta male con qualcuno, è la prima persona ad avere dei problemi, ad aver avuto insegnanti di vita incapaci che l’hanno portato ad essere così. Esso va’ allontanato, punito, rinchiuso per sempre affinché altre persone non debbano soffrire per colpa sua, forse. Ma puo’ essere perdonato. Quasi sempre non c’è vera "cattiveria d’animo", ma solo povera ignoranza.
Ricordatevi della tigre…

Sissi in gabbia

foto mia: Sissi in "gabbia"

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0 pensieri su “Il perdono

  1. Hai centrato un punto importante: perdonare non significa dimenticare. Dimenticare è un passo ancora successivo, ma non è detto che ci debba essere affinché il perdono sia reale. Se qualcuno ti fa del male e sai che se gliene darai modo te ne rifarà… non è bene che lo dimentichi, perché così ti rimetteresti in situazione di pericolo, lo capisci? 🙂 Sarà bene che te ricordi cosa ti ha fatto, eccome, così da tenerlo a distanza. Ma questo non vuol dire non poter capire che se ti ha fatto del male, è probabilmente perché è questa persona stessa a stare male per prima o comunque ad avere dei grossi limiti. Con la comprensione della sua debolezza umana, puoi arrivare al perdono e liberare così il tuo cuore dal fardello pesante dell’astio, se non dell’odio.
    Questo però, voglio sottolinearlo, non vuol dire permettere di rifarti del male.

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  2. Inevitabilmente accade che se entro in Internet mi incuriosisce
    passare qui da te. Trovo questo post..perchè in Bettarm hai tu stesso citato l’atto del perdono..
    nella storia da lei raccontata.
    C’è una complessità di cose che mi rendono perplessa in merito, credimi
    E..nn x cattiveria, nè x ignoranza.
    Non riesco + ad essere magnanima con quanti mi hanno ferita.
    E’ gente che ho allontanato.
    In silenzio.
    C0n il mio stile che mi contraddistingue..perchè nn mi piace
    finire dei rapporti cn inutili discussioni.
    Quel che è fatto ..è fatto.
    Per me nn c’è neppure rancore..
    perchè piuttosto che pensare ad un risentimento per qualcuno che reputo negativo, quindi impegnare
    una mia energia …ecco piuttosto
    preferisco IGNORARE.Caso chiuso..
    come dico io:archiviato e nelle peggiore delle ipotesi, lasciato
    nella melma di chi ho scremato.
    Il perdono è un atto d’amore che ritrovo ad affrontare solo cn chi davvero lo possa meritare.
    Ma non e mai x chi ha sbagliato
    VOLUTAMENTE .
    Questa la mia umile opinione.
    Ti chiedo se ..dovvessi rispondermi…
    fallo nel mio blog, sn + certa di leggerti… e te ne sarei grata.
    Noi intanto facciamo il conto alla rovescia…xchè si avvicina la mini vacanza in Liguria.
    Domani decideremo..x prenotare….
    Siami propensi ad andare dalle parti di Imperia, zone limitrofi, x rivisitare Cervo. Tu..hai qualche consiglio..che ci possa far meglio orientare x posti belli da vedere.
    Un abbraccio Wolf.
    Violet

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  3. Ma infatti, mia cara, ho ben scritto che chi davvero viene liberato con l’atto del perdono non e’ chi viene perdonato, ma chi perdona, perche’ si libera da un fardello di rancore pesante. E, sempre come ho scritto, perdonare non significa “rimettere i peccati”, estinguere la colpa e nemmeno la condanna. Se qualcuno ti ha danneggiato, e’ un tuo diritto scegliere di tutelarti allontanandolo, questo non vuol dire che tu non possa comunque perdonarlo.
    Anche io ho persone che non sento volutamente piu’, alcune di loro mi erano anche vicine. Troppe balle, troppe falsita’, non mi fido piu’ di loro e delle loro promesse. Ma… non ce l’ho con loro, so semplicemente che e’ meglio se stanno distanti 🙂

    Be’, io ti consiglierei la parte di Sanremo e il suo entroterra 🙂 Ci sono tanti bei paesi medievali da quelle parti. Potreste prendere base a Dolceacqua (cercalo su internet) che, oltre a essere uno di questi paesi, ha anche una posizione invidiabile: a pochi chilometri dalle spiagge di sanremo e ventimiglia, ma anche sulla via per i paesi dell’entroterra, a cui davvero non puo’ mancare Triora, il paese delle streghe! 🙂 Dedicai anche un post a quel posto, cercalo nella lista “categorie” e dagli un’occhiata 😉 Pensa che ci sono diversi siti, tra cui quello ufficiale, che parlano di questo paesino, persino negli Stati Uniti! 😉

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  4. Wolf, ho letto e mi piace ciò che hai scritto:)
    si, credo anch’io che il perdono sia possibile praticamente sempre; ci potrà volere più o meno tempo, a seconda delle situazioni ed a seconda del carattere della persona stessa; ma perdonare si può:)
    e d’altronde io sono una che non riesce comunque a portare rancore; ossia finisce che trovo sempre giustificazioni per tutti…:)

    ora, il fatto su cui sto riflettendo al momento é uan situazione, diciamo, limite; fortunatamente non capita tutti i giorni e non capita a tutti, e ne sono ben contenta… di sicuro un’attenuante é cmq la giovane età, all’epoca, di tutti i “protagonisti”, compresa io, ovviamente; forse più avanti con gli anni non sarebbe mai successo…
    cmq, io so ora di voler perdonare; forse , é venuto il momento in cui sono pronta a farlo:)

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  5. Secondo me e’ probabile che stia arrivando: non credo sia un caso che tu senta proprio adesso il bisogno di capire e chiarire; credo che tu sia pronta per toglierti una grossa zavorra che ancora grava sulla tua vita. E credo che lo farai con o senza l’aiuto delle altre persone coinvolte 🙂

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  6. infatti; é proprio ciò che sto pensando…e probabilmente non è un caso che abbia questi ricordi proprio ora…nulla avviene per caso, evidentemente; e c’é qualcosa – o qualcuno – che mi ha spinta a ricordare…e sono praticamente sicura che sia giusto:)

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  7. Quel qualcosa e’ il tuo inconscio che sta finendo di elaborare quanto era accaduto e ti avvisa che e’ pronto per lasciarlo andare via definitivamente; quel qualcuno… sei te stessa 🙂

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  8. Concordo pienamente con il tuo testo sul perdono.

    “Quando guardo al futuro attraverso il presente e accetto il passato come tale, e senza rancore, io ho già perdonato”.

    E dopo che la furia ha dominato sul campo, una furia forse anche necessaria, decido di porre fine al conflitto, che c’è dentro di me, per arrivare alla pace.
    Il conflitto c’è dentro di me e non nella persona da perdonare, che si crede nel giusto, ed è di quel conflitto da cui mi devo liberare.

    Mi voglio bene, dunque, desidero perdonare l’altro ma soprattutto me stessa. Difficilmente, il torto sta da una sola parte, a meno che non è stato un tradimento, ma anche in quel caso ho la mia responsabilità:

    di non essere stata abbastanza "custode" di me stessa e aver permesso all’altro di farmi del male. 

    Solo il perdono porta alla pace ed è giusto arrivare alla pace.

    Non è necesario che l’altro sappia o non sappia del mio perdono, se abbiamo tagliato il ponte che riuniva le nostre isole.E’ necessario che io non porti più rancore.

    Questi sono stralci di un mio testo sul perdono scritto l’anno scorso, in cui avevo bisogno di perdonare una persona. 
    Ho faticato molto per arrivarci, ma infine onestamente ci sono riuscita e, come tu stesso dici, non ho dimenticato, ma il ricordare non significa che debba turbare la mia pace.

    Se l’altra persona che è stata perdonata vuole avere un’altra possibilità è giusto dargliela, senza rancore. Credo che questo significhi perdonare.
    Ma io ho perdonato pure la notte….con il mio giorno.

    Grazie Wolfghost, questa volta mi sono esposta, anche perché l’argomento mi tocca da vicino.

    A presto e buon proseguimento di giornata!
    Rondine 🙂 

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  9. Si’, pare in effetti essere un percorso simile a quello descritto nel post
    E’ giusto dare una seconda possibilita’? … be’, se lo si vuole e siamo ragionevolmente certi che quella persona non tornera’ a ferirci…
    Ciao cara, buona serata a te

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  10. Credo che sia giusto dare all’altra persona un’altra possibilità, perché se lo chiede, dovrebbe significare che il perdono c’è stato.
    Negando un’altra possibilità, a mio modesto avviso, non c’è stato perdono. Resta ancora uno strascico, poi certo dipende a quanto ammonta il male fatto. Ma anche qui ho i miei seri dubbi sul chiudere definitivamente con chi mi ha offesa.
    Ma certo poi si tratta di capire se l’altra persona arriva in buona fede, stare all’erta non significa essere in contraddizione con il perdono.

    Quanti popoli hanno fatto guerra tra loro, poi c’è stata la pace e la serena convivenza, pur tuttavia i due popoli conservano nella loro storia (e memoria) le guerre passate tra loro.
    Perché, nel nostro piccolo non si potrebbe fare lo stesso? 
    Buona serata Wolfghost e a rileggerti con piacere.
    Rondine 🙂 

     

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  11. Io faccio l’esempio estremo dell’assassino: possiamo anche perdonarlo e ritenere sincero il suo pentimento, ma… non gli restituiremmo comunque la liberta’ tanto presto, e non per la "condanna che deve scontare", ma perche’ se e’ stato pericoloso lo puo’ essere di nuovo.
    Il "reintegro" puo’ avere tempi anche molto diversi da quello del "perdono"; in altre parole – come ben dice Louise L. Hay – perdono e condono non sono sinonimi.
    Buona serata anche a te

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  12. caro wolfghost, rispondo qui al tuo bellissimo pvt, per ringraziarti innanzitutto per avermi fatto ricordare il perdono. Come dici tu, c'è un tempo per tutto, anche per dimenticare soprusi e ricominciare. Conosco bene la meravigliosa sensazione che deriva da un perdono sincero, l'ho provata in passato nei confronti di un uomo  che ha fatto di tutto per rovinare la pace della famiglia che avevo appena creato. Me ne ha fatte passare di terribili, sembrava in grado di tirare fuori il peggio di me e di chiunque gli stesse accanto, un incubo, una maledizione. Quest'uomo ha pagato tutti i suoi sbagli, non ne volevo sapere di lui però, essendo un famigliare del mio uomo, qualche volta ero costretta a subire la sua presenza. Quando l'ho incontrato dopo anni, ho visto nei suoi occhi la paura di affrontarmi, e allora ho compreso e  l'ho abbracciato, perdonandogli tutto.
    Lui non ha cambiato del tutto la sua indole, ma ora ci confrontiamo e non ci scontriamo, ora so che nonostante tutto, ha stima per me, che gli ho tenuto testa, ho sopportato i suoi soprusi, i suoi egoismi, la sua cattiveria, ma ho saputo anche voltare pagina.
    A lui avrà fatto bene il mio perdono, ma a me ha fatto tre volte tanto, perchè ho conosciuto l'essenza dell'amore.
    Caro amico Lupo, vuoi che non sia in grado di perdonare la paura altrui? Ti abbraccio forte e spero che nel frattempo da te abbia smesso di piovere

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  13. Sì, ha piovuto poco
    Hai avuto una dimostrazione del potere del perdono, per fortuna hai potuto verificarlo anche negli occhi della persona perdonata ma, per te, avrebbe funzionato anche se lui non avesse accettato il tuo perdono o se, semplicemente, non fosse stato possibile incontrarvi.
    E' questione di tempo, un giorno, se l'hai già fatto una volta, lo farai di nuovo
    Un caro saluto!

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  14. …perdonare è difficile, se non c’è limite all’odio deve essercene al perdono…è grazie ad esso se la cultura dell’amore, ancora oggi…anche se in limitate fiammelle, fa breccia nei cuori.
    Io ho perdonato con il tempo, che piano ha lavato e reso meno sgargianti i colori delle passioni…del resto le offese a 20 anni sono differenti da quelle dei 40 e la filosofia dei 40 è più elastica di quella dei 20.
    Bel gattone!!! 😀

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    • Benvenuto Jorkele, anche se in realtà anche questa è un po’ casa tua, non è vero? 😉
      L’età e l’esperienza aiutano sicuramente a perdonare più facilmente, proprio perché – in teoria – si ha più comprensione degli eventi e delle persone. Ma… non è scontato, tante persone non migliorano, almeno da questo punto di vista, con il passare degli anni. Bisogna voler vivere con “gli occhi aperti” 🙂

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  15. Esattamente, faccio parte dello staff, 🙂
    Non sono la mente, ma partecipo alla vita di questa community, mi occupo principalmente di pr.

    Ero con il mio sitino, dopo 10 mesi circa dall’apertura……hehehe, prima che arrivaste voi…al secondo posto su logga per quantità di post,…mi avete schiacciato!!! 😀

    http://www.lartemista.com
    prima era logga.me/guglielmomariakley ma volevo il sito, ho trovato il nome e ho acquistato il dominio!!!!!!

    A presto.
    Gu.

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