Consapevolezza

panorama dalla Madonna della Guardia (GE)Nella tua subcoscienza dimorano note inconciliabili che ti costringono alla dissonanza. Ma perché volgi lo sguardo a ciò che è morto? Perché ti occupi di defunti?
<< Lascia che i morti sotterrino i loro morti >>, e volgiti, o Magnifico, al Bello del presente che cerca svelamento.
Se resisti a quel sibilo di cembalo discorde che affonda nella macina del tempo, hai vinto la discrepanza, per cui ti riuscira’ facile intonarti sulla nota cristallina del grande Musico.
Raphael, da "La Triplice Via del Fuoco"

altare Belvedere - Madonna della GuardiaLa consapevolezza di se’ stessi nel momento presente e’ in pratica la chiave di ogni percorso misterico in ogni tempo e in ogni luogo. Che si parli di Buddhismo, Zen, alchimia occidentale, Cristianesimo (pensiamo a Meister Eckart ad esempio), Sciamanesimo, Sufismo, Tao, Tantra o ai Sapienti dell’antica grecia, il risvegliarsi nel "qui e ora", l’essere presenti a se’ stessi e nelle proprie azioni, e’ l’arte fondamentale.

Panorama dalla Madonna della Guardia3Al di la’ delle diverse terminologie e riti, il "Risveglio" non e’ altro che questo: essere presenti a se’ stessi. Da qui iniziano tutte le Vie, da qui inizia la propria trascendenza. Siamo abituati a pensare che questo Risveglio, questa Trascendenza, siano qualcosa di irraggiungibile, di inarrivabile, qualcosa insomma a cui solo pochi "eletti" possono aspirare. E questo ce ne spinge distanti.

Bosco - Madonna della GuardiaMa quando siete completamente assorbiti da un bel brano, quando siete un tutt’uno con esso, dimentichi del vostro passato, delle vostre tribolazioni, di ogni cosa, quando esistete voi e cio’ che state facendo (ascoltare musica in questo caso), be’, forse voi non lo sapete, ma siete in piena meditazione, state trascendendo voi stessi (il vostro ego). "Perdersi in cosa si sta’ facendo", senza attenzione ai risultati, alle aspettative, e senza il disturbo del passato, e’ in realta’ un ritrovare se’ stessi.

Panorama dalla Madonna della GuardiaAl posto della musica potete mettere qualunque cosa. Anche le cose piu’ inaspettate. Il lavoro riesce meglio se non siete in ansia per il risultato; problemi col sesso? Molto probabilmente non riuscite a lasciarvi andare, per condizionamenti o brutte esperienze del passato o – di nuovo – perche’ troppo  concentrati sul risultato (da dove pensate arrivi la famosa ansia da prestazione?).

Santuario - Madonna della Guardia (GE)Non vi sto’ parlando di diventare "Eletti", "Risvegliati", non mi interessa. Sto’ parlando di vivere un presente che e’ li’, a vostra disposizione, che aspetta solamente che qualcuno lo sveli… e lo viva. Il piu’ grosso inganno, e’ credere che sia una cosa difficile.

Volete che accadano miracoli? Guardatevi attorno, probabilmente sono alla vostra portata e nemmeno ve ne rendete conto.

"Non è quanto si possiede, ma quanto si assapora a fare la felicità." – Charles Spurgeon

foto mie: Madonna della Guardia (GE)

0 pensieri su “Consapevolezza

  1. Una magnifica occasione per ricordare di guardare all'”ora e adesso” il tuo post. Mi viene voglia di staccarmi da qui e di sdraiarmi sul tappeto con le gambe in alto sul divano ascoltando un brano musicale ad occhi chiusi ed aspettare che accada il miracolo 😉 molte volte l’ho fatto in passato, ora tendo a dirmi che non serve ma non è proprio così. Vero che basta mettere Amore in qualunque cosa e perdersi in esso, ma altrettanto vero che ogni tanto si sente il bisogno di non sentire alcun rumore se non quello interiore 🙂 L’ego è sempre lì che incalza, porta indietro a situazioni conosciute a frasi già dette al crogiolarsi in esperienze già vissute e che pertanto si sa come affrontare, l’Amore invece è un continuo divenire, il cuore non conosce passato, non è ancorato, il cuore vive “l’ora e adesso” e se lo ascolti sono sempre passi avanti che si fanno. Ben vengano dunque momenti come quello che hai descritto così bene, un abbraccio forte … :)))
    Elena

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  2. Non c’e’ contrapposizione tra sentire la voce interiore e l’amore 🙂 Anzi, le due cose sono in genere strettamente correlate: chi da’ spazio a se’ stesso, mette amore in quello che fa’, Raphael – e non solo – sostengono addirittura che perfino nel calmo dimorare, senza fare nulla, si irradia amore attorno a se’.
    Amore e silenzio possono assolutamente andare a braccetto; quando non succede e’ perche’ “qualcos’altro” ci ha messo lo zampino… 😉

    “Volgi al Bello ciò che è brutto a vedersi. Nel quieto meditare sprigiona fiamme d’Amore, perché l’Amore radiante è Armonia di cose-eventi che addolciscono occhi lacrimanti impietriti dall’ottenebrante aritmia.
    Ma non pretendere, o tu che tenti di modulare l’arpa, che altri si accordino con te. Le anime devono essere lasciate libere di vibrare come vogliono, perché ogni musica è adatta all’espressione di quella coscienza.
    Se hai compreso l’Arte non devi fare altro che risuonare la tua stupenda melodia perché, fra l’altro, essa modellerà il subconscio collettivo, apportando stille di balsamo a cuori affranti.
    Ama il silenzio che irraggia “quanti” di fuoco risolventi, e naufraga soavemente e in libertà nell’etere-alcova, dove enti sognanti e discordanti si opprimono.”
    Raphael

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  3. ..condivido..
    se non c’è “risveglio” non c’è inizio in niente e per nessuno..

    poi ogni tanto si torna a riaddormentarsi, beh…fa parte del gioco, ma trovar sempre la strada o il modo per non continuare a dormire è già una gran cosa…

    un abbraccio

    m.

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  4. x Biondograno: certo, per noi “esseri comuni”, si tratta spesso di un processo di continui risvegli, piuttosto che di uno stato continuo 🙂 Ma, come dici tu, ritrovare la strada e’ via via sempre meno difficile…

    Un abbraccio a te 🙂

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  5. Ciao Propriodame 🙂 Benvenuta sul mio blog.

    Non e’ cosi’, e’ proprio il contrario semmai: “essere” nel momento vuol dire “sentire” la vita, arricchirla enormemente di significato. E’ il contrario casomai, che impedisce di viverla appieno… come la differenza tra vedere un filmato proiettato sullo schermo e… essere invece parte di quell’azione 🙂
    Attenzione! Io non parlo di “pensiero”, parlo di consapevolezza che, al contrario, prevede che il pensiero, quando non utile, venga lasciato andare… E quando metti a zittire il frastuono del pensiero, le tue sensazioni si acuiscono notevolmente.

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  6. Non pensavo di avere detto qualcosa di diverso dalla tua perfetta risposta :))) tesoro, vedi perchè a volte detesto le parole? Non mi so spiegare -__- concordo completamente con ciò che hai scritto 😉 un bacio e dolce notte,
    Elena

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  7. LA CONSAPEVOLEZZA, o “presenza mentale” (in inglese “mindfulness”, in francese “pleine conscience”), è l’energia che ci aiuta a riconoscere e accogliere “ciò che è”, ovvero ciò che esiste o avviene in noi e intorno a noi nel momento presente. Praticarla genera calma interiore, migliora la capacità di discernimento e consente di agire al meglio (piuttosto che reagire), nelle varie situazioni. “Stando nel presente, se veramente ci siamo, cessano le preoccupazioni, che a dire dei maestri zen (e non solo di loro ma di molti altri pensatori) sono le proiezioni delle paure della mente nel futuro; se il futuro non viene preso in considerazione e viene vissuto con intensità il presente, passa l’interesse per esso e con esso la preoccupazione attaccata a cosa potrà accadere.

    Riunendo corpo e mente attraverso la consapevolezza ci diamo la possibilità di rallentare il ritmo a volte frenetico della nostra vita, di riposare e di poter dunque entrare in contatto profondo con le meraviglie della vita che sono sempre disponibili in noi e intorno a noi nel momento presente: il canto degli uccelli, la luce della luna, la freschezza di un fiore, gli occhi di un bambino, i nostri stessi occhi e orecchi che ci permettono di vedere e sentire tutto questo.
    Sviluppiamo anche la capacità di vedere i semi della sofferenza che giacciono nel profondo della nostra coscienza – rabbia, gelosia, avidità, illusione… – e della coscienza collettiva – fame, malattia, ingiustizia, oppressione… – primo passo per poterli comprendere e trasformare.
    La pratica della consapevolezza ci conduce fuori dal circolo chiuso di emozioni e pensieri costantemente rivolti al passato (rimpianti, rimorsi, rancori…) o al futuro (sogni a occhi aperti, ansie, paure…) nei quali viviamo costantemente immersi senza neanche rendercene conto, e ci aiuta a radicarci nel presente, nel qui e ora, l’unico momento in cui la vita è realmente a nostra disposizione. (adattato
    Il miracolo della presenza mentale
    Un manuale di meditazione. di Thich Nhat Hanh- Astrolabio)

    Buona domenica…con consapevolezza**

    dora

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  8. Ah! Thich Nhat Hanh! Grandissimo! Uno dei miei preferiti, sai? 🙂
    Grazie Dora! 😉

    “A volte la tua gioia e’ la fonte del tuo sorriso, ma spesso il tuo sorriso puo’ essere la fonte della tua gioia.” (e’ sua…)

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  9. sono stupefatto.
    “”Perdersi in cosa si sta’ facendo”, senza attenzione ai risultati, alle aspettative, e senza il disturbo del passato, e’ in realta’ un ritrovare se’ stessi.”

    Sapessi quante volte, anche molto recentemente (nel mio penultimo post mi sembra) ho affrontato queste tematiche, sapessi da quanto lotto per affermare prima di tutto in me stesso queste sacrosante verità.
    E anche tu sei un Lupo, animale viator per eccellenza e anche tu di Genova, quasi stento a crederlo!

    Che dire? Buon Cammino verso la Luce, spero che leggendoti avrò occasione di imparare qualcosa, che il Cammino non ha fine…

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  10. Molto giusto e vero.
    Quello che molte persone non hanno capito di me, due anni fa, quando mi è avvenuto ciò che sai, e sono stata da varie persone giudicata male.
    Ma avevo, ho, voglia di vivere il presente, proprio il qui e ora come dici tu.
    Qualcosa di simile la descrive un libro letto questa estate (per certi versi però un po’ prolisso) “L’opera struggente di un formidabile genio” di Dave Eggers, cioè il buttarsi a capofitto nella vita, anche a costo di…farsi male…
    Se leggi il mio blog, i frammenti che scelgo di mettere tutta la mia vita è un po’ così..
    Un caro saluto, buona domenica.

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  11. x ilLupo: Come dicevo a qualcun altro, per noi “gente comune”, piu’ che un risveglio definitivo si tratta di continui risvegli, di momenti di consapevolezza che, si spera, siano sempre piu’ frequenti e duraturi. Come dice il Tao: “La strada e’ la ricompensa”.
    Facciamo quel che possiamo: se ci mettiamo cuore e anima, sara’ gia’ tanto 🙂

    Si vede che Genova stimola i lupi! ;D
    Verro’ a “trovarti”.

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  12. x Lidia (affabile): non ho letto quel libro 🙂 “Buttarsi nella vita” non deve comunque sinonimo di “incoscienza”, naturalmente. Diciamo che con un po’ di consapevolezza dovrebbe essere possibile distinguere una paura reale, che costituisce un segnale di allarme del quale tenere conto, da una irrazionale, dovuta ad un passato condizionante e che pertanto deve essere superata.
    La gente, soprattutto quando arriva ad una situazione stabile, perfino se poco soddisfacente, tende ad evitare qualunque cosa ne mini lo stato di stabilita’.

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  13. ‘qui e ora’. E’ proposito, obiettivo perseguito, affascinante nutriente ricerca. Ogni progresso, ogni sospensione, avvalora il percorso. paziente e umile, ma grandioso. Persino ogni regresso, che sempre ha un senso. La consapevolezza richiede ascolto, pazienza e umiltà. Ma, sempre conferisce dignità.
    E il silenzio risuona di sinfonica ode alla vita.

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  14. Ottimo, Arabapernice, davvero belle (e giuste) parole 🙂
    Aggiungo solo che dovrebbe un percorso senza “sforzo” una volta che l’hai “compreso”.
    Ma certo… non e’ facile, vero? 🙂

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  15. Facile? Tutt’altro. Ma non è questo il problema. Ma pure è il punto nodale. Liberarsi da ‘sforzi’. Fluire, naturalmente fluire, non come atteggiamento beota, acritico, passivo, ma produttivamente concreto. Un abbraccio.

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  16. “Traete il massimo da ogni momento, agendo sempre senza sforzo e spontaneamente, tenendo il Lama nel vostro cuore. Lasciate che il vostro nervosismo scivoli via su una pellicola oleosa di mantra e guardate tutte le cose dal livello più alto”
    Lama Ole Nydahl, da La Pratica Kagyu – insegnamenti

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  17. Credo che ciascuno, possa trovare un percorso diverso, per conseguire la consapevolezza. Sono pure convinta… che una volta raggiunta è possibile perderla, distratti da tante incombenze, preoccupazioni della vita quotidiana e da suoni dissonananti che vibrano intorno…
    Però è sicuramente più facile da raggiungere di nuovo… quando la si sperimenta…
    Questa mattina parcheggiando per andare a lavoro… ho alzato gli occhi, gli alberi straripavano di foglie di un giallo intenso ed i rami neri si stagliavano in questa luminosità surreale… sono stata assorbita dall’incanto e ho sentito
    molta energia, molte vibrazioni positive propagarsi da questo istante…ho semplicemente parcheggiato la macchina dove da anni la percheggio… ma oggi l’ho vissuta con la consapevolezza di voler vivere l’istante…
    A volte basta semplicemente “vedere” e “sentire l’immagine dentro di sè” anzichè limitarsi a guardare…

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  18. “Perdersi in cosa si sta’ facendo”…e’ in realta’ un ritrovare se’ stessi.

    Davvero un bel pensiero in cui decisamente riesco a ritrovarmi.
    Nelle cose di ogni giorno, negli obblighi, nei doveri, nelle relazioni con le persone, spesso ciò che trascuriamo è proprio noi stessi…Lasciarsi completamente prendere dal momento che si sta vivendo e perdersi in ciò che amiamo fare come se null’altro esistesse e potesse distrarci…a volte ci riesco ed è una bella sensazione..

    Grazie per la visita e buona settimana!
    Lil’

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  19. x Romanticaperla: qui nessuno ha la pretesa di insegnare nulla 😉 Ci sono solo scambi di opinioni… e, se qualcosa serve… ben venga 😉
    Buona settimana a te 🙂

    x Rosalba: ciao 🙂 Perche’ in un’altra veste? A me sembra la stessa 😉

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  20. x Daruma: si’, come ho scritto altrove per noi “comuni esseri della strada”, piu’ che di un “risveglio definitivo” si tratta di momentanee prese di consapevolezza. Talvolta esse sono causate da improvvise “illuminazioni” esterne, come quelle foglie che, distraendoti da te stessa e dai tuoi pensieri, ti hanno riportato magicamente nel “qui e ora”. Il “lavoro” e’ fare in modo che tali momenti diventino piu’ frequenti e piu’ stabili, ponendo noi stessi – non appena ce ne ricordiamo – attenzione su cio’ che interrompe i nostri viziosi schemi mentali riportandoci alla realta’ presente, sia interna che esterna a noi, non importa (alla fine sono la stessa cosa 😉 ).

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  21. x Lilith: be’, anche se sembra strano – ma solo perche’ non ce lo chiediamo o non lo riteniamo possibile – questi momenti possono essere perlomeno resi piu’ frequenti e duraturi. Sorprendi te stessa rompendo i tuoi schemi mentali dei quali sei un po’, come tutti, prigioniera, riportandoti alla realta’ non appena te ne ricordi: ad esempio, sei davanti al PC adesso? Fermati un attimo, chiudi gli occhi o guarda un punto fisso, fai qualche bel respiro profondo e, semplicemente, ascoltati…

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  22. Caro Wolf,

    Trascendere è consegnarsi totalmente con l’amore, i pensieri, la mente.
    Potrò sembrarti banale, ma il momento di massima beatitudine è quando cammino mano nella mano con mia figlia.
    Non ho pensieri, in realtà. Sono in simbiosi con i suoi passi, il suo battito del ; e non c’è nulla attorno.
    Credo che ciascuno di noi abbia tutte le potenzialità per vivere il qui e ora…basta ascoltarsi.
    Un caro saluto.
    Fleur

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  23. “Perdersi in cosa si sta’ facendo”, senza attenzione ai risultati, alle aspettative, e senza il disturbo del passato, e’ in realta’ un ritrovare se’ stessi.

    E’ da un pò che mi sono “ritrovata” seguendo questa teoria..

    E’ da un pò che vivo meglio…e di più..

    E’ da un pò che sono vicina alla mia “pienezza”.

    Splendido leggerti.

    Davvero dico.

    Un abbraccione*

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  24. Guardo questi panorami che conosco e ti leggo pensando che mi sembri molto saggio… e il fatto è che la saggezza invece non va più di moda, o forse non lo è mai stata…
    ti lascio un saluto 🙂

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  25. Piu’ banale che ascoltare un brano di musica? 🙂 No, Fleur, non penso assolutamente che sia banale. Anzi, in piu’ hai anche il potere della condivisione nel tuo caso, e anche questo e’ tutt’altro che poco.

    Ricambio il caro saluto 🙂

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  26. Pinky, quante volte ho scritto nei miei interventi sul tuo blog che si vede (be’… si legge) che sei una donna che sa’ “sentire” la vita? 🙂
    Non so’ come eri prima, ma che adesso tu sia cosi’ non ho fatica a crederlo…

    Abbraccione! 🙂

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  27. Eh, Viola! Qualcuno ha detto che in politica e in amore i saggi non fanno conquiste 😀 Non so’ se sia perche’ “non va’ di moda”… Comunque, siccome saggio non mi ritengo… non e’ un problema mio! ;))))

    Davvero conosci questi posti??

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  28. O., come ho gia’ scritto piu’ sopra:
    per noi “gente comune”, piu’ che un risveglio definitivo, si tratta di continui risvegli, di momenti di consapevolezza che, si spera, siano sempre piu’ frequenti e duraturi. Come dice il Tao: “La strada e’ la ricompensa”.
    Facciamo quel che possiamo: se ci mettiamo cuore e anima, sara’ gia’ tanto 🙂

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  29. Estasiata e colpita dalla tua teoria sull’anima gemella!…domanda?!?… cosa potresti dire o meglio dirmi… su un’ anima schiacciata,sulla tristezza che dilaga più oscura e più nera della notte… sulla speranza che, come un pipistrello, si fa male battendo la testa nel soffitto disfatto e cadente; sulla speranza che piange sconfitta, e infine, l ‘angoscia che inalza la sua nera bandiera?!?… sono ormai anni che la mia anima geme senza pace e senza dimora…ho provato ad ascoltare la vocina… ma nn la sento…come se non bastasse si è venuto inserendo, il “peso” della solitudine e dell isolamento… sintomi definiti da illustri l’aureati.. ANSIA SOMATICA… soluzione?… psicofarmaci… tutto il resto…è PURO SILENZIO….Seby

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  30. perdonami, ma io non credo alla morte e quindi nemmeno ai defunti …
    lascio però qui per te un mio vivissimo bacio Lu

    (in questo periodo penso troppo, mescolo cose e sintonie e quando entro da te, leggo di corsa, al volo, vigliaccamente … mi basta solo spaere che ci sei e poterti dire Grazie! )

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  31. x Lu: la frase riportata da Raphael e’ una metafora, in realta’ parla di cosa e’ “morto” nella nostra vita e dei suoi fantasmi, i ricordi, che infestano le nostre menti. Il consiglio e’ quello di lasciare che sia l’inconscio a occuparsi di tali ricordi, senza perderci tempo rivolgendo consapevolmente lo sguardo al passato. Si potra’, cosi’, vivere davvero nel presente.

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  32. Seby, sicuramente sei in un periodo molto tetro della tua vita, questo non si fatica a capirlo. Credo che, al di la’ di cosa ti possa aiutare “chimicamente” (ed a questo proposito ti consiglio di provare il magnesio oligoelemento che – molti anni fa’ – fu’ davvero risolutore per me e che – essendo del tutto naturale – non ha alcuna controindicazione), tu debba tentare un approccio comportamentale piuttosto che cercare di uscirne lambiccando la tua gia’ spossata mente. Smettila di pensare, per quanto possibile, e tuffati nella vita, fai qualunque cosa ti possa piacere e portare a contatto con altre persone. Siamo animali sociali e la solitudine che subentra quando ci isoliamo dimostra che non siamo fatti per stare da soli.
    Ormai ovunque e’ pieno di corsi ed attivita’ che spaziano nelle piu’ disparate discipline. Non importa cosa scegli, ma… datti da fare.
    Esci di li’.

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  33. Ungaretti diceva che il vivere sarebbe felicità se potessimo averne coscienza prima che sia passato…Io condivido abbastanza questa idea, perchè la vivo in prima persona e vedo che praticamente quasi tutto il resto del mondo che mi circonda la vive allo stesso modo.
    Per analogia, verrebbe da dire che l’uomo solo con la morte si fa compiuto, così come le cose si fanno compiute quando sono passate.
    Però condivido sul fatto che non per questo bisogna trascurare il presente al punto di non accorgersi quasi di viverlo…

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  34. Di fatto la consapevolezza non e’ un sentiero facile, non in tanti riescono a seguirlo e forse ancora di piu’ sono coscienti di poterlo fare. Non e’ in fondo strano, in tali circostanze, che molti possano avere coscienza degli avvenimenti solo quando essi sono passati? Forse e’ un po’ il male di vivere in una societa’ che pensa solo “al risultato”. Il Tao ad esempio dice invece “la strada e’ la ricompensa”. Dovremmo essere capaci di vivere per il vivere, pur ponendoci obiettivi; invece quasi sempre non si vive veramente: occhi e pensiero sono gia’ persi nel futuro, ovvero in cio’ che non e’ reale.

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  35. “”Perdersi in cosa si sta’ facendo”… e ti par poco? Pare che il segreto stia nel non darsi ansia… ma se non me ne preoccupo, la mia mente fugge in mille direzioni!
    Però giuro che ti ho letto senza distrarmi 🙂
    Buone meditazioni!

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  36. eheheh no, non mi pare poco… eppure è “naturale”: la mente corre naturalmente a cio’ che le piace… Chissà quante volte anche te eri in stato meditativo senza nemmeno saperlo 🙂 Pensa solo a chi recita, per te che sei nel settore, quando sono così calati nella loro parte da non rendersi quasi più conto di cosa succede loro attorno… Bé, anche loro sono in stato meditativo in quei momenti 🙂
    Ciao Davide…

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  37. Ciao Nuovo45, benvenuto 🙂

    Il Tao è una delle… correnti spirituali o modi di essere (non mi piace chiamarla religione e nemmeno filosofia) che più di altre mi hanno da sempre affascinato.
    Si avvicina molto al mio concetto di “trovare le risposte”, come se a rispondere fosse la Natura stessa (puoi chiamarla Natura, Creato, Universo, Dio o come ti pare). Anche noi in occidente avevamo qualcosa di simile, chiamalo panteismo se vuoi.
    Purtroppo l’abbiamo perso strada facendo…

    “Se le acque sono calme, riflettono la luna. Allo stesso modo, se noi ci plachiamo, riflettiamo il divino.” – Pensiero Tao

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  38. Ciao a te Wolfghost,
    Ti dico subito che la mia ricerca/pratica( Principio-Azione) si basa sugli insegnamenti dei maestri Lao-Tzu,Chuang-Tzu e Lhie-Tzu, e successivi.

    Preferisco la definizione del taoista: come ricercatore che realizza l’Uomo Reale, quindi come tu giustamente dici del modo di essere.

    Non prendo in considerazione l’aspetto religioso, questo é un terreno decadente per chi,come me lavora su se stesso con senso laico.

    Un’ultima cosa ho da dirti, é mia convinzione che le risposte come tu dici, sono in noi stessi; nel Libro del Tao, al cap.22 “L’UTILITA’ CHE ELEVA così recita- Essere interi nel frammento/Diritti nel curvo/Pieni nel vuoto/Intatti nella corruzione/Dispersi si fallisce…Essere interi nel frammento/Questa antica massima/Sarebbe forse priva di senso?/No! nella Via essa é la verità”. (da il libro del principio e dell’azione. ed.mediterranee a cura di J.Evola)

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  39. Sicuramente perché una qualunque ricerca dia frutti reali, è necessario che alla teoria segua l’azione, altrimenti non solo sara’ stata inutile ma addirittura arrecherà frustrazione. E non è facile, né passare dalla teoria all’azione, né dare all’azione costanza. Credo anzi che sia l’ostacolo più grosso per tutti coloro che iniziano un loro percorso di crescita, di qualunque genere esso sia.
    Sai, più che di aspetto religioso, si dovrebbe parlare di aspetto spirituale, e credo che volente o nolente, chi sceglie un percorso come il tuo, la spiritualità la “curi” curando il quotidiano. Credo fortemente nell’essere “profeti in patria”, ovvero nella necessità di trasporre nel quotidiano cio’ su cui si lavora all’interno di sé stessi.

    Molto bella la citazione di Julius Evola che riporti. D’altronde era uno che sapeva di cosa stava parlando…

    Verro’ a trovarti sul tuo blog 😉

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