Sul Destino

Riecco un nuovo salto nel passato, sempre nel dicembre del 2007, quasi in chiusura di anno, pubblicavo un post sul destino, sul destino inteso come ineluttabile fato già scritto. Rileggendomi oggi devo dire che ero piuttosto duro all’epoca, non solo non credevo più al destino ma addirittura ne avevo fastidio. Sicuramente ciò nasceva dal fatto di vedere tanta gente che, in nome del destino, non faceva nulla per opporsi alle avversità della vita, senza opporre alcune resistenza. La scelta di non credere nel destino nasceva perciò dalla semplice constatazione che ciò era un atteggiamento più costruttivo: se non credi che c’è una pagina già scritta, puoi fare qualcosa per cercare di cambiare.

Oggi credo che… tanto per cambiare non ne sono più così sicuro 🙂 Se c’è una cosa che le nuove scienze, come la fisica quantistica, ci hanno insegnato oggi, è che… sappiamo di non sapere 🙂 Là, “dietro le quinte”, c’è qualcosa che non conosciamo, qualcosa di così strano da essere perfino inimagginabile. Per cui… perché no? Tutto può essere. Sappiamo che una parte del destino è scritto nei nostri geni, quindi un destino biologico esiste. Ma anche altre linee guide, non biologiche, possono esistere. Per la nuova fisica il tempo, così come lo intendiamo, non esiste, e passato e futuro perdono significato. Quindi, se anche il futuro esiste già, come il passato, bé… tutto può davvero essere.

Insomma, oggi più di ieri credere nel destino o non crederci è una scelta.

Vi lascio al post, qui trovate il link al post originale con tutti i commenti dell’epoca: Sul Destino

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Your DestinyIn fatto di Riti e Miti del Destino credo di essere uno dei massimi critici del nostro tempo 😀 (scherzo).

Un tempo ci credevo, ho molti libri sull’argomento. In un certo senso l’ho studiato il Destino. Ho “studiato” la Provvidenza Cristiana, il Karma induista e buddhista, le credenze sciamaniche perfino. Ho praticato l’ipnosi regressiva alle vite precedenti e la meditazione sul futuro.

Vi faccio una semplice domanda: perché un vaso che vi cade in testa deve essere frutto del destino e non del caso? E’ semplice: perché vogliamo trovare un significato profondo a tale sventura, un significato… consolatorio. Sarebbe brutto morire “per caso”, non è vero? Ma che quel vaso fosse… destinato a cadere, che fosse scritto già da prima… come si fa’ a sostenerlo? Non si puo’ avere prove, è impossibile. Non vale nemmeno guardarsi indietro e dire “se non fosse capitato A e poi B e poi C e poi… adesso questa bella (o brutta) cosa non sarebbe successa!”: così non si stà dimostrando che “era destino”, si stà solo rileggendo la storia.

Credere nel destino è solo un fatto di fede. Ce l’hai o non ce l’hai. Ci credi o non ci credi. Ma nessuno puo’ dimostrare che esso esista.

Il destino è come un libro già scritto: arrivi alla pagina 52, prima c’è stampato il passato; poi il futuro.

Il caso e le nostre capacità – la nostra vita! – sono invece come un diario che viene scritto giorno dopo giorno. Arrivi alla pagina 52 e puoi leggere le pagine che sono state scritte in precedenza, ma… se per assurdo potessi aprire la pagina 60, essa sarebbe bianca, perché deve ancora essere scritta.

DadiOra… voi preferite essere in balia degli eventi e del fato? Accomodatevi. E’ una vostra scelta.

Io preferisco, per quanto possibile, scrivere le pagine del mio diario. E se conterranno errori… pazienza, saranno i miei errori, e non ne daro’ la colpa al Signor Destino 🙂

Ho visto troppo spesso evitare di impegnarsi o di assumersi le responsabilità delle proprie scelte ed azioni tirando in ballo il “Signor Destino”; qualcosa non funziona? Si dovrebbe fare qualcosa ma si continua a rimandare? Si è operata una scelta che ha reso qualcuno infelice? “Così ha voluto il Destino”… no, signori, così è troppo facile.

Credere nel Destino è una scelta; io trovo molto più costruttivo credere in sé stessi e al potere delle proprie scelte, seppure mediate – talvolta “purtroppo” – dal caso che fa’ ciò che vuole Ma “caso” è solo una parola che si usa per indicare un avvenimento o una serie di avvenimenti imprevisti, ma che di fatto “non esiste” come entità reale, a differenza del Destino che, per chi ci crede, esiste eccome.

Ma che il caso intervenga o meno a mettere il bastone tra le ruote, almeno si avrà fatto cosa è in nostro potere al fine di ottenere ciò che si desidera. Che si riesca ad ottenerlo oppure no.

Challenge

Sogni e sicurezze

Ho in mente di tornare ai brevi racconti (non che ne abbia scritti tanti in passato, solo qualcuno che potete trovare nella lista dei "Titoli argomenti" sotto "Racconti"), tuttavia oggi non ho il tempo necessario 😦

Cosi', voglio raccontarvi invece un episodio di vita che capito' a Richard Bach, il famoso scrittore americano autore di diversi bestseller, tra gli altri il famosissimo "Il gabbiano Jonathan Livingston" 🙂
Vado a memoria; Richard, se mai passasse di qua :-D, correggera' sicuramente eventuali errori 😛

Dovete sapere che Bach lavorava per una granze azienda aerospaziale statunitense ma aveva da sempre il desiderio di divenire scrittore. Dopo innumerevoli ripensamenti decise ad un certo punto di seguire il suo sogno e, nonostante lo scetticismo – e probabilmente una certa ironia – dei suoi colleghi che lo esortavano a restare in quella grande azienda piuttosto che buttarsi in qualcosa dall'esito piu' che incerto, si licenzio'.
Tutti sappiamo che i fatti gli diedero ragione: il tempo dedicato interamente alla sua passione, la scrittura, porto' buoni frutti e lui divenne uno scrittore di successo.

Anni dopo, trovandosi per caso nella zona dove sorgeva la struttura dell'azienda per cui aveva lavorato, decise di fare un salto a trovare i suoi ex colleghi, convinto che avrebbe fatto loro piacere rivederlo 🙂
Grande fu la sua sorpresa nel trovare il posto deserto, il cancello chiuso da catena e lucchetto: il posto era stato dismesso, i dipendenti licenziati.

Non sempre va cosi', e certamente pochi di noi sono come Richard Bach. Tuttavia questo breve racconto dimostra, come tanti altri di cui probabilmente anche voi potreste portare esempi, che a volte sacrificare i propri sogni in nome di una presunta sicurezza non e' una scelta saggia.

Amo citare, per l'equilibrio che dimostra, un aforisma del compianto pilota di formula uno Ayrton Senna:
Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà.
Per me è uno dei principi fondamentali.

Tom al fresco nel laghetto

Nell'immagine, il sogno di Tom (in basso a sinistra): essere a spasso in mezzo alla Natura 😉

300.000 visite su Wolfghost! :-D

festeggiamentoFinalmente il mio blog c’e’ arrivato a trecentomila visite!  😀 Era tempo che tenevo sotto controllo il contatore per poter festeggiare al momento giusto!  😉 A dire il vero la data fatidica e’ stata ieri, ma volevo lasciare un altro po’ di spazio alla splendida favola di Mecan 🙂

E’ tempo di considerazioni dunque 😐

Sono passati tre anni e qualche mese da quando aprii questo blog. Se e’ vero che per il mondo di Internet tre anni sono davvero tanti, nella vita di una persona non e’ scontato che sia cosi’… ma per quanto mi riguarda cosi’ e’ effettivamente stato: la mia vita in questo lasso di tempo e’ radicalmente cambiata, cosi’ come del resto ha fatto con continuita’ nel corso dell’intero ultimo decennio.
Il mio non e’ proprio il classico blog-diario, lo sapete, pero’ molti degli argomenti che via via affrontavo non erano scelti a caso ma rispettavano, o meglio “rispecchiavano”, il periodo che stavo passando. Per cui rileggendoli mi e’ comunque facile ricordare di come stavo e di com’era la situazione attorno a me allora 😐

Sono contento della mia vita adesso, sono grato per ogni giorno in piu’ che mi e’ concesso di esser qua e viverla 🙂 E, guardandomi indietro, sono ben cosciente che essa e’ stata si’ frutto del caso – e’ inevitabile – ma anche che non avrebbe potuto esserlo se non avessi fatto alcune scelte senza le quali adesso sarebbe ben diversa… forse drammaticamente diversa 😦

Non so se chiamare “coraggio” cio’ che mi spinse a percorrere certe strade piuttosto che altre, forse in realta’ ero solo cosciente che una reale alternativa non esisteva, ma… il mio consiglio a tutti voi e’ sincero quando vi dico: se sapete che una vostra scelta e’ in grado di cambiare in meglio tutta la vostra vita, be’… fatela, anche se dovete assumervi qualche rischio. Perche’ un giorno potrebbe accadervi di guardare come e’ la vostra vita e di chi o cosa avete attorno a voi… e di benedire quella scelta che in tempi piu’ o meno remoti avete fatto 🙂

Senza contare che so di avere anche qualche affezionato lettore che non si perde una mia “puntata”! Opsss… eccone qua uno!! 😀

Julius al PC

Equilibrio

Secondo lo yoga, per restare in equilibrio quando si sostiene una posizione precaria è bene fissare un punto sul pavimento distante da noi all’incirca un metro e mezzo: guardare troppo vicino farà perdere l’equilibrio; guardare troppo distante, magari all’orizzonte, non sarà di aiuto per stabilizzarsi.
Ciò è vero anche quando si guida: quando si è spaventati o preoccupati, ad esempio perché si sta sorpassando un TIR, perché si entra in una galleria o perché si deve fare un tratto di strada in retromarcia in una strada stretta, l’errore più comune è guardare nelle immediate vicinanze dell’auto. L’auto tende sempre ad andare dove si guarda, quindi meglio guardare sempre avanti a noi, nella direzione dove vogliamo andare e non negli immediati pressi del mezzo. Ma anche guardare troppo distante potrebbe creare problemi, poiché la strada potrebbe non essere sufficientemente rettilinea. La buona e saggia “via di mezzo” del Budda può essere d’aiuto anche in questo caso.
Avete mai provato a sistemare un quadro in modo che sia dritto, o una panca in palestra affinché sia correttamente posizionata davanti ad un attrezzo? Allora vi sarete probabilmente accorti che è meglio distanziarsi un poco per capire se il quadro è dritto o la panca allineata.
Così è la nostra vita, sono le nostre attività e le relazioni col prossimo. Giusto è goderne appieno, ma quando si tratta di sceglierle o direzionarle, meglio sarà guardarle dalla giusta distanza, non troppo vicini, non troppo distanti. Poi si sarà di nuovo liberi di riavvicinarsi ad esse.

posizione dell

Decisionismo – di Ralph Marston

Non è mai successo che riportassi per due post di seguito uno scritto di uno stesso autore, ma diversi scambi nei commenti al post precedente ne hanno “reclamato” l’anticipazione così da chiudere il cerchio 🙂

Io aggiungo solo che, anche se è giustissimo prendersi il tempo di valutare pro’ e contro, poi una decisione e un’azione conseguente vanno prese, pena l’inerzia e l’immobilismo. E come ormai ho ben imparato, facendo mie le parole che una blogger lasciò sul mio blog tanto tempo fa, l’immobilismo diventa colpevolezza.
Coelho, in un altro scritto, sostiene che chi per paura di sbagliare temporeggia troppo, finisce poi per compiere quasi sempre una scelta sbagliata. E se consideriamo anche il non-scegliere come una scelta, sono completamente d’accordo.

Meglio decidere e correre il rischio di sbagliare, che non farlo e rimanere per sempre nelle sabbie mobili di una vita piatta ed infelice, la classica “vita di quieta disperazione”.

Ed ora le parole del buon Marston 🙂

 



DECISIONISMO
Se tu potessi rivivere la tua vita sarebbe facile evitare gli errori. Potresti semplicemente guardare indietro ai tuoi errori, vederli avanzare in modo chiaro e indubitabile e muoverti in un’altra direzione.
Nel mondo reale, dove il tempo si muove solo in avanti, evitare gli errori non e’ invece cosi’ facile da fare. Perche’ il solo modo di evitare completamente gli errori e’ di evitare completamente di entrare in azione.
Ma quello, naturalmente, sarebbe il piu’ grave errore di tutti. Perche’ sebbene tu riusciresti cosi’ a non compiere mai degli errori, non riusciresti parimenti ad avanzare, e non riusciresti cosi’ a fare nulla.
Per poter riuscire a compiere qualcosa, devi accettare il fatto che stai per commettere alcuni errori. Naturalmente non partiresti mai con l’idea intenzionale di commetterne ed e’ saggio prendere tutte le misure possibili per evitare di compierne.
Abbi quindi il coraggio di guardare avanti e di procedere, di prendere decisioni definitive, di compiere azioni specifiche, anche se qualcuna di queste si rivelera’ poi un errore. Quando gli errori arriveranno, lo stesso decisionismo ti consentira’ di lasciarteli rapidamente alle spalle.
Ralph Marston

salto gatto

La paura di scegliere

Questo e’ uno dei post che giace nella mia mente da tempo, in attesa del momento per scriverlo. Ora, grazie ad un intervento di Happysummer nel post precedente, con mia conseguente risposta, ho deciso che e’ arrivato il momento di scriverlo e pubblicarlo. Non prima pero’ di avervi fatto notare che la testa del blog e’ di nuovo cambiata: ora titolo e immagine sono a colori… che ne dite? 🙂

Wolf 5


topastroLa paura di scegliere
di Paulo Coelho

Una vecchia storiella per bambini racconta di Donna Scarafaggina che, spazzando la casa, trovò una moneta. Dopo essere stata per lungo tempo alla finestra, per scegliere il pretendente adatto alle sue paure e ai suoi desideri, finì per sposare Giovanni Topastro. Come tutti sappiamo, Giovanni Topastro cadde nella pentola dei fagioli.
Molte volte, nella vita, troviamo una moneta che ci è data dal destino e pensiamo che questo sia l’unico tesoro della nostra vita. Finiamo per attribuirgli tanto valore che il destino – lo stesso che ci ha consegnato la moneta – s’incarica di riprendersela.
Chi ha molta paura di scegliere compie sempre la scelta sbagliata.


Commento di Wolfghost: premesso che non conosco la storia citata da Coelho (forse e’ si’ una storia per bambini, ma magari in Brasile…) e che mi piacerebbe che chi eventualmente la conoscesse o riconoscesse la raccontasse (e’ una curiosita’ che mi porto dietro da anni! ), devo prima di tutto sottolineare che Coelho parla di “molta paura”, quindi non e’ un invito a buttarsi allo sbaraglio: un po’ di timore nel compiere una scelta, soprattutto se importante, e’ normalissimo. Qui si parla di quando, allo scopo di evitare anche il benche’ minimo margine di errore, si finisce per entrare nelle sabbie mobili del, da me odiatissimo, immobilismo.
Un’aforisma da me citato sul blog ormai ben piu’ di un anno fa, diceva:

“Il procrastinare è una delle malattie
più comuni e più mortali
e il suo effetto nefasto sul successo
e sulla felicità è molto grande.”
Wayne W.Dyer

Ripeto, per anticipare la consueta critica: certamente c’e’ un tempo per ogni cosa, quando non si ha ben presente il quadro della situazione, quando si ha ancora necessita’ di tempo per chiarirsi, e’ bene fermarsi e riflettere, ma c’e’ un limite che non va superato, pro’ e contro esisteranno sempre, e’ impossibile che una scelta comporti solo “pro'”, e’ molto difficile che non ci sia il minimo rischio, ma…

L’unico vero rischio nella vita
è non voler correre alcun rischio.”
Sergio Bambaren

Arriva un momento nel quale ci si accorge che i pensieri si sono chiusi su se stessi: vengono in mente gli stessi “ma”, i medesimi “forse”, nessun altro elemento utile alla nostra decisione puo’ ormai essere aggiunto. L’ansia e l’angoscia crescono, ci si sente bloccati, impotenti, inermi. Non si riesce nemmeno piu’ ad ascoltare davvero chi cerca di consigliarci. A questo punto e’ diventato tutto piu’ difficile, meglio sarebbe stato non arrivare ad un simile stato di blocco, perche’ adesso i pro’ e i contro sembrano tutti avere lo stesso peso: abbiamo perso la capacita’ di discernimento e potremmo davvero compiere la scelta sbagliata.

Decidendo per tempo, quando ci si accorge che si sta per cadere in un simile blocco – e di solito lo si percepisce – si puo’ ancora interrompere quello schema mentale distruttivo nel quale si sta precipitando.
E se si sbagliera’… amen, a parte il fatto che non si puo’ sapere come sarebbe andata prendendo un’altra decisione, perlomeno saremo usciti dal nostro stato di empasse, avremo dimostrato a noi stessi di poter scegliere e la prossima volta riusciremo a farlo con piu’ facilita’.

Non comprare un vaso per paura di romperlo non vi puo’ portare ad avere quel vaso in casa. Pare ovvio, non e’ vero? Eppure molti di noi passano la maggior parte della vita nell’angoscia della non-decisione.

“Meglio aggiungere vita ai giorni, che non giorni alla vita.”
Rita Levi Montalcini

arcobaleno

Liberta’ e indipendenza

antilopiConosco una sola libertà, ed è la libertà della mente.

(Antoine de St.Exupery)

 

“Liberta’” e’ una delle parole piu’ usate quando si vuole fare leva sulla emotivita’ delle persone. Tutti ne parlano, in tanti la reclamano, ma davvero pochi fanno veramente cio’ che e’ necessario per ottenerla. E ancora meno sanno cosa farsene una volta ottenutala.

 

falco_primopianoNon è la liberta che manca.

Mancano gli uomini liberi.

(Leo Longanesi)

 

Ci si para spesso dietro il fatto che la societa’ rende schiavi; si cercano continuamente capri espiatori che permettano di continuare a “galleggiare”, di poter incolpare chiunque capiti a tiro, additandolo come responsabile della nostra stagnazione.

Ma cosi’ non si va da nessuna parte.

Ci vuole il coraggio di assumersi la responsabilita’ della propria vita, delle proprie azioni, delle proprie scelte.

Lamentarsi non serve a nulla.

 

 

zebreLibertà significa anche responsabilità.

Ecco perché la maggior parte della gente ne ha paura.

(George Bernard Shaw)

 

Il “non rendersi indipendenti”, che e’ una delle grandi malattie del nostro tempo, e’ psicologico, prima che materiale, non serve a nulla pararsi dietro alla mancanza di denaro o di possibilita’: la prima, l’unica vera indipendenza… passa per la testa, non per il portafoglio. Percio’ non e’ scusabile, ad esempio, con il fatto di non poter andarsene di casa. Ci sono persone conviventi che sono molto piu’ indipendenti di altre che vivono da sole. Sembra paradossale, ma e’ cosi’.

 

orso

La storia degli uomini liberi non e’ mai scritta dal destino, ma dalle scelte, le loro scelte.

(Dwight D. Eisenhower)

 

Certamente l’indipendenza economica rende tutto piu’ facile. Sarebbe ipocrita dire che cosi’ non e’, ma… il processo di liberazione comincia sempre nella testa: chi e’ libero non accettera’ catene a lungo, e il modo di liberarsi lo trovera’ sicuramente.

 

DelfinoLa libertà è come il mare. Non può essere rinchiusa, e come il mare, un uomo libero lo è per sempre.

(Humbert du Charbon)

 

Se decidete di essere liberi, vi serve solo una cosa: il coraggio di esserlo davvero.

Costi quel che costi.

 

Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza. – (B. Franklin)

 

cavalli

 

E’ possibile farlo nell’anno nuovo

Voglio anche io lasciare il mio augurio di buon 2008 a tutti voi 🙂 e per farlo, uso le parole di Rodolfo di Maggio, che già vi ho presentato “qualche post fa’ “. Ho solo apportato qualche minima modifica, anno compreso naturalmente 😉

Un grosso abbraccio a tutti gli amici e una stretta di mano anche a chi non lo è, perché nella vita andare d’accordo con tutti è, in fondo, un’illusione…


E’ possibile farlo nell’anno nuovo (di Rodolfo di Maggio)

gatto andatoQuante e quante e quante volte ancora, ti chiedo di dirlo onestamente, ti sei prefissato cose nuove e più impegnative per l’anno che verrà? Quante promesse hai fatto, quanti propositi hai cullato nella tua mente, prendendo la fatidica scadenza del primo gennaio come quel momento “X” in cui scatterà una nuova vita, in cui inizierai ad avere più grinta e determinazione?

No, non dirlo, perché, come a tutti noi, ti è successo mille volte…
Si inizia qualcosa di nuovo e diverso – uno stile di vita alimentare più sano, ad esempio – e dopo alcune settimane ricadiamo nel precedente. Dopo anni spesi a fumare e sapendo cosa questo comporta per la salute, decidiamo di smettere. Ma perché non ci riusciamo? E l’elenco può continuare…

Cigni in voloSe è vero come lo è che le persone vincenti nella vita sanno cosa cambiare e cosa no, è anche vero che saperlo non basta; bisogna avere la forza, il coraggio di iniziare davvero e poi perseverare.

Chiunque tu sia, qualunque attività tu stia svolgendo, comunque sia stata la tua vita sino ad ora, ti è possibile cambiarla nella direzione in cui tu desideri, ma sai che volerlo non basta, è il primo passo ma deve essere l’inizio di un cammino, non un gesto isolato.

La palla è nel tuo campo, le carte sono state distribuite, la campanella è suonata e l’orologio sta ticchettando per scandire il tempo nella partita della vita. Sta a te scegliere quali abitudini cambiare, perché sono le tue abitudini che determinano la qualità della tua vita, se vivrai nella felicità e nel benessere oppure nel dispiacere e nella povertà. Noi creiamo le nostre circostanze tramite le scelte da noi compiute. Abbiamo sia la capacità che la responsabilità di compiere scelte migliori. Ad iniziare da oggi.

gatto e scimmiaNon è più tempo che ci serve, ne abbiamo avuto abbastanza. Non sono ulteriori riscontri quelli che ci servono, sappiamo cosa dobbiamo fare e il modo in cui farlo. Dobbiamo solo provare amore per noi stessi. Pensare che saremo capaci di trovare il tempo per mangiare correttamente, dormire bene, continuare ad imparare, esercitarci.

Valutare noi stessi, smettere di perdonarci o compiangerci per ogni errore compiuto ed utilizzarlo invece come insegnamento. Siamo esattamente dove la somma delle nostre esperienze ed azioni ci ha condotto sino ad ora. Solo apprezzando noi stessi potremo apprezzare gli altri. Dobbiamo amarci. Le cose che non vanno in noi, esteticamente o internamente, possono essere modificate se davvero lo vogliamo, ma dobbiamo voler bene a noi stessi, requisito fondamentale per poter volere bene agli altri.

Iniziamo ad avere successo con l’ammettere gli errori compiuti, consapevoli finalmente di aver imparato da questi e decisi a non ripeterli nel futuro. Sbarazziamoci delle cose inutili nella vita e impariamo a concentrare le energie nelle scelte importanti. Anche con l’obbiettivo ben chiaro in vista affolliamo le nostre esistenze con troppo rumore di fondo. Questo ci limita nelle scelte fondamentali.

Possiamo avere un miglior controllo della nostra vita nel decidere cosa ha diritto di stare sulla nostra scrivania, dentro il nostro computer, nei nostri armadi, nella nostra vita, nella nostra mente.
Solo facendo spazio per nuove cose possiamo arricchirci veramente. E torniamo alle cose fondamentali che creano la differenza. Esse sono: le scelte che compiamo, l’amare noi stessi e l’eliminare l’affollamento nella nostra vita. Ci vogliono ventun giorni, così dicono, per acquistare una nuova abitudine. Possiamo quindi iniziare.

Basta cominciare, senza continuare a voltarsi indietro.
Sorprendi te stesso: mostra il tuo vero potenziale e… buon 2008!!!

orsetti abbracciati

Sul Destino

Your DestinyIn fatto di Riti e Miti del Destino credo di essere uno dei massimi critici del nostro tempo  😀 (scherzo).

Un tempo ci credevo, ho molti libri sull’argomento. In un certo senso l’ho studiato il Destino. Ho “studiato” la Provvidenza Cristiana, il Karma induista e buddhista, le credenze sciamaniche perfino. Ho praticato l’ipnosi regressiva alle vite precedenti e la meditazione sul futuro.

Vi faccio una semplice domanda: perché un vaso che vi cade in testa deve essere frutto del destino e non del caso? E’ semplice: perché vogliamo trovare un significato profondo a tale sventura, un significato… consolatorio. Sarebbe brutto morire “per caso”, non è vero? Ma che quel vaso fosse… destinato a cadere, che fosse scritto già da prima… come si fa’ a sostenerlo? Non si puo’ avere prove, è impossibile. Non vale nemmeno guardarsi indietro e dire “se non fosse capitato A e poi B e poi C e poi… adesso questa bella (o brutta) cosa non sarebbe successa!”: così non si stà dimostrando che “era destino”, si stà solo rileggendo la storia.

Credere nel destino è solo un fatto di fede. Ce l’hai o non ce l’hai. Ci credi o non ci credi. Ma nessuno puo’ dimostrare che esso esista.

Il destino è come un libro già scritto: arrivi alla pagina 52, prima c’è stampato il passato; poi il futuro.

Il caso e le nostre capacità – la nostra vita! – sono invece come un diario che viene scritto giorno dopo giorno. Arrivi alla pagina 52 e puoi leggere le pagine che sono state scritte in precedenza, ma… se per assurdo potessi aprire la pagina 60, essa sarebbe bianca, perché deve ancora essere scritta.

DadiOra… voi preferite essere in balia degli eventi e del fato? Accomodatevi. E’ una vostra scelta.

Io preferisco, per quanto possibile, scrivere le pagine del mio diario. E se conterranno errori… pazienza, saranno i miei errori, e non ne daro’ la colpa al Signor Destino 🙂

Ho visto troppo spesso evitare di impegnarsi o di assumersi le responsabilità delle proprie scelte ed azioni tirando in ballo il “Signor Destino”; qualcosa non funziona? Si dovrebbe fare qualcosa ma si continua a rimandare? Si è operata una scelta che ha reso qualcuno infelice? “Così ha voluto il Destino”… no, signori, così è troppo facile.

Credere nel Destino è una scelta; io trovo molto più costruttivo credere in sé stessi e al potere delle proprie scelte, seppure mediate – talvolta “purtroppo” – dal caso che fa’ ciò che vuole Ma “caso” è solo una parola che si usa per indicare un avvenimento o una serie di avvenimenti imprevisti, ma che di fatto “non esiste” come entità reale, a differenza del Destino che, per chi ci crede, esiste eccome.

Ma che il caso intervenga o meno a mettere il bastone tra le ruote, almeno si avrà fatto cosa è in nostro potere al fine di ottenere ciò che si desidera. Che si riesca ad ottenerlo oppure no.

Challenge