Il giusto aiuto: rendendo il campo fertile, di Paulo Coelho

RENDENDO IL CAMPO FERTILE
di Paulo Coelho

arareIl maestro zen incaricò il discepolo di occuparsi del campo di riso. Il primo anno, il discepolo vigilava affinché non mancasse mai l'acqua necessaria. Il riso crebbe forte, e il raccolto fu buono.
Il secondo anno, egli ebbe l'idea di aggiungere un po' di fertilizzante. Il riso crebbe rapidamente, e il raccolto fu maggiore.
Il terzo anno, egli mise altro fertilizzante. Il raccolto fu maggiore ancora, ma il riso nacque piccolo e privo di lucentezza.
"Se continuerai ad aumentare la quantità di concime, non avrai niente di valore l'anno prossimo," disse il maestro. "Tu rafforzi qualcuno, quando gli dai un po' di aiuto. Ma, se lo aiuti molto, lo indebolisci."



Commento di Wolfghost: Prima del prossimo episodio della saga dei miei animaletti 😀 sono andato a spulciare tra i documenti salvati nel corso degli anni per vedere se ne avessi ancora qualcuno "vecchio stile" da proporre e… si', qualcosa c'e'. Li usero' per intervallare gli altri post 😉
Un esempio ne e' questo brevissimo racconto di Coelho, che si concentra su un vecchio cavallo di battaglia che e' anche mio. In realta' Coelho ripropone, forse senza saperlo, quale dovrebbe essere il comportamento di un "buon psicologo": aiutare fin dove possibile, ma evitando di divenire la spalla insostituibile dei propri clienti, altrimenti non guariranno mai.
Il miglior modo di aiutare chi e' in difficolta' insomma, e' portarlo al punto di non avere piu' bisogno di nessuno, nemmeno di noi. Nemmeno se, sotto sotto, traiamo dei vantaggi personali ad aiutarlo, per guadagno (come il caso di uno psicologo), per la nostra austostima (certamente ci fa piacere sentirci importanti per qualcuno), o per altri fini piu' o meno nobili.
Ricordo una vecchia massima popolare che piu' o meno diceva che un povero si aiuta di piu' insegnandogli a pescare che regalandogli del pesce…

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46 pensieri su “Il giusto aiuto: rendendo il campo fertile, di Paulo Coelho

  1. ciao sono neityri…..sai che quello abilmente descritto da P. Coelho e' uno dei primi precetti della Qabalah…legato alla lettera Ghimel…lettera a sua volta legata al denaro e al saper donare ma nella giusta misura..nella giusta maniera…il donare troppo rende incapaci e sterili..( anche il troppo amore puo' uccidere)…giusto invece e' il donare in maniera equilibrata tale da rendere la persona indipendente….questo sì che e' un grande atto di amore…un abbraccioneeeeeeeee Neityri.

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  2. x Anne: eheheh t'ho fregata! x Neityri: assolutamente d'accordo, cara Neityri E' bello e forse curioso trovare questo accostamento con la Qabalah, ma… in fondo non mi sorprende: scrivo spesso che ciò che è vero in un posto lo è, quasi sempre, anche altrove

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  3. Bella la storia che hai riportato ed interessante il commento che ne fai…sono d'accordo con te e quello che dici è una massima che vale per gli psicologoci ma anche in ogni tipo di interazione non 'alla pari'. E' un po' il discorso del terzo mondo o di fare l'elemosina: il vero aiuto consiste nel fornire all'altro gli strumenti per afrancarsi dalla sua situazione di disagio psicologico o materiale. A presto 🙂

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  4. anche il comportamento dei genitori può essere assimilato a questo tipo di protezione "naturale".lo psicologo a mio avviso deve darci quel punto di vista "oggettivo" ed "esterno" che noi non possiamo avere in certe situazioni perchè troppo coinvolti, quell'aiuto può essere davvero tale oppure,,, solo inutile.un salutoIsaac

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  5. Per me la massima dell*aiuto si trova .."Aiuta ad imparare ad aiutarsi..vale per i medici i genitori i patner..in mondo ha poca spina dorsale troppi pietismi…grazie mi piace tanto come scrivi un sorriso di Luce e gioia

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  6. x Isaac: assolutamente, anche il comportamento dei genitori e' assolutamente inquadrabile nel medesimo discorso. Quello del "buon psicologo" e' un esempio che uso spesso, ma e' solo uno dei tanti esempi possibili.Saluto ricambiato x Kija: troppi pietismi, ma aggiungo "troppi falsi pietismi". In realta', come scrivevo, ci sono tante terze ragioni dietro agli aiuti, a volte eccessivi, che vengono dati. In ogni caso, bene che ci siano, ma l'eccesso non ottiene l'effetto sperato.Grazie, e un sorriso anche a te!

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  7. x O.: eheh carina la definizione di "stampella biologica", ma anche quella morale o psicologica puo' essere altrettanto dannosa. Un aiuto non si nega a nessuno, sia chiaro, ma la "stampella" significa poi divenire insostituibili: quella persona non sara' piu' capace di camminare (metaforicamente) con le proprie gambe. E cio' non e' bello…

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  8. Il punto è che non si ha più la pazienza di "insegnare"  a farcela…ma si fa prima a dare il dado già pronto…così la minestra sa di acqua sporca….come in molte cose occorre tornare alle origini…ma non è facile, ne per chi vuol aiutare…ne per chi dovrebbe esser aiutato…ma spesso rifiuta tale aiuto perchè non vuol sentirsi da meno…un abbraccionem.

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  9. x Azalea: Iooo? Mica tanto, sono perfettamente in linea con le mie pubblicazioni (basse) del periodo! Forse sono gli altri che non scrivono quasi nulla allora… x m.: gia', con il risultato che chi ottiene in questo modo, poi pretende lo stesso modo…E' un po' il famoso "dai una mano e…" Abbraccione!

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  10. E' verissimo. Se aiuti troppo una persona non capirà mai realmente il suo valore. Il riso ha bisogno del "giusto" fertilizzante, altrimenti nasce piccolo e privo di lucentezza… Bravo Wolf. :-)Sono in ferie e quindi passo piano piano da tutti. 🙂 Come hai passato l'estate? Tutto bene?

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  11. Si concordo con te..Purtroppo trovare psicologi così onesti è difficile..anche perchè oggidì si pretende di curare anche la "normalità",  in questo caso ne fanno le spese anche i bimbi normalmente vivaci, considerati "malati da curare". Bacioni e un saluto ^_^

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  12. Curioso che proprio stasera si è parlato di come aiutare e quanto aiutare un amico durante la mia cena di "bentornata"…per il lavoro che ho svolto mi son trovata spesso a dover capire in che misura aiutare qualcuno e le lezioni che ho imparato sono essenzialmente due :1.Non si può aiutare chi non vuole essere aiutato, ogni sforzo diventa quasi una imposizione e qualunque risultato svanisce in breve. In fondo chi non sente la necessità di essere aiutato non è pronto o disponibile a un cambiamento quindi…2.Aiutare poco significa soprattutto fornire una leva : di lì è l'aiutato che può cominciare a lavorare sul cambiamento , ma quel poco , nel momento adatto può rendergli le cose meno difficili!Ho sragionato? Forse ! Bah vado a dormire che è meglio

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  13. x Passeggio: contento che ti sia piaciuto Oh, io sto facendo ferie-spezzatino, una settimana a luglio, qualche pomeriggio qua e la', una settimana a settembre… quest'anno e' andata cosi' x Dolcelei: sono d'accordo, anche se quello relativo agli psicologi voleva essere solo un esempio: quello del "buon psicologo" e' in realta' un metodo che ognuno dovrebbe applicare, che sia psicologo, genitore, un compagno, un amico o un semplice passante

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  14. x Dorame: no, secondo me non hai "sragionato". Del primo punto da te citato ho parlato molto spesso, citando anche un aneddoto del mio passato, cosi' che ho voluto non includerlo in questo post per non ripetermi; il secondo punto… be', e' proprio il tema del post! Ribadisco a scanso di equivoci per chi legge e magari e' in difficolta': un aiuto non si nega a nessuno, ci mancherebbe, si tratta pero' di evitare fenomeni di dipendenza dell'aiutato dall'aiutante… altrettanto, se non piu' (perche' difficili da sradicare poi), distruttivi.Spero che tu abbia dormito bene

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  15. Ciao Francesco, tutto bene? Volevo lasciarti un bel commento sul tuo stupendo post, ma poi ho perso la testa per i due micetti del video "Il ballo del micetto"…. Adorabili!Tornando a noi; giusto un paio di giorni fa il mio osteopata, che non è Paulo Coelho ma è amante della vita cultura filosofia orientale, mi diceva le stesse cose, riferite naturalmente alla sua professione. E ha terminato dicendomi: "Io ti posso tenere forte la mano ed accompagnarti sotto al muretto, ma sei tu che devi trovare la forza per saltare al di là e proseguire la tua strada".Bacioni e abbracci a tutti voi.

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  16. Off TopicCiao lupo grazie ho dormito all'ora giusta, non la quantità giusta ma almeno già ci stiamo riaggiustando!Grazie per i tuoi tanti interventi nelle "mie case" , sono rimasta sbalordita 😉 scherzi a parte anche a me Francoforte aveva dato la tua stessa impressione e per quanto riguarda mia figlia l'aneddoto è divertente : lei la fotografa la fa di mestiere dopo che le ho pagato un'accademia che mi ha prosciugato venti anni di risparmi.Alla sua ultima critica alle mie foto le ho detto – Bella mia se dopo tutto quello che mi hanno risucchiato tu fotografassi come me …beh andrei a tirare il collo a un paio di persone in quel di Milano ! – (L'affermazione era infarcita di napoletano qua e là ma data l'assenza di sonoro qui sarebbe solo stata illegibile! )

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  17. x Nikiya: assolutamente in linea il tuo osteopata Gli inglesi dicono "You can lead a horse to water, but you can't make him drink!" (Puoi condurre un cavallo all'acqua, ma non puoi costringerlo a bere) Bacio e abbraccio anche per te! x Dorame: eheheh ecco risolto l'arcano mistero! Ci credo allora! In confronto a lei siamo tutti dei dilettanti allo sbaraglio!

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  18. Ciao, è piacevole e rilassante leggerti.Quella "storiella" di Coelho ben si attanaglia al lavoro che io svolgo. Come docente di sostegno è la MIA regola.Senza scomodare cinesi etc..etc.. io mi rifaccio alla Mia cultura siciliana che dice: U medicu pietusu fa la chiaga virminusaTraduco: Il medico pietoso fa imputridire la piaga.Interessanti tutti i commenti. Tutti hanno portato un piccolo tassello a una verità davvero fondamentale per la crescita dell'individuo.//Grazie per l'augurio. Senza falsa modestia devo dire che i testi inseriti in questa mia seconda pubblicazione sono migliori di quelli del mio primo volume. Il problema è che non so farmi adeguata pubblicità. Il commercio non fa per me.

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  19. Concordo assolutamente con quanto scrivi a chiosa della pagina di Coehlo.L'aiuto é un buon aiuto sino a che non si trasforma in qualcosa che annulla il beneficio e lo trasforma in servitù.ps: la saga dei felini ha mandato in visibilio la Leonessa, cha sta redarguendo il Liga."Guarda che bravi mici, loro" Lui naturalmente la guarda con una certa sufficenza, reputandosi come al solito incontrovertibilmente superiore a tutti noi.   Scene di gattitudine familiare.

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  20. x Korus: eheh devo averla sentita questa massima, anche se tanto tempo fa Anche io, da parte di padre, ho le medesime origini Grazie a te! x Capehorn: hihihi di al Liga di non preoccuparsi, vedrà che non sono tutti bravi e buoni come Sissi! Riguardo al tema del post, direi che hai sintetizzato perfettamente

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  21. di nuovo arrivo tardi e qualcuno ha già espresso quello che mi suscita questo post  come sempre ti ringrazio degli spunti e ti mando un abbraccio

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  22. Come ad Annheche, anche a me era venuta in mente la frase che tu hai usato alla fine del tuo post e che è verissima… Parola di una a cui – metaforicamente – hanno sempre regalato molto pesce 🙂 🙂                           

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  23. Perfettamente d'accordo… soprattutto… i genitori dovrebbero rammentarselo… anche perchè non è facile vedere il figlio camminare da solo… spesso si cade nella tentazione di dargli sempre la mano….fors'anche per non sentirsi diventare obsoleti… ma è una ruota che gira… non si arresta mai…Un abbraccioFly

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  24. anche io come altri, ho sentito immediatamente il racconto spostato sul ruolo del genitore, anche se è riduttivo…tendere a camminare da soli e avere la consapevolezza di lasciare camminare con le proprie gambe gli altri è l'aiuto migliore da dare.Mi torna in mente la storia delle sorelle tenniste americane …il padre  benestante, le aveva portate a vivere sul classico quartiere degradato proprio per farsi le ossa nella vita…e se la sono fatta, (!)  …numero UNO del tennis americano….  Loro stesse  intervistate  hanno raccontano la storia, consapevoli, appunto, che fu una grande scuola…

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  25. x Fly: sì, non sono solo loro che dovrebbero ricordarselo, ma i genitori sono sicuramente tra coloro che dovrebbero porre molta attenzione su questo aspetto. Non credo sia paura di "sentirsi obsoleti", ma… qualcosa di molto simile: non sentirsi più utili…Un abbraccio x Zeroschemi: accidenti… bé, magari non è necessario arrivare a tanto! E poi, sai, è sempre diverso tra nascere e crescere in un posto degradato, e ritrovarcisi sapendo sempre che comunque si ha un salvagente pronto

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  26. x Tumbergia: Gigia mi pare di ricordarla… mi avevi già parlato di lei se non sbaglio, forse per dei cucciolotti suoi da adottare? Comunque è bellissima e deve essere anche molto affettuosa! … Nerone parlatore?

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