Le verità taciute – L’universo che non c’è dato di vedere

segretoNo, il titolo non ha a che fare con una trasmissione di Piero Angela; l’universo che non vediamo a cui mi riferisco, è quello che sta nella vita delle persone, al di là di quanto ci è dato di sapere, di vedere, che crediamo di conoscere.

Ho imparato che contano solo le decisioni e le azioni che le persone prendono e compiono, non cosa c’è dietro. Anche perché quasi mai, in fondo, ci e’ dato di sapere quali ne sono le reali motivazioni.
Forse nemmeno loro le conoscono.

Ho imparato a non fidarmi di cosa mi viene detto, non perché supponga esserci malizia o cattiveria, ma perché quasi sempre si tratta di una verità mediata, falsa o perlomeno incompleta, tante cose vengono celate. E’ una verità spesso edulcorata, una distorsione della realtà che si dice perché si crede essere più accettabile per l’altro. O comunque più spiccia per ottenere ciò a cui si mira.

Ma una volta che hai capito il meccanismo… a che serve? Una volta che hai capito che la verità non la saprai mai… che te ne fai? Fai finta di crederci per avere una spiegazione, un motivo? Si’, di solito e’ cosi’.
Ma non per me. Non più. Se qualcuno mi passa un “32” (potete usare qualunque altro numero vi sia più simpatico), non cambia la sostanza se esso e’ il risultato di un 20+12, un 16×2 o un 128/4: sempre un 32 rimane.

Se qualcuno cerca di accoltellarti ogni volta che gli permetti di avvicinarti, non importa se lo fa perché ha avuto una infanzia difficile o se è pericoloso di natura: sarà bene che tu lo tenga a distanza in ogni caso.

Ma ci ho messo anni ad arrivarci; prima mi rompevo la testa a cercare spiegazioni, a trovare motivazioni…

Quanto tempo ed energia sprecate.

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0 pensieri su “Le verità taciute – L’universo che non c’è dato di vedere

  1. Non so caro….è già la seconda volta che non ci troviamo d’accordo su questo argomento. Tu ritieni che il non-coinvolgimento è essenziale per aiutare qualcuno io non la penso così. Il problema è a monte se chi vuole aiutare è attrezzato o meno per farlo. Se è lui primo insicuro rischierà grossi danni come dici tu. Se invece è una persona forte del suo percorso delle sue idee, allora il coinvolgimento potrà solo aiutare.
    Io da cristiana ho sempre presente il Buon Samaritano: potè aiutare l’uomo mezzo morto solo perchè ebbe compassione di lui, mentre gli altri due ne erano stati indifferenti. Non ha fatto molto per lui…lo ha soccorso e lo ha portato in albergo, poi è andato via proseguendo il suo viaggio. Ma gli ha salvato la vita!

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  2. x Stella: è difficile farne a meno, è vero 🙂 Magari è un processo che arriva dopo tempo e dopo… tante difficoltà. Quando, usando molta comprensione, si capisce cosa ha senso e cosa non ne ha.

    x Cristina: verrò, certamente 🙂
    Appunto, se partiamo dal presupposto che a volte nemmeno l’altro sa cosa c’è dietro… dobbiamo essere pronti ad ammettere che forse non ci sono cose da capire, ma solo situazioni da accettare per quelle che sono.
    A volte, non sempre 🙂
    Buonanotte a te, cara Cristina 🙂

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  3. x Anna: grazie cara, davvero semplice… ma efficace 🙂
    Abbraccio affettuosa e buonanotte…

    x happy: “spesso diciamo delle parole e compiamo dei gesti senza apparente ragione, senza che riusciamo a capire il perché”… noi… figurati capire cosa c’è dietro ai gesti altrui! ;D
    O ci è dato di sapere, o saranno solo illazioni… 🙂

    x sensibilmente: già, anche questo 😉
    Benvenuta, sensibilmente 🙂

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  4. x rossoscarlatto: curiosa foto… per te cosa significa? Quale messaggio ci leggi? 🙂

    x affabile: veramente il testo non era rivolto tanto “agli altri”, quanto “a noi stessi”. Si parla di preservarsi da ciò o da chi ci ha già danneggiato una volta e che sentiamo essere in grado di ripetersi.
    Ma sul tuo messaggio invece sono d’accordo, lo trovo solo un pochetto fuori tema 🙂
    Ho scritto spesso che si può certamente aiutare gli altri, a patto di essere “attrezzati”, come dici te. Il punto però, cara, è che se siamo attrezzati… lo scopriamo solo alla prova del nove, e spesso con sgradite sorprese. Vedi, quando si sta bene, si finisce sempre per sentirsi intoccabili, per sentirsi più forti di quel che si è. Ecco allora il ruolo del distacco: restare emotivamente distaccati da chi dobbiamo aiutare, ci aiuta a mantenere una visione oggettiva, ci aiuta a non perdere la nostra stabilità. E dunque ad essere più utili anche verso chi stiamo aiutando.
    Certamente chi è davvero “forte” non ne ha bisogno, ma… sei davvero convinta di essere così forte? Io ho imparato a non fidarmi molto dell’autovalutazione in questo settore, nemmeno quando si tratta di me stesso 😉
    E poi perché ti disturba tanto questa parola, “distacco”? Non è mica egoismo o menefreghismo, e non va mantenuto per sempre, ma solo fino a quando non si capisce che la guardia può essere abbassata 🙂

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  5. Mai come stavolta sono daccordo con te!!!

    Fino a qualche tempo fa, (sono piccola;)), ero la classica “gnocca” (nel senso di scema!!) che pensava che tutti fossero sinceri o che comunque non avessero mire particolari se parlavano in una certa maniera.

    Poi ( e il web mi ha aiutato nel senso che ho preso qualche tranvata qui…) ho imparato che le parole sono appunto…parole e che non c’è sempre da fidarsi.

    E non cerco più di giustificare se dietro a parole e poi a conseguenti comportamenti ci siano mille ragioni…

    Non giustifico più. Non comprendo più

    La lealtà , per me è essenziale, nei rapporti di qualunque tipo.

    Non mi faccio accoltellare più

    NON LO PERMETTO PIU’

    baciogiorno

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  6. Wolf il mio intervento non era un “pochetto” fuori tema lo era completamente…:), solo a partire dal tuo post e dai primi commenti abbiamo girato in questa direzione. D’altra parte è una dei frutti più belli del dialogo vero, e spesso i nostri lo sono, andare oltre i punti di partenza no?
    Fai bene a ricordarmi a non essere troppo sicura di me…in genere è proprio quando uno è troppo sicuro che commette i maggiori errori…certo l’età l’esperienza aiuta ma poi si va anche un po’ a periodi no?
    Io parto dal punto di vista di S.Paolo quando dice “Siate forti! Comportatevi da uomini” (da donne nel mio caso…;)). Il punto di vista cristiano è che qualora si è assistiti all’avventura dell’amore di Gesù per noi non si può poi restare uguali a se stessi. Ma questo è un discorso “pericoloso” in un blog come il tuo che invece parti da altri presupposti di autoconsapevolezza.
    Per concludere, è vero la parola distacco mi da fastidio in sé perchè lo associo proprio come dici tu al menefreghismo. Distacco in senso di vedere le cose obiettivamente ma purchè coinvolgano il profondo del nostro cuore, la compassione del buon samaritano (che comunque rimase obiettivo), sì!
    Lidia che ti aspetta a Napoli per bere insieme un buon calice di taurasi :)!

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  7. Ha un suo significato per me…eccome: la mano esce dalla terra….e sulla mano un minuscolo albero-
    VITALITà E RINASCITA IN UN ALTERNARSI DI STAGIONI E SENTIMENTI….
    Ciao Wolf!!!!!!!!Un sorriso.
    Ed ora vadoooo …in palestra….^_*

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  8. ciao…molto assente dal web in questo tempo, passo per un saluto e leggo un post vero e interessante, come sempre, del resto i tuoi!!!
    hai perfettamente ragione…anche se credo che nella nostra vita possa esistere anche una sola persona che conosciamo a fondo e in tutto…persino meglio di noi stessi…persino con i suoi silenzi e le mezze verità!!! a me è successo e penso sia una grande fortuna…
    un abbraccio, ciao,
    Alessia

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  9. La verità non ci è mai data di sapere, una mezza verità forse. Non si conoscono mai veramente le persone, vediamo solo i loro gesti, ascoltiamo le loro parole, ma cosa si celi veramente dietro non lo sapremmo mai, almeno non direttamente dalla stessa persona. Non cerco più le motivazioni adesso nemmeno io, non ho nè la forza nè la voglia, e ho imparato a tenerli lontano.

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  10. Mi hanno accusata di essere malfidente e sospettore. Di partire preveuta. Addirittura c’è stato chi mi ha detto: “Se non ti fidi degli altri, vuol dire che non ti fidi di te stessa”, quando per me è l’esatto contrario: “Se non ci si fida di se stessi, non ci si può fidare degli altri”.

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  11. x ilavi: ma tu sei sempre d’accordo con me, Dora! eheheh 🙂
    Vedi, io comprendo tutto quello che c’è da comprendere, ma… che significa questo? Se io comprendo che il vetriolo mi brucia la pelle non perché lo fa apposta, ma perché è nella sua natura di vetriolo… posso capirlo, scusarlo, ma non me lo verso addosso! eheheh
    Baciosera… è stata una giornata intensa sul lavoro oggi 🙂

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  12. x affabile: assolutamente, Lidia, sono d’accordo: è il bello della diretta… oppsss! Della condivisione! 😀
    “in genere è proprio quando uno è troppo sicuro che commette i maggiori errori”, già, è proprio quello che penso io 😉
    Il punto di vista cristiano può essere valido, come altri punti di vista di vera spiritualità, ma… vale lo stesso discorso del messaggio precedente: la fede, per funzionare, deve essere assoluta. Quando si crede davvero, allora si crede in sé stessi.
    Ma spesso… si sopravvaluta anche questo, la nostra fede 🙂
    Lidia, guarda che io non so come sia tu, magari davvero tu sei così e questa fede ce l’hai. Ma io, lo sai, parlo sempre alla… maggior parte di noi, me compreso 😉

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  13. x rossoscarlatto: bello Violet, un bel significato 🙂 Certo che vedere spuntare un braccio dalla terra… ha sempre un qualcosa di inquietante. Mi sa che ho visto troppi film di zombie! eheheh
    Spero che la palestra sia andata bene 🙂
    Un sorrisone! 🙂

    x Alessia: ciao carissima 🙂 E sì, capitano anche a me periodi come questi: stasera sono uscito dall’ufficio alle 8 e mezza, ad esempio :-/
    Vedi, tu parli proprio di qualcosa che va oltre le parole, e anche ai gesti. Tu parli proprio di ciò che affermo io: i fatti. I fatti del cuore, delle azioni, di quel qualcosa che non può essere trasmesso con chiacchiere e scene madri.
    Quelle vanno bene per i film 🙂
    Un abbraccione! Ciao…

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  14. x Anna: accidenti… ero proprio in ritardo oggi eh!? 😀 Grazie cara, buonanotte a te! 🙂

    x Fly: già, sono d’accordo. Sono pochi i casi come quelli descritti da Alessia (#62) nei quali davvero c’è un’apertura che non conosce segreti. Ma qualcuno c’è 🙂

    x Aliseyes: sulle due versioni del detto sono d’accordo con te: anche a me calza di più la seconda 🙂 Io comunque non invito alla chiusura, affatto, e chi mi conosce sa che è così. Invito solo a… usare prudenza nell’avvicinare la stufa alla quale ogni volta ci scottiamo 😀

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  15. Sì purchè sia chiaro cosa sia la “fede assoluta”. Una fede che non ha mai dubbi? No, quella è una fede pericolosa che porta ai fondamentalismi. La vera fede è quella che si mette in discussione che accetta le sfide del dubbio. E questo che io amo della religione cristiana che le parole di Gesù mi interrogano ogni giorno. In questo senso è accessibile a tutti anche alla maggioranza come dici tu…
    Senti cambio discorso…visto che hai tanti commenti hai mai pensato di invertire la visualizzazione degli stessi? Cioè vedere dall’ultimo in giù? Fammi sapere io lo troverei comodo…
    E buonanotte!

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  16. x affabile: sì, se sapessi come si fa! ahahah Non dipende dal template? Io nei parametri di splinder trovo solo come cambiare l’ordine ai post, non ai commenti 🙂

    x ilavi: ahahah uff! ma ti devo spiegare tutto??? Arrivo…

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  17. Ci sono persone che hanno perso fiducia nel prossimo e più una persona gli vuole bene, più si dimostra degna di fiducia, più cercano di allontanarla. Come? Facendole male. Probabilmente hanno sofferto così tanto che hanno bisogno di spargere il dolore qua e là, colpendo coloro che hanno più a cuore. Ma secondo me è anche una ‘prova’ (pessimo termine ma non me ne viene un altro, è solo per rendere l’idea): restando accanto a lui anche in quei momenti, forse può tornare a credere non nel prossimo, ma almeno in te. O forse mi piace crederlo..

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  18. Ciao Pepes, ben ritrovata 🙂

    La tua ipotesi sul comportamento di queste persone ci può stare, ma può non essere unica. Ricordo un noto psicologo della mia città che una volta disse che le persone “troppo buone” spesso si tirano dietro i cattivi comportamenti altrui, perché? Perché la gente ha bisogno di “confronto” a volte, e se ti rendi inattaccabile, comportandoti sempre bene, perdonando sempre ciò che ti viene fatto… rimangono senza appigli e iniziano a infierire. E’ davvero così? Non lo so, non credo sia così sempre, perlomeno, ma serve a dimostrare che ci possono essere diverse teorie – e presumibilmente diverse spiegazioni – per questi comportamenti.
    Ma sul fatto di “restare lì”, a “prenderle”… bé, credo che per lo meno ci debba essere un limite, sia in termini di gravità degli atti che si subisce che della ripetitività degli stessi. Al totale sacrificio di sé stessi, della propria dignità, francamente non credo. E credo che sopportare le angherie altrui considerandole una “prova”, sia più una costruzione mentale atta a giustificare sé stesso e l’altro allo scopo di avere una scusa per continuare così.

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  19. Bé, vedo, “sento”… conosco insomma 🙂 Ma le parole, si sa, spesso sono pronunciate con leggerezza. Se non, qualche volta, con dolo…
    Le parole fanno senz’altro parte del “pacchetto”, e fa certamente piacere dire ed ascoltare certe cose, ma… non basta 🙂

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  20. Fate l’albero buono, e buoni anche i suoi frutti; o fate l’albero cattivo e cattivi anche i suoi frutti. Dal frutto infatti si riconosce l’albero.
    Questo viene dal vangelo..

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  21. Ciao Ortis 🙂 Benvenuto.

    Non mi intendo di piante e alberi, mi fido di te e… dell’Autore originale di queste parole 🙂

    Diciamo che non so se sia sempre vero che a frutto bacato corrisponda albero cattivo, ma certamente alla frutta che ne viene converrà fare attenzione 😉

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  22. Commento andato perso durante il trasferimento da Splinder e mia risposta:

    # Nimiel78 27 Ottobre 2008 – 14:05

    Io, al contrario, tendo a “giustificare” sin troppo. Non in modo discriminato, ma le persone che mi coinvolgono sì. Sicuramente sbaglio, forse conscia di quanto il passato – nel bene e nel male – mi abbia fatto divenire ciò che sono oggi.

    # Wolfghost 27 Ottobre 2008 – 18:26

    Dipende dai problemi che cio’ ti provoca. E’ sempre questione di avere il giusto equilibrio tra il comprendere l’altro e proteggere se’ stessi.

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