Il lupo e il cane

pastore tedescoVlak era un bell’esemplare femmina di pastore tedesco. Trascorreva le sue giornate conducendo e controllando il gregge assieme agli altri cani del proprietario della tenuta. Era felice, si divertiva un mondo a rincorrere su e giu’ per i prati le pecore che si allontanavano, oppure, una volta rientrati, giocando con il resto della muta con cui era molto affiatata.
Un giorno Vlak corse fino ai margini della foresta inoltrandocisi anche un poco. Tornata indietro, si accorse che la lettera “V” che le era stata da tempo appesa al collare, non c’era piu’. Vlak era molto attaccata a quel ciondolo che sentiva sbattere ritmicamente sul cuoio del collare ogni volta che correva. Disperata, torno’ ai margini della foresta cercandolo ovunque. Improvvisamente, mentre si stava ormai arrendendo all’idea di averlo perso, senti’ una strana tensione su di se’, come se percepisse che qualcosa stesse avvenendo attorno a lei. Alzo’ il muso e si accorse che un lupo la stava fissando a pochi metri di distanza, immobile. I due animali rimasero a fissarsi diversi secondi senza muovere un muscolo… dopodiche’ il lupo si avvicino’ con cautela e inizio’ a annusarla, prima da distante, poi sempre piu’ da vicino. La tensione si sciolse e i due animali iniziarono a rilassarsi.
Da quel giorno Vlak torno’ spesso ai limiti del bosco, dove sapeva che il lupo la stava aspettando. Nonostante il tempo che le era concesso per allontanarsi dal gregge fosse poco, ormai avevano preso confidenza: giocavano assieme, correvano assieme, saltavano l’uno di fronte all’altra simulando falsi movimenti di battaglia… A Vlak dispiaceva molto sapere che quella sorta di idillio era destinato a durare ogni volta solo pochi minuti.

Un giorno Vlak decise di fare un tentativo e, alla fine di quello che ormai era diventato il loro tempo, non si allontano’ correndo verso il gregge come le volte precedenti, ma lo fece lentamente, voltandosi spesso, sperando di convincere il lupo a seguirla… e cosi’ avvenne.

Passo’ del tempo. Il lupo era stato accettato anche dagli altri cani e perfino il loro proprietario, sebbene all’inizio molto diffidente, inizio’ ad accettare quello strano componente che si era aggiunto alla sua muta; in qualche modo ne era anzi inorgoglito.
Di giorno il lupo partecipava alle attivita’ dei suoi nuovi compagni, mentre la notte dormiva sulla paglia, in un angolo del fienile. Spesso era proprio Vlak a svegliarlo la mattina; era felicissima di essere riuscita ad aggiungerlo alla muta cosi’ da averlo sempre vicino a se’.
Ogni tanto pero’ notava qualcosa di strano… il lupo smetteva improvvisamente di fare cio’ che stava facendo, che fosse correre, giocare o controllare il gregge, e rimaneva a fissare la foresta, immobile. Vlak non dava pero’ troppo peso alla cosa, probabilmente pensava che stesse soltanto ricordando qualcosa che era rimasto la’, nel suo passato.

Una mattina Vlak corse come al solito nel fienile per svegliare il lupo… ma il suo posto abituale, ormai contrassegnato dalla paglia pressata, era vuoto… cosi’ come, in un attimo, divenne il suo cuore. Improvvisamente capi’ di avere sempre saputo che quell’evento ineluttabile presto o tardi sarebbe accaduto. Ancora immobile, con gli occhi lucidi, vide qualcosa luccicare nel letto di paglia del lupo. Si avvicino’… in mezzo ai fili gialli c’era il suo ciondolo a forma di “V”.

Erano passati mesi ormai dalla scomparsa del lupo e tutto sembrava essere tornato come prima. Vlak aveva ripreso a correre e giocare assieme al gregge ed ai suoi compagni. Ma, ogni tanto, si fermava all’improvviso e, immobile, iniziava a fissare la foresta. Non era piu’ felice come prima… aveva perso l’innocenza.

“E’ inutile dar da mangiare ad un lupo: continuera’ a guardare verso la foresta”.
(anonimo)

Wolfghost


lupi

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0 pensieri su “Il lupo e il cane

  1. x Betty: no, infatti non era quella la mia intenzione. Molti però hanno interpretato a loro modo… ci sta’ naturalmente, ma ciò dove volevo andare a parare io era diverso.
    Il lupo si diede alla macchia (proprio il caso di dirlo ;D) perché era uscito dalla sua natura di lupo e inevitabilmente sentì il richiamo a qualcosa che un cane, in quanto tale, non potrebbe sentire. Non nella stessa misura almeno.
    La storia avrebbe potuto parlare di due pianeti che talvolta nella loro traiettoria si ritrovano vicini, ma che poi necessariamente si riallontanano.
    Naturalmente non tutti sono “di un altro pianeta”, staremmo freschi, ma quando così è, far funzionare la cosa va contro la natura stessa dei partecipanti.

    “Certi amici compaiono nella vita di ciascuno di noi, e se ne allontanano appena l’hanno attraversata.
    Diventano dei veri amici e condividono la nostra esistenza per un istante, lasciandosi dietro delle magnifiche impronte nella sabbia.” – Sergio Bambarén

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  2. Bella storia davvero.. ecco a cosa obbedisce il nostro spirito, possiamo amare indurci ad accettare un habitat diverso da quello che in realtà avremmo bisogno.. ma poi?? Torna quel fiammante senso di libertà, quell’appartenenza a qualcosa di superiore. Potremo amare ed essere amati ma non sarà tutto, non sarà mai tutto. Il completamento di noi stessi, della nostra personalità include un paesaggio più ampio. I nostri sensi si proiettano verso un’appartenenza superiore che ci dà amore infinito e libertà. Le cose a mio avviso sono conciliabili nel mondo umano se non sono ostacolate, se rimane la libertà di andare e di tornare.
    L’amore più grande che un individuo possa dare al suo compagno-a è la libertà della crescita espressiva nella sua personalità.

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  3. x Anna: grazie davvero Anna 🙂 Sono contento che ti sia ripresa!

    x Fly: spesso le due cose vanno di pari passo… Il Buddha storico ebbe a dire: “Dall’affetto nasce il dolore, dall’affetto nasce il timore: chi e’ libero da affetto non conosce dolore: di che cosa dovrebbe aver timore?”
    Ma chi di noi vuol fare a meno dell’affetto? 🙂

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  4. ciao 🙂 grazie per i complimenti. Spero davvero di poter tornare in brevissimo tempo ad avere spazio per curare di piu’ sia il mio blog che le visite a te ed agli altri carissimi amici.
    Ricambio il sorriso!

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  5. Io non vi leggo nè amore sacrificato nè egoismo…
    >
    Vi leggo invece un incontro fortuito, un’attrazione, se così si può dire, di due esseri che già dall’inizio sanno di non poter stare insieme. Non c’entra niente il sacrificio ecc ecc.
    Due nature diverse che si sono incontrate e insieme hanno percorso un pezzo della loro vita. E’ stato bello finchè è durato. Poi ognuno ha seguito il proprio cammino perchè è normale e naturale che sia così. Costringere l’uno o l’altro ad una scelta innaturale è destinare l’uno o l’altro all’infelicità

    Buon fine settimana

    dora

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  6. Molto bella questa storia, tenera direi, molto più tante storie “d’amore” viste e riviste e un pò scontate. Ci sono persone che anche se incontriamo per breve tempo, che attraversano la nostra solo per un attimo, sono capaci di lasciare un segno profondo, di capire al volo, persone che sentiamo in qualche modo, parte di noi!! Un sereno week – end! Tenderly

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  7. x 4ever: già carissima 4ever… anche più di una volta 🙂 Che questi rapporti si possano trasformare in altri, magari con emozioni meno profonde, non importa, che siano per lo meno ricordabili come preziosi pezzi di quella cosa che si chiama Vita e che sempre vale la fatica di vivere…

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  8. x Giò: grazie per l’augurio, questo weekend è apprezzato più degli altri! 😉

    x Ram: ahahah grazie, ne sono contento. Una gentile amica di web me l’ha stroncato in privato, d’altronde le avevo espressamente chiesto di essere sincera, così da migliorarmi… Dal risultato della sua analisi, devo dire che… idea a parte, il mio italiano sta peggiorando!!! 😀

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  9. x tenderly: già… al commento #52 avevo scritto questo:

    “Certi amici compaiono nella vita di ciascuno di noi, e se ne allontanano appena l’hanno attraversata.
    Diventano dei veri amici e condividono la nostra esistenza per un istante, lasciandosi dietro delle magnifiche impronte nella sabbia.”
    (Sergio Bambarén)

    Grazie per l’augurio… azzeccato!! 😉

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  10. Questa emozionante storia (meravigliosa) mi fa pensare alla vera storia di un anno fa: un lupo finì nella tagliola dell’uomo infame, riuscì a liberarsi e a trscinarsi vicino ad una fattoria! I cani della fattoria lo hanno accolto e accudito tutta la notte all’interbo della stalla! Aveva la pancia squarciata dalla tagliola, ripeto, dell’uomo infame (il peggiore degli animali apparsi sulla faccia della terra)e al mattino il fattore chiamò la forestale! Io l’ho visto il giovane lupo, era al bioparco di Roma in attesa di guarigione! Lo hanno liberato non appena in grado di accudire a se stesso! Questa è una storia vera che ci dovrebbe far meditare sulla natura degli animali e sulla nostra!

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  11. Sì, aroma, Bambaren piace anche a me. Ha uno stile semplice ed essenziale, un po’ come Coelho, nonostante abbiano storie di vita mooolto differenti: travagliato Coelho (è stato anche in un centro psichiatrico), agiato (era di famiglia ricca) il secondo…

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  12. Ciao cara! Grazie 🙂 Ma… hai ricaricato la pagina vero? Questo è un post vecchiotto… anche se ci tengo particolarmente poiché è uno dei miei pochi racconti che ho inserito nel mio blog 🙂

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