La dama bianca – racconto [foto mie]

le stregheEra ormai notte inoltrata. Finalmente Key aveva finito il suo lavoro e si stava concedendo, come spesso succedeva prima di andare a dormire, qualche minuto di conversazione su una chat online con Vic, il suo compagno che aveva appena cominciato a lavorare trovandosi al momento dall’altra parte dell’oceano.
“Io spengo, buona giornaplkmoiyugwa”
“Oh! Scusa, Jelly e’ di nuovo saltato sulla tastiera! 😐 ” – Jelly era il gatto di di Key, un irrequieto tigrato europeo sempre in movimento.
“ahahah non preoccuparti, l’avevo capito! 🙂 Ehi… prima di chiudere, hai poi ritrovato le foto che avevamo fatto nel nostro viaggio in Italia? Brad e Cecilia andranno in Riviera il mese prossimo e volevo mostrargliele. Ricordi che te le avevo chieste… all’incirca una settimana fa’? 😉 ”
“… hai ragione, scusami, e’ che in questo periodo il lavoro non mi da tregua! Credo di averle su questo PC, ci guardo subito!”
“Adesso e’ tardi, guardaci domani, con calma, ma… non dimenticarti!”

TrioraChiusero la conversazione. Ovviamente Key ando’ subito alla ricerca delle foto e in effetti trovo’ la cartella relativa al viaggio in Riviera. Gia’ che c’era diede un’occhiata alle foto, erano passati quasi 5 anni e alcune nemmeno ricordava di averle fatte… Si soffermo’ in particolare su quelle fatte a Triora, il “paese delle streghe” situato nell’entroterra ligure al confine con la Francia. Non era certo il posto piu’ bello tra quelli che aveva visitato durante quella vacanza, eppure qualcosa di quel posto l’aveva in qualche modo turbata… saranno state le leggende locali sulle streghe, le immagini e gli scritti inquietanti visti nel museo della stregoneria, oppure semplicemente il fascino del dedalo di viuzze, cunicoli e angoli nascosti disseminati ovunque nel piccolo paese arroccato sulle montagne…
Improvvisamente, mentre le scorreva, l’occhio le cadde su una foto in particolare… le parve di scorgere qualcosa, una figura quasi… eppure quella foto era li’ da quasi 5 anni e non ci aveva mai fatto caso… Senti’ un brivido freddo percorrerle la schiena…
(continua)

originale

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Il coraggio delle proprie azioni

TrioraQualche settimana fa’ mi sono recato nella bellissima e caratteristica Triora, nota come “la citta’ delle streghe” (www.triora.org), paese antichissimo (si parla di resti risalenti a diversi secoli prima dell’anno zero) arrocato sui monti dell’estremo ponente ligure.

Oltre al bellissimo paese, costituito dalla disabitata o quasi parte antica, piena di strette vie spesso interamente coperte, e da una parte piu’ recente, si puo’ visitare il museo etnografico e della stregoneria, ricco di documenti risalenti all’inquisizione.

Ma chi erano poi queste povere streghe? Ebbene erano donne dedite per lo piu’ alla preparazione di rimedi erboristici utili a chiunque, ree in pratica di trovarsi solo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quello che hanno subito e’ purtroppo noto a tutti.

le streghe
Spesso ci troviamo in situazioni dove i nostri comportamenti e le nostre azioni non corrispondono al “sentire comune”, scatenando reazioni contrariate, come sospetto, timore, ma anche e forse piu’, invidia e frustrazione per un modo di agire che sfuggendo alle stereotipizzazioni viene osteggiato ma, segretamente, ammirato; che si vorrebbe fare proprio e forse seguire ma che, comportando grande fatica, richiedendo la messa in discussione di tutte le credenze e i costumi ai quali ci si e’ aggrappati ed appoggiati, sulle quali si e’ costruito il nostro io, si preferisce negare o addirittura distruggere.


cartelliEcco allora che spesso essere se’ stessi, diventa difficile, perche’ se da un lato lo si percepisce come cosa buona e giusta, dall’altro ci fa’ scontrare contro una societa’ che, chiusa a cio’ che sfugge alla “normalita’” (= media dei costumi e degli obiettivi da perseguire) tende a farci sentire “strani”, “non inseriti”, osteggiati. E’ facile percio’ trovarsi dilaniati tra cio’ che in effetti saremmo per nostra natura chiamati ad essere, e cio’ che ci converrebbe essere per essere accettati dalla societa’ nella quale siamo inseriti ed avere successo in essa.

stradaIl trucco sta’ nello smontare la maschera che e’ stata fatta per noi da altri, per poi – al limite, ma stavolta consapevolmente – metterne un’altra, sapendo che – pur rimanendo se’ stessi – si adottano di volta in volta comportamenti consoni all’ambiente circostante al puro scopo di trarre da esso vantaggio ed accettazione ma… senza perdere mai davvero di vista se’ stessi e cosa si sta’ davvero perseguendo.



parcheggio

arrivederci

In altre parole, trascendere dalla vita comune che si sta vivendo per poi, se si vuole, fare in essa ritorno ma stavolta agendo da veri architetti della propria vita, non subendo, bensi’ comandando le nostre azioni.