Paranormale: raccontate la vostra esperienza

Rieccomi! Ci sono ancora 🙂

Prima di tutto una buona notizia. Giusto un anno fa’ scrivevo un post dedicato alla difficile situazione lavorativa dell’Italia: Lady Wolf aveva appena lasciato il suo posto di lavoro perché insostenibile e, in un’epoca nella quale per i datori di lavoro un dipendente può essere trattato come si vuole “tanto un altro posto non lo trova”, a molti tale scelta sembrò quantomeno azzardata. C’è voluto tempo ma a ottobre Lady Wolf è tornata a lavorare, seppure per una sostituzione maternità e, proprio a gennaio, esattamente un anno dopo, è stata chiamata per un lavoro nel suo settore, a tempo indeterminato, proprio nella cittadina dove abitiamo (aveva mandato il suo curriculum più di un anno fa’ e ormai non ci pensava nemmeno più): niente più mezzi pubblici, niente più precarietà (OK, oggi non si sa mai, ma insomma… almeno per un po’ 😉 ) e… Tom e i mici saranno davvero contenti, ben due ore in pausa pranzo con la loro “mamma bipede” con libero accesso al parco per il primo e al giardino per i secondi! 😉

E adesso veniamo al tema del post. L’ho recuperato da febbraio 2008, qui trovate il link al post originale con i commenti dell’epoca: Paranormale: raccontate la vostra esperienza

Otto anni dopo, potrei raccontare diversi altri eventi “particolari” che mi sono accaduti, qualcuno l’ho già raccontato quà e là nel blog: la luce della cucina che si è spenta da sola il giorno in cui mio fratello è stato trovato morto (non era mai capitato prima e non è mai più capitato), la radio che trasmette “See you again” esattamente la prima volta che siamo passati in auto davanti all’uscita autostradale del paese dove nacque Julius, dopo la sua  morte, e così via.

Casualità? Vediamo ciò che vogliamo vedere? O… c’è davvero qualcosa di più?

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cerchi nel granoCome ho scritto nel mio profilo, mi sono spesso definito il “ricercatore perfetto”: qualcuno che ha grande curiosità e che vorrebbe fortemente trovare “prove” di qualcosa che “viva” al di la’ dei cinque sensi, ma che, al contempo, ha un nocciolo scettico che non è mai riuscito a eliminare. Quel nocciolo scettico, per un “ricercatore”, non è una maledizione (magari per chi vorrebbe semplicemente “credere”, si, invece…), è anzi indispensabile per l’oggettività del riscontro, altrimenti si correrebbe il rischio di credere a qualunque cosa venga propinata.
Diciamo che se mi vedrete scrivere “miracolo!!!“, bé… è probabile che davvero di miracolo si tratti! 😉

sfera di cristalloLa mia esperienza su Internet si è mantenuta sulla stessa falsariga; già da anni infatti ho notato che esistono siti “propagandistici” e poco obiettivi da ambo i lati: chi trova spiegazioni esoteriche ardite per spiegare il più piccolo degli eventi e chi, spesso con teorie ancora più incredibili, cercano solo di smontare i primi. Non ci credete? Provate ad andare sul sito del Cicap: alcune delle loro teorie “scientifiche” appaiono più balzane che ammettere l’esistenza di qualcosa che è al di là dei nostri sensi.

Prima di tutto, pero’, cos’è un fenomeno “paranormale”?
Bene, è evidentemente qualcosa che non può essere ritenuto “normale”, non è vero? 🙂 Ma “normale” per chi? Usando quali parametri? Non era forse incredibile immaginare le forze elettromagnetiche prima che queste fossero riconosciute e dimostrate? Eppure, ovviamente, esistevano già in natura, non è così? Per non parlare della Relatività o della Meccanica Quantistica…
E allora, perché non ammettere che possa esistere qualcosa a cui la scienza non è ancora riuscita ad arrivare?

La scienza degli uomini non è, curiosamente, come le loro leggi: per la legge – almeno nei paesi cosiddetti “civili” – la colpevolezza deve essere provata, ma se non lo è non vuol dire che ci sia innocenza, possono semplicemente mancare le prove dimostranti che essa sia tale.
Eppure, per la scienza, una cosa per essere vera deve essere dimostrata, e se non lo è, allora non è vera.

Non è curioso?

Questa pero’ non deve essere una buona ragione per credere a tutto…

CorvoEsempio 1: Premessa: le teorie animiste dicono che quando una persona muore, la sua anima ci mette tre mesi (mi pare…) per poter tornare a manifestarsi nel mondo come spirito.
Qualche mese dopo la morte di mio papà, iniziai a percepire uno strano suono in camera mia. Ogni volta che andavo a dormire… sentivo distintamente un rumore metallico, una sorta di “tlang!”, come se quell’asticella di metallo usata per tenere ferma una finestra aperta, sbattesse ogni volta contro il muro. Controllai tutto più e più volte: finestre aperte o chiuse, correnti d’aria, oggetti fuori dalla finestra che potessero produrre un rumore simile… tutto!
Ma non trovai nessuna spiegazione razionale… apparentemente.
Passarono i mesi e quasi mi convinsi che quello fosse un segnale di mio papà, una sorta di “buonanotte” prima della nanna 🙂
Divenne un suono amico e familiare.
Solo un anno e mezzo dopo, capii all’improvviso – chissà per quale strano collegamento mentale – che quel rumore era dovuto alla lampadina al neon che era vicina al mio letto: pochi minuti dopo che la lampadina veniva spenta, essa produceva quel rumore (un relè interno, forse?). Probabilmente gli addetti alla fabbricazione di tali lampadine sono perfettamente a conoscenza di questa cosa, ma tra gli altri… chi l’avrebbe detto? 🙂

gatto neroEsempio 2: Sempre anni fa’, direi una decina, considerando che ero in possesso del mio primo telefono cellulare, ero pronto per dormire. Ero già a letto e stavo per spegnere la luce. Improvvisamente mi voltai di scatto verso il telefono cellulare che era posato nel suo caricabatteria da tavolo a due-tre metri da me.
Sapevo che sarebbe squillato.
Non ricevevo mai telefonate a quell’ora ma… qualcosa mi costrinse ad aspettarmi quella chiamata. Pochi secondi dopo, il telefono squillò: era una mia amica che aveva subito un tentativo di stupro e che mi pregava di andarla a recuperare perché era scappata a piedi dalla casa in cui aveva subito il tentativo di violenza.
So che i telefoni cellulari GSM usano frequenze “sensibili” ad altri elettrodomestici (avente presente i classici disturbi a radio, televisioni… ?), ma quella sera… era già davvero tutto spento.

Potrei elencare tanti altri “piccoli” avvenimenti (e qualcuno grande…) che non sono mai riuscito a spiegare col buon senso. Ciò non vuol dire dover credere necessariamente all’aldilà purtroppo: ci possono essere spiegazioni comunque paranormali ma che non hanno bisogno di tirare in ballo la vita dopo la morte.
Quello della vita dopo la morte è il passo più difficile, perché di importanza capitale; per questo è più difficile crederci per chi non ha una “fede donata”: ammettere che esista la telepatia può non cambiarmi la vita; essere sicuro che non finirò assieme alla morte del mio corpo… è davvero altra cosa e… sì, potrebbe farlo.

Un esempio. Avrete tutti (ok… “quasi” tutti! 😛 ) sentito parlare dei fenomeni poltergeist, ovvero di quei rumori “impossibili” e quegli oggetti che si spostano e volano per le camere apparentemente da soli. Bene, essi sono spesso citati come prova dell’esistenza degli spiriti. Ma esiste una teoria, altrettanto “possibile” (o “impossibile”, secondo il Cicap 😀 ), che li spiegherebbe con l’energia telecinetica (la telecinesi è la capacità, volontaria o non volontaria, di spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero); in effetti la grande maggioranza dei casi raccolti accade in case dove ci sono adolescenti, tipicamente irrequieti, e con perciò una grande e “disordinata” energia mentale. Non è “prova”, no, ma può essere già un indizio…
Sempre di fenomeno paranormale si tratterebbe. Ma mentre l’esistenza degli spiriti dimostrerebbe la vita dopo la morte… la telecinesi è ben lunga dal farlo.

Ma adesso, signori e signore, tocca a voi!!! Vi esorto a raccontare le vostre esperienze, con dovizia di particolari, se possibile! Sarò un opinionista (giudice non mi piace) severissimo… ma, prometto, possibilista! 😉

albero e luna

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Gustavo Rol

Su Gustavo Rol (Torino 1903 – 1994) si è detto e scritto molto: ne parlano innumerevoli libri, articoli giornalistici, siti web. E’ una figura difficile da catalogare, sicuramente la maggior parte di noi lo chiamerebbe “sensitivo” ma questo termine è riduttivo per chi lo conosceva bene, fasullo (come d’altronde ogni presunto fenomeno paranormale) per chi lo osteggiava.

Rol è conosciuto in particolare per gli esperimenti, così li chiamava lui, che faceva soprattutto in casa sua davanti ad ospiti che selezionava; per lo più si trattava di amici e conoscenti,  ma a volte accettava anche prestigiatori (come Tony Binarelli e Alexander), prelati, giornalisti. Si dice che tra i suoi ospiti ci siano stati, tra gli altri, Mussolini – al quale aveva predetto che la guerra sarebbe stata persa – J.F. Kennedy, Einstein, Fermi, Picasso, Dalì, D’Annunzio, la regina Elisabetta II (a Londra), oltre ai vari Fellini – di cui era grande amico – Pitigrilli, Giovanni Agnelli, Enzo Biagi. Gli esperimenti spaziavano dai “giochi” di materializzazione/smaterializzazione di carte alla lettura di libri chiusi, dalla scrittura e pittura diretti (che vuol dire che nessuno scriveva o dipingeva: scritti e dipinti apparivano da soli) agli apporti (oggetti che apparivano dal nulla), dagli eventi medianici (“spiriti intelligenti”, come li chiamava Rol, che parlavano attraverso di lui) alla chiaroveggenza e preveggenza, per finire con la precisa “lettura” dello stato di salute altrui (anche per strada a volte fermava qualcuno suggerendogli di fare uno specifico controllo) e, secondo alcuni, perfino a casi di bilocazione (giuravano di incontrarlo in un’altra città mentre era nella sua casa di Torino). A quanto pare ricevette anche un telegramma di ringraziamento da parte di Ronald Reagan per l’aiuto ricevuto per l’identificazione del luogo ove era detenuto il generale americano Dozier – sequestrato dalle Brigate Rosse – e successiva liberazione delle forze speciali.

Spesso gli esperimenti di Rol erano tra loro collegati: ad esempio si usavano le carte (mai toccate da Rol) per stabilire i numeri casuali che definivano libro, pagina e riga in cui si trovava una frase che si verificava poi già essere scritta in quello che era stato un foglio bianco messo in tasca da uno presenti a inizio esperimento, oppure come tema di un dipinto che apparirà – senza evidente pittore – davanti ai presenti in una stanza in penombra (non completamente buia, quindi) ad opera di uno “spirito intelligente”.

La definizione di “spirito intelligente” è centrale nel pensiero di Rol. Secondo lui infatti nell’uomo esistono anima e spirito.  Al momento del trapasso l’anima torna  a Dio mentre lo spirito resta – operante – nel mondo ed è grazie ad esso che è possibile avere testimonianze ed azioni. Da notare che lo spirito è, ovviamente, già attivo nell’uomo ancora in vita, così che alcuni fenomeni prodotti tramite Rol sarebbero appartenuti non allo spirito di defunti ma di persone ancora vive, addirittura magari presenti all’esperimento stesso.

Tra gli oppositori di Rol il più famoso è Piero Angela che, invitato, poté assistere per due volte ai suoi esperimenti. Per chi non lo sapesse, Piero Angela è tra i soci fondatori del CICAP, un ente che avrebbe la funzione di controllare la vericidità delle dichiarazioni riguardanti presunti fenomeni paranormali. Pur essendo teoricamente una funzione assolutamente gradita, il CICAP è spesso osteggiato in quanto a volte appare di parte forzando spiegazioni pseudoscientifiche più curiose e difficili da credere di quelle paranormali o, in altre occasioni, rifiutandosi semplicemente di prendere in considerazione presunti fenomeni paranormali perché ritenuti… impossibili (ma non dovrebbero proprio essere questi i casi principe da considerare?). Gli oppositori del CICAP sostengono che il loro modo principale di agire è presentare solo le prove a loro favorevoli nascondendo  quelle che non lo sono. Il caso classico è quello del rabdomante (è solo un esempio) che chiede di essere verificato perché sicuro del proprio operato; avviene (è avvenuto veramente) che entrambe le parti sostenessero poi che non c’era stato riscontro della controparte per far avvenire l’incontro: il CICAP dice che il rabdomante si è rifiutato, il rabdomante mostra le prove delle sue richieste di incontro al quale il CICAP non ha dato seguito.

Tornando a Rol, pare che Angela sia uscito dai suoi incontri piuttosto scosso ma che poi, trovando assicurazioni da parte di prestigiatori professionisti sul fatto che anche loro sarebbero stati in grado di replicare i fenomeni di Rol, decise che anche Rol era solo un prestigiatore, anche se molto abile, e pubblicò il suo resoconto in un libro. Poiché Rol era all’epoca molto conosciuto (parliamo dei tardi anni ’70), queste dichiarazioni ebbero ampio risalto sulla stampa dell’epoca con botta e risposta di vari “esperti” e testimoni. Anche Rol replicò, pur senza citare espressamente Angela, dicendo che quanto dichiarato in un “recente libro” era falso, che erano state riportate cose inesatte e incomplete, e rifiutando pertanto inviti ulteriori a sottoporsi ad ulteriori controlli poiché ormai scettico sulla “scienza” ufficiale, colpevole di essere di parte e di non saper guardare con occhi aperti a ciò che non conosce. In una sua frase “La scienza non può ancora analizzare lo spirito”. Questa frase venne usata dal CICAP a dimostrazione della volontà di Rol di non far analizzare i propri esperimenti.

Anche i prestigiatori dell’epoca si divisero. Sylvan (lo ricordate, vero?) sfidò Rol in una dimostrazione pubblica che Rol (ovviamente viene da dire, visti i precedenti) rifiutò, e replicò – secondo lui – l’esperimento di lettura di un libro chiuso in diretta TV. Un altro prestigiatore meno conosciuto scrisse addirittura un libro per screditare Rol, pur non avendo mai assistito ai suoi esperimenti. Altri prestigiatori invece assistetterò ai suoi esperimenti e dichiararono che non vi era ombra di prestidigitazione o altri trucchi e che nessun prestigiatore sarebbe stato in grado di replicare integralmente i suoi esperimenti. Uno in particolare disse che, nel tentativo di “fregare” Rol, strappò le pagine di mezzo libro rimpiazzandole con quelle di un altro testo e aspettandosi che Rol avrebbe citato – erroneamente – quelle del libro originale… ma Rol lesse correttamente le nuove pagine senza sbagliare, cosa questa impossibile, secondo questa persona, perfino per il più abile dei prestigiatori.

Anche i giochi di carte non erano giochi di prestigio usuali, in quanto Rol non toccava mai le carte né si serviva di terze persone che operassero per lui. Una volta, di nuovo nel tentativo di “fregarlo”, alla domanda come voleva che fossero disposte le carte in una confezione appena comprata, sigillata e incelophanata, l’intelocutore rispose… stracciate! Rol sorrise è dopo qualche attimo disse “fatto!”. La confezione fu aperta e le carte trovate tutte stracciate. Ognuno di noi sa quanto sia difficile già stracciare una singola carta. Rol diceva di usare le carte in quanto sistema immediato di intermediazione verso l’interlocutore: tutti conoscono le carte. Tuttavia il solo fatto di usare un sistema comunemente utilizzato dei prestigiatori fu citato come prova a dimostrazione che anche Rol fosse semplicemente un altro illusionista.

Come potrete facilmente intuire da quanto scritto finora, le attenzioni su Rol si accentrarono sui suoi presunti fenomeni paranormali lasciando perdere, con grande disappunto di Rol stesso, quanto egli faceva per le persone in difficoltà e sofferenti, nonché il significato stesso di quanto cercava di dimostrare tramite i suoi esperimenti.

Rol andava spesso negli ospedali per dare sollievo ai malati, soprattutto quelli terminali, diceva di non poterli guarire ma almeno dava loro sollievo: pare infatti che dopo le sue visite, per diverse ore, i malati non avvertissero più sofferenza. La presenza di Rol fu anche richiesta perfino durante alcuni difficili interventi chirugici, e non dal malato o dai suoi famigliari… ma dai primari stessi.

Venendo al significato degli esperimenti di Rol, essi non erano fini a sé stessi o aventi scopo di lucro o di prestigio, ma avevano lo scopo di dimostrare che esiste una realtà più vasta di quella che normalmente riusciamo a percepire, che Dio esiste ed opera nel mondo concretamente, Rol sosteneva infatti di essere solo un mezzo, a volte perfino inconsapevole, della manifestazione del Divino, e che, se solo accettasse di rinunciare alla brama di ricchezza, potere, lussuria, egoismo, ognuno di noi potrebbe avere “se non visione, almeno intuizione” di una realtà enormemente più grande di quanto i nostri cinque sensi possono testimoniare, eliminando così anche il “terrore della morte”.

Esistono tanti video su Rol in Internet, intere trasmissioni TV, testimonianze (ad esempio ho appena visto quella di Alexander), interviste pro e contro, preferisco chiudere questo post con le sue stesse parole. Poi, se vorrete, potrete approfondire da voi stessi…

Scetticismo e paura di credere

Sono stato per lunghi anni, da quando ne avevo 18 fino ai 37, un “ricercatore dell’anima”, incuriosito tanto dall’esoterismo quanto dalla psicologia del profondo, affascinato in particolar modo quando scoprivo in essi percorsi paralleli, ma sempre con un nocciolo scettico che mi impediva di cadere preda di facili entusiasmi. In seguito a disavventure sentimentali, lutti e momenti difficili, ho avuto la mia pausa, durata quasi 4 anni. Adesso, a poco a poco, quella sete di conoscenza, quella voglia di chiudere il cerchio, si stanno di nuovo facendo strada…

Così scrivevo nel mio profilo nel “lontano” settembre 2007, in procinto di aprire il mio blog 🙂

Spesso sono stato accusato, anche qui su Splinder, di essere una specie di miscredente, colpevole di non credere ciecamente a tutti i fenomeni paranormali, ai miracoli, alle convinzioni altrui riguardo alla fede, alla vita dopo la morte, al destino, ad un… ordine superiore precostituito.
Insomma, accusato di “non comprare a scatola chiusa” 😐

Queste persone però non si rendono conto che lo scetticismo non solo non è una scelta, ma certamente non è nemmeno la soluzione più “facile”. Al contrario.
Per chi “crede”, tutto è più facile: la vita ha un senso, perfino quando ci crolla addosso e tutto va male. Perfino la morte, se la fede è vera, non fa paura e non mette angoscia: essa è solo un passaggio.

In effetti tante volte ho pensato che mi avrebbe fatto comodo – e molto – non avere questo “nocciolo scettico”; tutta la mia vita sarebbe stata più semplice, tutte le difficoltà più sopportabili.

Come se non bastasse, notate che “essere scettici” non significa “non credere”, ma semplicemente avere dei dubbi, dubbi che possono essere più o meno “sani” a seconda del bene e del male che apportano, a sé stessi e agli altri.
E’ mia convinzione che la fede, come ho scritto, non sia una scelta, non si può “decidere” di credere. Sarebbe troppo facile, ed anche illusorio. In un certo senso possiamo dire che parte del mio scetticismo è determinato proprio dalla paura che nasce dall’idea di credere in qualcosa che, più tardi, possa scoprire essere falsa.

Molti anni fa, mio padre, che fu credente per tutta la vita e che a quel tempo aveva ormai varcato la soglia dell’anzianità, stava guardando l’ennesimo film pasquale sulla vita di Gesù. Ad un certo punto la sua espressione divenne seria e greve. Ci guardò, a me ad uno dei miei fratelli, e disse “Ma… e se ci avesse preso in giro tutti quanti?” 😀
Simpatico episodio, vero? 🙂 Simpatico, ma… voi cosa fareste se davvero, verso la fine della vostra vita, vi accorgeste che ciò che avete creduto, magari per “dogma” e non per vera fede, è falso o può esserlo? Non avete un’altra vita… e tutta quella che avete l’avete passata con una convinzione che adesso vi accorgete essere erronea 😮 Vero, almeno avete vissuto con serenità fino a quel giorno. Però la scoperta sarebbe “tosta”…

E’ facile “voler credere”. La vita è dura. Ci sono la malattia e la morte. Ci sono episodi talmente racappriccianti, come la morte per malattia di un bimbo, una calamità naturale che falcia migliaia di vite in un colpo solo, la perdita dei nostri cari, che hanno l’effetto di accrescere enormemente il nostro desiderio di aggrapparci ad una speranza, di avere una risposta.
Ecco, questo io mi sono sempre rifiutato di fare: credere per dogma, oppure farlo per consolazione.
Se un giorno crederò, quel giorno la mia fede sarà genuina.
Ma per ora ho solo dubbi. E mi va bene così, perché, come ho sempre scritto, “sono meglio mille dubbi che una sola, pericolosa, certezza”.

Lungi da me l’idea di togliere la speranza a chi ce l’ha. So, anche per esperienza personale, che chi “crede davvero” continuerà a farlo, non cambierà certo idea per questo post o per qualcos’altro che ho scritto. Anzi… mi viene il dubbio che chi mi ha attaccato in passato non fosse in realtà così saldo nelle sue convinzioni. Per questo mi ha attaccato: perché ha rifiutato l’idea di qualcosa che potesse mettere in dubbio ciò in cui vuole assolutamente credere. Chi è sicuro non teme il confronto. Anzi lo usa perché vuole che la sua fede possa “contagiare” gli altri. Non credete? In fondo molti tra voi hanno fatto proprio così.

Non sono un esponente del CICAP o simili: non respingo, a priori, nessuna ipotesi. Ne’ tento di far cambiare opinione a chi esprime la sua. Io non attacco mai la vera fede, anzi, sinceramente, la invidio.
Ma… i miei dubbi vanno rispettati quanto la fede di chi ce l’ha 🙂
Altrimenti torniamo dritti al medioevo e all’inquisizione.

inquisizione

Paranormale: raccontate la vostra esperienza

cerchi nel granoCome ho scritto nel mio profilo, mi sono spesso definito il “ricercatore perfetto”: qualcuno che ha grande curiosità e che vorrebbe fortemente trovare “prove” di qualcosa che “viva” al di la’ dei cinque sensi, ma che, al contempo, ha un nocciolo scettico che non è mai riuscito a eliminare. Quel nocciolo scettico, per un “ricercatore”, non è una maledizione (magari per chi vorrebbe semplicemente “credere”, si, invece…), è anzi indispensabile per l’oggettività del riscontro, altrimenti si correrebbe il rischio di credere a qualunque cosa venga propinata.
Diciamo che se mi vedrete scrivere “miracolo!!!“, bé… è probabile che davvero di miracolo si tratti! 😉

sfera di cristalloLa mia esperienza su Internet si è mantenuta sulla stessa falsariga; già da anni infatti ho notato che esistono siti “propagandistici” e poco obiettivi da ambo i lati: chi trova spiegazioni esoteriche ardite per spiegare il più piccolo degli eventi e chi, spesso con teorie ancora più incredibili, cercano solo di smontare i primi. Non ci credete? Provate ad andare sul sito del Cicap: alcune delle loro teorie “scientifiche” appaiono più balzane che ammettere l’esistenza di qualcosa che è al di là dei nostri sensi.

Prima di tutto, pero’, cos’è un fenomeno “paranormale”?
Bene, è evidentemente qualcosa che non può essere ritenuto “normale”, non è vero? 🙂 Ma “normale” per chi? Usando quali parametri? Non era forse incredibile immaginare le forze elettromagnetiche prima che queste fossero riconosciute e dimostrate? Eppure, ovviamente, esistevano già in natura, non è così? Per non parlare della Relatività o della Meccanica Quantistica…
E allora, perché non ammettere che possa esistere qualcosa a cui la scienza non è ancora riuscita ad arrivare?

La scienza degli uomini non è, curiosamente, come le loro leggi: per la legge – almeno nei paesi cosiddetti “civili” – la colpevolezza deve essere provata, ma se non lo è non vuol dire che ci sia innocenza, possono semplicemente mancare le prove dimostranti che essa sia tale.
Eppure, per la scienza, una cosa per essere vera deve essere dimostrata, e se non lo è, allora non è vera.

Non è curioso?

Questa pero’ non deve essere una buona ragione per credere a tutto…

CorvoEsempio 1: Premessa: le teorie animiste dicono che quando una persona muore, la sua anima ci mette tre mesi (mi pare…) per poter tornare a manifestarsi nel mondo come spirito.
Qualche mese dopo la morte di mio papà, iniziai a percepire uno strano suono in camera mia. Ogni volta che andavo a dormire… sentivo distintamente un rumore metallico, una sorta di “tlang!”, come se quell’asticella di metallo usata per tenere ferma una finestra aperta, sbattesse ogni volta contro il muro. Controllai tutto più e più volte: finestre aperte o chiuse, correnti d’aria, oggetti fuori dalla finestra che potessero produrre un rumore simile… tutto!
Ma non trovai nessuna spiegazione razionale… apparentemente.
Passarono i mesi e quasi mi convinsi che quello fosse un segnale di mio papà, una sorta di “buonanotte” prima della nanna 🙂
Divenne un suono amico e familiare.
Solo un anno e mezzo dopo, capii all’improvviso – chissà per quale strano collegamento mentale – che quel rumore era dovuto alla lampadina al neon che era vicina al mio letto: pochi minuti dopo che la lampadina veniva spenta, essa produceva quel rumore (un relè interno, forse?). Probabilmente gli addetti alla fabbricazione di tali lampadine sono perfettamente a conoscenza di questa cosa, ma tra gli altri… chi l’avrebbe detto?

gatto neroEsempio 2: Sempre anni fa’, direi una decina, considerando che ero in possesso del mio primo telefono cellulare, ero pronto per dormire. Ero già a letto e stavo per spegnere la luce. Improvvisamente mi voltai di scatto verso il telefono cellulare che era posato nel suo caricabatteria da tavolo a due-tre metri da me.
Sapevo che sarebbe squillato.
Non ricevevo mai telefonate a quell’ora ma… qualcosa mi costrinse ad aspettarmi quella chiamata. Pochi secondi dopo, il telefono squillò: era una mia amica che aveva subito un tentativo di stupro e che mi pregava di andarla a recuperare perché era scappata a piedi dalla casa in cui aveva subito il tentativo di violenza.
So che i telefoni cellulari GSM usano frequenze “sensibili” ad altri elettrodomestici (avente presente i classici disturbi a radio, televisioni… ?), ma quella sera… era già davvero tutto spento.

Potrei elencare tanti altri “piccoli” avvenimenti (e qualcuno grande…) che non sono mai riuscito a spiegare col buon senso. Ciò non vuol dire dover credere necessariamente all’aldilà purtroppo: ci possono essere spiegazioni comunque paranormali ma che non hanno bisogno di tirare in ballo la vita dopo la morte.
Quello della vita dopo la morte è il passo più difficile, perché di importanza capitale; per questo è più difficile crederci per chi non ha una “fede donata”: ammettere che esista la telepatia può non cambiarmi la vita; essere sicuro che non finirò assieme alla morte del mio corpo… è davvero altra cosa e… sì, potrebbe farlo.

Un esempio. Avrete tutti (ok… “quasi” tutti! :-P) sentito parlare dei fenomeni poltergeist, ovvero di quei rumori “impossibili” e quegli oggetti che si spostano e volano per le camere apparentemente da soli. Bene, essi sono spesso citati come prova dell’esistenza degli spiriti. Ma esiste una teoria, altrettanto “possibile” (o “impossibile”, secondo il Cicap :-D), che li spiegherebbe con l’energia telecinetica (la telecinesi è la capacità, volontaria o non volontaria, di spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero); in effetti la grande maggioranza dei casi raccolti accade in case dove ci sono adolescenti, tipicamente irrequieti, e con perciò una grande e “disordinata” energia mentale. Non è “prova”, no, ma può essere già un indizio…
Sempre di fenomeno paranormale si tratterebbe. Ma mentre l’esistenza degli spiriti dimostrerebbe la vita dopo la morte… la telecinesi è ben lunga dal farlo.

Ma adesso, signori e signore, tocca a voi!!! Vi esorto a raccontare le vostre esperienze, con dovizia di particolari, se possibile! Sarò un opinionista (giudice non mi piace) severissimo… ma, prometto, possibilista! 😉

albero e luna