Molti anni or sono partecipai ad una cena con un gruppo di amici, diciamo una tavolata di una dozzina di persone.
Tra di loro c’era anche una persona che aveva fama di essere impegnata nel campo dell’esoterismo, di riuscire a “leggere” nel futuro cosi’ come nel passato, e di essere in contatto, tramite la scrittura automatica* con entita’ di altre dimensioni.
Come spesso succede le conversazioni iniziarono presto ad accavallarsi creando cosi’ una certa confusione. Verso la fine della cena, dopo due o tre ore buone di chiacchiere, il supposto medium punto’ all’improvviso lo sguardo verso una delle commensali che conosceva appena e, con tono greve, le disse “Tua madre, scomparsa diversi anni fa, si chiamava Sandra, vero?”. La tizia sbianco’ e, cercando di mantenere un certo contegno, gli rispose “E’ vero… ma tu come fai a saperlo?”. Il medium, sorridendole di rimando, rispose “Facile, sei stata tu a dirlo a Barbara all’inizio della cena, non te lo ricordi? :-)”.
* la “scrittura automatica” e’ la capacita’ di un medium di lasciare ad entita’ disincarnate la possibilita’ di scrivere attraverso se’ stesso entrando in uno stato alterato di coscienza, ad esempio – ma non solo – in stato di “trance”.
P.S.: i nomi sono di fantasia, anche perche’ quelli veri manco li ricordo! 😀
Commento: Chissa’ quante volte persone con supposti poteri paranormali usano metodi simili per intrattenere i propri ospiti. Non dico qui che usino solo questi mezzi, ne’ che lo facciano tutti, pero’ sospetto che un buon numero se ne avvalga volentieri. Un esempio tipico sono alcune cartomanti (uso “alcune” per non generalizzare, almeno una che mi ha lasciato effettivamente perplesso c’e’ stata) che prima di passare alla lettura delle carte fanno una lunga chiacchierata con chi si e’ rivolto a loro, carpendone cosi’ non solo i “segreti”, ma anche stati d’animo di per se’ gia’ rivelatori. Quando molti anni fa’ provai ad andare da alcuni di questi “maghi”, spesso i risultanti furono esilaranti, partendo da errori macroscopici per finire a verita’ davvero “difficili” da conoscere (tipo che anni prima avevo “indossato un’uniforme”… visto che la leva era ancora obbligatoria :-D); solitamente a quel punto il minimo che mi sentivo dire era che “ero troppo chiuso e non ‘trasmettevo’ granche’ “, questo perche’ stavo sulle mie stando attendo a non raccontare troppo.
Comunque non voglio fare qua una filippica contro i falsi maghi, ma piuttosto citarli come un esempio di come, stando con orecchie e occhi ben aperti, a volte la verita’ si palesa chiara di fronte di noi, senza dover fare troppa fatica o ricorrere a mezzi inconsueti 🙂 Spesso non e’ la verita’ che si nasconde, siamo noi a non vederla, vuoi perche’ siamo troppo persi nei nostri pensieri – magari credendo di conoscere la realta’ a priori, senza necessita’ di riscontri – vuoi perche’, in fondo, la verita’ la temiamo e preferiamo piu’ o meno consciamente continuare a tenere la testa sotto la sabbia…
