Abbiamo perso la magia della vita

Domani si rinizia. Domattina suonerà la sveglia. Mi alzerò, penserò ai gatti e a Tom, preparerò la colazione per me e Lady Wolf (leggi: scalderò le solite brioche e verserò due succhi di frutta in altrettanti bicchieri, nulla di impagnativo :-)), dopodiché inizierò a prepararmi per uscire e andare al lavoro. Rinizierà la corsa con il tempo dei giorni feriali, così pieni e ripetitivi da diventare abitudine e non farci nemmeno più caso. Sarà un altro anno impegnativo, dovrò anche decidermi a fare certi esami che continuo, colpevolmente, a rinviare.

Tornando da Merano, la scorsa settimana, ed ascoltando in auto la canzone che trovate sotto (l’avevo già pubblicata, ormai cinque anni fa’), assieme ad altre, ho avuto quello che chiamo scherzosamente un “trip”, ovvero una specie di viaggio in me stesso, mettendo il silenziatore a tutti i pensieri logici che normalmente mi impediscono, ci impediscono, di ascoltarci ed ascoltare. Siamo perennemente di corsa, se non praticamente almeno nella nostra testa. L’ho notato anche oggi, mentre pranzavo. Oggi qua piove, è davvero una giornatina di quelle da passarsi in casa con calma, con il massimo del relax. Poi ho notato che i soliti pensieri stavano già prendendo il sopravvento: “devo fare”, “vorrei”, “potrei”. L’inazione, quella mentale più di quella fisica, è qualcosa che molto raramente riesco a concedermi. Eppure solo così riusciamo davvero a vedere dentro e fuori di noi. A lasciarci andare.

In quel viaggio di ritorno, alla fine del “trip”, il pensiero, più per immagini che per parole, mi diceva che siamo figli dell’illuminismo, vediamo e vogliamo solo concretezza e prove, non c’è spazio per la magia, per il mistero. Abbiamo perso la magia della vita e nella vita. Può anche darsi che, “scientificamente parlando”, sia giusto così, eppure il nostro passaggio qua, sulla terra, è diventato molto più povero e triste. E pieno di paure. Vogliamo mettere con gli indiani d’america, per esempio, che vedevano ed ascoltavano il Grande Spirito nello stormire degli alberi, nei voli degli uccelli, nello scorrere dei ruscelli? Il loro presente era enormemente più ricco del nostro, la loro anima più felice, le loro paure più piccole. Non importa se avevano poco, materialmente parlando. Lo stesso potremmo dire di tante altre civiltà e popoli ormai quasi totalmente scomparsi.

Per questo oggi ogni cosa ci spaventa. L’ignoto, ciò che non conosciamo, lo ignoriamo e respingiamo come irreale. Perfino quello che sappiamo che evitabile non è, non per sempre. E quando i nodi arrivano al pettine, quando ci troviamo di fronte ad eventi che ci fanno capire quanto illusoria, inconsistente, impermanente, sia la nostra vita ordinaria che con tanto ardore difendiamo come a volerla preservare per sempre, cosa che sappiamo impossibile, ci troviamo ancora più persi e spiazzati di quanto dovremmo essere. Non siamo capaci di sopravvivere senza sentire il terreno sotto i piedi, senza l’illusoria e consolatoria presenza della quotidiana abitudinarietà.

Ricordo un libro che diceva che finché non riusciremo a rinunciare alla illusoria speranza di preservare per sempre il nostro mondo concreto, non riusciremo mai a liberarci della paura. Perché la paura e la speranza sono due facce della stessa medaglia. Paradossalmente, solo riconoscendo la fragilità di quanto abbiamo, possiamo goderne veramente, liberi dalla paura. Non importa quanto a lungo: sarà sempre più a lungo che non farlo.

 
Per chi non conosce l’Inglese, allego testo e traduzione (mia).

I feel you
Ti sento

I feel you
Ti sento

In every stone
In ogni pietra

In every leaf of every tree
In ciascuna foglia di ogni albero

That you ever might have grown
Che tu abbia mai potuto crescere

I feel you
Ti sento

In everything
In ogni cosa

In every river that might flow
In ogni fiume che possa scorrere

In every seed you might have sown
In ogni seme che tu possa aver seminato

I feel you x5
Ti sento (x5)

I feel you
Ti sento

In every vein
In ogni vena

In every beating of my heart
In ogni battito del mio cuore

Each breath i take.
Ogni respiro che faccio.

I feel you,
Ti sento,

Anyway,
In ogni modo,

In every tear that I might shed
In ogni lacrima che possa aver pianto

In every word i`ve never said
In ogni parola che possa aver mai detto

I feel you 5X
Ti sento (x5)

In every vein
In ogni vena

In every beating of my heart
In ogni battito del mio cuore

In every breath I ever take
In ogni respiro che abbia mai fatto

I feel you
Ti sento

Any way
In ogni modo

In ever tear that i might shed
In ogni lacrima che possa aver pianto

In every word i`ve never said
In ogni parola che abbia mai detto

I feel you x5
Ti sento (x5)

I feel you
Ti sento

sunset2

Una canzone, una fede.

Questa canzone, di Schiller, il nome di un “progetto musicale tedesco” (lo so, suona strano) pressoché sconosciuto da noi, mi colpì fin da subito. Ve la voglio proporre in due versioni: quella del video (per me meno bella) e quella solo-audio.
Sebbene una volta, cambiando qualcosa nel testo, la dedicai a una donna che non è più con me (sono un romanticone, che ci volete fare! :-D), questa canzone per me rappresenta la vera fede: in essa non viene mai pronunciato il nome di un dio – che sia esso Gesù, Buddha, Allah, il Grande Spirito, l’Universo, la Natura o dir che si voglia – eppure il collegamento con l’energia, lo spirito, che anima il mondo, fuori da noi e dentro di noi (è lo stesso poiché non vi è differenza), è sempre presente, così come dovrebbe esserlo in ogni secondo della nostra vita… Ognuno dia pure ad esso il Nome che desidera 🙂
E’ insomma un inno alla Vita.

Per chi non conosce l’Inglese, allego testo e traduzione (mia).

I feel you
Ti sento
I feel you
Ti sento

In every stone
In ogni pietra

In every leaf of every tree
In ciascuna foglia di ogni albero

That you ever might have grown
Che tu abbia mai potuto crescere

I feel you
Ti sento

In everything
In ogni cosa

In every river that might flow
In ogni fiume che possa scorrere

In every seed you might have sown
In ogni seme che tu possa aver seminato

I feel you x5
Ti sento (x5)

I feel you
Ti sento

In every vein
In ogni vena

In every beating of my heart
In ogni battito del mio cuore

Each breath i take.
Ogni respiro che faccio.

I feel you,
Ti sento,

Anyway,
In ogni modo,

In every tear that I might shed
In ogni lacrima che possa aver pianto

In every word i`ve never said
In ogni parola che possa aver mai detto

I feel you 5X
Ti sento (x5)

In every vein
In ogni vena

In every beating of my heart
In ogni battito del mio cuore

In every breath I ever take
In ogni respiro che abbia mai fatto

I feel you
Ti sento

Any way
In ogni modo

In ever tear that i might shed
In ogni lacrima che possa aver pianto

In every word i`ve never said
In ogni parola che abbia mai detto

I feel you x5
Ti sento (x5)

I feel you
Ti sento

sunset2