Un argomento leggero: ceneri o polvere? :-)

Si’, sto proprio parlando del… dopo vita, in questo caso pero’ non in senso metafisico, ma proprio fisico! 😛

Ogni tanto cade anche questo discorso tra me e mia moglie e scopriamo di optare entrambi per la stessa scelta: la cremazione. I motivi pero’ non sono esattamente gli stessi. Si passa dal desiderio di non divenire “cibo per i vermi” (o altro tipo di animale) a quello di non definire un luogo di culto o meglio di memoria. Il mio e’ proprio quest’ultimo, e infatti a me piacerebbe non solo essere cremato ma anche che le mie ceneri venissero sparse in un luogo possibilmente il piu’ aperto possibile (in mare o sui “miei” monti liguri).

Non fraintendetemi, non e’ per me un fastidio andare a “trovare” i miei cari nel luogo dove sono stati infine deposti, anche se a circa 130 chilometri, ma allo stesso tempo so perfettamente che loro non sono in quel luogo. Immagino che questi viaggi siano per molti un’occasione per ricordare i propri cari, per ricongiungersi ad essi almeno attraverso la memoria, ma a volte ho l’impressione che il fatto di identificarli in un luogo ponga un limite piuttosto che essere di aiuto.

Se i nostri cari sono davvero ancora da qualche parte… be’, credo che tutti siamo d’accordo sul fatto che non sono nel luogo di loro sepoltura. In quanto a ricordarli invece, credo che sia un’esigenza che ci nasce spontanea a tempi piu’ o meno ricorrenti, almeno a me cosi’ funziona: mi sento come… chiamato a trovarli. Allora, voi direte, bene avere un posto dove farlo, anche se simbolico, ma… non sara’ questo piu’ un limite che un’utilita’?

Se noi non sapessimo che loro sono “sepolti la’”, in un luogo preciso… ne sentiremmo la mancanza o saremmo piuttosto piu’ liberi di immaginarli, di sentirli, attorno a noi, in ogni luogo?

Sicuramente c’e’ una gran parte di condizionamento sociale e cultural-religioso nel desiderio di avere un luogo fisso dove ricordare i nostri morti – a parte che chi sente questo richiamo lo sentirebbe anche verso il luogo dove le ceneri sono state sparse. Niente di male, intendiamoci, ma… a me non piacerebbe costringere un mio caro a farsi cento o piu’ chilometri (ma anche molto meno) per “venirmi a trovare”, sono certo che certamente non gli dispiacerebbe, ma magari non avrebbe la possibilita’ di farlo. Vogliamo mettere con il poter volgere lo sguardo al cielo o, semplicemente, dentro se’ stesso?

I luoghi della memoria sono ovunque, ma partono tutti da dentro di noi…

ceneri