La felicità di uno non significa la tristezza di altri – I tre blocchi di pietra

I TRE BLOCCHI DI PIETRA
di Paulo Coelho

Una leggenda australiana racconta la storia di uno stregone che passeggiava con le sue tre sorelle, quando si avvicinò il più famoso guerriero di quei tempi.
“Voglio sposare una di queste belle giovani”, disse.
“Se una di loro si sposerà, le altre si crederanno brutte. Sto cercando infatti una tribù dove i guerrieri possano avere tre mogli”, rispose lo stregone, allontanandosi. E, per anni, continuò a percorrere il continente australiano, senza riuscire a trovare questa tribù.
“Almeno una di noi sarebbe potuta essere felice”, disse una delle sorelle, quando ormai erano vecchie e stanche per il tanto camminare.
“Ero in errore – rispose lo stregone -. Ma ormai è tardi”.
E trasformò le tre sorelle in blocchi di pietra. Chi visita il Parco Nazionale delle Montagne Azzurre, vicino a Sydney, potrà vederli.
La felicità di uno non significa la tristezza di altri.

 



Commento di Wolfghost:
questo post avrebbe potuto intitolarsi “Salvare capra e cavoli, ovvero come vivere infelici facendo tutti scontenti” 🙂
Spesso nella vita è necessario compiere azioni, prendere decisioni, che finiscono per scontentare qualcuno o addirittura renderlo infelice. Ad esempio, ne sa qualcosa chi vuol rompere una relazione ma soffre di sensi di colpa pensando di far male al partner, pur sapendo che continuare quella relazione sarebbe alla lunga ancora più dannoso per entrambi. Oppure ne sa qualcosa chi è abituato a prendere sulle sue spalle la tristezza e le difficoltà di chiunque abbia vicino, finendo per vivere la vita d’altri, dimenticandosi della propria.
E’ il dramma di chi ha un eccessivo senso del dovere, colui che percepisce di dover sempre “sistemare le cose”, di fare in modo che nessuno sia scontento, finendo alla fine per condannarsi all’immobilismo, temendo che le conseguenza di ogni sua azione possano danneggiare o anche solo rammaricare qualcuno.
La mia esperienza mi ha insegnato che non solo “La felicità di uno non significa la tristezza di altri” ma, ancora di più, che “La tristezza di uno, il suo sacrificio, non significa necessariamente la felicità di altri”. Quando si annulla la propria vita pensando di fare il bene altrui, quasi sempre si scopre che il benficio procurato non vale neanche lontanamente la vita che si è perso, arrivando addirittura ad avere il sospetto che anzi, perfino i presunti beneficiari di quel sacrificio, avrebbero probabilmente avuto una vita migliore senza di esso. Un esempio classico è quello del genitore iperprottettivo, che finisce non solo per non vivere lui stesso, ma per impedire anche al figlio – in nome del suo bene – la possibilità di vivere o svilupparsi pienamente.

Le Tre Sorelle delle Montagne Blu - Parco Nazionale, SidneyLe Tre Sorelle delle Montagne Blu – Parco Nazionale, Sidney

 

Fantasmi

FANTASMI

FantasmaDal greco antico phantasma a sua volta da phantazo (“io appaio”), i fantasmi tormentano gli incubi degli esseri umani di ogni tempo, luogo e cultura. Nei secoli sono state raccolte migliaia di testimonianze, da quelle più famose a quelle “casalinghe”, le nostre. Credo che ognuno di noi abbia assistito direttamente ad una apparizione di un qualche genere o ne abbia almeno sentito parlare da una persona a lui cara.

Mia madre, poco prima che mio padre si aggravasse e andasse verso la sua fine, mentre trafficava in cucina avvertiva spesso la presenza di mia nonna, sua madre. Si voltava di scatto, la intravvedeva per qualche istante per poi vederla svanire nel nulla. Quando mio padre morì, le apparizioni scomparvero.

Due miei cari amici abitano in un antico convento sconsacrato, la cui sala principale è fatta a forma di piramide. Spesso mi raccontano di strani fatti – luci che si accendono e spengono, finestre chiuse ritrovate aperte, una volta addirittura il loro gatto, che quando uscirono era chiuso in casa, trovato inspiegabilmente su un davanzale al secondo piano, a finestra serrata. Secondo loro questi “scherzi” sarebbero dovuti al fantasma di un bambino, che lui, da ragazzino, avrebbe anche visto, e la cui immagine sarebbe perfino rimasta impressa su una foto digitale (da me visionata).

Ad un’altra mia cara amica, che sostiene di essere stata in passato tormentata da “larve”, un tipo nefasto di fantasma, rimangono spesso impresse strane figure nella sua macchina fotografica, anch’essa digitale.

 

 

Estate – Un racconto di FlyAlwaysAway

E dopo una poesia… un racconto. Di solito preferisco non mettere due scritti di altri blogger uno di seguito all’altro, ma… questo racconto va pubblicato adesso, perché ora è il suo tempo.

 

Nota per Francesca: mi sono permesso di cambiare… una parola, spero non ti dispiacerà.


ESTATE

by FlyAlwaysAway

 

Blog: flyalwaysaway

 

 

Un tenue raggio di sole filtrava dalle persiane illuminando fiocamente la stanza. Ho aperto gli occhi appena la sveglia ha suonato. Ho visto lui muoversi nel letto ed allungare la mano per spengerla, si è girato verso di me, ma il buongiorno che ha pronunciato non era lo stesso di sempre. Mi è sembrato di scorgere una nota di tristezza, ma poi ho lasciato perdere.

Mi ha preparato la colazione, e mentre ero lì intenta a mangiare, osservavo di sottecchi i suoi movimenti nervosi. Stava finendo di preparare la valigia. Non mi ha detto niente, nessun accenno, forse vuol farmi una sorpresa.

Non si gira nemmeno a guardarmi quando mi avvicino a lui, sembra distogliere lo sguardo. Me ne accorgo è diverso oggi, ma sicuramente gli passerà.

“Andiamo”

E’ la seconda parola che mi dice da stamane. Io sono contenta, usciamo, sono curiosa di sapere dove mi porterà stavolta. La giornata è bellissima, calda e assolata, il cielo è limpido, l’estate è cominciata.

Saliamo in macchina. Avverto tensione nell’aria, lui si accende una sigaretta, è già la quinta. Il fumo mi infastidisce un pochino, mi fa starnutire, ma lui ha aperto il finestrino per far entrare l’aria. Non so per quanto ha guidato, ero distratta nel guardare dal finestrino, ma abbiamo lasciato la grigia città. Vasti prati incolti circondano ora la strada, che comincia a farsi sterrata, sobbalzo ad ogni buca. Arriviamo al margine di una immensa pineta. Lui ferma la macchina e si accende l’ennesima sigaretta. Rimaniamo in silenzio, intanto continuo ad osservare il paesaggio. Poi si decide, scende dalla macchina e viene ad aprirmi lo sportello. Finalmente posso sgranchirmi. Ancora non mi guarda. L’avrò fatto arrabbiare involontariamente?

Sussurra qualcosa, ma non riesco a capire. Attimi concitati, improvvisi, tutto troppo veloce per capire, in quei pochi secondi, confusi, frettolosi, lui si allontana sale in macchina e parte.

Io provo ad inseguirlo, ma ormai sono vecchia, ho 13 anni e l’artrosi mi limita a volte i movimenti. Le mie zampe non reggono, mi fermo e osservo il polverone lasciato dalle ruote. Fa caldo, troppo. Mi guardo in giro, sono in aperta campagna. Cerco un posto all’ombra, oggi è davvero troppo caldo. Mi siedo sotto un pino, sento il cinguettare degli uccellini ed il fruscio delle fronde dei rami.

Avrà sicuramente dimenticato qualcosa, adesso tornerà a prendermi. Non mi allontano, lo aspetto qui. Intanto mi riposo.

“Ehi dormigliona!”. Spalancai gli occhi, e vidi il suo viso luminoso, la sua espressione colma di affetto mentre mi accarezzava dolcemente, mi trasmetteva calore.

“Allora siamo pronte? Ce ne andiamo al mare io e te! La nostra veranda ci aspetta!”

La mia coda cominciò a scodinzolare entusiasta.

Faccia a faccia con un terranova


Commento di Wolfghost: Se siete come me, mentre leggevate questo splendido racconto siete passati da un’angoscia crescente a… un autentico sospiro di sollievo. Tante pubblicità vengono fatte ogni volta che si avvicinava un’estate contro l’abbandono degli animali; pubblicità che tentano di trasmettere la crudeltà di un atto come questo, forse perpretato contro un animale che si fidava ciecamente del suo padrone. Ma mai nessuna pubblicità, per quanto profumatamente sia stata pagata, era riuscita a trasmettermi così nitidamente, facendomi percepire l’innocenza e l’ingenuità dell’animale, quanto questo atto sia degno di essere additato come vile tradimento. Non credo che esista animale domestico, come dipinto così bene da FlyAlwaysAway, che potrebbe mai immaginare di essere davvero stato abbandonato.

cani in gabbia

Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura se non avessimo fatto l’abitudine ai furgoni dove le bestie agonizzano senza cibo e senza acqua dirette al macello.

(M. Yourcenauer)

 

Sorpresa – una poesia di Aicha77

E torniamo a pubblicare qualcosa di visto nei vostri bellissimi blog e che mi ha particolarmente colpito 🙂

Stavolta si tratta di una poesia di Aicha77, tratta dal suo blog ovatta ed acciaio

 


 

                                      Sorpresa

                              by: Aicha77
                        Blog: ovatta ed acciaio


Vago con la mente verso non so quali luoghi.
I miei piedi mi spingono al cammino. Ignoro la meta.

L’orizzonte è lontano e l’anima mia
in nessun pellegrino s’imbatte.
Sono sola con l’odore del mare che mi violenta le narici.

Nulla e nessuno testimonierà il mio passaggio.
Sbiadite si sono anche le mie orme
repentinamente spazzate via dalle memorie del luogo.

Urlo contro il cielo ma nessuno mi ascolta.
“Dove sono tutti? Dov’è finito il Mondo?”
Solo il silenzio. Il mare. L’infrangersi delle onde….

Un luccichio improvviso calamita il mio sguardo.

Correre è l’unica azione che mi è concessa di fare,
afferrare la luce è l’unico pensiero.

Giungo alla meta affondando in ginocchio.
Mai vista cosa più bella, mai apprezzato tesoro più prezioso.
La stringo, la tengo forte legata al cuore…
È la mia vita!

Aicha77

 



Cosa mi ha colpito in particolare… a parte lo stile e le parole della poesia, della quale Aicha si schernisce (“So che come scritto non ha nulla a che vedere con i frammenti di poesia pura che spesso ho letto nei vostri blog”, scrive nel suo post 😉 ), ma che io trovo invece ottime, e’ il senso intrinseco della poesia a colpirmi: quella reale sorpresa – che forse diversi tra voi hanno sperimentato al pari di lei – che si prova quando improvvisamente ci si rende conto che, nonostante il senso di immane solitudine, forse in mezzo a mille difficolta’, paure e ansie, si e’… vivi! 😮 La vita, questa cosa cosi’ misteriosa e potente da rendere la materia consapevole di se’ stessa, pulsa dentro di noi, noi… siamo, esistiamo, ed e’ qualcosa che non ha prezzo, che nessuna difficolta’ o solitudine, in quell’istante, possono minimamente scalfire. Qualcosa che e’ speranza… no! Certezza! Un punto dal quale si puo’ sempre ricominciare, sempre! Fino a quando c’e’ vita.

Qualcosa che e’ difficile esprimere a parole… ma Aicha c’e’ riuscita benissimo.

Foresta

 

Sincronicita’

SINCRONICITA’
di Paulo Coelho


orologiSabato sera. Vado a comprare le riviste della settimana, leggo un articolo che attira la mia attenzione e penso: “Dovrei scrivere una email ad Anabela Paiva (la giornalista che aveva scritto l’articolo), facendole i complimenti”.
Mi siedo davanti al computer, cerco il suo indirizzo elettronico, non lo trovo, e dimentico la faccenda.
Un’ora dopo, tentando di fare un po’ di spazio nella libreria per nuovi libri, noto un foglio di carta: vi erano appuntati i numeri di telefono e l’email di Anabela.
Il pomeriggio di quello stesso sabato, mi ero trovato a riflettere se avrei dovuto servirmi della colonna a me affidata per condividere con il mio lettore alcuni brani del Libro delle Coincidenze (Amir Borges Mattos, Editore Dinamica), una raccolta di fatti che si svolgono in maniera sincronica. È chiaro che quanto accaduto con l’email di Anabela dissipò qualsiasi dubbio, ed eccovi dunque alcune storie del libro in questione. Prometto di riprendere l’argomento in una delle prossime occasioni, non per vedere la coincidenza come un fatto solo curioso, ma per approfondire il nostro rapporto con il “linguaggio dei segnali”.
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Il compositore tedesco Richard Wagner nacque nel 1813 (la somma di questi numeri è 13). Compose 13 opere, di cui la prima fu rappresentata per la prima volta in un giorno 13 e una delle più famose, Tannhauser, fu terminata il giorno 13. Wagner morì in un giorno 13.
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Conan Doyle, creatore del detective Sherlock Holmes, prese alloggio in una locanda a Passo Gemmi, in Svizzera. Mentre si riposava lì, decise di scrivere una breve storia, servendosi della locanda come scenario e descrivendo un incontro fra persone che si odiano. Quando tornò in Inghilterra, decise di distrarsi con la lettura di un racconto di Guy de Maupassant, «L’Auberge». Quale non fu la sua sorpresa nello scoprire che Maupassant aveva scritto una storia simile, ambientata nella stessa locanda.
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Il chimico nordamericano Charles Martin scoprì, nel 1886, un procedimento per isolare le impurità dell’alluminio. Quando inviò il suo lavoro a una rivista scientifica, venne a sapere che in quella stessa data era arrivato un lavoro del francese Paul Heroult, in cui si descriveva lo stesso metodo. Le coincidenze non finiscono qui: Martin e Heroult morirono un mese dopo avere compiuto 51 anni.
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Lo scrittore francese Camille Flammarion stava terminando un libro del suo studio quando una folata di vento entrò dalla finestra aperta e portò via alcune pagine. Il giorno seguente, un impiegato della tipografia dove il libro sarebbe stato stampato e che si trovava a un chilometro dalla casa di Flammarion – le trovò nel cortile interno del magazzino. Fu sorpreso nel leggere ciò che vi era scritto: quella parte del libro parlava della forza del vento.
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Nel 1972, in una intervista, la scrittrice Taylor Caldwell raccontò che lei e il marito già scomparso – possedevano un arbusto di gigli che non fioriva mai. Lui, una volta, aveva scoperto che quel tipo di fiore era conosciuto con il nome di “giglio della risurrezione”.
L’arbusto era fiorito solo una volta, nel 1970, proprio nell’ora del funerale di suo marito.
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Carl Jung, lo psicanalista famoso per i suoi studi sulla sincronicità, racconta una storia: nell’entrare in metropolitana per andare all’opera, scoprì che il numero del biglietto era lo stesso di quello del teatro. Quella sera, ricevette la telefonata di un amico che parlava da un telefono il cui numero era lo stesso di quello dei due biglietti.

 



Commento di Wolfghost: credo che a chiunque siano accadute coincidenze tali da far dubitare perfino i piu’ scettici (ed io in fondo sono spesso tra quelli! :-D) sulla vericidita’
della teoria sulla “sincronicita’ degli eventi”.
Anche io ne ho diversi, a partire dalla data di nascita, i quali numeri principali si sono ripresentati molto spesso nella mia vita.

Possono queste cose essere spiegate solo con un’attenzione particolare ad un determinato oggetto, evento, persona o numero? “La mente ossessionata scorge l’oggetto della propria ossessione ovunque” sosteneva Freud, ormai in aperta antitesi con quello che era stato il suo “discepolo” piu’ caro, ovvero Jung, il primo a usare il termine “sincronicita’” per descrivere una connessione temporale tra eventi diversi.

Ma, con buona pace di Freud, e’ indubbio che a volte si e’ proprio tentati di credere che qualcosa di vero ci sia…

zodiacoUn tentativo di spiegazione puo’ essere fatto ricorrendo alla Tavola di smeraldo, la quale recita ” Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una. “; ad esempio cio’ si applica all’oroscopo: quando voi siete nati (nel piccolo), non poteva essere un caso la disposizione degli astri in cielo (nel grande), i due eventi dovevano essere legati, per cui ad evoluzione celeste deve corrispondere medesima evoluzione personale.
Tutte le cose insomma sarebbero legate tra loro…

Il vero punto pero’ e’ l’interpretazione del perche’ questi fatti accadono. C’e’ chi vuol vedere in essi dei segnali che ci vengono dati (come mi pare di capire faccia il buon Coelho) e chi invece li vede come dovuti naturalmente al fatto che “tutto e’ una cosa sola” e, dunque, un evento in un posto non puo’ non provocare delle conseguenze altrove (e a qualcosa del genere si avvicina anche la fisica quantistica).
Questa e’ per me la vera differenza, perche’ mentre la seconda interpretazione si rifa’ ad un principio di causa-effetto, seppure ad un livello a noi inusuale, e quindi non necessariamente legato ad un “disegno” o una “direzione dietro le quinte”, la prima richiede necessariamente l’esistenza di una qualche Entita’ superiore.

E voi? Avete qualche esempio di sincronicita’ avvenuto nella vostra vita da riportare? 🙂

orologio

 

Crisi economica globale: giochiamo al ‘complottismo’

Un post un po’ diverso dai soliti oggi 🙂 Mi è venuto in mente venerdì, leggendo un articolo di una testata giornalistica on-line tra le più lette, nella quale veniva dato l’allarme della Confcommercio sulla "Crisi strutturale" dell’economia. Simili articoli sono apparsi altrove, telegiornali compresi.
petrolioEbbene… devo dirvi che la sorpresa che traspariva dall’articolo mi ha fatto sorridere, sebbene di un sorriso amaro. Ma… questi signori si rendono conto che il prezzo del petrolio, e conseguentemente dei carburanti, è quasi raddoppiato in un anno? 😮 Ci voleva davvero un simposio di illustri economisti internazionali per prevedere cosa sarebbe successo e cosa ancora succederà? ahahah 😀 Scusate, ci sarebbe da piangere in realtà, ma la risata sarcastica nasce spontanea.


Ma… veniamo all’oggetto del post.

Non mi è mai piaciuto il "complottismo", ovvero l’arte di scorgere complotti più o meno internazionali dietro disastri di varia natura. Quando lessi la teoria che dipingeva gli americani stessi come autori dell’attentato alle torri gemelle per avere la scusa di attaccare l’Afghanistan e l’allora regime talebano, la trovai davvero di cattivo gusto e molto poco credibile.

Ma proviamo un po’ a divertirci anche noi adesso 🙂 senza, naturalmente, alcuna pretesa di vericidità.

L’aumento del prezzo del petrolio è ovviamente ingiustificato. Non si può certo credere che le riserve nei giacimenti si siano dimezzate in un anno e nemmeno che la causa siano le tensioni internazionali… durano da cent’anni  😉 usarle oggi come scusa mi pare poco credibile, non è vero?

Adesso… mi sono chiesto "come può andare in porto una speculazione così globale?", "chi è così potente da promuoverla?"

Dunque, qual è lo stato maggior produttore di greggio? L’Arabia Saudita. Chi è a capo della nazione più potente al mondo? Un signore che guarda caso è petroliere e il cui mandato volge al termine, cosa che spiegherebbe l’improvvisa accelerazione del processo: spremere quanto più possibile finché si può farlo. L’Arabia Saudita è, di nuovo guarda caso, alleato di quella nazione, nonostante sia – per certi versi – più fondamentalista di tante altre nazioni. Preciso che non sono assolutamedollaronte anti-americano, anzi, devo dire che ho diversi colleghi e contatti americani che non vedono di buon occhio, loro stessi per primi, il governo che eppure ha vinto le elezioni. Tempo fa parlavo con un cliente Texano, mi diceva che il Texas stesso, patria dell’attuale presidente, è spaccato in due, e che negli States la sfiducia nello stato centrale fa sì che molti siano più attenti alla crescita economica della Cina che alle decisioni del loro stesso governo in ambito di politica internazionale.

Non che noi europei non abbiamo le nostre colpe eh! I nostri governi studiano leggi, come la famosa Robin Tax, che colpiscono petrolieri e banche… ma non toccano al ribasso le accise – le tasse spropositate sui carburanti – di un solo punto percentuale, perché? "Perché deve essere una politica comunitaria". Così, tutti i governi europei – di sinistra o di destra poco importa, perché quando c’è da arraffare si accodano tutti – hanno la scusa per non fare assolutamente nulla di davvero concreto. Perché le accise, essendo una percentuale sul prodotto finito come tutte le tasse, danno più guadagno quanto più alto è il prezzo del prodotto al loro netto. Chi glielo fa fare di toccarle?

cattivikPreciso che questi sono solo miei pensieri, non c’è alcun dato dimostrabile, né tantomeno prove, è solo un gioco. Sia chiaro 🙂

E adesso… se volete divertirvi anche voi… 😉

Essere in cio’ che si fa

L’UCCISORE DI DRAGHI
di Paulo Coelho

uccisore draghiZhuangzi, un celebre autore cinese, racconta la storia di Zhu Pingman, che andò a cercare un maestro per apprendere il modo migliore per uccidere i draghi.
Il maestro addestrò Pingman per dieci anni, finché questi riuscì a sviluppare – alla perfezione – la tecnica più sofisticata per uccidere i draghi. Da quel momento, Pingman trascorse il resto della vita alla ricerca di draghi, in modo da poter mostrare a tutti la sua abilità: con sua grande delusione, non ne trovò nessuno.
L’autore della storia commenta: “Tutti noi ci prepariamo a uccidere i draghi e finiamo per essere divorati dalle formiche, ovvero dai dettagli, a cui non prestiamo mai attenzione”.

 



Commento di Wolfghost: Qualunque cosa tu stia facendo… falla pienamente! Si tratti perfino di stare seduto sul divano a guardare un film o dare l’acqua alle piante.
Chissà quante occasioni vengono perse per distrazione, perché nel frattempo si sta pensando alle “grandi cose” mentre magari l’input giusto per la soluzione ci sta passando sotto il naso proprio in quel momento!
Come sa ogni giocatore incallito, la partita – di qualunque gioco si tratti – di solito non finisce perché non si è bravi o preparati a sufficienza, bensì perché ci si distrae: un attimo solo e… tlak! vittoria compromessa!  😉
Ma… non è che spesso succede così anche nella vita? Tanta preparazione, tanta determinazione e poi “perdiamo il treno” perché non ci accorgiamo che “quello è il posto e quello è il momento”. Forse pensiamo che quando giunger
à “il momento”, ci saranno squilli di tromba e razzi bengala ad avvisarci. E chissà… a volte capita davvero così.
Ma di solito i “momenti buoni” si nascondono perfettamente in mezzo alle giornate ed ai percorsi qualunque.

 



Dove sta il parapioggia
di Paolo Coelho

ombrelloAl termine di dieci anni di apprendistato, Zenno pensava di poter già essere elevato alla categoria di maestro zen. In un giorno di pioggia, andò a trovare il famoso professore Nan-in.
Mentre entrava nella casa di Nan-in, questi domandò:
“Avete lasciato il vostro parapioggia e le vostre scarpe fuori?”“Ovviamente,” rispose Zenno. “È ciò che detta la buona educazione. Mi comporterei così in qualsiasi luogo.”
“Allora ditemi: avete messo il parapioggia a destra o a sinistra delle scarpe?”
“Non ne ho la minima idea, maestro.”
“Il buddismo zen è l’arte della coscienza totale di ciò che facciamo,” disse Nan-in. “La mancanza di attenzione ai piccoli dettagli può distruggere completamente la vita di un uomo. Un padre che esce di casa di corsa non può mai dimenticare un pugnale alla portata di suo figlio piccolo. Un samurai che non guarda tutti i giorni la sua spada finirà per trovarla arrugginita quando ne avrà più bisogno. Un giovane che dimentica di offrire dei fiori all’amata finirà per perderla.” E Zenno comprese che, benché conoscesse bene le tecniche zen del mondo spirituale, si era dimenticato di applicarle nel mondo degli uomini.

katz+adler

 

Il fascino del Male e la sete di Potere

E’ indubbio che il Male attrae molte persone: ha fascino, trasmette potenza, sia in chi lo produce che, talvolta, perfino in chi lo riceve. Basti pensare ai rapporti sadomasochisti, che vanno spesso ben al di là del sesso e, a volte, che col sesso non hanno nulla a che fare. Forse avrete sentito parlare della “Sindrome di Stoccolma”, “condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all’innamoramento) nei confronti del proprio rapitore” [fonte: Wikipedia], certamente tutti sappiamo con quale godimento certi personaggi (pensiamo ai lager nazisti o ai gulag sovietici, ma anche alle “bestie di Satana”) arrivino a infliggere tormenti e morte alle loro vittime.

Senza arrivare a questi estremi, cosa spinge una persona a danneggiare volutamente qualcuno, a volte perfino qualcuno a cui sostiene di volere bene, solo per il “gusto” del dolore che infligge? E cosa spinge – cosa ancora più strana, in quanto credo assente nel regno animale, a differenza del precedente comportamento – la vittima ad accettare e a volte addirittura a ricercare, il dolore e l’aguzzino?

Per la presenza di fenomeni di questo tipo a ogni livello (perfino nel regno animale), rifiuto di fermarmi alla catalogazione del “fascino del male” in “disturbo patologico della personalità”.

Ebbene io credo che il fascino del male sia in realtà un sottoprodotto di un’altra “attrattiva”, qualcosa che – più del sesso, che anzi talvolta diviene anch’esso sua manifestazione – domina il mondo, ovvero la “sete di Potere”.

07La sete di Potere è presente ovunque, la sua base a ben vedere non è nemmeno “patologica”: è la Natura stessa, nei suoi disegni, ad esprimerlo. Pensiamo alle lotte intestine, e spesso molto crudeli, tra animali dello stesso gruppo, al fine di assicurarsene il predominio. Per la Natura, è semplicemente una opportunità in più per l’evoluzione della specie: l’animale più forte, ha più possibilità di riprodursi e rafforzare la razza. Pensiamo al pacifico micio di casa, che si improvvisa aguzzino, torturatore, di ogni povera bestiola che gli capita a tiro.

 

L’uomo probabilmente è solo un passo più in là. La sua capacità di applicare la logica e l’intelligenza anche a fini “malefici” e distruttivi, l’ha portato ad amplificarli e distorcerli. Fino ad arrivare, adesso sì, alla patologia. Ma tutto, a mio avviso, parte da lì: un bisogno non raggiunto di esprime potere, di sentirsi in qualche modo superiori agli altri, di avere ciò che, essi credono, gli altri vorrebbero e non hanno.

 

Ralph FiennesParadossalmente, se raggiungessero lo stesso scopo facendo del bene, allora potrebbero esprimere il loro desiderio di potere attraverso di esso anziché usare il male. A questo, ad esempio, mirava il protagonista di “Schindler’s List” quando astutamente fece sentire quanto la sensazione di potere potesse esprimersi anche attraverso il perdono, ad Amon Goeth, l’ufficiale nazista. Purtroppo lo stratagemma durò poco, perché quella sensazione, in una persona assetata di potere, non era forte come quella di sentire di poter togliere la vita ad un altro essere umano.

 

La lotta a cui oggi assistiamo è in qualche modo un tentativo non solo di tornare allo stato originale, ovvero eliminare gli eccessi malefici dell’uomo d’oggi, ma addirittura sovvertirne lo stato naturale di ricerca del potere. Di fatto, basta vedere come pratiche ritenute assolutamente normali nei popoli che hanno mantenuto la propria primitività, siano percepite come disgustose dai popoli civilizzati.

 

FungoAtomicoLa speranza e la motivazione della parte di umanità che muove questa lotta, peraltro giustificata già solo dalla pericolosità che l’intelligenza umana, attraverso la tecnologia, sta assumendo, è che tale redenzione sia in realtà anch’essa naturale, ovvero che l’Evoluzione dell’umanità passi, giunti a questo punto, attraverso la sua evoluzione spirituale, distaccandosi perciò dai naturali istinti primordiali.

L’altra possibilità è che, giunti ad un certo stadio di evoluzione, la specie dominante semplicemente si autodistrugga o venga distrutta, lasciando spazio alle altre specie. Guardate che è già successo: qualunque cosa abbia portato i dinosauri all’estinzione, ha distrutto le specie dominanti, ma non quelle più piccole e con maggiore possibilità di adattamento. Ovvero quelle da cui poi è discesa anche la nostra.

E voi… per quale possibilità parteggiate? 🙂

 

Colomba in volo

 

Il potere della scelta

bivioMettere impegno nella decisione
di Paolo Coelho

Carlos Castañeda dice: “Il grande potere dell’essere umano sta nella sua capacità di prendere decisioni.” Ogni decisione che prendiamo ci permette di modificare il futuro e il passato.
Scegliere, però, significa impegnarsi. Quando si compie una scelta, ci si deve ricordare che il cammino da percorrere sarà molto diverso da quello immaginato. Scegliere significa dire: “Bene, io so dove voglio arrivare.” Da quel momento in poi, bisogna prestare attenzione al mondo, perché una decisione scatena una serie di eventi inaspettati.
Impegnati con la tua decisione, sia essa nel campo affettivo, professionale o spirituale. Tutto ciò di cui la tua decisione ha bisogno è la tua volontà di andare avanti. Del resto, essa stessa ti prenderà per mano e ti mostrerà il cammino migliore.



Commento di Wolfghost: Abbiamo parlato dell’importanza di scegliere un buon obiettivo, esso deve essere raggiungibile, non deve creare danni a se’ stessi o ad altri (persone care soprattutto), deve essere “importante”, stimolante. Abbiamo detto che poi occorre determinazione per raggiungerlo, o almeno per provare seriamente a farlo. Ma… manca ancora l’anello di congiunzione, quello che, se la scelta dell’obiettivo e’ la meta e la determinazione e’ la benzina, potrebbe definirsi come la chiave del motorino d’avviamento. Perche’ quello e’ spesso il momento in cui ci perdiamo. La differenza tra i classici “buoni propositi” e il successo (o almeno l’avventura per raggiungerlo), sta proprio qua: partire per davvero.

Bisogna prendere l’abitudine a perseguire l’obiettivo scelto, a tenere fede alla decisione presa.
Possiamo pensarci quanto vogliamo, sceglierlo con cura, ma quando alla fine prendiamo la nostra decisione, abbiamo preso un impegno con noi stessi e la vita. E’ di fondamentale importanza non sgarrare, altrimenti cadremo in un circolo vizioso senza fine fatto di “buoni propositi”… e sappiamo tutti come essi vanno a finire, non e’ vero?

riunioneChe la nostra vita sia un buon governo, con le camere che si ritirano per compiere la loro scelta, con una legge nella quale quella decisione viene trasformata, con un controllo perfino severo perche’ quella legge venga seguita.
Poi un giorno, se proprio si rivelera’ un errore, il nostro parlamento potra’ tornare a riunirsi e decidere di porvi fine, ma fino ad allora ogni reticenza per pigrizia o timore, non dovra’ piu’ esistere.

Vi sembra troppo rigido? Messa cosi’ forse, ma seppure senza bisogno di uno “schema figurato” di questo tipo, e’ cosi’ che si muove chi “vince”: esso sa che nel momento in cui prende una decisione, deve muoversi affinche’ quella decisione venga davvero perseguita. Anzi, non ha nemmeno bisogno di pensarci: lo fa e basta. Ma chi non e’ abituato, ha spesso bisogno di “regole figurate” per riuscire a partire.

Poche cose hanno piu’ potere sulla nostra mente, sulle nostre convinzioni, sulla fiducia che nutriamo sui nostri mezzi, sulla nostra autostima, che il notare che diamo seguito alle nostre decisioni. E’ un processo che si autorafforza, dandoci ancora piu’ spinta a prendere altre decisioni che saranno frenate da inerzie e timori sempre meno forti, sempre piu’ facili da superare.

Il successo, di qualunque campo si stia parlando, e’ fatto di abitudine a seguire le decisioni prese.

… perche’ non creare un vero e proprio “quaderno delle decisioni”? Un quaderno dove cio’ che viene scritto verra’ inderogabilmente seguito, inderogabilmente! Ma, dobbiamo essere coscienti che se decideremo di usarlo, sara’ un’autentica sfida a noi stessi: dovremo pensarci bene prima di scrivere su di esso una intenzione, perche’ poi… indietro non si deve tornare 😉

Chi vuol provare? 🙂  Un consiglio: iniziate con qualcosa di semplice, di facilmente raggiungibile, e poi, via via, crescete in “importanza della decisione”. Questo perche’ “il successo genera il successo”: e’ un modo per accrescere la fiducia nella vostra capacita’ di tenere fede alle decisioni prese, preparandovi alle sfide piu’ importanti 😉
Rendetevi forti nella vostra autostima, prima di affrontare le onde piu’ alte.

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40.000 visite sul blog e 10.000 sul profilo…

festeggiamentoEcco… io non so se c’è una legge matematica, bisognerebbe fare una statistica! 😛 Certo che il 20 febbraio 2008 pubblicai un post dove “celebravo” le 20.000 visite sul blog e le 5.000 sul profilo, adesso… sono esattamente entrambi il doppio! Che ad ogni visita del profilo ne corrispondano 4 sul blog? 😐
Comunque, un ringraziamento a tutti voi, amici di web che mi seguite 🙂 ed uno ancora più speciale a quelli che sono qua fin dai primi tempi del mio blog (settembre 2007) che, a dire il vero, credo siano pochini  😐 perché noto che è così che funziona, un po’ come nella vita reale (non che questa non lo sia): gli amici vanno e vengono, ti accompagnano per un po’, poi spariscono ma altri subentrano a loro volta. Qualche volta pero’ anche i primi tornano, e allora, se erano veri amici, è una festa! 😉

 

Certi amici compaiono nella vita di ciascuno di noi,
e se ne allontanano appena l’hanno attraversata.
Diventano dei veri amici
e condividono la nostra esistenza per un istante,
lasciandosi dietro delle magnifiche impronte nella sabbia.
(Sergio Bambarén)

impronte sulla sabbia