Davvero l’intervento armato non serve mai?

Questa è una domanda che mi faccio spesso, da tempo ormai. Tanto tempo…
Oggi già mi era venuta l’idea di mettere nero su bianco i miei pensieri, sapendo che ne sarebbe potuto risultare un post scomodo; poi, l’amica Leatitti mi ha inoltrato questa e-mail…

teschiSOMALIA: LA RAGAZZA LAPIDATA A MORTE AVEVA 13 ANNI, RIVELA AMNESTY
INTERNATIONAL

Contrariamente a quanto riferito da precedenti resoconti di stampa, la ragazza giudicata ‘colpevole’ di adulterio e lapidata a morte la scorsa settimana in Somalia aveva 13 e non 23 anni.

Aisha Ibrahim Duhulow e’ stata uccisa lunedi’ 27 ottobre da un gruppo di 50 uomini che l’ha lapidata a morte. L’esecuzione e’ avvenuta all’interno di uno stadio della citta’ meridionale di Chisimaio, di fronte a un migliaio di spettatori. Alcuni dei giornalisti locali, che avevano parlato di una donna di 23 anni, hanno raccontato ad Amnesty International di essere stati tratti in inganno dall’aspetto fisico della ragazza.

Aisha Ibrahim Duhulow era arrivata a Chisimaio tre mesi fa, proveniente dal campo profughi di Hagardeer, in Kenya. Nella citta’ portuale somala, Aisha Ibrahim Duhulow era stata stuprata da tre uomini e si era rivolta ai miliziani di ‘al Shabab’, che controllano la zona, per ottenere giustizia.
La sua denuncia aveva ottenuto come risultato l’arresto, l’accusa di adulterio e la lapidazione. Nessuno dei tre stupratori e’ stato arrestato.

Un uomo, che si e’ qualificato come lo sceicco Hayakalah, ha dichiarato a Radio Shabelle, un’emittente somala: ‘Lei stessa ha fornito le prove, ha confessato ufficialmente la sua colpevolezza e ci ha detto che era contenta di andare incontro alla punizione della legge islamica’.

Secondo i testimoni oculari raggiunti da Amnesty International, invece, Aisha Ibrahim Duhulow ha lottato contro i suoi carnefici ed e’ stata trascinata a forza nello stadio. Qui la ragazza e’ stata interrata e i 50 uomini addetti all’esecuzione hanno iniziato a colpirla, usando le pietre appena scaricate da un camion. A un certo punto, e’ stato chiesto ad alcune infermiere di verificare se la ragazza fosse ancora viva; fatto
cio’, la lapidazione e’ ripresa fino alla morte della ragazza.

‘Questa ragazza e’ andata incontro a una morte orribile, ordinata dai gruppi armati di opposizione che controllano Chisimaio: un altro degli oltraggi ai diritti umani perpetrato dai protagonisti del conflitto somalo, che dimostra ancora una volta l’importanza che la comunita’ internazionale agisca, attraverso una Commissione internazionale d’inchiesta’ – ha dichiarato Amnesty International.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 3 novembre 2008

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Questo mi ha riportato in mente altre terribili notizie in recenti anni passati…



teschiUNO stadio di calcio in Afghanistan. Gente sulle gradinate, una folla che grida e inneggia. A chi, verso cosa? Non c’è una partita in programma, non ce ne sono mai qui. Non si vede bene: le immagini oscillano, tremano, si offuscano e a tratti si ciecano. Eppure d’improvviso si fa chiaro, troppo chiaro quello che sta per accadere: tre donne col burqa, la veste che copre e nasconde interamente le afghane, entrano sul campo a bordo di un camioncino. Un uomo armato, col turbante, ne strattona una giù, la fa inginocchiare al limite dell’area di rigore. Si vede di nuovo pochissimo, forse la donna gira il busto, come a guardare cos’è quella cosa fredda puntata alla nuca. Nessuna cerimonia, parte un colpo. Davanti a lei, sulla traiettoria di tiro, si alza una nuvoletta di polvere provocata dal proiettile che le ha attraversato la testa. La donna muore e si accascia. La folla esulta, si piega e si arcua per catturare una migliore visione della scena: il corpo della donna è in terra, il burqa azzurro si tinge velocemente di rosso sangue.

È questo uno dei più scioccanti filmati di una esecuzione pubblica che l’Occidente abbia mai visto in tv. Forse il migliore, se così si può dire, documento delle atrocità perpetrate dai Taliban. È solo una piccola parte di uno sconcertante documentario che dura un’ora e che va sotto il nome di "Dietro il velo" e che la Cnn sta trasmettendo in queste ore. Girato dalla giornalista di origine afgana della Bbc, Saira Shah, che lo scorso anno ha viaggiato clandestinamente in Afghanistan.

(ALESSANDRA RETICO, Repubblica.it, Ottobre 2001)



teschiLO STERMINIO Più di 100 mila curdi uccisi con il gas nervino e i veleni Atto d’ accusa II, lo sterminio dei curdi. Il raìs ne ha fatti uccidere, tra il 1987 e il 1988, non meno di centomila e deportati altre migliaia. Dovevano essere puniti per il loro irredentismo, perché collaboravano con l’ Iran, perché rappresentavano una spina nel fianco in una regione ricca d’ acqua e petrolio. L’ esercito ha cancellato i loro villaggi, distrutto i pozzi, avvelenato i campi. Non c’ è un curdo che possa dimenticare una parola: anfal. E’ un termine che autorizza il saccheggio dei beni degli infedeli, usato dal potere per battezzare la campagna anti-curda. Saddam ha utilizzato l’ intero arsenale a sua disposizione ed ha impiegato i separatisti come cavie per un’ arma terribile: il gas nervino. Ad Halabja sono stati gasati 5 mila civili inermi, un’ operazione gestita dal cugino del dittatore, Alì Hassan Al Majid. Da quel giorno sarà conosciuto come «il chimico». Human Rights Watch riporta un commento agghiacciante del criminale: «Li ucciderò tutti con le armi chimiche. Chi dirà qualcosa? La comunità internazionale? Che vadano a farsi fottere».

(Olimpio Guido, Corriere della Sera, Dicembre 2003 – è solo un piccolissimo estratto delle atrocità di Saddam Hussein contro l’umanità, potete leggere il resto qua: archiviostorico.corriere.it)



teschiIl massacro di Srebrenica fu un genocidio e crimine di guerra, consistito nel massacro di migliaia di musulmani bosniaci nel luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle Nazioni Unite.

È considerato uno dei più sanguinosi stermini di massa avvenuti in Europa dai tempi della seconda guerra mondiale: secondo fonti ufficiali le vittime del massacro furono circa 7.800, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000.

I terribili fatti avvenuti a Srebrenica in quei giorni sono considerati tra i più orribili e controversi della storia europea recente e diedero una svolta decisiva al successivo andamento della guerra in Jugoslavia. Il Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY) istituito presso le Nazioni Unite ha accusato, alla luce dei fatti di Srebrenica, Mladić e altri ufficiali serbi di diversi crimini di guerra tra cui il genocidio, la persecuzione e la deportazione. Gran parte di coloro cui è stata attribuita la principale responsabilità della strage, siano essi militari o uomini politici, è tuttora latitante.

Un video che mostrerebbe l’"evidenza dei fatti" fu trovato in possesso di Natasha Kandic, un abitante del luogo, e ritrasmesso dai media e utilizzato come prova nel processo contro Slobodan Milošević alla corte Internazionale dell’Aja.

[…]

Durante i fatti di Srebrenica, i 600 caschi blu dell’ONU, le tre compagnie olandesi Dutchbat I, II e III, non intervennero: motivi e circostanze non sono ancora stati del tutto chiariti.

La posizione ufficiale è che le truppe ONU fossero scarsamente armate e non potessero far fronte da sole alle forze di Mladić. Si sostiene, inoltre, che le vie di comunicazione tra Srebrenica, Sarajevo e Zagabria non fossero ottimali, causando ritardi e intoppi nelle decisioni.

Quando i serbi si avvicinarono all’enclave di Srebrenica, il colonnello Karremans diede l’allarme e chiese un intervento aereo di supporto il 6 e l’8 luglio 1995, oltre ad altre due volte nel fatidico 11 luglio. Le prime due volte il generale Nicolaï a Sarajevo rifiutò di inoltrare la richiesta al generale Janvier nel quartier generale dell’ONU a Zagabria perché le richieste non erano conformi agli accordi sulle richieste di intervento aereo. Non si trattava ancora, infatti, di atti di guerra con battaglie a fuoco. L’11 luglio, quando i carri armati serbi erano penetrati nella città, Nicolaï inoltrò la domanda di rinforzi a Janvier, che inizialmente rifiutò. La seconda richiesta dell’11 luglio fu onorata ma gli aerei (F-16) che stavano già circolando da ore in attesa dell’ordine di attaccare avevano nel frattempo ricevuto ordine di tornare alle loro basi in Italia per potersi rifornire di carburante.

Alla fine, solo due F-16 olandesi procedettero ad un attacco aereo, praticamente senza alcun effetto. Un gruppo di aerei americani apparentemente non fu in grado di trovare la strada. Nel frattempo l’enclave era già caduta e l’attacco aereo fu cancellato per ordine dell’ONU, su richiesta del ministro Voorhoeve, perché i militari serbi minacciavano di massacrare i caschi blu dell’ONU di Dutchbat.

(Wikipedia)



teschiCongo, lo spettro di un nuovo genocidio
Un milione e 600 mila profughi nella giungla senza acqua né cibo. Imperversano le violenze dell’Esercito del Signore

DAL NOSTRO INVIATO
NAIROBI – Lo spettro di un altro genocidio si aggira per il Congo orientale. Un milione e seicentomila profughi vagano nella giungla senza cibo e senza acqua pulita. Nei prossimi giorni dopo aver mangiato le ultime provviste rimaste rischiano di morire. Già in numerose famiglie hanno dovuto seppellire i più deboli, vecchi e bambini.

NON SOLO GOMA – La catastrofe umanitaria non è solo a Goma, circondata dalle forze del generale ribelle Laurent Nkunda. E’ in fiamme anche il nord, il triangolo dove si incontrano le frontiere di Uganda Sudan e Congo. In quell’aera ha colpito il Lord Resistance Army, letteralmente Esercito di Liberazione del Signore, un gruppo ribelli ugandesi famoso per la sua ferocia.

«SONO MOSTRI, NON UOMINI» - Un missionario ha scritto una lettera al Corriere della Sera. Eccola: «Gli uomini dell’LRA sono mostri non uomini. Mercoledi mattina, 17 settembre, è stata una giornata di violenze su numerosi villaggi della parrocchia di Duru. Scuole e mercato sono stati i luoghi presi di mira. Paura e tristezza sono nell’animo di tanta gente. Anche oggi le scuole sono chiuse». «Oggi – continua il documento – abbiamo cominciato in città a fare il censimento della gente scappata e rifugiatasi presso familiari o conoscenti. Parte della popolazione vicino alla frontiera sudanese è scappata in Sudan. Anche i nostri tre confratelli di Duru. Per radio ricetrasmittente e per sms abbiamo appreso che anche padre Mario Benedetti, settantenne, si è rifugiato in bici alla missione sudanese di Yambio, lontana 60 km da Duru, domenica sera. Chi scappa è gente della parrocchia confinante della Missione Duru e anche dei nostri villaggi più a est». «I guerriglieri LRA hanno ucciso alcuni adulti a sangue freddo con machete o scure o pugnale; hanno bruciato scuole e case e distrutto beni: moto, bici, bidoni pieni di olio di palma; hanno mostrato il loro volto e cosa vogliono. Hanno rapito un centinaio di alunni, degli insegnanti e alcuni adulti. Vogliono terra bruciata intorno a loro. Non vogliono che la popolazione li veda e possa dare informazioni alle nostre autorità civili e militari e della MONUC (la missione dell’ONU, ndr). Vogliono impadronirsi dei campi seminati. Mercoledi scorso LRA si è presentata al momento del mercato su più villaggi verso mezzogiorno o nel primo pomeriggio: i suoi uomini hanno razziato tutto e ammazzato i commercianti. I suoi capi di sentono braccati e isolati a livello internazionale. Non hanno i tradizionali appoggi palesi o nascosti di quando stavano in Uganda, sua patria. Il governo di Khartoum non li sostiene più. Kampala e Kinshasa sono contro». «LRA conta – si stima – circa 900 giovani uomini, nascosti nelle foreste nostre verso la frontiera. Sono presenti dal 2003. Hanno fucili e altre armi che conservano per attacchi militari. Per uccidere si servono soprattutto di machete. Il fucile fa rumore; il machete no».

(Massimo A. Alberizzi, Corriere.it, 03 novembre 2008… Sta succedendo adesso…)



logo_onuPotrei purtroppo andare avanti per ore e ore, per pagine e pagine. Potrei riparlarle dei genocidi commessi dal nazismo e che se in America avesse vinto il non-interventismo, forse sarebbero stati portati a compimento. Potremmo parlare dei campi di concentramento in Siberia, di cosa successe agli armeni e… a tanti, troppi altri. Ieri come oggi.

E adesso rifaccio la domanda… davvero l’intervento armato non serve mai? Davvero si può rimanere impassibili dicendo "sono questioni interne" o raccontandoci che non è vero nulla, che tutto viene inventato come scusa per scendere in guerra? Davvero possiamo girarci dall’altra parte sempre e comunque? Davvero pensiamo che con certi regimi si può dialogare, si può usare l’arte della diplomazia mentre migliaia e migliaia di persone, tra cui donne e bambini, vengono trucidate, seviziate, massacrate?

Io non sono filo-americano (né anti-americano), sia chiaro. Non dimentico cosa successe agli indiani d’america e nemmeno cosa è accaduto altrove. Vorrei anzi che l’Europa e le Nazioni Unite fossero in grado di camminare con le loro gambe. Ma in Europa e in Italia sentiamo ormai queste cose come se fossero lontane, distanti, come se da noi non potessero mai succedere (ma la Jugoslavia era dietro l’angolo…). Ci giriamo dall’altra parte, ci chiudiamo nei nostri orticelli trovando scuse su scuse per non guardare o per poter dire "non è colpa mia".

Non mi è dato di sapere quali cose siano vere e quali siano false, non a me, non a voi, ma ad una comunità europea che sia forte, ad una ONU che fosse davvero in grado di fare ciò che è chiamata a fare, sì… potrebbe essere dato. Questo mi piacerebbe vedere nell’Europa: indipendenza, ma non protezionismo. Due passi dovremmo fare: imparare a camminare con le nostre gambe e... infine, metterci davvero in cammino, per conto nostro o con qualcuno solo quando la pensa come noi.
Senza paura di perdere chissà il "privilegio di esserne fuori"; privilegio che anzi, prima o poi, continuando così rischieremo davvero di perdere. Perché il mondo è più piccolo di quanto pensiamo.

unione europea

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0 pensieri su “Davvero l’intervento armato non serve mai?

  1. x Sofia: no, trovo che ti sei espressa bene invece. Certo, fraintendimenti sono sempre possibili. “Pacifista” per me e’ una persona che desidera e si batte per la pace, e in questo senso credo che la grande maggioranza sia pacifista. Cio’ per cui si differisce sono i metodi da utilizzare. Personalmente credo che chi sia convinto di fermare genocidi solo usando parole e misure economico/politiche, sia un illuso. Perche’ ne sono convinto? E’ semplice: chi si macchia di terribili crimini contro l’umanita’, pensi davvero sia pronto ad ascoltare la voce della ragione? Chi e’ capace di tagliare la gola ad un bambino, di lapidare una donna che spunta solo con la testa da sotto terra… credi davvero che si fermera’ perche’ qualcuno gli dice che e’ sbagliato e che lo aiutera’ ad avere una vita migliore? Non e’ cosi’ semplice. C’e’ un lungo lavoro da fare, e nel frattempo quella donna e quel bambino vanno tutelati.

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  2. x Ligeia: … i famosi “sono fatti interni, dobbiamo starne fuori”, insomma 🙂
    Ovviamente non posso essere d’accordo. Non sono per la pena di morte (in rarissimi casi ho avuto, diciamo, qualche dubbio) e opterei per l’aborto solo in determinati casi, ma mi permetto di dire che c’e’ differenza tra un assassino che viene condannato a morte (o un aborto fatto per motivi di salute o di gravi difficolta’) e un innocente, anzi una vittima (!), che viene lapidata. Non mi pare giusto metterli sullo stesso piano, per quanto entrambi sarebbero da salvare.
    Io credo che se fossimo noi a subire un solo centesimo di cio’ che subiscono certe popolazioni, cambieremmo presto idea riguardo all’idea di “autonomia nazionale”.

    x glicine: grazie cara 🙂 E’ cresciuto il mio Julius, vero? 😀
    Buon fine settimana anche a te 🙂

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  3. Allora ci provo.
    Che le forze dell’ONU intervengano è doveroso, ma da quel che sò spesso non lo fanno.
    Quindi io mi chiedo perchè?
    Bisogna stare attenti. Spesso l’uso della forza nasconde altri fini, è funzionale alle imprese belliche e ad i suoi azionisti o a disegno geo-politici.
    Quindi comprendo la finalità provocatoria del tuo post e ti dico che:
    certamente..in alcuni frangenti l’uso della forza è necessario, ma attenzione, attenzione…..
    Un bacio.

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  4. No, nessuna provocazione nel mio post, non volontariamente almeno 🙂
    Sono d’accordo. Come dicevo, l’ONU e l’Europa devono rendersi indipendenti ed essere mosse solo da cause umanitarie e difensive.
    Bacio :*

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  5. Ti leggo solo ora per non aver potuto sottrarre tempo agli impegni “reali”.
    L’intervento armato è necessario in determinati casi in difesa dei diritti calpestati, ma da parte dell’ONU, di organismi superpartes che non si impegnino solo quando ( e diciamo pure esclusivamente) ci sono
    interessi economici in ballo.
    Ma oltre l’intervento si dovrebbe ricreare in quei paesi il senso del diritto, della libertà del cittadino, del valore e della difesa della vita umana. A ciò non basta purtroppo neanche l’intervento armato: queste realtà, pur vicine geograficamente nel villaggio globale a noi, sono anni luce indietro nel valore dei diritti umani. E le condizioni di svantaggio economico che vivono non fanno che inabissarle nella barbarie piu’ atroce.
    Tristissimo ma doverosissimo post.

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  6. Ciao caro lupone ! Buttato al macero il vecchio pc che mi ha tenuto lontano da tutti, torno fra voi (mi spiace…eheheh). Mamma mia che post lungo ! Ti aspetto su La luna nel cuore. Un abbraccio. Marco

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  7. Ti rimando al commento al tuo post precedente dove ho scritto … “visto che il mondo sta facendo sempre più schifo, che la cattiveria umana ormai ha superato ogni limite, forse sarebbe proprio meglio che a questo mondo non ci fosse più nessuno …..”!
    Non altro da aggiungere!
    Buon fine settimana 🙂

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  8. X Flame: … direi che siamo d’accordo su tutta la linea 🙂

    x Marco: ben tornato Marco 🙂 E trattalo bene stavolta il tuo PC! ;D

    x Ligeia: Buonanotte, cara! 🙂 Spero non ti sia offesa, eh! :-/

    x Dupont: “E non ho altro da dire su questa faccenda!”, come avrebbe detto qualcuno! 😀
    Ma insomma… forse la tua posizione è un pochetto drastica! ;D
    Buon Weekend anche a te 🙂

    x Anna: Eh, ma i sogni se non si realizzano, da bolle diventano bal… ;D
    Buonanotte Anna! 🙂

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  9. Io da sempre sono contraria alla guerra. Forse non esistono guerre giuste; ma, dopo aver letto il tuo post, ho ripensato al Terzo Reich e a ciò che sarebbe successo se gli Stati Uniti non fossero intervenuti. Quella fu una guerra giusta, anche se non giusto fu poi il processo di Norimberga, dato che equiparò criminali a soldati di professione. Il mio pensiero si spinge oltre e, pur sapendo di andare “fuori tema”, vorrei chiedere ai nemici giurati degli Usa cosa ne pensano di questo, e di altri fatti. Gli americani, dopo la guerra, aiutarono in modo concreto e deciso sia la Germania che l’Italia, aiutando queste due nazioni a riprendersi (nel caso dei tedeschi, alla grande). Non fu così dopo la prima guerra mondiale, quando invece le condizioni vessatorie imposte dalla Francia e dalla Gran Bretagna spinsero il popolo tedesco a cercarsi un Hitler.
    L’America ha anche colpe gravi, Cile, pellerossa, etc.: inutile nasconderlo. Ma un giudizio onesto dovrebbe essere sempre complessivo, tenendo conto del buono e del cattivo, di Clinton e di Bush.
    Chiudo, auspicando ciò che tu dici a proposito dell’Europa. Sarebbe ora che diventasse consapevole dei suoi mezzi e maggiormente attiva nel conseguimento di quegli ideali che appartengono a tutte le persone dotate di buon senso.
    Wolfbacio.

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  10. x Aura: capitano periodi così, anche per me è un momento lavorativo molto intenso e non ho tutto il tempo che vorrei avere.
    Un abbraccio e un sorriso anche a te 🙂

    x Stefano: di che razza parli? Non mi pare che l’ONU sia composta da una razza piuttosto che un’altra.

    x Anna: ahahah il mio era solo un invito a tentare di renderli realtà! 😉

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  11. L’orrore purtroppo è insito nell’uomo… della bontà vaneggiata da Rousseau non resta che il mito…o forse leggenda…
    Atti che divengono strette al cuore per chi legge e non può che fare poco o nulla per rimediare al male degli altri…
    Buon fine settimana lupo e scusa la latitanza…
    Aicha

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  12. x Aicha: certo… ma facciamo ancora meno se pensiamo solo al nostro orticello 🙂
    Non ti preoccupare, anche io in questo periodo ho poco tempo 😦

    x Eomer: grazie caro, buon fine settimana anche a te 🙂

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  13. Ciao Wolf il tuo titolo andrebbe bene , però la primavera la immagino come una fanciulla che attraversa campi di papaveri sotto il cielo di Aprile…ormai bisogna aspettare il nuovo anno..
    buona notte
    fiore

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  14. x daisy: non preoccuparti, il post è qua 🙂

    x Dora: che bella e positiva poesia, cara! 🙂 Grazie e… buona domenica! 🙂

    x Fiore: mmm… suona bene, aspetto di vederlo tradotto in immagine… tra qualche mese! 😉
    Buona notte 🙂

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  15. Sarebbe bene avere una forza internazionale che controllasse la bellicosità di alcuni popoli, ma con quali fondi? L’ONU non è dotata di risorse sufficienti e non può intervenire se tutti non sono d’accordo. Nella ex Yugoslavia non si voleva agire perché prevaleva il rispetto dello status quo rappresentato da Milosevic e perché i serbi erano appoggiati dalla Russia; non c’erano inoltre interessi commerciali forti, a parte quelli della Germania in Slovenia e Croazia: per questo l’intervento è stato tardivo.
    Dovremo rassegnarci ad assistere ancora per molto tempo a eccidi, esecuzioni di massa, atrocità legali e illegali. Fa parte della libertà dell’uomo essere crudele e spietato e non esiste ancora un ordine mondiale con una struttura federale unica e leggi uniche compatibili con i diritti umani. D’altra parte, se esistesse un ordine del genere, quanti sarebbero disposti ad accettarlo? Non si svilupperebbe una resistenza accanita in nome della libertà?

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  16. Mah… io non credo. Se si trattasse di una forza che intervenisse ogni volta che si rischiano eccidi, credo che alla fine sarebbe ben accetta. Oggi non lo è proprio per i motivi che indichi tu: non c’è la sensazione di indipendenza, c’è il sospetto che tutto sia guidato da interessi economici e politici.

    P.S.: benvenuto! 🙂

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  17. se non sbaglio avevo lasciato qualcosa in sospeso..

    La conquista dei diritti civili passa inevitabilmente per la strada dei conflitti intestini che, se pur nella sua drammaticità, fa parte della storia evolutiva di un popolo e in quanto tale non può dipendere da interventi esterni. Diverso il caso del genocidio e della negazione della dignità umana. L’ ONU non avrebbe motivo di esistere se non si assumesse la responsabilità di vigilare sul mondo facendosi garante della difesa dei diritti umani.

    scusa il ritardo.-P

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  18. eh, pero’ di fatto non mi pare lo faccia, o se lo fa, lo fa con colpevole ritardo! 😦
    Sentivo ieri una intervista ad un volontario della croce rossa che, alla domanda di cosa stava facendo l’ONU in Congo mentre la gente veniva massacrata, ha risposto “e’ stato testimone di questi massacri”!
    Quante persone dovranno ancora morire prima che si decidano a muoversi?

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  19. Interessante e imparziale questo tuo Post. Purtroppo non basterebbe un Blog intero per enumerare le ferocie compiute dagli uomini. Io sto sempre male, fin da ragazza quando mia madre mi raccontava qualcosa della nostra guerra civile. Speriamo che l’ odio non alberghi più nei nostri cuori.

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  20. Manco a farlo apposta ciò che è appena avvenuto a Bombay non fa certo propendere per questa ipotesi… al momento. Speriamo che la Natura, saggiamente, ci stia portando a fare un percorso evolutivo anche in questo senso.
    Altrimenti vorrà dire che nei suoi piani… la specie umana sarà diventata troppo ingombrante 😉

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  21. noi, esseri,CIVILI,da dove veniamo? dagli omindi con la clava, quella avevano e con quella uccidevano…dove andiamo? forse su marte e porteremo lassù le nostre armi nucleari o chissà quale altra diavoleria ancora

    Giovanni dalle bande Nere, l’eroico capitano che fermò l’avanzata degli Ugonotti su Roma morì di cancrena perché una palla di cannone gliela aveva recisa
    i GRANDI dell’epoca si riunirono al suo funerale ( era un potende Medici di Firenze) e decretarono ( avevano già il loro G8) che mai più si sarebbe combattuto con armi così potenti…

    noi, esseri CIVILI E PROGREDITI, dove continuiamo ad andare?
    troppo spesso ci si dimentica del Figlio dell’Uomo che ditte non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi

    PERCHE’??????????

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    • La risposta è tutt’altro che scontata. Prima di tutto dovremmo davvero essere convinti di essere una specie che si sta evolvendo verso un “bene” superiore, cosa della quale non siamo tutti convinti. C’è chi è convinto che ogni cosa sia stata creata per l’uomo, quindi per lui, e che è giusto disporne come gli passa per la testa, distruggendo, abusando, sconvolgendo. E’ questione di credo, di morale (che però a meno di credere – ma c’è di nuovo il “credo” – in un ordine superiore è comunque personale), di convinzioni, e non per tutti essi sono uguali.
      Ti faccio un esempio. Io sono un animalista convinto, nel senso che credo che gli animali andrebbero tutelati come la specie umana (che è animale anch’essa, anche se facciamo finta non lo sia). Se fosse per me… saremmo tutti vegetariani, con permesso – al massimo – di mangiare carne di animali morti naturalmente. Purtroppo questa posizione è utopistica, almeno per oggi, almeno per qualche centinaio d’anni (ma un domani, chissà). Allo stesso modo, c’è chi pensa che la sua vita, o al massimo quella del proprio popolo, sia l’unica che meriti di vivere decentemente. Con queste persone c’è poco da dialogare, vanno fermate. Possibilmente senza armi, ma se ciò non è possibile, e questi stanno compiendo devastazioni e stragi… bé, allora è mia opinione che voltarsi dall’altra parte sia sbagliato.

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