Chiuso (per un paio di giorni) per trasloco! :-D

Ebbene sì, finalmente l’ennesimo trasloco è arrivato! 😛 Se sembro contento è perché anche se la preparazione è stata meticolosa, con tanto di diagramma con date e attività da fare, e questo ci ha aiutato a non dimenticare nulla, è stata davvero lunga e faticosa, al punto che non vedo l’ora di aver “saltato il fosso” nella giornata di domani (oggi, per voi che leggete). Da domani sera saremo residenti nella nuova cittadina, torno vicino al mio mare! Anche se certamente dovremo ancora far un po’ di spola per sistemare e portare le ultime cose.

La cosa che ci preoccupa di più? Numetta! La gattina in primo piano nella foto a fianco (quella più distante dall’acquario) 😐 Anche se è tanto affettuosa, è rimasta un po’ selvatica e riuscire a metterla nel trasportino è sempre una battaglia per tutti, per noi e per lei. Speriamo bene! Non vorrei si facesse male (se noi ci becchiamo qualche graffio pazienza! :-D). Certamente tra lei, Julius e Sissi (e Tom), sarà un bel concerto durante il viaggio verso la nuova destinazione! 😛 A seguire nelle preoccupazioni, bé c’è l’acquario. Spostare un acquario è sempre un’impresa, spero anche in questo caso che non si faccia male nessuno (dei pesci, naturalmente): bisogna “pescarli” e metterli in appositi contenitori riempiti con la stessa acqua dell’acquario; svuotare lo stesso ma non completamente (le piante devono stare in ammollo) e l’acqua recuperata va tenuta in apposite taniche perché servirà a non fare un eccessivo cambio d’acqua che farebbe male ai pesci.

Bene, meglio che vada a nanna, dato la giornata campale che ci attende!

Da domani ci troverete qua 😉 :

http://it.wikipedia.org/wiki/Arenzano

 

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La vita è una partita a scacchi… e pure un trasloco ;-)

Ho sempre pensato che in ogni cosa, perfino in un gioco,  mettiamo noi stessi. Certo, l’importanza della posta in gioco è diversa, eppure come ci comportiamo in una cosa di apparente poco conto, così, o almeno in modo similare, ci comporteremo nelle cose importanti. Ecco perché credo che perfino dalle cose piccole possiamo imparare importanti aspetti di noi stessi, del nostro modo di affrontare la vita, del nostro modo di agire. Studiandoci sopra, potremmo migliorare non solo ciò che stiamo facendo, che sia importante oppure no, ma anche come agiremo nelle nostre sfide future.

Ecco allora quanche altro pensiero nato dall’osservazione della preparazione al prossimo trasloco, previsto per il 16 di Luglio, e… delle solite partite a scacchi 🙂

1) Se non ne avete voglia, non avete tempo, siete di fretta… lasciate perdere.

Le cose richiedono concentrazione ed entusiasmo per funzionare bene. Alcune sfide tocca affrontarle lo stesso ma, per le altre, non siete obbligati. Perché fare qualcosa che non vi va veramente di fare o che sapete già avere buone probabilità di fallire a causa dello scarso tempo che potrete dedicargli?

2) Chi ben comincia è davvero a metà dell’opera…

Spesso non si vede l’ora di andare al nocciolo della faccenda, eppure iniziare con il piede sbagliato, errare le prime mosse, da’ un vantaggio all’avversario, che sia umano o il caso, che spesso si rivela irrecuperabile. Forse sarete obbligati a combatterla comunque, non sempre si può “abbandonare la partita”, e magari sarà anche una sfida che tirerete a lungo, sempre tesi all’inseguimento a causa di quell’errore iniziale. Ma, sotto sotto, sapete già di aver persa in partenza. Un vero peccato.

3) … ma l’altrà metà della strada è lunga: mai calare l’attenzione.

Bene sarebbe, quando possibile, avere una strategia, o meglio ancora un set di strategie a seconda di come si mette la vostra sfida. Vivere alla giornata è senz’altro una bella proposizione, ma spesso non è proprio il modo migliore di affrontare le sfide. Inoltre, non solo si deve fare mente locale alle mosse da fare il più possibile in anticipo, ma bisogna sapere che per quanto ci si sia preparati, il vento può cambiare e bisogna essere pronti a prendere una nuova rotta per arrivare alla meta prevista. Scorgere una tempesta in avvicinamento ma non fare nulla per evitarla perché ormai si è tracciato la rotta, non può che portare ad “una tremenda sciagura” (citazione dal film “The Mothman Prophecies” :-D).

4) Ogni partita è una storia a sé.

E’ un po’ un corollario del punto precedente. L’esperienza è utile, ma non può giocare al posto vostro. L’esperienza è solo una parte di ciò che serve. Anche se avete vinto le dieci partite precedenti, una mossa inaspettata, del vostro avversario o del fato, non solo è possibile, ma perfino probabile. Aspettarsi che tutto fili liscio, che il mare sia sempre piatto come una tavola e il vento sempre a favore, è quasi sempre una pia illusione. Quindi… occhi aperti!

5) Spesso è proprio nell’ultimo tratto che si commettono errori fatali.

Non se ne ha più voglia, la fine è a un passo e ormai sembra impossibile che qualcosa possa andare storto. E poi, come ben sa chi ha fatto la leva militare, negli ultimi metri di un percorso un sassolino pesa come un macigno, e un giorno è lungo cento. Quando si è in questo stato d’animo, è molto facile lasciarsi andare e… essere infilati in contropiede 😉

 

Bé, mi rendo conto che la morale è: attenzione all’inizio, attenzione nel viaggio, attenzione alla fine. E’ dura, lo so 😀