Gustavo Rol

Su Gustavo Rol (Torino 1903 – 1994) si è detto e scritto molto: ne parlano innumerevoli libri, articoli giornalistici, siti web. E’ una figura difficile da catalogare, sicuramente la maggior parte di noi lo chiamerebbe “sensitivo” ma questo termine è riduttivo per chi lo conosceva bene, fasullo (come d’altronde ogni presunto fenomeno paranormale) per chi lo osteggiava.

Rol è conosciuto in particolare per gli esperimenti, così li chiamava lui, che faceva soprattutto in casa sua davanti ad ospiti che selezionava; per lo più si trattava di amici e conoscenti,  ma a volte accettava anche prestigiatori (come Tony Binarelli e Alexander), prelati, giornalisti. Si dice che tra i suoi ospiti ci siano stati, tra gli altri, Mussolini – al quale aveva predetto che la guerra sarebbe stata persa – J.F. Kennedy, Einstein, Fermi, Picasso, Dalì, D’Annunzio, la regina Elisabetta II (a Londra), oltre ai vari Fellini – di cui era grande amico – Pitigrilli, Giovanni Agnelli, Enzo Biagi. Gli esperimenti spaziavano dai “giochi” di materializzazione/smaterializzazione di carte alla lettura di libri chiusi, dalla scrittura e pittura diretti (che vuol dire che nessuno scriveva o dipingeva: scritti e dipinti apparivano da soli) agli apporti (oggetti che apparivano dal nulla), dagli eventi medianici (“spiriti intelligenti”, come li chiamava Rol, che parlavano attraverso di lui) alla chiaroveggenza e preveggenza, per finire con la precisa “lettura” dello stato di salute altrui (anche per strada a volte fermava qualcuno suggerendogli di fare uno specifico controllo) e, secondo alcuni, perfino a casi di bilocazione (giuravano di incontrarlo in un’altra città mentre era nella sua casa di Torino). A quanto pare ricevette anche un telegramma di ringraziamento da parte di Ronald Reagan per l’aiuto ricevuto per l’identificazione del luogo ove era detenuto il generale americano Dozier – sequestrato dalle Brigate Rosse – e successiva liberazione delle forze speciali.

Spesso gli esperimenti di Rol erano tra loro collegati: ad esempio si usavano le carte (mai toccate da Rol) per stabilire i numeri casuali che definivano libro, pagina e riga in cui si trovava una frase che si verificava poi già essere scritta in quello che era stato un foglio bianco messo in tasca da uno presenti a inizio esperimento, oppure come tema di un dipinto che apparirà – senza evidente pittore – davanti ai presenti in una stanza in penombra (non completamente buia, quindi) ad opera di uno “spirito intelligente”.

La definizione di “spirito intelligente” è centrale nel pensiero di Rol. Secondo lui infatti nell’uomo esistono anima e spirito.  Al momento del trapasso l’anima torna  a Dio mentre lo spirito resta – operante – nel mondo ed è grazie ad esso che è possibile avere testimonianze ed azioni. Da notare che lo spirito è, ovviamente, già attivo nell’uomo ancora in vita, così che alcuni fenomeni prodotti tramite Rol sarebbero appartenuti non allo spirito di defunti ma di persone ancora vive, addirittura magari presenti all’esperimento stesso.

Tra gli oppositori di Rol il più famoso è Piero Angela che, invitato, poté assistere per due volte ai suoi esperimenti. Per chi non lo sapesse, Piero Angela è tra i soci fondatori del CICAP, un ente che avrebbe la funzione di controllare la vericidità delle dichiarazioni riguardanti presunti fenomeni paranormali. Pur essendo teoricamente una funzione assolutamente gradita, il CICAP è spesso osteggiato in quanto a volte appare di parte forzando spiegazioni pseudoscientifiche più curiose e difficili da credere di quelle paranormali o, in altre occasioni, rifiutandosi semplicemente di prendere in considerazione presunti fenomeni paranormali perché ritenuti… impossibili (ma non dovrebbero proprio essere questi i casi principe da considerare?). Gli oppositori del CICAP sostengono che il loro modo principale di agire è presentare solo le prove a loro favorevoli nascondendo  quelle che non lo sono. Il caso classico è quello del rabdomante (è solo un esempio) che chiede di essere verificato perché sicuro del proprio operato; avviene (è avvenuto veramente) che entrambe le parti sostenessero poi che non c’era stato riscontro della controparte per far avvenire l’incontro: il CICAP dice che il rabdomante si è rifiutato, il rabdomante mostra le prove delle sue richieste di incontro al quale il CICAP non ha dato seguito.

Tornando a Rol, pare che Angela sia uscito dai suoi incontri piuttosto scosso ma che poi, trovando assicurazioni da parte di prestigiatori professionisti sul fatto che anche loro sarebbero stati in grado di replicare i fenomeni di Rol, decise che anche Rol era solo un prestigiatore, anche se molto abile, e pubblicò il suo resoconto in un libro. Poiché Rol era all’epoca molto conosciuto (parliamo dei tardi anni ’70), queste dichiarazioni ebbero ampio risalto sulla stampa dell’epoca con botta e risposta di vari “esperti” e testimoni. Anche Rol replicò, pur senza citare espressamente Angela, dicendo che quanto dichiarato in un “recente libro” era falso, che erano state riportate cose inesatte e incomplete, e rifiutando pertanto inviti ulteriori a sottoporsi ad ulteriori controlli poiché ormai scettico sulla “scienza” ufficiale, colpevole di essere di parte e di non saper guardare con occhi aperti a ciò che non conosce. In una sua frase “La scienza non può ancora analizzare lo spirito”. Questa frase venne usata dal CICAP a dimostrazione della volontà di Rol di non far analizzare i propri esperimenti.

Anche i prestigiatori dell’epoca si divisero. Sylvan (lo ricordate, vero?) sfidò Rol in una dimostrazione pubblica che Rol (ovviamente viene da dire, visti i precedenti) rifiutò, e replicò – secondo lui – l’esperimento di lettura di un libro chiuso in diretta TV. Un altro prestigiatore meno conosciuto scrisse addirittura un libro per screditare Rol, pur non avendo mai assistito ai suoi esperimenti. Altri prestigiatori invece assistetterò ai suoi esperimenti e dichiararono che non vi era ombra di prestidigitazione o altri trucchi e che nessun prestigiatore sarebbe stato in grado di replicare integralmente i suoi esperimenti. Uno in particolare disse che, nel tentativo di “fregare” Rol, strappò le pagine di mezzo libro rimpiazzandole con quelle di un altro testo e aspettandosi che Rol avrebbe citato – erroneamente – quelle del libro originale… ma Rol lesse correttamente le nuove pagine senza sbagliare, cosa questa impossibile, secondo questa persona, perfino per il più abile dei prestigiatori.

Anche i giochi di carte non erano giochi di prestigio usuali, in quanto Rol non toccava mai le carte né si serviva di terze persone che operassero per lui. Una volta, di nuovo nel tentativo di “fregarlo”, alla domanda come voleva che fossero disposte le carte in una confezione appena comprata, sigillata e incelophanata, l’intelocutore rispose… stracciate! Rol sorrise è dopo qualche attimo disse “fatto!”. La confezione fu aperta e le carte trovate tutte stracciate. Ognuno di noi sa quanto sia difficile già stracciare una singola carta. Rol diceva di usare le carte in quanto sistema immediato di intermediazione verso l’interlocutore: tutti conoscono le carte. Tuttavia il solo fatto di usare un sistema comunemente utilizzato dei prestigiatori fu citato come prova a dimostrazione che anche Rol fosse semplicemente un altro illusionista.

Come potrete facilmente intuire da quanto scritto finora, le attenzioni su Rol si accentrarono sui suoi presunti fenomeni paranormali lasciando perdere, con grande disappunto di Rol stesso, quanto egli faceva per le persone in difficoltà e sofferenti, nonché il significato stesso di quanto cercava di dimostrare tramite i suoi esperimenti.

Rol andava spesso negli ospedali per dare sollievo ai malati, soprattutto quelli terminali, diceva di non poterli guarire ma almeno dava loro sollievo: pare infatti che dopo le sue visite, per diverse ore, i malati non avvertissero più sofferenza. La presenza di Rol fu anche richiesta perfino durante alcuni difficili interventi chirugici, e non dal malato o dai suoi famigliari… ma dai primari stessi.

Venendo al significato degli esperimenti di Rol, essi non erano fini a sé stessi o aventi scopo di lucro o di prestigio, ma avevano lo scopo di dimostrare che esiste una realtà più vasta di quella che normalmente riusciamo a percepire, che Dio esiste ed opera nel mondo concretamente, Rol sosteneva infatti di essere solo un mezzo, a volte perfino inconsapevole, della manifestazione del Divino, e che, se solo accettasse di rinunciare alla brama di ricchezza, potere, lussuria, egoismo, ognuno di noi potrebbe avere “se non visione, almeno intuizione” di una realtà enormemente più grande di quanto i nostri cinque sensi possono testimoniare, eliminando così anche il “terrore della morte”.

Esistono tanti video su Rol in Internet, intere trasmissioni TV, testimonianze (ad esempio ho appena visto quella di Alexander), interviste pro e contro, preferisco chiudere questo post con le sue stesse parole. Poi, se vorrete, potrete approfondire da voi stessi…

Beyond the Scole Experiment, domande e risposte

Continuando a cercare aggiornamenti sul tema del post precedente, ovvero sugli esperimenti del “Gruppo di Scole”, ho trovato che esiste un gruppo, a grandi linee

formato dagli stessi componenti del precedente, che ha ripreso il lavoro, è il “Gruppo di Norfolk” che ha creato anche una pagina facebook che si chiama “Beyond The Scole Experiment” e che trovate qua: https://www.facebook.com/beyondthescoleexperiment?ref=stream

Nella pagina trovate descritta la nuova procedura di sperimentazione che, secondo i componenti del gruppo, è stata suggerita dai “contatti” delle altre dimensioni. Si tratta di fotografie scattate ad un cristallo sotteso ad una luce con una determinata angolatura,

nella quali compaiono volti umani e non umani.

Dovreste trovarne qualche esempio nel corso del post. Dico “dovreste” perché non so se, essendo linkate a facebook, riuscirete a vederle senza essere ad esso connessi.

Ahimé, io non sono un gran fan di facebook, così ho fatto parecchio casino per riuscire a porre qualche semplice domanda, ma alla fine ci sono riuscito ottenendo le risposte di Grant Solomon, co-autore del libro del post precedente.

Nel seguito trovate la versione inglese e la mia traduzione in italiano.

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Wolfghost

Hi there! 🙂 I read your book in Italian language (the title is “Le prove scientifiche della vita dopo la morte”) and saw the relevant documentary of “the afterlife investigations” series. I also published a post on your job: http://www.wolfghost.com/2013/04/07/le-prove-scientifiche-della-vita-dopo-la-morte-il-gruppo-di-scole/ … Unfortunately it is in Italian 😉

I discovered you were continuing your job in another group only after the post publishing; I was really happy for that!

I have some questions for you:

1) Also in the new “Norfolk group” there are some people acting as mediums, right? Have you ever obtained any result without any medium?

2) Why do spirits or other-dimension entities find often easier to show images through crystals, mirrors, films, radio or video equipment rather than, let’s say, explicitely?

3) What do you think about “orbs” phenomena? Do you think at least some of the orbs can be tied to spirits or “entities”? I ask this because Orbs are the only phenomena we (my wife and I) got up to now (not through photo images but through infrared cameras).

4) In the end of your book, it was written that the sudden stop of Scole experiments avoided you to state definitely if the achieved phenomenas were due to afterlife’s spirits or rather to medium extraordinary mind capacities. Have you achieved any further results to solve this dilemma?

5 – and last) Does anyone know if there is any group in Italy following similar experiments?

Thank you for your attention and for all your important job!

Francesco

Beyond The Scole Experiment

Hi Francesco,

Thanks for your comments.

My name is Grant Solomon, co-author of the book, ‘The Scole Experiment: Scientific Evidence for Life After Death’ which you refer to (i.e. the Italian language version) in your comments.

I will try to answer your questions.

1) All the phenomena that occurred during The Sco

le Experiment appeared to require the presence of two mediums, a married couple, Alan Bennett and Diana Bennett. They are the two mediums who are now carrying on the new work in The Norfolk Experiment. Alan and Diana were ‘inspired’ to set up the Crystal Photographic Experiments in 2005 and we reported on their early results, with new images, in the updated 2006 version of our book. So, the ‘Norfolk Group’ is four people: Alan and Diana Bennett plus the two authors of The Scole Experiment book, Jane Solomon and Grant Solomon. Lots of people who are experienced in physical mediumship say that to have one or more mediums seems to be required for phenomena to occur. Many also say that it is possible to develop the skills/talents of mediumship by practice so that people who start experiments then become mediums.

2) The aim of physical paranormal phenomena experiments is to show everybody that something has happened. To provide physical evidence requires crystal, mirrors, films and the other things you mention. There are plenty of examples of ‘mental’ mediums who provide evidence that ‘communicators’ are communicating but that is a different thing.

3) Orbs are an interesting phenomenon reported by many people but it may be better to ask people with more knowledge than our group.

4) There was a lot of material in the book, ‘The Scole Experiment’, and also in the scholarly ‘Scole Report’ – written by the scientists who attended Scole sessions – in which many of the the ‘communicators’ tried to provide evidence that they had once lived a life on Earth, died, and found themselves in ‘another place’ or ‘realm of existence’. It is for readers to decide how good that evidence in the book and in the report is. A very interesting part of the Scole experiments for our new Norfolk Group is that many of the communicators said they had not had a life on Earth. They are alive now, in another dimension or realm of existence. The Norfolk Experiment is in part concerned with opening up communication channels for these communicators as well as those who say they once lived a life on Earth. Some readers may decide that the evidence shows that both your suggestions (and more) are involved. In other words, the experimental results seem to indicate that the mediums have extraordinary mind capacities (that all of us may have if we can tap into them) AND that communicators who are experiencing an ‘afterlife’ are producing the phenomena AND that communicators who are in ‘other realms’ of time and space are producing the phenomena. Some readers may find it interesting to remember that, during The Scole Experiment, there were a number of examples where the ‘afterlife’ team seemed to be working WITH the ‘other realms’ team to produce the phenomena.

5) Perhaps readers of this Facebook Page could contact you in regard to other groups in Italy?

You may like to view the crystal photographic experiment image we’re going to upload today, 13 April 2013, and some of the other images previously uploaded, to see if you agree that some of the communicators appear to of ‘non-human’ appearance.

Hope that helps and kind regards,

Grant Solomon

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Traduzione

Wolfghost

Ciao a tutti! 🙂 Ho letto il vostro libro in lingua italiana (il titolo è “Le prove scientifiche della vita dopo la morte”) e visto il relativo documentario della serie “The afterlife investigations”. Ho anche pubblicato un post sul vostro lavoro: http://www.wolfghost.com/2013/04/07/le-prove-scientifiche-della-vita-dopo-la-morte-il-gruppo-di-scole/ … Sfortunatamente è in italiano 😉

Ho scoperto che stavate continuando il vostro lavoro in un altro gruppo solo dopo aver pubblicato il post; sono stato davvero contento per questo!

Ho alcune domande per voi:

1) Anche nel “Gruppo di Norfolk” ci sono alcune persone che agiscono da medium, vero? Avete mai ottenuto risultati senza alcun medium?

2) Perché gli spiriti o le entità di altre dimensioni trovano che sia spesso più facile mostrare immagini attraverso cristalli, specchi, filmati, trasmissioni radiofoniche o televisive piuttosto che, diciamo, esplicitamente?

3) Cosa pensate a proposito del fenomeno ORBS? Pensate che almeno alcuni degli orbs possono essere legati a spiriti o “entità”? Chiedo questo perché gli orbs sono i soli fenomeni che abbiamo (io e mia moglie) ottenuto fino adesso (non attraverso fotografie ma con videocamere a infrarossi).

4) In chiusura del vostro libro, è scritto che l’improvviso stop degli esperimenti di Scole vi hanno impedito di dire definitivamente se i fenomeni ottenuti erano dovuti a spiriti dell’aldilà o piuttosto a capacità mentali straordinarie dei medium. Avete ottenuto qualche altro risultato per risolvere questo dubbio?

5 – e ultimo) Qualcuno sa se c’è qualche gruppo in Italia che segue esperimenti similari?

Grazie per la vostra attenzione e per il vostro importante lavoro!

Beyond The Scole Experiment

Ciao Francesco,

Grazie per i tuoi commenti.

Mi chiamo Grant Solomon, coautore del libro, “The Scole Experiment: Scientific Evidence for Life After Death” al quale ti riferisci (nella versione italiana) nel tuo commento.

Cercherò di rispondere alle tue domande.

1) Tutti i fenomeni accaduti durante l’esperimento di Scole sembrarono richiedere la presenza di due medium, una coppia sposata, Alan Bennett e Diana Bennett. Sono due medium che adesso stanno portando avanti il lavoro nel nuovo Esperimento di Norfolk. Alan e Diana sono stati “ispirati” a preparare gli esperimenti fotografici con i cristalli nel 2005 e noi abbiamo riportato i loro primi risultati, con nuove immagini, nella versione aggiornata del 2006 del nostro libro. Quindi il “Gruppo di Norfolk” è fatto di quattro persone: Alan e Diana Bennett più i due autori del libro “The Scole Experiment”, Jane Solomon e Grant Solomon. Molta gente che ha esperienza in di medianità fisica dice che avere uno o più medium sembra essere necessario affinché i fenomeni si presentino. Molti anche dicono che è possibile sviluppare le conoscenze e i talenti da medium attraverso la pratica così che gente che inizia a sperimentare diventa poi medium.

2) Lo scopo degli esperimenti dei fenomeni paranormali fisici è di dimostrare a tutti che qualcosa è accaduto. Per fornire evidenza fisica sono richiesti cristalli, specchi, filmati e ogni altra cosa che hai menzionato. Ci sono un sacco di esempi di medium “mentali” che danno evidenza che i “comunicatori” stanno comunicando, ma questa è una cosa differente.

3) Gli Orbs sono un fenomeno interessante riportato da tanta gente ma è meglio chiedere a gente che ha più conoscenze di noi.

4) C’è un sacco di material nel libro, “The Scole Experiment”, e anche nel documento “Scole Report” – scritto da scienziati che parteciparono alle sessioni di Scole – in cui molti dei “comunicatori” cercarono di dare evidenza di aver vissuto una vita sulla terra, di essere morti, e di essersi ritrovati in un “altro posto” o “regni di esistenza”. Sta ai lettori decidere quanto buona sia l’evidenza riportata nel libro e nel report. Una parte molto interessante degli esperimenti di Scole per il nostro nuovo Gruppo di Norfolk è che molti dei comunicatori dicono di non aver avuto una esistenza sulla terra. Essi vivono adesso, in un’altra dimensione o regno di esistenza. L’esperimento di Norfolk in parte riguarda l’apertura di canali di comunicazione per questi comunicatori così come per quelli che dicono che una volta vivevano sulla Terra. Alcuni lettori possono decidere che l’evidenza mostra che tutti i tuoi suggerimenti (e ancora di più) sono coinvolti. In altre parole, i risultati sperimentali sembrano indicare che i medium hanno straordinarie capacità mentali (che tutti noi magari avremmo se noi sapessimo usarle) E che i comunicatori che stanno vivendo in un’aldilà stanno producendo fenomeni E che comunicatori che sono in “altri regni” di tempo e spazio stanno producendo fenomeni. Alcuni lettori possono trovare interessante che, durante l’esperimento di Scole, c’è stato un buon numero di esempi dove il “team dell’aldilà” sembravano collaborare CON i “team di altri regni” allo scopo di produrre i fenomeni.

5) Forse qualche lettore di questa pagina facebook puoò contattarti a riguardo di altri gruppi in Italia…

Ti potrebbe interessare guardare l’immagine dell’esperimento fotografico sul cristallo che abbiamo intenzione di caricare oggi, 13 Aprile 2013, e alcune delle altre immagini precedentemente caricate, per vedere se sei d’accordo che alcuni dei comunicatori appaiono avere apparenza “non umana”.

Spero che queste risposte aiutino, cordiali saluti,

Grant Solomon

 

Le prove scientifiche della vita dopo la morte – Il gruppo di Scole

Con questo titolo impegnativo inizia il libro-documentario di Grant e Jane Solomon sul lavoro del gruppo di Scole: persone, tra cui due medium, che si sono date appuntamento due volte la settimana per cinque anni nella cittadina inglese di Scole con lo scopo di provare, davanti a testimoni e scienziati, che la nostra coscienza sopravvive alla morte fisica. Il lavoro venne svolto prevalentemente nella cantina, adattata a prova di luce, di una di queste persone, ma non solo lì, anche a casa di ospiti scettici che volevano evitare il più possibile il rischio di frodi.

I medium contattavano, o meglio venivano contattati, da un gruppo di entità di altre dimensioni – non solo “trapassati” – che avevano anche essi l’obiettivo di dimostrare agli esseri umani ancora incarnati che la morte fisica è solo un passaggio. Anche tra di esse c’erano alcuni scienziati, persone che da vive erano state tali e che, in qualche modo, avevano conservato la curiosità, le conoscenze e lo spirito per tentare di aiutare gli esperti dello… “aldiquà”, chiamiamolo così, ad ottenere prove che non potessero essere messe in dubbio perfino dallo scettico più incallito.

Le prove furono le “solite” testimonianze di defunti ai loro cari – cose che solo loro avrebbero potuto sapere – ma anche apporti (ovvero oggetti fisici apparsi – e rimasti – nella stanza durante le sedute), “voci dirette” (che non arrivano dai medium ma da punti della stanza dove non ci sono persone), luci”intelligenti” fluttuanti per la sala (intelligenti perché “rispondevano” a ciò che veniva loro chiesto), immagini e frasi impresse su pellicole fotografiche sigillate, immagini apparse su video, registrazioni audio… e probabilmente dimentico qualcosa 🙂

Esiste anche un film documentario su questi avvenimenti che includo in chiusura di questo post. Sfortunatamente è in inglese, però è un inglese molto “pulito”: se ne masticate anche solo un poco dovreste riuscire a comprenderlo.

Devo dire che il lavoro svolto da questo gruppo e le prove da esso portate sono molto convincenti, anche se, va da sé, un conto è leggerne il libro-testimonianza o vedere il film ad esso dedicato (che riporta tra l’altro anche l’incontro tra il gruppo di Scole e un noto medium italiano – Marcello Bacci – che usava soprattutto la metafonia diretta, ovvero l’ascolto di voci di defunti provenienti da una vecchia radio) un altro deve essere stato presenziare ai loro esperimenti. E’ sempre molto difficile credere, magari cambiando le proprie convinzioni, ad argomenti delicati e di fondamentale importanza come questo solo grazie a racconti di terzi.

Personalmente l’unica cosa che ho ottenuto è la visione di qualche cosiddetto “orbs” tramite l’uso di telecamere ad infrarossi. Gli “orbs” sono luci statiche che compaiono sulle foto di camere digitali – ovviamente in punti dove non dovrebbero esserci – ma anche luci, seguite o meno da scie, che passano davanti a telecamere agli infrarossi in uno stato di oscurità più o meno spinta. Ovviamente l’interpretazione di cosa siano davvero gli Orbs cambia da persona a persona e da esperto ad esperto. Gli scettici le bollano come riflessi o pulviscolo, o addirittura come malfunzionamenti della circuiteria delle telecamere. Io non posso dire cosa siano, ma escludo che siano sempre riflessi o pulviscolo, poiché a volte si muovono sullo schermo con moto irregolare, cambiando spesso direzione, in un modo che esclude polvere e riflessi nelle condizioni in cui le ho osservate. Sul possibile malfunzionamento, bé, mi domando se sia possibile che tutti coloro a cui accadono di vedere cose come queste abbiano problemi con le loro apparecchiature 🙂 Ma chissà… Tuttavia, ripeto, mi guardo bene dal gridare “all’entità” per questo, è troppo poco, ed altro non ho ottenuto, anche se, a dire il vero, ho provato troppo raramente e non faccio attualmente testo. Se siete interessati a saperne di più sugli orbs, anche l’amica di blog Demetrablu ne ha parlato nel suo blog qualche tempo fa, ecco il suo articolo: Orbs a casa mia. Tra l’altro, se leggete tra i commenti, troverete che ero piuttosto scettico, pur lasciando – sempre – la “porta aperta”.

Tornando e concludendo sul gruppo di Scole, ciò che mi ha lasciato perplesso è stato il modo – frettoloso – con cui si conclusero, mi pare nel ’99, gli esperimenti. Ufficialmente furono le entità delle altre dimensioni a chiederlo perché, a loro dire (a mezzo medium), un’altra entità – dal futuro – aveva trovato il modo di inserirsi nella “porta” tra le dimensioni che era stata aperta, e ciò poteva essere molto pericoloso. Di fatto, tutto venne bruscamente interrotto. Una persona scettica potrebbe pensare che… forse le attività erano ormai così di dominio pubblico da richiamare attenzioni così alte da rischiare che qualcosa che non doveva essere visto venisse scoperto. Peccato, perché fino a quel punto il lavoro prometteva davvero bene…

Al di là di credere o meno, di essere o meno interessati, una cosa mi lascia perplesso: le presunte prove sono davvero tante e piuttosto difficili da smontare; come mai l’eco di questi esperimenti è stato così basso? Come mai quasi nessuno ne ha parlato? Sono cose che comunque avrebbero per lo meno meritato ben’altra attenzione, invece sono passate in sordina. E non è la prima volta che capita. Davvero la maggior parte della gente non è interessata e preferisce guardare “Il Grande Fratello” (con tutto il rispetto per chi lo guarda, eh!)? Forse si ha timore di passare per sciocchi creduloni anche solo a parlarne? O forse ci sono interessi a che tutto questo passi il più possibile inosservato?

Vi lascio al film. Per chi è interessato e vuole sfidare l’inglese… buona visione! 🙂

Rosabelle, credi… – Parte III: Houdini e lo Spiritismo

houdini familyCome anticipato dallo spirito guida Fletcher, immediatamente dopo la divulgazione pubblica da parte di Bess della genuinità del messaggio, violenti attacchi iniziarono ad arrivare dai detrattori dello spiritismo – soprattutto illusionisti e giornalisti – sia alla moglie di Houdini, accusata di aver tradito la buonanima del marito, sia al medium Ford, accusato di fraudolenza.

L’illusionista Dunninger, contemporaneo di Houdini, dichiarò che il codice era già stato pubblicato in precedenza.

Il giornalista Rea Jaure, in un articolo intitolato “I messaggi di Houdini: Una Grande Beffa!”, scrisse che Ford stesso gli aveva rivelato nel corso di un’intervista di aver ricevuto il codice da Bess prima delle sedute. Jaure si avvalse di due testimoni che confermarono sotto giuramento la sua versione. Tuttavia tre altri testimoni giurarono a favore di Ford, dichiarando che nel giorno indicato da Jaure, Ford si trovava altrove.

Questi sono solo alcuni degli attacchi che Bess e Ford subirono.

La stampa, gli scettici e la sua stessa famiglia, convinsero Bess – che a lungo aveva sostenuto che quanto avvenuto non era una frode – a ritirare il premio pattuito. Ma Ford dichiarò sempre di essere stato lui a rifiutare ogni premio in forma di denaro e che l’unico vantaggio acquisito era stata la notevole pubblicità ricevuta dopo i fatti, pubblicità per la quale ringraziò Houdini che – a suo dire – aveva forse voluto premiarlo in questo modo dall’aldilà.

Bess riprese a tenere le sue sedute medianiche ogni notte di Halloween, fino al 1936, quando, dopo un’ultima fallimentare seduta, spense la candela che ardeva accanto alla fotografia di Houdini fin dalla sua morte, accompagnando il gesto con le parole “Houdini non verrà. La mia ultima speranza è morta. Non credo che tornerà da me, né da qualcun altro… E’ finita. Buona notte, Harry!”.

Ancora oggi, in ogni notte di Halloween, la Society of American Magicians tiene una cerimonia in memoria di Houdini con tanto di seduta medianica per tentare di evocarne lo spirito.

 



Considerazioni finali.

Lo spiritismo è una corrente spirituale, o dottrina filosofica, nata ufficialmente nella metà del 1800 grazie ad Allan Kardec che la codificò nel libro “Il libro degli spiriti”. Oggi conta milioni di credenti in tutto il mondo, ma si può dire che il suo massimo fulgore fu raggiunto a cavallo del 1900 con il fenomeno dilagante dei medium.
Il movimento suscitò enorme interesse in quanto apportatore di speranze e prove (o presunte tali) della vita dopo la morte e in particolare per la possibilità di comunicare con i propri defunti, ma suscitò anche enormi resistenze, creando in pratica due blocchi separati tra credenti e detrattori (anche la Chiesa ha sempre condannato lo spiritismo).

Houdini era un “perfetto ricercatore”: una persona che avrebbe voluto credere ma che aveva bisogno di prove; la sua passione era alimentata dalla speranza ma controllata dallo scetticismo. Quando alla morte della madre nessuno fu in grado di dargli prova convincente della di lei sopravvivenza, Houdini si convinse della fraudolenza dello spiritismo e dei medium in particolare, dedicandosi con accanimento crescente alla scoperta dei trucchi con i quali venivano truffate – secondo lui – le persone che, spesso disperate, ad essi si rivolgevano. Va detto che non sempre riuscì a spiegare ogni presunto fenomeno paranormale ai quali assisté, il che comunque non significa di per sé che il fenomeno fosse reale, ma solo che lui non sapeva spiegarlo.
Tuttavia la mia sensazione è che Houdini lasciò sempre una porta aperta, poiché in lui continuò fino alla fine a convivere, assieme allo scetticismo, anche la speranza.

Il contesto storico non aiuta, poiché il caso riportato fu usato da spiritisti e detrattori nel tentativo di screditarsi a vicenda. Così si spiega la battaglia feroce, perfino a colpi di avvocato, sulla veridicità del presunto messaggio di Houdini dall’aldilà.
Perché la moglie di fatto ritrattò, riprendendo le sedute di Halloween e spegnendo la candela? Era complice, poi pentita, di Ford? Oppure, presa dallo sconforto per la sua scomparsa, aveva tentato genuinamente di credere per poi rendersi conto, anche grazie alle pressioni esterne, di aver sbagliato? O, ancora, fu così intimorita dagli attacchi che continuava a ricevere, da decidere di ritrattare e tenere per sé la propria convinzione?

Ognuno può farsi la propria opinione.

Ancora oggi famosi illusionisti aiutano le associazioni per il controllo delle affermazioni sul paranormale a smascherare falsi medium, anche se – a volte – le loro affermazioni suonano non sufficienti oppure forzate, al punto da risultare a loro volta poco credibili. Allo stesso modo in cui la luce artificiale non dimostra che la luce del sole non esiste, dimostrare che e’ possibile riprodurre un evento artificialmente non dimostra che tutti gli eventi simili sono necessariamente non genuini e non naturali.
Di fatto, non essendoci possibilità di prova scientifica, non è possibile dichiarare che gli spiriti esistono, ma – ovviamente – non è possibile altresì dimostrare nemmeno il contrario, ovvero fornire prova che NON esistono…

… e nel campo dell’indimostrabile, ognuno resta libero di credere alle convinzioni che via via si è costruito, oppure di continuare a vagare nel buio in cerca di appigli e verità.

Seduta medianica

 

Rosabelle, credi… – Parte II: Messaggi dall’aldilà

houdiniDopo la morte di Houdini, in particolare nelle notti di Halloween – anniversario della sua morte, sua moglie Bess tentò per diversi anni di contattarlo attraverso sedute medianiche.

Houdini era sostanzialmente uno che non credeva, ma avrebbe tanto voluto poterlo fare.
Per buona parte della vita cercò le prove della sussistenza dell’anima dopo la morte e, avendo ormai una profonda conoscenza dello spiritismo e dei medium, ideò esso stesso un codice che nessuno, all’infuori di lui e di sua moglie, poteva conoscere e che, una volta decifrato, avrebbe rivelato una frase concordata allo scopo di portare testimonianza che ancora viveva, seppure in un’altra dimensione.

La frase era semplice, solo due parole, ma il codice era complesso.
La prima parola sarebbe stata rivelata direttamente, in modo da indicare a Bess che il medium che faceva da intermediario poteva essere genuino; di fatto Bess in quegli anni venne sommersa da messaggi di sedicenti medium che asserivano di essere stati contattati da Houdini (oltre alla notorietà c’era un consistente premio in denaro in palio): quel primo passo sarebbe servito ad eliminarne subito la maggior parte. La seconda parola, quella decisiva, sarebbe arrivata attraverso un codice, composto da parole, sul quale mappare nove parole-chiave ricevute durante le sedute.
Houdini aveva in questo modo voluto ideare un sistema complesso che impedisse successi accidentali, o fraudolenti, nella soluzione del messaggio.

Nel Febbraio 1928 un famoso medium, Arthur Ford, ricevette nel corso di una seduta un messaggio attraverso il suo spirito guida, Fletcher, proveniente apparentemente dalla madre di Houdini. Questa spiegava che le condizioni per rivelare il messaggio del figlio e il suo (anche lei e Houdini avevano stabilito una parola chiave, una sola parola, da usarsi nel caso lei fosse morta per prima) erano adesso presenti, e che, dopo il suo, sarebbe arrivato anche quello del figlio. Dopodiché diede il proprio messaggio: “PERDONA!” (“FORGIVE!”) e disse che Bess avrebbe potuto confermarlo.
La moglie di Houdini fu informata e replicò, in una lettera firmata, che la parola chiave era esatta ma che era strano che fosse giunta quando suo marito era ormai morto, visto che quel messaggio era stato stabilito per lui, perché credesse, perché potesse dare senso alla sua vita… da vivo. In ogni caso ringraziò e scrisse che era il primo messaggio di una certa veridicità che riceveva.

Solo dopo diversi mesi arrivò un secondo contatto nel corso di una seduta nella quale, disse Ford, nessuno dei partecipanti aveva mai conosciuto Houdini. Nel corso di quella seduta Fletcher – lo spirito guida – diede la prima parola del messaggio di Houdini: “ROSABELLE”. La seconda e ultima parola del messaggio non sarebbe stata rivelata direttamente, come detto, ma attraverso il codice conosciuto solo da Houdini e da Bess, sulle quali mappare le parole chiave, rivelate successivamente.
Le parole chiave arrivarono nel corso di diversi mesi e parecchie sedute successive nelle quali Fletcher disse di star comunicando a volte con la madre di Houdini, a volte con Houdini stesso.

Quando la ricezione di tutte le parole necessarie fu dichiarata completa, lo spirito guida Fletcher invitò i presenti ad informare Bess, ma volle anche che fosse messa in guardia sul fatto che sarebbe stata pubblicamente attaccata da molti detrattori dello spiritismo, non appena il messaggio fosse stato verificato e riconosciuto.
La moglie fu informata e, riconoscendo con stupore ed emozione la prima parola del messaggio (Rosabelle), decise di partecipare alla seduta successiva.

Houdini, attraverso lo spirito guida Fletcher e il medium Ford, comunicò con la moglie, salutandola affettuosamente e chiedendole di spiegare il perché della prima parola chiave “Rosabelle”.
La moglie si mise a cantare…
“Rosabelle, sweet Rosabelle,
I love you more than I can tell,
O’er me you cast a spell,
I love you, my Rosabelle!”
… e Houdini la ringraziò, spiegando che quella era la prima canzone che lei aveva cantato durante i primi spettacoli condotti assieme a lui.

Dopodiché, dopo alcune dichiarazioni riguardanti la sua sincerità, spiegò il funzionamento del codice (conosciuto solo dalla moglie e da lui stesso), che era il seguente:

1. Pray = A
2. Answer = B
3. Say = C
4. Now = D
5. Tell = E
6. Please = F
7. Speak = G
8. Quickly = H
9. Look = I
10. Be quick = J

Funzionava così: se ad esempio avesse voluto dire “BACI”, le parole chiave da comunicare sarebbero state “Answer – Pray – Say – Look”. Per parole sopra la decima dell’alfabeto inglese, le parole sarebbero dovute essere composte su base decimale, ad esempio per “TRE” sarebbero servite: T = 19a lettera = Pray (1.) + Look (9.); R = 17a lettera = Pray (1.) + Speak (7.); E = Tell. Quindi “TRE” sarebbe stato codificato attraverso le parole “Pray Look – Pray Speak – Tell”.

Fu quindi possibile mappare le parole chiave raccolte durante le precedenti sedute. Esse erano: Answer – Tell – Pray Answer – Look – Tell – Answer Answer – Tell.

Il messaggio completo, di cui Bess riconobbe ufficialmente l’autenticità firmando un documento, controfirmato anche dai presenti alla seduta in qualità di testimoni, era dunque “ROSABELLE, BELIEVE!” (“Rosabelle, credi!”).

bessnote[ fine seconda parte – continua… ]

Nota: quanto riportato è basato principalmente sul racconto delle sedute medianiche, e avvenimenti annessi, riportate dallo stesso medium Arthur Ford.

 

Fantasmi

FANTASMI

FantasmaDal greco antico phantasma a sua volta da phantazo (“io appaio”), i fantasmi tormentano gli incubi degli esseri umani di ogni tempo, luogo e cultura. Nei secoli sono state raccolte migliaia di testimonianze, da quelle più famose a quelle “casalinghe”, le nostre. Credo che ognuno di noi abbia assistito direttamente ad una apparizione di un qualche genere o ne abbia almeno sentito parlare da una persona a lui cara.

Mia madre, poco prima che mio padre si aggravasse e andasse verso la sua fine, mentre trafficava in cucina avvertiva spesso la presenza di mia nonna, sua madre. Si voltava di scatto, la intravvedeva per qualche istante per poi vederla svanire nel nulla. Quando mio padre morì, le apparizioni scomparvero.

Due miei cari amici abitano in un antico convento sconsacrato, la cui sala principale è fatta a forma di piramide. Spesso mi raccontano di strani fatti – luci che si accendono e spengono, finestre chiuse ritrovate aperte, una volta addirittura il loro gatto, che quando uscirono era chiuso in casa, trovato inspiegabilmente su un davanzale al secondo piano, a finestra serrata. Secondo loro questi “scherzi” sarebbero dovuti al fantasma di un bambino, che lui, da ragazzino, avrebbe anche visto, e la cui immagine sarebbe perfino rimasta impressa su una foto digitale (da me visionata).

Ad un’altra mia cara amica, che sostiene di essere stata in passato tormentata da “larve”, un tipo nefasto di fantasma, rimangono spesso impresse strane figure nella sua macchina fotografica, anch’essa digitale.