Sbagliare è umano, perseverare…

Bene, con la revisione dei vecchi post del mio blog (allora su Splinder) sono arrivato all’Aprile del 2008. Fu un periodo importantissimo della mia vita, un periodo di grande cambiamento e questo non poteva non riflettersi sui post di quel periodo che, infatti, trovo particolarmente ricchi e che “sento” ancora oggi 🙂

Questo è molto breve. Probabilmente non avevo ancora una connessione Internet funzionante: collegavo il PC ad un cellulare usato come modem e forse non avevo ancora nemmeno un tavolino e una sedia, scrivevo sdraiato sul parquet del mio miniappartamento con Sissi  accanto, la gatta che fu di mia madre e che mi ha sempre seguito nei miei spostamenti 🙂 Ora Sissi ha 14 anni e… ne ha viste di cose succedere!! 😀

Comunque, il post originale con tutti i commenti dell’epoca, lo trovate qua: Sbagliare è umano, perseverare…


giustiziaL’errore di un uomo
non diventa la sua legge,
né lo obbliga
a persistere in esso.

(Thomas Hobbes)


Quant’è vero questo aforisma! Tutti sbagliamo, è davvero umano, farcene una colpa oltremisura ci sottopone ad un’inutile tortura psichica. Ma all’accorgersi di un errore si reagisce in maniera diversa: c’è chi ne prende atto, impara da esso e poi lo lascia andare, e chi percepisce quell’errore come una condanna definitiva, come se sentisse di doverne pagare il fio a vita, o comunque per un tempo troppo lungo. Come se, visto che l’errore è ormai stato commesso, sia ineluttabile, anzi quasi legittimo, rimanere in esso.
Non è così. Chi sbaglia e riconosce l’errore, deve – potendo – porvi rimedio, e se ciò non è possibile, deve comunque uscirne, “lasciandolo andare”. Non farlo significa condannare la propria vita, o porzione di essa, ad una prigione dalla quale, indipendentemente da come ci siamo entrati – con o senza colpa, ci rifiutiamo noi stessi di uscire.

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43 pensieri su “Sbagliare è umano, perseverare…

  1. Noi replichiamo. Tutti. Replichiamo degli schemi assorbiti nell’infanzia e senza che ne abbiamo la consapevolezza li replichiamo. Fino a che ci rendiamo conto e forse correggiamo il tiro…. Bello Splinder, non sai quanto mi manca. Buon week end

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    • Sì, quello della replica inconscia è un dato di fatto. Qui siamo già, in effetti, al passo successivo, al tuo “FORSE correggiamo il tiro”: ci si è resi conto dell’errore, ne si è consapevoli e forse nemmeno lo si ripete, ma invece di accettarlo per quello che è – un errore che per quanto grave non è stato voluto – e andare avanti, non si riesce ad uscire dal senso di colpa che ha provocato.
      Il senso di colpa ha, secondo me, una sua ragione di essere: ci insegna che gli errori si pagano, altrimenti ce ne sbarazzeremmo con troppa leggerezza finendo per ripeterli con facilità, ma non deve protrarsi per sempre, non serve ed è anzi controproducente. Avvelena la vita.
      Ricordo la pubblicità “E che cagnara! Sbagliando si impara!” 😀
      Buon WE anche a te!

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      • Tutto il pensiero e le emozioni sono una sovrastruttura, a vari livelli 😛
        Però, restando nella “vita di tutti i giorni”, sono dell’idea che ognuna di loro, se esiste, è perché una funzione la ha e sta cercando di insegnare qualcosa.
        Non mi disturba tanto l’insorgenza di un pensiero o di una emozione, quanto il fatto di diventarne schiavo.

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      • Ma con chi ce l’hai?
        Ad ogni modo, per quanto uno possa cambiare, e per quanto sia in diritto di farlo, ci riuscirà veramente solo quando supererà gli eventuali sensi di colpa che tale cambiamento ha provocato. Altrimenti non ne sarà mai fuori veramente.
        Certo, se un cambiamento non provoca senso di colpa… di che stiamo parlando?

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  2. ciò che ci fa andare avanti più o meno sereni è la non infallibilità del concetto “errore”, gli aspetti positivi del medesimo non sono casuali, la vita è tutta un bivio relativo, sempre non si intendano come tali la violazione di leggi, regole sottoscritte e/o impegni presi, questi non sono errori bensì trasgressioni. Il vecchio detto: “per imparare bisogna sbagliare” nobilita l’errore, da un punto di vista filosofico nobilita anche il perseverare 😀 😉

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    • Esatto, apposta avevo citato una nota pubblicità di tanti anni fa “E che cagnara! Sbagliando si impara!” 😀
      Nella grande maggioranza dei casi è vero: una volta andati a destra ad un bivio della vita, non potremo mai sapere come sarebbe stato andare a sinistra, potremmo al massimo fare delle supposizioni.
      E’ anche vero che su “grandi temi” le supposizioni hanno un elevato grado di essere esatte! 😀

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  3. Il problema è che non tutti hanno una lucidità di giudizio che consenta di individuare e ammettere l’errore. Molti difettano di razionalità e, se non si è in grado di ragionare, è impossibile riconoscere gli errori. Persistere in una fede politica o religiosa, in una gabbia giuridica, in una serie di convinzioni assolutamente false è stato caratteristico dell’uomo del passato. In nome di tante fedi e convinzioni sono stati compiuti atti esecrabili, che però una mentalità condivisa socialmente riteneva giusti e degni di encomio. Oggi appare, accanto a queste forme di irrazionalità del passato, è apparsa anche la figura di un nuovo uomo, incerto, insicuro, privo di certezze, di punti di riferimento. Quest’uomo nuovo ammetterà con più facilità l’errore, non si lascerà rinchiudere in una gabbia di certezze e di pregiudizi, ma non sarà certamente più felice degli uomini del passato.

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    • Sono d’accordo Guido, se non si è in grado di riconoscere gli errori è evidente che manca la base per emendarsi da essi, non sapendo nemmeno che esistono. Più che altro, secondo me, l’aforisma si indirizza a coloro che l’errore l’hanno ben riconosciuto ma non riescono, anzi non vogliono, tirarsene fuori. Tirarsene fuori non solo nel senso di non perseverare in esso, ma anche di liberarsi dalle sue conseguenze morali, ovvero i sensi di colpa.
      Sul presunto grado di felicità, non so… Vero è che i primi almeno non hanno i sensi di colpa, non sapendo di aver sbagliato, ma i secondi hanno la scelta di liberarsi, con coraggio, dell’errore, cosa che i primi non possono fare, restando perciò condannati alla loro situazione.

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  4. Innanzitutto, che sollievo che ho provato trovando questo post, non ti avevo più visto, e mi stava venendo l’ansia che avessi lasciato il mondo dei blog. Invece fortunatamente sei ancora qui con noi 😀 😀 😀

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  5. E’ un post molto interessante, quasi sempre i tuoi post riflettono in modo incredibile il mio modo di pensare e, ancora più, sembrano leggermi dentro. Trovo così difficile assolvermi e perdonarmi, ed i miei sbagli mi imprigionano ancora dopo anni!

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    • Lo so, sei in abbondante compagnia ma… pensa, serve a qualcosa stare ancora a tormentarsi? Cambia qualcosa? No, al massimo può solo peggiorare tutto. Continua a pensarlo ogni volta che ti guardi indietro, e pian piano… 😉

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  6. Ciao Wolf, manco da tempo da questi parti, come stai? e come sta la tua bella famiglia?
    Direi che assolutamente, accettare elaborare e lasciare andare l’errore è importante.
    A presto.

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  7. Non ce la faccio a perdonarmi o ad assolvermi, continuo a sentirmi in colpa per gli sbagli che ho commesso più o meno consapevolmente nel passato. Anzi recentemente me ne è ritornato in mente uno che avevo dimenticato e mi ha provocato una (un’altra) crisi esistenziale…

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  8. Lo so che è assurdo e che comunque il passato non si può cambiare, ma io mi dico che non sono la brava persona che vorrei essere se ho fatto tutti questi sbagli. E se non sempre hanno avuto conseguenze drammatiche è grazie alla Fortuna, non è merito mio!

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    • Sì ma gli errori sono tali quando sei cresciuto abbastanza da riconoscerli come tali, e in genere questo avviene… quando hai imparato proprio da essi! 😀 Qualcuno ha detto “L’esperienza è quella cosa bellissima che impari quando ormai non serve più” 😛

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  9. A me non hanno insegnato niente, credo proprio che se mi ritrovassi in una situazione simile a quella che li ha causati, mi comporterei allo stesso modo sbagliato. Non sono cresciuta dentro, sono sempre un’immatura, anche se immatura consapevole.

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    • Qualche motivo c’è sicuramente 🙂 Forse ricavi qualche vantaggio da questi errori, anche se un vantaggio solo momentaneo. Ad esempio, il semplice quieto vivere di non scontrarti direttamente con qualcuno. Ma è solo un esempio, appunto, ci possono essere tanti motivi per cui, in fondo, “decidi” di sbagliare di nuovo 🙂

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  10. In effetti io cerco il quieto vivere, cerco la tranquillità spasmodicamente forse perché è proprio quella che mi manca. sono sempre in ansia e a disagio nel mondo 😦
    Bah, magari prima o poi riuscirò a venirne fuori, chissà 🙂

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    • Ti capisco. Anche per me la pace e la serenità sono tanto importanti quanto difficili da ottenere. Pare che l’unica vera pace sia quella che si ottiene con la mente e nella mente. Sono certo che sia così, infatti la pace che si ottiene mettendosi nelle migliori condizioni “esterne” possibili non dura a lungo… perché le migliori condizioni esterne possibili non durano mai a lungo 😉

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  11. Caro Lupo scusa l’assenza, complimenti per Surya tutto bene la convivenza con gli altri pelosi? 🙂
    Riguardo al post, gli errori dovrebbero servire ad imparare, chi si accorge dello sbaglio è già un bel pezzo avanti..può sempre evitare di combinarne altri ma c’è anche chi persevera purtroppo chi sembra crogiolarsi nell’errore a scapito di chi gli sta accanto…sto andando sul personale oibò :-)..
    Un abbraccione caro Lupo 🙂

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    • Sì, tutto bene. Ora è perfino uno spasso vederli, ma mi sa che sarà anche meglio “domani”: i gatti stanno via via acquisendo coraggio vedendo che la cagnolona fa tanto casino ma non è pericolosa 😀
      ahia… toccato un tasto dolente, temo! 😀
      Abbraccio!

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  12. I gatti sono sempre un pochino malfidati però poi col tempo si abituano 🙂
    Tasto dolente infatti…diciamo che i vicini amano rendermi la vita impossibile…credo sia il loro passatempo preferito visto che sono quasi 2 anni che lo fanno..
    Buona giornata! 😉

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