Il lupo e il cane

Stasera volevo scrivere un post nuovo, ne ho almeno un paio in mente, purtroppo notizie ferali da alcuni colleghi dell’azienda, notizie che parlano di lettere – o meglio di e-mail! – di licenziamento, mi hanno portato via gran parte della serata e non ho fatto in tempo. Spero che la situazione si risolva, soprattutto per loro, ovviamente, ma in prospettiva per tutti noi che lavoriamo in questa azienda che, evidentemente, è messa davvero male…

Comunque per stasera rimedio con uno dei miei vecchi racconti brevi, scritto a fine marzo 2008. Sapete, quasi manco li ricordo questi racconti, è un po’ come se fossero nuovi perfino per me 😀 Poi questo, visto che una “pastorina” è davvero arrivata, anche se più simil-australiana che tedesca, è… quasi una doppia sorpresa 😉 Sicuramente piacerebbe molto a Surya badare ad un gregge 😉


Il lupo e il cane

pastore tedescoVlak era un bell’esemplare femmina di pastore tedesco. Trascorreva le sue giornate conducendo e controllando il gregge assieme agli altri cani del proprietario della tenuta. Era felice, si divertiva un mondo a rincorrere su e giu’ per i prati le pecore che si allontanavano, oppure, una volta rientrati, giocando con il resto della muta con cui era molto affiatata.
Un giorno Vlak corse fino ai margini della foresta inoltrandocisi anche un poco. Tornata indietro, si accorse che la lettera “V” che le era stata da tempo appesa al collare, non c’era piu’. Vlak era molto attaccata a quel ciondolo che sentiva sbattere ritmicamente sul cuoio del collare ogni volta che correva. Disperata, torno’ ai margini della foresta cercandolo ovunque. Improvvisamente, mentre si stava ormai arrendendo all’idea di averlo perso, senti’ una strana tensione su di se’, come se percepisse che qualcosa stesse avvenendo attorno a lei. Alzo’ il muso e si accorse che un lupo la stava fissando a pochi metri di distanza, immobile. I due animali rimasero a fissarsi diversi secondi senza muovere un muscolo… dopodiche’ il lupo si avvicino’ con cautela e inizio’ a annusarla, prima da distante, poi sempre piu’ da vicino. La tensione si sciolse e i due animali iniziarono a rilassarsi.
Da quel giorno Vlak torno’ spesso ai limiti del bosco, dove sapeva che il lupo la stava aspettando. Nonostante il tempo che le era concesso per allontanarsi dal gregge fosse poco, ormai avevano preso confidenza: giocavano assieme, correvano assieme, saltavano l’uno di fronte all’altra simulando falsi movimenti di battaglia… A Vlak dispiaceva molto sapere che quella sorta di idillio era destinato a durare ogni volta solo pochi minuti.

Un giorno Vlak decise di fare un tentativo e, alla fine di quello che ormai era diventato il loro tempo, non si allontano’ correndo verso il gregge come le volte precedenti, ma lo fece lentamente, voltandosi spesso, sperando di convincere il lupo a seguirla… e cosi’ avvenne.

Passo’ del tempo. Il lupo era stato accettato anche dagli altri cani e perfino il loro proprietario, sebbene all’inizio molto diffidente, inizio’ ad accettare quello strano componente che si era aggiunto alla sua muta; in qualche modo ne era anzi inorgoglito.
Di giorno il lupo partecipava alle attivita’ dei suoi nuovi compagni, mentre la notte dormiva sulla paglia, in un angolo del fienile. Spesso era proprio Vlak a svegliarlo la mattina; era felicissima di essere riuscita ad aggiungerlo alla muta cosi’ da averlo sempre vicino a se’.
Ogni tanto pero’ notava qualcosa di strano… il lupo smetteva improvvisamente di fare cio’ che stava facendo, che fosse correre, giocare o controllare il gregge, e rimaneva a fissare la foresta, immobile. Vlak non dava pero’ troppo peso alla cosa, probabilmente pensava che stesse soltanto ricordando qualcosa che era rimasto la’, nel suo passato.

Una mattina Vlak corse come al solito nel fienile per svegliare il lupo… ma il suo posto abituale, ormai contrassegnato dalla paglia pressata, era vuoto… cosi’ come, in un attimo, divenne il suo cuore. Improvvisamente capi’ di avere sempre saputo che quell’evento ineluttabile presto o tardi sarebbe accaduto. Ancora immobile, con gli occhi lucidi, vide qualcosa luccicare nel letto di paglia del lupo. Si avvicino’… in mezzo ai fili gialli c’era il suo ciondolo a forma di “V”.

Erano passati mesi ormai dalla scomparsa del lupo e tutto sembrava essere tornato come prima. Vlak aveva ripreso a correre e giocare assieme al gregge ed ai suoi compagni. Ma, ogni tanto, si fermava all’improvviso e, immobile, iniziava a fissare la foresta. Non era piu’ felice come prima… aveva perso l’innocenza.

“E’ inutile dar da mangiare ad un lupo: continuera’ a guardare verso la foresta”. (anonimo)

Wolfghost


lupi

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44 pensieri su “Il lupo e il cane

  1. Splendido! Tra fantasia e Kipling, hai realizzato un racconto ricco di patos, di sentimento, con un pizzico di magia.
    Gli animali, da te descritti, sembrano vivere sullo schermo (una volta si diceva sulla carta, e eh).
    Lo dicevo io che scrivi benissimo 🙂

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    • Bé, è un po’ troppo ad “alto livello”, “astratto”, con pochi particolari, che so, una descrizione dell’ambiente, del paesaggio, del cane protagonista: non può rendere “vivi” i personaggi, come accade nei tuoi racconti nei quali, davvero, sembra di immergersi. I miei racconti tendono, o meglio tendevano 😀 , a “rendere l’idea”, ma erano troppo diretti, andavano troppo velocemente a proseguo e conclusione 🙂 Non dico che non possano piacere, ma certamente non hanno lo spessore di quelli dei “veri scrittori” 🙂
      Grazie comunque! 🙂

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    • Sì, la cosa buffa è che senz’altro rappresentava qualcosa anche per me, solo che… parla chiaramente di un rapporto tra due persone troppo diverse per poter funzionare, ma nel quale, seppure con un po’ di malinconia, non vi è rancore o sensi di colpa, solo comprensione che non si può “costringere l’amore”, che a volte non basta nemmeno quello e si può solo “lasciare andare”, anzi… anche lasciare andare è esso stesso un atto d’amore 🙂 La comprensione è importantissima, scioglie l’ignoranza 🙂
      Ecco, dicevo che senz’altro rappresentava qualcosa anche per me, visto che l’ho scritto, solo che… non ricordo cosa! 😀 Non avevo rapporti profondi in quel periodo. Boh… 😀

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  2. Hanno qualcosa di nostalgico negli occhi, o sono io che lo vedo, tutti i cani che sono simili al lupo. Sembra proprio che pensino a qualcosa di lontano. Forse anche noi lo facciamo ogni tanto e allora è il lupo-cane a guardarci e a chiedersi a cosa stiamo pensando. Peccato non potersi parlare usando uno stesso linguaggio.

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    • Nel bel libro “Il lupo e il filosofo”, il protagonista adotta proprio un lupo, e poiché è vietato anche negli Stati Uniti adotta la strategia di… mentire sulla percentuale di purezza del lupo: solo i “veri” lupi sono infatti vietati ed è certamente difficile verificare se e quanto un presunto lupo è 100% tale 😉

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  3. Sei davvero bravo a scrivere, questo è un bellissimo racconto e le descrizioni degli animali sono perfette: sei riuscito a trasmettere il carattere del lupo, forte, con un cuore grande ma in fondo sempre con uno spirito selvaggio dentro di sé.

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    • Oh, i miei colleghi o ex colleghi non leggono il mio blog, non preoccuparti 🙂 E la vita va avanti, per noi e anche per loro, anche se molte difficoltà in più. So che sembra facile dirlo, ma bisogna cercare di rinascere, sempre. Solo dalla morte non vi è ritorno. Non in questa vita, almeno.

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  4. Magari a Ferragosto andrà in ferie anche la piattaforma :)))
    A essere sincera, anche io ho in programma un’altra vacanza ma, considerati tutti gli annullamenti di prenotazione dell’anno scorso, per ora incrocio le dita.

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  5. E’ da diverso tempo che sto cercando di entrare nel tuo blog senza riuscirci, devo essermi scollegata da libreriamoci blog e… non ricordo più quale email e relativa password ho usato.
    Ho cercato di entrare con gli altri indirizzi di posta ma… wordpress riconosce il pc e non mi accetta!

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  6. Come va, Wolf? Io sono tornata da un bel po’ dalle vacanze al mare, anzi sto quasi per ripartire, ma stavolta a avrò (salvo imprevisti imprevedibili…) un pc a portata di mano, quindi praticamente sarà come essere a casa.

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  7. Mi è piaciuto moltissimo! Mi ricorda quelle fiabe dove un/a mortale sposa un qualche essere sovrannaturale e ne viene fuori una specie di matrimonio a tempo determinato. A volte il mortale sbaglia qualcosa, a volte finisce per morire (l’unico caso in cui finisce bene è fra Psiche e Eros, perchè Eros rende la sposa immortale). Il lupo, semplicemente, non può restare per sempre. Tristissimo ma molto bello. Rallegramenti per il nuovo arrivo nel Wolf Zoo! (E speriamo che mi prenda il commento perché ho il computer nuovo e tutte le volte che provo a commentare su WordPress è una tragedia)

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    • ahah sì, ha preso il commento! 😉
      Tristissimo, purtroppo ci sono cose che, nel corso della vita, non possiamo non imparare. Pure se sono tristi o drammatiche. Tuttavia allo stesso tempo i due hanno avuto qualcosa che non dimenticheranno e che ha dato loro molto. E poi non si sa mai, magari dopo qualche anno il lupo è tornato… 😀

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