Lettera a una persona forte… che non sa di esserlo

Stasera voglio riportare qua la lettera in risposta ad una persona forte… ma che probabilmente non si rende conto di esserlo. Il suo racconto, che ovviamente ometto, mi ha toccato perché è il racconto di una persona che è passata tra mille difficoltà, le ha superate, e adesso chiede solo di andare "oltre", lasciandosele alle spalle.

Credo che anche se non se ne rende conto, è lei a poter essere di esempio per tante persone tra di noi che si sono lasciate atterrare, spesso troppo presto, dalle difficoltà della vita.



Ciao T. :)

Grazie di avermi scritto, credo tu mi abbia raccontato cose molto personali delle quali, sono certo, non parli spesso. E’ vero: certamente una parte l’ha avuta il fatto di sapere che sono "un esterno", qualcuno che non ti conosce, con il quale perciò puoi confidarti liberamente, ma… lo prendo anche come segno di stima :)

Molti di noi hanno avuto una vita difficile, è vero, ma la tua è stata davvero drammatica: onestamente credo tu abbia fatto quanto nelle tue possibilità, fare di meglio sarebbe stato oggettivamente molto, molto difficile.

Adesso… capisci quanto sia privo di senso chiedermi "dove sbaglio?", vero? :) Tu non hai sbagliato nulla, anzi ammiro il tuo spirito di reazione, uno spirito che ti ha fatto sopravvivere alle difficoltà. Molti al posto tuo si sarebbero arresi allo sconforto, alla sfiducia non solo nelle persone (e credimi, ti capirei), ma perfino nei confronti della vita stessa. Ma tu sei rimasta in piedi e continui a cercare quella felicità, o almeno quella serenità, che non hai mai avuto.

Da questo devi ripartire, dal riconoscere la tua forza, il tuo coraggio, dal prendere coscienza che è stata proprio quella insoddisfazione che senti, a impedirti di lasciarti andare, essa è la tua anima che ti sta dicendo che tu non sei fatta per vivere così, che meriti di più.

E, certamente, se sei andata avanti nonostante tutto, quel "di più" lo puoi ottenere.
Credici, e lo farai :)

Quindi scordati i sensi di colpa e di autocommiserazione, che proprio non hanno senso di esistere, e… pensa solo a vivere, a godere della vita, perché chi ama la vita, nonostante tutto, la strada prima o poi la trova… sempre :)

falco

0 thoughts on “Lettera a una persona forte… che non sa di esserlo

  1. Buongiorno Wolf non lo so devo guardare il testo che mi dici e tradurlo,non l’ho scritta io ti farò sapere se hai ragione….:-)
    Un abbraccione grande e spero che hai riposato stanotte…
    baci**
    Anna…

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  2. ho letto qualcosa di te..molto bello e commovente il post su tuo padre.in lui vedo il mio.Tante cose in comune e la stessa Terra natia…
    un abbraccio wolf ed un sorriso da un’anziana giovane :))))))))

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  3. ahahah una “giovane anziana” e’ meglio, dai! ;D Si’, credo che molte persone di quella generazione avessero gli stessi pregi e difetti ;)
    Grazie, abbraccione e sorriso anche a te! :)

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  4. Non so se la strada si trovi di certo oppure no, ma sono sicura che il vero potere è quello che ci permette di avere il controllo di noi stessi, se riusciamo a gestirci, riusciamo anche a superare le avversità esterne… piangersi addosso è più nocivo del danno stesso… (però la vita spesso mette davvero a dura prova…)
    baci

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  5. x laghira: eheheh di poche parole? :)

    x dalloway: si, per trovare (di certo) la strada, intendo presto o tardi si riesce ad arrivare ad una situazione di equilibrio, a “trovare un porto”, anche se forse non sarà proprio lo stesso porto per il quale il nostro viaggio era partito. L’arte di risollevarsi è, come dici tu, assolutamente essenziale! ;)

    x Godiva: grazie cara, lo prendo e… lo rendo volentieri :*

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  6. x sistercesy: grazie :) La positività non è sinonimo di certezza, ma sicuramente una mano la da sempre ;)
    Carezza anche a te :)

    x Anna: grazie cara… tu starai già dormendo da un pezzo invece! ;)
    Bacione :*

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  7. x Anna: ahahah non avevo alcun dubbio! ;D
    Buon sabato e bacino anche a te :*

    x Fiore: buongiorno a te, ottimo artista! ;)

    x flame: esatto, hai creato un bell’aforisma ;) Ma… che hai combinato con la figura? C’è un spazio vuoto sopra! eheheh
    Buon fine settimana anche a te :)

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  8. :-D vedi che effetti fa il sonno, gli occhi li ho aperti ma il sonno impera? Io non posso rimediare, non posso correggere il commento sigh. Ma forse gli spazi bianchi sono forieri di ciò che ancora non si immagina e si può ancora inventare, no?

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  9. Questo è un tema sul quale spesso anche io mi soffermo. La vita a volte ci porta davanti a un burrone; e lì … è un attimo: ci può essere la resa, la decisione (più o meno consapevole) di non voler più lottare. Ma spesso invece nonostante la sitazione sia difficile, drammatica, troviamo in noi una forza imprevista che ci consente di andare avanti, di reagire. Cosa determina questi diversi destini…? Non lo so.

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  10. x Stella: è una bella domanda Stella :) Credo che fior di psicologi e sociologi abbiano tentato di rispondere.
    Io credo che ognuno abbia un suo punto di rottura, superato il quale crolla definitivamente, ma solitamente e fortunatamente, l’uomo ha in genere più risorse di quel che esso stesso pensa.
    Anni fa lessi un libro che si intitolava “sopravvivere”, come avrai capito era un manualetto di sopravvivenza. Ricordo che vi trovai un concetto che mi colpì e che feci mio, più o meno diceva “non è così facile morire”. Ed è vero. Pensa a quante volte nella vita hai rischiato di morire… uno poi non se lo ricorda più, ma in genere sono innumerevoli: incidenti o “quasi-incidenti”, situazioni che potevano facilmente degenerare, posti pericolosi nei quali ci si è persi, malattie, aggressioni, istinti suicidi… Altro che le sette vite di un gatto! :D
    Eppure, almeno noi che scriviamo siamo ancora qua. Ecco, credo che la differenza stia spesso nel ricordarsi quelle semplici parole estrapolandole magari dal puro contesto della sopravvivenza, trovando in esse la forza di reagire: a meno che non lo si voglia, non è facile morire.

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  11. x Aicha: grazie cara :) Credo che, “purtroppo”, in molti ci siano riconosciuti :)
    Un abbraccio…

    x flame: sono così prevedibile? :( :D

    x mtm: come già scritto in un altro commento, io credo di si, anche se a volte più che “dirigere” la vita in accordo alle nostre mire di partenza, capiremo ed accetteremo serenamente cosa essa comporta. Siano essi pregi e difetti.
    Se ti trovassi bene… sarebbe così importante essere dove avresti voluto essere o in un altro luogo? :)

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  12. BUONA DOMENICA!
    -Non accumulare e non bramare,
    ma sii coraggioso e libero.
    Persegui sempre il sapere
    E lentamente impara a conoscere
    Ciò che la scienza non può vedere.
    Sforzati e lotta per apprendere,
    sii temperato e saggio
    perché l’abilità e la sapienza soli
    ci aiuteranno a sopravvivere.-
    “l’antico regno del silenzio”
    Di Martin Hocke

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  13. Ma no, non mi permetterei mai di dire una cosa del genere :)
    è prevedibile solo la tua voglia irrefrenabile di “precisare” ma è una cosa tenera e che denota partecipazione VERA ad ogni discussione ;))
    In bocca al lupo per i tuoi cuccioli pelosi, oltre che a te!

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  14. x Stefano: grazie per la citazione, molto interessante e condivisibile, anche se a mio avviso non ci si può “sforzare di essere saggi”. La saggezza è piuttosto un risultato a cui si arriva naturalmente curando il resto :)
    Buona domenica anche a te, carissimo!

    x Anna: eh, è iniziata con le cure ai miei mici, mai una cosa che sia semplice! eheheh
    Grazie cara Anna, bacione anche per te :*

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  15. x flame: eh, ma perché altrimenti viene meno lo spirito stesso della condivisione, no? :)
    I cuccioli pelosi stamattina sembra stiano un po’ meglio, anche se curarli è sempre davvero una battaglia, soprattutto Julius che è nel pieno della sua vitalità e forza ;)

    x Vale: ehilà! Ben ritrovata! :) Spero tutto ti stia andando per il meglio :)

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  16. x Glicine: eheheh grazie carissima, riporterò loro il tuo simpaticissimo saluto! :D

    x Happy: bé… conosco gente che è felice di suo, non credo dipenda solo dalle sofferenze che uno ha passato, anzi… no, non credo sia così. Diciamo però che la sofferenza ti permette di riposizionare gli eventi, di reinquadrarli sotto una giusta luce, e dunque di apprezzare meglio e di più tutte le cose belle che prima magari si apprezzavano poco.
    Riadatterei la tua frase dicendo che chi ha sofferto è in grado di apprezzare di più le piccole gioie della vita :)
    Felicissima domenica, cara happy! :)

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  17. Caro Wolfghost, sai che la tua lettera potrebbe essere un messaggio universale? Mi ci sono rispecchiata dentro.
    La persone in questione è stata sì forte, ma questa forza, a mio modesto avviso, l’ha ricevuta dall’istinto della sua sopravvivenza.

    Premesso che non conosco la persona e non cosa le sia capitato, ma ho l’impressione che tutte le persone hanno un guerriero dentro di sé, è questione di lasciarlo agire proprio nel momento di un grande bisogno.

    Davvero, una bella lettera e mi complimento con te.
    Rondine :) 

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  18. E’ vero che forse quella forza è in ciascuno di noi… eppure molti non la sanno scoprire e sfruttare. Allora, sì… penso che sia un merito della persona a cui questo post era dedicato, aver saputo trovare questa forza dentro sé stessa

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  19. Ciao Wolf…
    Certe volte ammetto che mi sento persa nonostante tutte le battaglie a denti stretti per cercare una vita normale…non lo sarà mai…ma infondo so di non aver sbagliato…non è colpa mia se è andata così…vuol dire che doveva andare così…è solo tutto molto faticoso… :)

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    • Cosa vuol dire “una vita normale”? La normalita’ e’ solo la media degli eventi che si stanno considerando. Una vita “media” e’ una vita “standard”: si nasce, si cresce, si va a scuola, si hanno i primi flirt, poi si inizia a lavorare, si incontra la “persona giusta”, si fanno figli, si invecchia, si tengono i nipoti e poi “si saluta”. Ma moltissime persone non hanno una vita cosi’, e se l’hanno, hanno anche numerosi altri eventi, a volte drammatici, che avvengono nel corso di essa. Insomma la normalita’ e’ una media… che non esiste. Ogni vita e’ unica e peculiare, e sono davvero poco le vite che dovremmo “invidiare” (meglio “ammirare”, magari).
      Se mi guardo attorno, le persone piu’ speciali sono spesso quelle che hanno avuto eventi tragici nella loro vita ma che sono riuscite a superare, magari semplicemente sopravvivendo ad essi. Chi ha lo spirito per “vivere con gli occhi aperti, come amo dire, ovvero con il desiderio di imparare e crescere, diventa forte nelle avversita’. Non e’ una questione consolatoria, e’ davvero cosi’.
      Non rimpangere il fatto di non avere “una vita normale”, dunque, e certamente non sentirti in colpa per quel che e’ stato il passato. Ho imparato che ogni istante e’ buono di per se’ e per costruire il proprio futuro, indipendentemente da cio’ che si ha alle spalle.
      Conta piu’ lo spirito della storia.

      Un saluto e grazie per aver commentato! :-)

      P.S.: Se hai un tuo sito o un tuo blog, lascia il link nel campo “tuo sito”, cosi’ che io o chiunque altro volesse, possa raggiungerlo e conoscerlo ;-)

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